“La Toscana non si Lega” 350 sardine a Cascina contro ‘bufale’ Ceccardi

“La Toscana non si Lega” 350 sardine a Cascina contro ‘bufale’ Ceccardi

Mattia Santori dal palco: il voto in Toscana è importante quanto lo è stato per l’Emilia Romagna, non credete a chi vi dice che non avrà nessuna ripercussione a livello nazionale”.

In 350 si sono ritrovati in piazza Nenni a Cascina, città dove la candidata di centrodestra è stata sindaca, contro le ‘bufale’ di Susanna Ceccardi e l’odio seminato dalla destra. Giovani e meno giovani, chi già abituato alle piazze, chi alla prima ‘uscita’, alcune Sardine della prima ora, altre che hanno deciso di partecipare perché ‘bisogna fare di tutto perché la lega non prenda la Toscana’.

“Abbiamo il dovere di non interrompere il trend in caduta di Salvini, il populismo si combatte giorno dopo giorno come oggi in questa piazza”. Così dal palco il leader delle Sardine Mattia Santori. “La Toscana non merita di cadere nel disastro targato Lega –
detto Santori – il voto in Toscana è importante quanto lo è stato per l’Emilia Romagna, non credete a chi vi dice che non avrà nessuna ripercussione a livello nazionale”.

“Non basta candidare una donna se i tuoi alleati sostengono un modello di società che punta a rimettere la donna in cucina, a fare il lavoro domestico”, anziché “difenderne i diritti” ha affermato invece  Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia Romagna, intervenendo alla manifestazione.  “Non basta candidare una donna – ha aggiunto – se i tuoi alleati mettono alla gogna le donne sui social, colpendole nel corpo per cercare di nasconderne le idee e i pensieri, e non basta candidare una donna se non fai niente per liberare le donne dalle discriminazioni e per difenderne i diritti, anche a
scegliere sul proprio corpo; e non basta candidare una donna se alla fine dei conti non li ho mai sentiti parlare del fatto che le donne e i giovani rischiano di essere i più colpiti da questa crisi, lo dicono i dati dell’Istat”.

In piazza anche don Armando Zappolini, sacerdote di frontiera sempre dalla parte degli
ultimi e delle categorie più fragili, oltre ad Adelmo Cervi.  “C’è un grande desiderio di tornare a fare la giusta politica – ha detto Luigi Maria Sofia, leader delle Sardine pisane che ha promosso l’iniziativa -, la Toscana del futuro dovrà ripartire dalla sostenibilità ambientale  e dallo stop alle disuguaglianze sociali”.

Durante la manifestazione anche un piccolo parapiglia che ha visto protagonista Giuseppe Ceccardi, padre dell’europarlamentare leghista che abita a pochi passi dalla piazza. l’uomo ha srotolato un cartello elettorale con la foto della figlia innescando una contestazione verbale, ed un piccolo papapiglia, subito sedato dalle forze dell’ordine presenti.

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Regionali: Santori (sardine), “Ora Giani deve fare sognare la sinistra”

Regionali: Santori (sardine), “Ora Giani deve fare sognare la sinistra”

“Il nostro appello è a Eugenio Giani: facci riscoprire cos’è la sinistra, apri la coalizione con volti, idee e impegni. Il centrosinistra è chiamato a rappresentare un popolo che è già più avanti. E se non lo capisce, rischia. Ovunque e anche in Toscana”. Lo afferma il leader nazionale delle Sardine, Mattia Santori, in un’intervista all’edizione toscana della “Repubblica”, rivolgendosi al presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione.

“Ci sono elementi di similitudine tra l’Emilia Romagna e la Toscana”, come il profilo delle candidature leghiste, osserva Santori: “Ceccardi è un profilo hardcore come lo era Borgonzoni, estremiste e populiste”. Non a caso le Sardine saranno a Cascina (Pisa), il comune di cui è stata sindaca Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra a presidente della Toscana, a settembre per una grande manifestazione regionale: “Andremo nella tana del leone, per raccontare dove tutto è cominciato e com’ è iniziata la carriera di Ceccardi, con gli sciacallaggi sui migranti. E lì chiameremo il popolo del centrosinistra”.

C’è però una cosa che in Toscana al Pd sta mancando, c’è una scossa che ancora non si è vista, ritiene il leader del movimento delle Sardine: “Qui non si vede quel che è stata Elly Schlein per Bonaccini in Emilia. Sono felice che sia stato coinvolto un profilo come quello di Iacopo Melio, benvenga, ma ce ne vorrebbero altre di figure simili e non pescate e messe lì. Il centrosinistra a gente come Melio deve dare le chiavi in mano”.

Che campagna faranno le Sardine in Toscana? “Quel che vogliamo fare è dare l’occasione ai territori di raccontarsi dal basso, permettere a tutte le realtà sociali di poter emergere, senza propaganda ma con un significato – spiega Santori nell’intervista alla ‘Repubblica’ – Abbiamo scelto delle realtà che definiscono il nostro campo politico: migranti, braccianti, antifascismo, diritti Lgbt. Il nostro tour nazionale per le Regionali partirà da casa Matteotti e arriverà a casa Pertini. Saremo in Toscana il 27 luglio. A Grosseto sarà un’occasione per conoscersi. A Pisa la tappa avrà una valenza politica molto forte. Incontreremo le associazioni del Cas che accoglievano i migranti e parleremo di decreti sicurezza. Sarà il preludio di un grosso evento che abbiamo in programma a settembre a Cascina, casa Ceccardi. L’obiettivo è ricostruire la verità dei fatti, il percorso politico che ha portato Ceccardi dov’è. Tutti i passaggi hanno un significato: ha iniziato sciacallando sui migranti del Cas di Cascina che nulla avevano fatto. Lei strumentalizzava mentre ci sono organizzazioni che aiutano, questo andremo a dire in piazza”.

“Il bello dell’Emilia e della Toscana è che dimostrano, coi rispettivi modelli, che si può costruire un’economia mantenendo un’attenzione verso le disuguaglianze, la stessa che credo debba essere la guida nella crisi – spiega Santori – Ci sono molte cose che accomunano l’Emilia e la Toscana, a partire da una candidata leghista come Ceccardi, che spingerà i toscani a schierarsi. Le sue frasi sull’antifascismo ricordano Salvini, che messo alle strette sullo stesso tema svicolò”. Ma le Sardine sosterranno Giani? “Siamo speranzosi. La campagna elettorale è uno dei momenti più belli di un territorio, si traccia una linea e si sogna, la gente si immagina un futuro – risponde Santori – Quello che chiediamo a Giani è darci una visione, farci capire, sognare, dirci che la Toscana sarà la regione leader sull’ecologia, che darà il nido gratis, la sanità per tutti, che agevolerà chi fa figli. Faccia riscoprire la sinistra con le idee, altrimenti la gente non sa più cos’è”.

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Salvini a cena e le ‘sardine’ in piazza il 30 novembre a Firenze

Salvini a cena e le ‘sardine’ in piazza il 30 novembre a Firenze

Prossima tappa Firenze. Dopo le migliaia di persone nelle piazze di Bologna e Modena, l’appuntamento che rimbalza sui social è il 30 novembre. Le ‘sardine’ anti-salvini torneranno a stiparsi, questa volta nel capoluogo toscano (forse in piazza della Repubblica, luogo ancora da definire) in concomitanza con  l’evento in cui il leader leghista ha chiamato a raccolta al Tuscany Hall.

Mille militanti leghisti nel chiuso del Tuscany Hall e le ‘sardine’ si danno appuntamento in città. Il prossimo 30 novembre il leader del Carroccio Matteo Salvini sarà a Firenze,  per una cena che nei proclami avvierà ufficialmente la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali, che si terranno in primavera in Toscana.

In contemporanea, con lo slogan “La Toscana non si Lega” si prepara la contro-mobilitazione. Dopo Bologna e Modena, sarà il capoluogo toscano il prossimo concentramento delle ‘sardine’, l’iniziativa lanciata sui social da 4 giovani, Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa che in pochi giorni ha convinto a manifestare a Bologna 12 mila persone, 7 mila a Modena e ripresa a Firenze da Bernard Dika, 21 anni, ex millennial della direzione Pd quando il segretario del partito era Matteo Renzi ed ex presidente del Parlamento toscano degli studenti, oggi collaboratore di Eugenio Giani in Consiglio regionale. 

Su Facebook Dika spiega: “Perché Salvini può dire che prenderà la Toscana e tutti noi stiamo zitti? Incontriamoci in piazza, decidiamo quale e arriviamo da tutta la Toscana. Uniamoci come un banco di sardine. È l’ immagine scelta dagli straordinari organizzatori della Piazza di Bologna che speriamo di avere il 30 Novembre”.

Quanto Pd c’è nella sardine toscane? Ci si chiede. “Giani non c’entra. L’organizzazione è autonoma, non ci saranno bandiere Pd, sarà una serata senza cappello politico ma col sostengo dei promotori bolognesi”.

Il 30 novembre è  anche la Festa della Toscana che celebra il giorno in cui, nel 1786, il granducato fu il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte,  il “principio di una rinnovata vita per l’intera umanità: faremo di tutto perché questo non venga cancellato da un leghista di turno” aggiunge il promotore toscano.

30 mila le adesioni on line arrivate in un solo fine settimana. Si sa i social amplificano, poi i conti si faranno dal virtuale alla  piazza ma le sardine per loro natura  ‘formano banchi molto fitti e disciplinati, composti da  migliaia di individui’. Le buone premesse dunque non mancano.

 

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