La vicepresidente Barni alla commemorazione dei martiri di S. Lorenzo a Pistoia

FIRENZE - "Oggi abbiamo ricordato il sacrificio delle persone che offrirono la loro vita per la nostra libertà, ma anche tutti quegli innocenti che trovarono la morte a causa della furia cieca della guerra". La vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, sintetizza così il senso della semplice, ma sentita cerimonia che si è svolta stamani a Pistoia per ricordare i martiri di San Lorenzo. Alla commemorazione hanno preso parte autorità, rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime, dei partigiani e dell'Istituto Storico della Resistenza toscana.

"Il 12 settembre del 1943 - ricorda - sei vittime innocenti trovarono la morte per mano dei nazisti. Furono quattro uomini, un padre e una madre anziani a perire quella domenica. Sono tanti i luoghi come questo in Toscana e in tutto il paese, dove sono avvenuti eccidi, stragi, fucilazioni, esecuzioni sommarie di partigiani, di semplici cittadini, uomini e donne. Anche l'eccidio di piazza San Lorenzo esprime con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la libertà. Abbiamo subito un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 stragi. La doverosa e commossa commemorazione deve continuare a farci ricordare che è dal sacrificio di queste vittime innocenti, dalla lotta al fascismo che si è formata la coscienza democratica del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che la resistenza è stata un fatto grande di popolo e noi la dobbiamo coltivare, dobbiamo commemorarla e soprattutto tramandarla nelle scuole".

"Dobbiamo insegnare – conclude la sua riflessione la vicepresidente Barni - che l'antifascismo è costitutivo della nostra convivenza democratica. La Regione Toscana lo sta facendo da anni, impegnandosi con la rete delle istituzioni della memoria, non tanto nel produrre emozioni strumentali o identitarismi, ma nell'offrire occasioni di studio e di discussione, puntando sulla voglia di conoscere e sull'intelligenza dei giovani e dei loro insegnanti".

(nella foto un momento della Liberazione di Pistoia)

La vicepresidente Barni alla commemorazione dei martiri di S. Lorenzo a Pistoia

FIRENZE - "Oggi abbiamo ricordato il sacrificio delle persone che offrirono la loro vita per la nostra libertà, ma anche tutti quegli innocenti che trovarono la morte a causa della furia cieca della guerra". La vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, sintetizza così il senso della semplice, ma sentita cerimonia che si è svolta stamani a Pistoia per ricordare i martiri di San Lorenzo. Alla commemorazione hanno preso parte autorità, rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime, dei partigiani e dell'Istituto Storico della Resistenza toscana.

"Il 12 settembre del 1943 - ricorda - sei vittime innocenti trovarono la morte per mano dei nazisti. Furono quattro uomini, un padre e una madre anziani a perire quella domenica. Sono tanti i luoghi come questo in Toscana e in tutto il paese, dove sono avvenuti eccidi, stragi, fucilazioni, esecuzioni sommarie di partigiani, di semplici cittadini, uomini e donne. Anche l'eccidio di piazza San Lorenzo esprime con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la libertà. Abbiamo subito un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 stragi. La doverosa e commossa commemorazione deve continuare a farci ricordare che è dal sacrificio di queste vittime innocenti, dalla lotta al fascismo che si è formata la coscienza democratica del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che la resistenza è stata un fatto grande di popolo e noi la dobbiamo coltivare, dobbiamo commemorarla e soprattutto tramandarla nelle scuole".

"Dobbiamo insegnare – conclude la sua riflessione la vicepresidente Barni - che l'antifascismo è costitutivo della nostra convivenza democratica. La Regione Toscana lo sta facendo da anni, impegnandosi con la rete delle istituzioni della memoria, non tanto nel produrre emozioni strumentali o identitarismi, ma nell'offrire occasioni di studio e di discussione, puntando sulla voglia di conoscere e sull'intelligenza dei giovani e dei loro insegnanti".

(nella foto un momento della Liberazione di Pistoia)

Cristina Grieco a Livorno alle celebrazioni per l’anniversario dell’8 settembre

FIRENZE - Cristina Grieco ha partecipato questa mattina a Livorno alla cerimonia per il 74esimo anniversario dell'Armistizio dell'8 settembre 1943. La città ha ricordato lo storico avvenimento con la deposizione di una corona d'alloro al Monumento ai Caduti nei Lager Nazisti, presenti, insieme alle istituzioni civili e militari cittadine, anche i rappresentanti delle associazioni dei partigiani, degli ex deportati, internati e perseguitati dal nazifascismo.

"L'8 settembre - ha sottolineato l'assessore Grieco - è una data fondamentale per la storia italiana. Drammatica ed eroica allo stesso tempo, perché ha segnato l'inizio dell'occupazione nazifascista in Italia e l'organizzazione della Resistenza da parte delle brigate partigiane. Migliaia di persone che misero in gioco la propria vita per la libertà e per la nascita della democrazia e della Repubblica italiana".

Eccidio di Farneta, Remaschi alla commemorazione. Rossi: “Toscana è antifascista”

FIRENZE - "La Toscana è antifascista e antirazzista. Torniamo dov'è nata la nostra Costituzione", il presidente della Toscana Enrico Rossi affida a Facebook il proprio pensiero alla vigilia della commemorazione dell'eccidio di Farneta, località nei pressi di Lucca dove nella notte fra l'1 e il 2 settembre di 73 anni fa 12 monaci della locale Certosa furono rastrellati dai tedeschi perché nascondevano nel monastero e nelle sue dipendenze un centinaio di rifugiati (perseguitati politici, partigiani feriti, ebrei) ricercati dai nazifascisti. I monaci furono in seguito fucilati insieme a 32 rifugiati.

Alla commemorazione dell'eccidio parteciperà domani in rappresentanza della Giunta regionale l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi. "E' sempre con grande commozione che ci troviamo in questo luogo, segno delle battaglie per la pace e la libertà - ha detto Remaschi, parlando dell'eccidio - i fatti di Farneta esprimono con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la libertà: abbiamo avuto un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 stragi. Questi numeri spiegano il forte senso civico dei nostri cittadini, il loro amore per la libertà e la pace, tanto faticosamente conquistate".

Eccidio di Farneta, Remaschi domani alla commemorazione. Rossi: “Toscana è antifascista”

FIRENZE - "La Toscana è antifascista e antirazzista. Torniamo dov'è nata la nostra Costituzione", il presidente della Toscana Enrico Rossi affida a Facebook il proprio pensiero alla vigilia della commemorazione dell'eccidio di Farneta, località nei pressi di Lucca dove nella notte fra l'1 e il 2 settembre di 73 anni fa 12 monaci della locale Certosa furono rastrellati dai tedeschi perché nascondevano nel monastero e nelle sue dipendenze un centinaio di rifugiati (perseguitati politici, partigiani feriti, ebrei) ricercati dai nazifascisti. I monaci furono in seguito fucilati insieme a 32 rifugiati.

Alla commemorazione dell'eccidio parteciperà domani in rappresentanza della Giunta regionale l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi. "E' sempre con grande commozione che ci troviamo in questo luogo, segno delle battaglie per la pace e la libertà - ha detto Remaschi, parlando dell'eccidio - i fatti di Farneta esprimono con drammatica chiarezza il prezzo che la Toscana ha pagato per riconquistare la libertà: abbiamo avuto un decimo di tutti i danni di guerra, centinaia di deportati, 4.461 vittime civili degli eccidi nazifascisti, oltre a 281 stragi. Questi numeri spiegano il forte senso civico dei nostri cittadini, il loro amore per la libertà e la pace, tanto faticosamente conquistate".