Pd: Renzi a Firenze, omaggio a studentesse Usa e a Conti

Pd: Renzi a Firenze, omaggio a studentesse Usa e a Conti

Le due studentesse americane al centro della vicenda di presunto stupro da parte di due carabinieri, e l’ex assessore regionale (ed ex Pd poi passato a Mdp) Riccardo Conti: Matteo Renzi, segretario del Pd, ha rivolto a loro il primo pensiero in apertura del suo intervento alla Festa dell’Unità di Firenze, di fronte a più di mille persone, ieri sera alle Cascine.

Per il caso delle ragazze americane, “ciò che è accaduto – ha detto Renzi – è ingiustificabile”, e se per questo “noi esprimiamo tutto lo sdegno, la rabbia, e lo squallore per ciò che abbiamo visto, avvertiamo anche il bisogno di una parola e un abbraccio agli uomini e le donne dell’Arma dei Carabinieri, che sono il nostro orgoglio”.

Riguardo a Conti, il segretario Pd ha ricordato che “le nostre strade si erano separate, e non abbiamo condiviso niente della strada che i nostri ex compagni hanno fatto, ma vogliamo dire che quel percorso fatto insieme è stato un percorso fatto di valori. Il nostro pensiero va a Riccardo Conti e alla sua famiglia. E’ stato un compagno di strada. Mi chiamava il nipotino birbone: caro zio, ti mandiamo tutti un abbraccio affettuoso”.

“La leadership nel Pd la decidono due milioni di persone, non due correnti in un bar di Roma: portino due milioni di persone a votare e non ci sono problemi”. Lo ha detto Renzi, durante il suo intervento. “Leggo sui giornali – ha aggiunto – di tanti che dicono di voler rimettere in discussione la leadership della coalizione: si può fare in un modo semplice, si coinvolgono i cittadini”.

“Fuori dal Pd non c”è la rivoluzione socialista: c’e’ il Movimento 5 Stelle, e le camicie verdi della Lega Nord; dunque sveglia, basta discussioni sul niente”. Ha agguinto e riferendosi ai pentastellati: “Finché si parla delle scie chimiche passi, ma quando si parla di vaccini si mette in discussione la salute bambini. C’è un guru genovese che ha insultato la memoria di Rita Levi Montalcini e Veronesi, che contesta le mammografie. E allora qui non si scherza più”.

Uno stralcio dell’intervento di Matteo Renzi alle Cascine, raccolta da Claudio Gherardini

 

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Renzi difende Nardella: “Chiara condanna dello stupro”

Renzi difende Nardella: “Chiara condanna dello stupro”

Il segretario del Pd difende il Sindaco di Firenze in relazione alla posizione espressa dopo lo stupro denunciato da due studentesse americane da parte di due carabinieri.

Dario Nardella e’ l’erede politico di Renzi? “Non ci sono eredi. E’ un grande amico ma non ci sono eredi in politica a meno che tu non abbia una visione dinastica della politica”, spiega il segretario del Pd Matteo Renzi, nel corso di un’intervista a Radio Capital. Renzi difende Nardella, in relazione alla posizione espressa dopo lo stupro di due studentesse americane da parte di due carabinieri.

“Ho letto tutta la dichiarazione di Dario, che si apre con una grande condanna dell’accaduto. Dopo di che Dario aggiunge un punto da sindaco e dice ‘mi raccomando, evitate di vivere la citta’ come un luogo nel quale passare le serate a bere’. Questa frase staccata dal contesto- conclude Renzi- puo’ prestarsi a polemiche. In realta’ lui condanna con forza quello che e’ accaduto. Da sindaco aggiunge un elemento di quotidianita’ a Firenze. Puo’ sembrare fuori contesto, ma la sintesi e’ che esprime piena solidarieta’ alle ragazze”.

“Quello che e’ accaduto a Firenze e’ di una gravita’ inaudita. E’ raccapricciante l’utilizzo della divisa in questo modo”. Sottoline Renzi. Se fosse confermato lo stupro alle due studentesse americane da parte di due carabinieri, sarebbe “assolutamente ingiustificabile e da condannare con forza. Lo dico non da segretario, ma da padre, da figlio, da cittadino. Quelle due persone hanno infangato l’Arma”.

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Comunione e liberazione: morto don Bargigia, fu insegnante di Renzi

Comunione e liberazione: morto don Bargigia, fu insegnante di Renzi

E’ morto a Firenze don Paolo Bargigia, il sacerdote punto di riferimento di Comunione e liberazione nel capoluogo toscano.

Don Bargigia è stato insegnante dell’ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi al liceo ”Dante” e Renzi lo ha sempre considerato importante per la sua formazione: nell’ottobre 2015 l’allora premier volle incontrarlo, in Perù, insieme al fondatore dell’Operazione Mato Grosso, don Ugo Censi.

Malato da tempo, don Paolo Bargigia era poi rientrato in Italia. La Messa di esequie, presieduta dall’arcivescovo Giuseppe Betori, si svolgerà sabato 26 agosto alle 15:00 nella chiesa di Gesù Buon Pastore a Casellina (Scandicci).

La stessa, tra l’altro, dove pochi giorni fa si sono svolti i funerali di Niccolò Ciatti, il giovane ucciso in una discoteca di Lloret de Mar. Lo stesso Juan Carron, guida di Comunione e liberazione, in un messaggio ricorda che “don Paolo si è ”impastato” sempre di più con Cristo fino a salire sulla croce con lui, e questa è stata l’origine di quella fecondità che avete sperimentato in questi suoi ultimi anni a Firenze. E’ la stessa fecondità che lo ha reso padre di tanti in America Latina”.

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Liberazione Firenze, Nardella: liberi grazie a chi dette vita

Liberazione Firenze,  Nardella: liberi grazie a chi dette vita

‘Rispetto morti ma franchi tiratori Rsi furono per oppressione’ aggiunge il sindaco.

“Se oggi c’è chi può protestare e chi può applaudire è perché c’è democrazia”, e “perché qualcuno 73 anni fa ha dato la vita per restituire libertà e democrazia a
questa città”. Così Dario Nardella, sindaco di Firenze alla cerimonia di celebrazione dei 73 anni dalla Liberazione della città, riferendosi anche alla polemica suscitata dalla
manifestazione in ricordo dei franchi tiratori della Rsi in programma al cimitero di Trespiano.
“In questo periodo – ha affermato – si continuano a vedere manifestazioni che nascono magari da esigenze di propaganda politica e che mettono in discussione la memoria collettiva: io credo che sia necessario rispetto per tutti i caduti, però non dobbiamo dimenticare il solco che c’è tra chi ha combattuto per l’oppressione e chi ha combattuto per la libertà, perché questa è una differenza che mai nessuno può offuscare”. Manifestazioni come quella di Trespiano, secondo Nardella, sono “la dimostrazione del fatto che c’è un individualismo sfrenato che punta a perdere di vista una memoria collettiva: cioè, il tentativo ancora una volta di mescolare le carte quando si parla di storia.

“73 anni fa Firenze veniva liberata dalle truppe nazifasciste e come ogni anno i rintocchi della Martinella hanno dato il via alle celebrazioni dell’anniversario di quella Liberazione. Il ritorno alla democrazia, alla libertà, rievocato dal suono della campana della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, come avvenne in quell’11 agosto 1944. Quel suono concertava in sé l’idea di un’Italia che doveva uscire dall’immane tragedia della guerra, la volontà di un’Italia diversa, il sogno di una nazione unita e capace di autodeterminarsi in un sistema democratico ed il bisogno da subito di un riferimento, il Comitato di Liberazione: un aggregato di partiti e una realtà che trascendeva i partiti stessi.  Oggi sta a noi preservare il  dovere della memoria ed il valore della celebrazione del passato, che rappresenta una testimonianza irrinunciabile innanzitutto per nostri giovani”. La dichiarazione della vicepresidente del Senato Rosa Maria di Giorgi nell’anniversario della Liberazione di Firenze

“Nel pieno dell’estate del 1944 i fiorentini decisero di riprendersi la propria città. Erano anni terribili, la guerra aveva lasciato una nazione intera ferita e spogliata della libertà. I cittadini di Firenze non aspettarono che l’esercito alleato riuscisse ad organizzare un’azione militare che avesse ragione degli occupanti nazifascisti. Tirarono fuori il loro carattere e, come attestano le cronache dell’epoca, ‘fecero da sé'”. Lo scrive il ministro Luca Lotti dedicando su facebook un pensiero in occasione dell’anniversario della liberazione del capoluogo toscano.

Pensiero che viene lasciato su twitter anche dal segretario del Pd, Matteo Renzi: “Buon #11agosto Firenze, perla del mondo. Viva la libertà”. Lotti ricorda invece come “il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale mise insieme le sue forze migliori e diede il via all’insurrezione generale. Alla battaglia di liberazione parteciparono non solo i membri della Resistenza, fu un atto di coraggio che coinvolse tutta la popolazione. Era l’11 agosto 1944 quando il Comitato assunse tutti i poteri di governo provvisorio quale unico organo rappresentativo del popolo fiorentino. Il prezzo da pagare fu alto: in tanti persero la vita nelle battaglie che precedettero il momento di liberazione definitiva”. Dispiacendosi perché quest’anno, “per la prima volta”, non potrà essere a Firenze, Lotti invita al ricordo della “generosità e sacrificio di tanti uomini e donne che misero innanzi a tutto, compresa la propria vita, il diritto alla democrazia. È una lezione di civiltà e di amore per la propria terra il cui valore non si attenua con gli anni che  passano. Tutti noi avremo sempre un enorme debito di riconoscenza con chi ci ha permesso di vivere in un Paese libero e democratico. Viva Fiorenza libera!”, conclude.

 

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Consip: Renzi: pensato colpa mia malesse mio padre

Consip: Renzi: pensato colpa mia malesse mio padre

Lo afferma il segratio el PD Matteo Renzi, intervistato da Vanity Fair in edicola il 9 agosto. L’ex presiente del Consiglio: “penso che il procedimento contro mio padre sarà archiviato anche stavolta:non c’è nulla di nulla, se non il cognome che porta”

“Qualche settimana fa, mio padre si è operato al cuore e l’ho visto sul lettino in ospedale, ho
pensato fosse colpa mia. C’era mia madre con me e mi è sembrato di vedere nel suo sguardo lo stesso mio dubbio. Mi sono venute le lacrime agli occhi, ma le ho trattenute, e nessuno si è accorto di nulla”. Lo afferma l’ex premier Matteo Renzi,intervistato da Vanity Fair in edicola il 9 agosto.
“Detto questo – aggiunge il segretario Pd – penso che il procedimento contro mio padre sarà archiviato anche stavolta:non c’è nulla di nulla, se non il cognome che porta. Ma saranno
i giudici a decidere, io intanto aspetto di sapere i nomi di chi ha falsificato le prove contro l’allora premier. Nessuno ne parla, ma a livello istituzionale questo fatto è di una gravità
inaudita”.

sul fronte delle indagini, intanto, è finita negli atti dell’inchiesta sul mega appalto FM4 di Consip la relazione Anac che confermerebbe,dopo quanto accertato anche dai pm di Roma che da marzo stanno scandagliando la gara più ricca di Europa (2,7 miliardi di euro  la torta totale), irregolarità nella corsa all’aggiudicazione dei 18 lotti. Il provvedimento dell’autorità anticorruzione è stato acquisito così come una serie di istruttorie fatte in queste settimane dalla Corte dei Conti e regolarmente trasmesse ai magistrati di piazzale Clodio.
L’autorità guidata da Raffaele Cantone ha inviato ai pm guidati da Giuseppe Pignatone il lavoro svolto sull’appalto principale di Consip al termine di attività di indagine durata,
di fatto, un anno. Anac, infatti, accende il primo faro su Consip nell’estate scorsa. In quei giorni presso la sede romana della Centrale acquisisce materiale riguardante le gare di
appalto svolte negli ultimi anni. Una attività, si apprende, messa in atto autonomamente e non al seguito di esposti presentati. Dall’analisi di quei documenti emergono alcune
irregolarità su alcuni appalti e principalmente sull’FM4.
Intorno alla fine di marzo, Anac comunica ufficialmente alla Consip di aver avviato una “indagine” sui 18 lotti e trasmette le prime risultanze di questa attività anche alla Procura.
Negli stessi giorni il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi, i magistrati che stanno indagando anche per la presunta fuga di notizie sui vertici Consip e che vede
indagati, tra gli altri, Tiziano Renzi, il ministro Luca Lotti e il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, hanno avviato il filone su FM4 ipotizzando il reato di turbativa
d’asta. In questi mesi è stata svolta una serrata attività istruttoria che avrebbe portato anche all’iscrizione nel registro degli indagati di una serie di imprenditori.
Sono state fatte audizioni che avrebbero confermato, così come mette nero su bianco la stessa Anac, l’esistenza di accordi tra i “players” del mega appalto per spartirsi i vari lotti e
anche pressioni sui vertici della Centrale unica di acquisti, così come avrebbe raccontato ai magistrati l’ex amministratore delegato, Luigi Marroni.
Ci troveremmo in presenza, quindi, di un vero e proprio sistema che gli inquirenti romani avevano già individuato in altro filone dell’indagine sugli appalti in Consip e in
particolare quello sulla gara per i servizi di pulizia negli istituti scolastici del 2012 da 1,6 miliardi di euro. Questo tassello di indagine è più avanti rispetto agli altri filoni al
punto che il 25 maggio scorso i pm hanno notificato a sei tra titolari e responsabili legali delle societa’ Consorzio Nazionale Servizi, Manutencoop e Roma Multiservizi spa, l’atto
di chiusura delle indagini che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio. I magistrati hanno messo in luce un accordo tra i vari ”concorrenti” della gara: scambi reciproci di
informazioni, per l’aggiudicazione di otto dei tredici lotti di cui si componeva la gara per l’assegnazione dei lavori.
Più o meno quanto scrive Anac per l’appalto-madre di Consip e in particolare su accordi stretti tra Consorzio Cns, Manutencoop  e Kuadra. Per questo appalto nell’aprile scorso i carabinieri
del Comando Provinciale di Roma hanno effettuato una serie di acquisizioni di documenti nella sede di Consip. Di fatto tutti gli incartamenti relativi ai “bandi di gara, decreti di proroga,
capitolati, dichiarazioni e ricorsi delle società partecipanti, fideiussioni” e tutto il materiale relativo alla FM4.

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