Primo ciak a Firenze per docufilm condotto da Matteo Renzi

Primo ciak a Firenze per docufilm condotto da Matteo Renzi

“Ore 7.00, inizio riprese nuove puntate. Primociak #F&M #Florence @arcobalenotre”. Con poche righe su instagram, accompagnate da una foto, il produttore Lucio Presta ha annunciato così il via alle riprese del docufilm sulle bellezze di Firenze condotto da Matteo Renzi.

L’ex premier ed ex segretario del Pd dà inizio ad un nuova esperienza  che affiancherà a quella di senatore, e che nei prossimi giorni lo vedrà impegnato in diverse location nella sua città. Nella foto appare in abito nero con una camicia bianca.

Le riprese di stamani si sono svolte in Santa Croce e poi al Ponte Vecchio. Domani Renzi dovrebbe girare a Palazzo Medici Riccardi, da dove iniziò la sua carriera politica come
presidente della Provincia di Firenze. Previste poi altri ciak al Duomo, agli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia, a San Miniato e a Palazzo Vecchio, anche nella sala di Clemente VII, il suo ufficio quando era sindaco della città.

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Crollo Genova: Renzi, creato gruppo avvocati contro fake news

Crollo Genova: Renzi, creato gruppo avvocati contro fake news

“Sui social ci sono troppe FakeNews. Ci vorrebbe una commissione di inchiesta del Parlamento su questi temi. Ma ho come l’impressione che Salvini e Casaleggio abbiano molta paura che si indaghi su questi temi, chissà perché. Allora noi chiediamo a tutti di segnalare le FakeNews e la becera propaganda diffamante. Abbiamo creato un gruppo di avvocati: porteremo in Tribunale tutti, senza guardare in faccia nessuno. E segnaleremo all’Autorità delle Comunicazioni ogni singola fake news”. Lo scrive su Facebook il senatore del Pd Matteo Renzi.

“Un Paese civile si unisce nel cordoglio. Il Governo ha scelto una strada diversa: attaccare le opposizioni. Io non ci sto. Non temo le bugie e i vigliacchi. Mi dispiace per chi sta zitto in disparte: chi tace oggi sara’ giudicato complice domani. Non e’ una #favoletta”. Lo dice il senatore del Pd, Matteo Renzi.

“Il ministro Toninelli è sparito, commissariato da Di Maio che tutte le sere è in tv, ovviamente senza contraddittorio, perché se fa un confronto con uno che conosce le carte è finito. Lanciamo un appello: Toninelli abbia il coraggio di venire in Aula la settimana prossima. Si interrompano le ferie, si riapra il Senato e Toninelli venga a dire SI o NO alla Gronda. Questo governo dice no a tutto: NoGronda, NoTav, NoVax, NoEuro, NoIlva. Venga in aula, Toninelli, e vediamo se ha qualche notizia intelligente da dare. Genova attende risposte”. Lo scrive sempre su Fb Matteo Renzi.

“Quando e perché è stata prorogata la concessione?”. In un lungo post in 5 punti  Renzi commenta il crollo del ponte Morandi alla luce delle polemiche. L’ex premier si sofferma in particolare sul caso della concessione: ”Nel 2017 seguendo le regole europee, dopo un confronto col commissario Ue Vestager (altro che leggina approvata di notte, è una procedura europea!), si è deciso di allungare la concessione di quattro anni, dal 2038 al 2042, in cambio di una fondamentale opera pubblica: la Gronda, l”opera che avrebbe decongestionato anche il ponte Morandi”. “Io ti allungo la concessione (che scadrebbe comunque tra più di vent’anni) e tu in cambio -spiega l’ex segretario del Pd- mi dai subito un”opera pubblica. Prorogare la concessione è stata una scelta del governo per avere subito l”opera pubblica che avrebbe decongestionato il traffico a Genova”. “Contro la Gronda erano i 5 Stelle che nel 2012 definitiva favoletta l’ipotesi del crollo del ponte, che nel 2014 con il genovese Beppe Grillo volevano bloccare la Gronda “anche usando l’Esercito” e che nel 2018 con Toninelli hanno proposto ancora di cancellare l’opera. La proroga tra vent’anni della concessione serviva a fare subito la Gronda. E Genova ha bisogno della Gronda, dei lavori sul Bisagno, del terzo valico, degli investimenti sul Porto: tutte opere finanziate nella scorsa legislatura”, conclude Renzi.

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Anche Renzi a celebrazioni centenario nascita Mandela

Anche Renzi a celebrazioni centenario nascita Mandela

Firenze, anche l’ex premier Matteo Renzi volerà in Sud Africa per partecipare alle celebrazioni per il centenario della nascita di Nelson Mandela in programma a Johannesburg il 18 luglio prossimo.

Renzi, che da sindaco di Firenze consegnò nel 2012, il Fiorino d’Oro a Mandela, è stato invitato alle celebrazioni dalla Nelson Mandela Foundation, e farà parte della delegazione italiana che martedì 17 luglio, al Wanderers Stadium di Johannesburg, parteciperà alla Nelson Mandela Annual Lecture che vedrà come relatore l’ex presidente Usa Barack Obama.

Domenica 15, presso il club italiano a Bedfordview, la delegazione incontrerà una rappresentanza delle comunità italiane in Sudafrica.

Mercoledì 18 la delegazione sarà presente all’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della casa di Mandela a Houghton.

Nella delegazione, in rappresentanza del Mandela Forum di Firenze saranno presenti Maria Carmela Ostillio, Francesco Pastorelli e Dino Lorimer. In rappresentanza del Comune di Firenze, l’assessore Andrea Vannucci e la vicepresidente del Consiglio Comunale Silvia Noferi.

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Renzi: “Cambio casa e faremo un mutuo”

Renzi: “Cambio casa e faremo un mutuo”

“Mediaticamente massacrato da false notizie – dice Renzi – Da mesi stiamo cercando di comprare una bella casa con tre stanze da letto a Firenze vendendo la nostra bella casa a Pontassieve, ci sarà da pagare una differenza che copriremo con un mutuo”.

“Compra una villa faraonica a Firenze, chissà con quali soldi…  – aggiunge Renzi – Se devo credere a ciò che leggo sul web, siamo almeno alla settima casa acquistata dalla mia famiglia negli ultimi dodici mesi. Tutte le proprietà immobiliari devono essere giustamente denunciate dai parlamentari, in nome della massima trasparenza. Dunque: basterà attendere e verificare”.

Ma da tre giorni il web è pieno di notizie. “Ma più sottile è la critica di chi ti dice: ma perché a gennaio hai detto che avevi solo 15.000€ in banca e adesso compri casa? Svelo un segreto. Sono stato eletto parlamentare e prendo un ottimo stipendio. Non avendo più attività di Governo posso avere ulteriori entrate, tutte pubbliche, tutte trasparenti. Queste entrate mi permettono persino di prendere un mutuo. Funziona così, da qualche secolo e non solo in Italia. Quello che volevo dire con la pubblicazione del conto corrente è che al Governo uno non si arricchisce come pensano i populisti e i malpensanti. Se fai bene il tuo lavoro finisci che hai 15.000€ in banca, sorridente e grato. Se fai altro, ma se non sei al Governo, rispettando le leggi e in modo corretto, è più facile fare soldi. Tutto qui”.

Aggiunge l’ex segretario del Pd: “Ho fatto un piccolo esperimento. Per una settimana non ho letto i quotidiani, non ho controllato i social, non ho aggiornato i miei profili. Ovviamente mi sono tenuto informato su quello che succedeva intorno a me e del resto ero in Senato, non alle Maldive. Ma devo ammettere che mi ha colpito la quantità di tempo che ciascuno di noi impiega inseguendo notizie e commenti che pure talvolta non sarebbero così importanti. Infatti ho avuto molto più tempo per me. Ho letto tre libri in una settimana e ho ripreso a correre: non sono più quello di una volta, il massimo sono stati 14 km in 75 minuti netti. Non proprio il ritmo di un uomo allenato, insomma”.

Quindi Renzi sottolinea: “Non ho replicato a una caterva di schifezze scritte sul mio conto. Voi direte: dov’è la novità? Non c’è nessuna novità, lo so. Prima o poi qualche giornalista indipendente scriverà due righe sulle modalità con le quali in questi anni la mia vita e quella della mia famiglia sono state mediaticamente massacrate da false notizie, false prove, falsi scoop”.
“E meno male che noi non abbiamo mai fatto sparire 48 milioni di finanziamento pubblico o non abbiamo mai avuto una colf in nero, noi. Altrimenti ti immagini cosa avrebbero scritto di noi?”, scrive Renzi facendo riferimento alle vicende dei finanziamenti alla Lega e a quella della colf della famiglia del presidente della Camera Roberto Fico.

Matteo Renzi spiega anche di essere pronto a fare uno speciale televisivo su Firenze, ma di non essere per questo uno “showman di provincia” e rivendica il tasso di presenze in Parlamento: “Lascia la politica per fare TV”, scrivono alcuni siti. Vorrei essere chiaro: ad oggi ho il 100% di presenze agli oltre duecento voti in aula e nelle sedute in Commissione: media talmente perfetta che ovviamente non riuscirò a tenere ma che la dice lunga su come stia seriamente rispettando il mandato affidatomi dagli elettori del mio collegio. Ho deciso anche di realizzare uno speciale televisivo sulla mia città, Firenze, perché credo che più il dibattito politico diventa barbaro, più c’è bisogno di valori, di bellezza, di cultura. Questo progetto televisivo su Firenze ha l’ambizione di parlare ai cuori delle persone, cercando di raggiungerle anche oltre i confini nazionali”.

“Sono emozionato al pensiero di lavorare su una sfida così affascinante – dice ancora Renzi – ma è tutta un’altra cosa rispetto alle Fake-News sul trasformarmi in uno showman di provincia. Chi vedrà quelle immagini si renderà conto del tentativo di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, uno sguardo sul presente, non solo uno sguardo sul passato”.

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Al via il recupero della Fortezza con le risorse del Patto per Firenze

Al via il recupero della Fortezza con le risorse del Patto per Firenze

Al via il restauro e la valorizzazione della Fortezza da Basso: la giunta ha approvato il progetto esecutivo del primo lotto di lavori, pari a 2 milioni di euro; le risorse derivano dal Patto per Firenze, siglato dal sindaco Dario Nardella con l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi nel novembre 2016.

Le risorse derivanti dal Patto per Firenze daranno il via al recupero di un monumento molto importante per la città e i cittadini fiorentini, attraverso un progetto congiunto e necessario: l’intervento riguarda il restauro e la valorizzazione delle cortine murarie esterne comprese tra il bastione Rastriglia, il bastione Bellavista e la porta Alla Campagna, sul lato del parcheggio di piazzale Montelungo. I lavori prevedono il restauro conservativo dei paramenti esterni oltre ad alcuni interventi di messa in sicurezza delle aree a queste afferenti e gli approfondimenti archeologici necessari per avviare la valorizzazione di parte dei camminamenti e delle gallerie di contromina alla base dei bastioni. Il piano di recupero, infatti, prevede l’avvio di percorsi e itinerari di fruizione pubblica che saranno sperimentati a partire dal cantiere. I lavori dureranno poco meno di un anno e inizieranno a fine estate.

L’importo totale dei lavori di recupero della Fortezza, approvato a dicembre 2016, è di 142 milioni di euro, da finanziare in parte con i contributi della Camera di Commercio, in parte con la risorse del Patto e in parte con risorse proprie. Per quanto riguarda il Patto per Firenze, attiva interventi per 680 milioni da destinare a una serie di interventi, dalle tramvie alla valorizzazione della Fortezza da Basso, dalla rimozione dell’amianto dall’Isis da Vinci alle piste ciclabili all’ampliamento del museo di Santa Maria Novella.

“Finalmente – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – partiamo con la valorizzazione di questo importante monumento cittadino, collocato strategicamente nel centro storico e ben collegato alla stazione centrale e tra pochi mesi alla tramvia. Un vero e proprio gioiello, sede ideale di mostre e congressi e grandi kermesse come Pitti Uomo”. “Un lavoro congiunto come questo – ha aggiunto il sindaco – dimostra che la collaborazione istituzionale è fondamentale per raggiungere obiettivi condivisi nell’interesse della città. La Fortezza è un’altra di quelle opere strategiche per Firenze e per la vita dei cittadini attesa da molto tempo e finalmente sbloccata”.

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