Prato, figlio con minore: il neuropsichiatra Cogne chiamato per perizia

Prato, figlio con minore: il neuropsichiatra Cogne chiamato per perizia

Il perito che dovrà valutare le condizioni psicologiche della 32enne di Prato accusata di aver intrattenuto rapporti sessuali con un minorenne, sarà il neuropsichiatra Renato Ariatti. Ariatti è stato sarà nominato questa mattina nel corso della seconda udienza del processo. La perizia richiederà 120 giorni.

La 32enne di Prato è a processo per atti sessuali con minore e violenza sessuale. Il marito è invece accusato di alterazione di stato per aver dichiarato la paternità del bambino nato la scorsa estate che, come ha dimostrato il test del dna, era figlio giovane. Ad effettuare la
perizia psicologica sarà la neuropsichiatra Renato Ariatti. L’uomo era già perito nel processo contro Anna Maria Franzoni, la madre di Cogne condannata per l’omicidio del figlio. La perizia durerà 120 giorni.
“Il quesito del giudice è articolato, visiterò la signora e valuterò il suo stato psichico nel momento in cui, in ipotesi, sono stati commessi i reati”, ha detto Ariatti. Nel corso della seconda udienza del processo, la procura di Prato ha sostenuto che i rapporti sessuali sarebbero cominciati da quando il minore aveva 13 anni. Il ragazzino era infatti suo allievo per lezioni private di inglese.
Uno dei due difensori della donna, l’avvocato Mattia Alfano, ha spiegato che la perizia del neuropsichiatra dovrà stabilire anche “qual è lo stato psichico attuale” dell’imputata, agli arresti domiciliari dal marzo scorso. “Il collegio difensivo ritiene che non sussistano i motivi per la reiterazione dell’eventuale reato, che sono alla base della misura cautelare che tutt’ora colpisce la mia assistita. Questa perizia sarà dunque utile, nella nostra visione, a far recedere il tribunale dall’intento di persistere con la misura”, ha spiegato Alfano.
Nell’udienza di oggi, la seconda del processo, sono stati ascoltati gli investigatori della polizia. Alla prossima udienza di lunedì 28 ottobre saranno invece ascoltati fra gli altri i genitori della presunta vittima del reato, che oggi è 16enne.
Il servizio di Sara Carullo

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Figlio con 15enne: al via il processo con rito abbreviato

Figlio con 15enne: al via il processo con rito abbreviato

E’ cominciato oggi, presso il tribunale di Prato, il processo in rito abbreviato contro la 32enne pratese accusata di aver avuto rapporti sessuali con un minorenne, oggi 15enne, da cui ha avuto un figlio la scorsa estate. A processo anche il marito della donna, accusato di aver alterato il proprio stato civile dichiarando di essere lui il padre del bambino.

I coniugi sono arrivati al palazzo di giustizia di Prato e la donna, che si trova ai domiciliari dal 27 marzo per aver avuto rapporti sessuali con un 15enne, non ha rilasciato dichiarazioni. “Stiamo discretamente bene – ha invece detto il marito – affronteremo il processo insieme”.

Per la particolarità del processo a giudizio immediato, non sono previste testimonianze: saranno utilizzate le parole del racconto che il minorenne ha reso negli scorsi mesi durante l’incidente probatorio.

La difesa della donna, rappresentata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, sostiene da tempo che gli atti sessuali si sarebbero verificati solo dopo il compimento del quattordicesimo anno di età della presunta vittima, mentre il minorenne, nel corso dell’incidente probatorio, ha sostenuto il contrario.

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Prato: procura valuta rito abbreviato per donna che ebbe figlio con minore

Prato: procura valuta rito abbreviato per donna che ebbe figlio con minore

La donna di Prato accusata di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo oggi 15enne ha chiesto il rito abbreviato in alternativa alla richiesta di giudizio immediato proposta allo stesso giudice dalla procura.

I difensori della 31enne, avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, avevano 10 giorni di tempo per formulare la richiesta di riti alternativi al processo con giudizio immediato, che prevede il ‘salto’ dell’udienza preliminare, e nelle ore scorse hanno depositato l’istanza su cui adesso il giudice prenderà una decisione.
Il processo in rito abbreviato, peraltro, consente lo svolgimento in camera di consiglio cioè a porte chiuse con la sola presenza delle parti coinvolte.

La richiesta di processo in rito abbreviato “non è una scelta di opportunità per beneficiare dello sconto di pena previsto dal rito alternativo ma attiene a una valutazione di strategia processuale ben precisa”, spiega l’avvocato Mattia Alfano, che difende la 31enne.

Inoltre, il difensore della donna precisa anche che trattandosi della richiesta di un processo in “abbreviato semplice, il giudice deve solo cambiare la data dell’udienza” fissata in precedenza (l’1 luglio 2019) sulla scorta della richiesta di giudizio immediato fatta dalla procura di Prato, senza quindi fare ulteriori valutazioni.

La donna impartiva ripetizioni di inglese al quindicenne,  da cui ha anche avuto un figlio.

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Sesso con minore: iniziato, oggi, incidente probatorio per ragazzo

Sesso con minore: iniziato, oggi, incidente probatorio per ragazzo

E’ cominciato l’incidente probatorio con audizione protetta per il 15enne, presunta vittima di violenza sessuale con una 31enne da cui la scorsa estate il minore ha avuto anche un figlio.

La donna, arrestata ai domiciliari lo scorso 28 marzo, è accusata di atti sessuali con minore e violenza sessuale per induzione. L’indagata ha fornito la sua versione dei fatti nel corso un interrogatorio, mentre oggi tocca alla presunta vittima dei reati che le vengono contestati riportare il racconto dal suo punto di vista.

Il 15enne si trova in un’aula del tribunale di Prato con il giudice ed uno psicologo, mentre in una stanza attigua – in videoconferenza – si trovano i rappresentanti dell’accusa, Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, e i rappresentanti della difesa della donna, oltre alla legale della famiglia del ragazzino.

Il legale dell’operatrice sociosanitaria ha dichiarato, entrando in tribunale a Prato: “Abbiamo la nostra versione dei fatti, certo la testimonianza del ragazzino è importante. Faremo poche domande, per rispetto del minorenne. Ci dispiace che non abbiano revocato i domiciliari. Non cerchiamo chissà cosa, la mia assistita ha manifestato la volontà di potersi curare e le dispiace di non poter iniziare questo percorso tra l’altro già individuato. Ascoltiamo le domande del giudice e il racconto del ragazzo, poi eventualmente faremo le nostre considerazioni.”

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Prato, figlio con 15enne: difesa chiede revoca domiciliari per cure psichiatrice

Prato, figlio con 15enne: difesa chiede revoca domiciliari per cure psichiatrice

I difensori della 31enne di Prato, agli arresti domiciliari per l’inchiesta che la vede indagata per violenza sessuale su un minorenne da cui ha avuto anche un figlio, hanno chiesto al tribunale del riesame di Firenze di revocare la misura alla propria assistita anche perché sta intraprendendo un percorso di cura presso uno psichiatra e perché ha necessità di accudire il figlio nato dalla relazione con il 15enne appieno.

Lo hanno spiegato gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri al termine dell’udienza, che si è svolta a Prato ed è   durata di oltre due ore. I giudici si sono riservati la decisione. “La nostra assistita ha iniziato un percorso da un esperto che la deve affiancare, uno psichiatra – hanno spiegato i due legali -, inoltre ha necessità di seguire il figlio più piccolo che ha pochi mesi, in modo completo, non solo in casa ma anche all’esterno”. Gli avvocati hanno anche riferito di aver consegnato ai giudici una lista già pronta di appuntamenti da uno specialista. La donna è stata presente all’udienza e ha raggiunto l’aula attraverso ingressi secondari, dai quali al termine è stata fatta che uscire.

La donna è presente  in aula. L’indagata, assistita dai suoi difensori, ha fatto una dichiarazione spontanea ai giudici in cui, senza entrare nel merito delle accuse, ha ribadito la sua buona fede.

“Non ci risultano contatti con il 15enne da quando la nostra assistita è a conoscenza di essere indagata. Ne ci risultano contatti con altri soggetti di età sensibile” hanno aggiunto  Alfano e  Nistri rispondendo ai giornalisti dopo l’udienza.

Uno dei motivi cautelari, hanno ricordato gli stessi legati era la possibilità di contatti sia con il ragazzo 15enne da cui la donna ha avuto un figlio nel corso di una duratura relazione, sia eventualmente con altri minori.
Sempre rispondendo ai giornalisti i difensori hanno precisato che risulterebbero visite in internet, da parte della stessa indagata “a tre siti pornografici, ma non pedopornografici, e nei disclamer di quei tre siti è indicato che gli attori sono tutti maggiorenni”.

“La nostra assistita nell’udienza ha fatto dichiarazioni spontanee in linea con altre dichiarazioni fatte in precedenza nel procedimento, in cui ha detto di sentire la necessità di intraprendere un percorso con uno specialista”, hanno spiegato i legali “Questo non è stato fatto apposta per l’udienza di oggi ma è un’esigenza che lei stessa aveva manifestato fin da subito – hanno aggiunto – in questa sede abbiamo ribadito la sua volontà di seguire un percorso terapeutico”.
“Confidiamo – dicono ancora i difensori – che il riesame le dia la possibilità di confrontarsi con esperti che possano spiegarle i motivi di quanto accaduto e le diano dei suggerimenti. Ai giudici abbiamo consegnato la documentazione di un esperto, che ha già fatto un piano terapeutico con un programma di appuntamenti. La nostra assistita ha già fatto una presa di coscienza forte ma ora ha necessità di proseguire con passi ulteriori”.
Inoltre, gli stessi difensori dicono: “Vogliamo che torni a fare la mamma, ha un figlio piccolo che deve anche andare fuori, fare passeggiate in carrozzina, pertanto gli arresti domiciliari anche sotto questo punto di vista andrebbero revocati”.

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