Battaglia di Cetica, domani Ceccarelli alla celebrazione con Gonfalone della Toscana

FIRENZE - Il Gonfalone della Regione Toscana e l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, parteciperanno alla celebrazione della battaglia di Cetica, sul Pratomagno, che si terrà domenica 24 giugno.

La celebrazione inizierà alle ore 9 con la santa messa nella chiesa di Sant'Angelo a Cetica, seguiranno la deposizione di corone commemorative, la presentazione dell'atlante delle stragi fasciste ed un dibattito al quale parteciperanno, oltre all'assessore Ceccarelli, dirigenti nazionali e rappresentanti toscani di ANPI, rappresentanti dei Comuni del Casentino, del Valdarno, di Sesto Fiorentino e della Provincia di Arezzo.
Alle ore 16,30 sarà rappresentata la commedia "Lo straniero", allestita dalla compagnia amatoriale di Cetica.

Strage di Niccioleta, l’assessore Grieco alla cerimonia di Castelnuovo Val di Cecina

FIRENZE – L'assessore regionale all'istruzione e formazione, Cristina Grieco, questo pomeriggio alle 17.30 parteciperà alla cerimonia in memoria dei Martiri della Niccioleta, a Castelnuovo Val di Cecina (Pi).

La cerimonia inizierà presso il cippo dei Caduti di guerra in Piazza Matteotti alla presenza del Gonfalone della Regione, e qui saranno deposte corone di alloro. Al termine il corteo si sposterà nei pressi del cimitero comunale e da lì, con un breve tragitto a piedi, il corteo raggiungerà il luogo della lapide commemorativa della strage dove i rappresentanti delle istituzioni interverranno con un breve ricordo.

La strage di Niccioleta Il 13 e 14 giugno 1944 reparti tedeschi e fascisti irruppero a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, non si erano presentati ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto.

Sei minatori vennero fucilati subito. Altri 150 operai furono portati il 14 giugno a Castelnuovo Val di Cecina. Di questi 77 vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati.

Commemorazione eccidio di Forno, Barni: Occasione per riaffermare radici antifasciste e antirazziste

FIRENZE - "In questi tempi in cui i movimenti di ispirazione fascista e razzista stanno prendendo nuovo campo in tutta Europa, in particolare contro i migranti, è fondamentale tornare in questi luoghi, per riaffermare i nostri valori, e per dire che la Toscana è antifascista e antirazzista". Lo ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni intervenendo a Massa, alla cerimonia commemorativa dell'Eccidio di Forno.

"Ripercorrere le date degli eccidi nazifascisti e essere presenti nei luoghi dove sono avvenute – ha poi aggiunto - è un modo per riaffermare le radici democratiche su cui poggia la nostra democrazia.

A 74 anni dalla strage che costò la vita a 68 persone, la vicepresidente nell'intervento ufficiale pronunciato al termine della cerimonia ha posto l'accento sul costo elevatissimo pagato dai cittadini toscani di allora per la nostra libertà: sono infatti ben 15, in tutta la Toscana, le stragi dalle cinquanta vittime in poi, per un totale di 1.889 vittime, risultato di quella "guerra ai civili" che aveva l'obbiettivo di terrorizzare la popolazione ed impedire che potessero aiutare i partigiani.

"Queste pagine tragiche della nostra storia non dovranno mai cessare di essere ricordate e raccontate - ha evidenziato Monica Barni - e per farlo la Regione si è impegnata per sostenere la costruzione di un vero e proprio sistema regionale della memoria, fatto di musei – come, su questo territorio, il bellissimo Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo – e di Istituti storici della resistenza".
Nella stessa direzione, ha aggiunto, vanno anche iniziative assunte in questo territorio come il Premio Maresciallo Ciro Siciliano, rivolto agli studenti delle scuole della provincia di Massa e Carrara.
"Cogliere le lezioni della storia e trasmetterle alle giovani generazioni – ha detto - è proprio il nostro intento; a questo dedichiamo progetti educativi come il Treno della Memoria e il viaggio al Confine orientale, perché la memoria ci serve non a sterili commemorazioni di quel che è accaduto, ma a sapere da dove veniamo, quali sono le nostre radici. Solo così la lotta e il sacrificio dei partigiani e dei civili di Forno non sarà stato vano".