Treno della memoria, la commemorazione a Birkenau; Barni: “Sia la memoria a guidarci nel presente”

AUSCHWITZ  -"Vogliamo fornire attraverso la conoscenza gli strumenti per scegliere. E' il senso profondo  del nostro  viaggio, perché la memoria ci guidi nel presente". Questo l'invito e l'auspicio  della vicepresidente della Regione Monica Barni, davanti a 550 studenti e 60 insegnanti durante la consueta cerimonia di commemorazione a Birkenau , presenti Ugo Caffaz,  i rappresentanti di maggioranza e opposizione del Consiglio regionale , l'assessore del Comune di Firenze Sara Funaro e rappresentanti delle associazioni.

"Solo due anni ci separano dall'ultimo treno della memoria  - ha detto Barni - ma questo breve periodo è trascorso in un clima d violenza contro "il diverso", di radicalizzazione e di odio. Dal luogo che l'Europa ha reso simbolo dello stermnio,  tornare a ricordare Primo Levi ci interroga sull'oggi".

Ricordando a questo proposito  l'assassinio avvenuto pochi giorni fa del sindaco di Danzica, simbolo d'impegno politico fondato su tolleranza e accoglienza, Barni ha citato lo scrittore Amos Oz che,  individuando la tolleranza  e il compromesso come unici antidoti all'odio, afferma che per raggiungerli servono  conoscenza e cultura, quindi educazione e scuola di pace.

"Camminare in questo luogo di sterminio - ha riflettutto ancora la vicepresidente  - ci deve ricordare che nessuno può tirarsi fuori dalle proprie responsabilità personali; Questo luogo ci richiama al dovere etico della scelta, tra giustizia e ingiustizia, tra la difesa dei diritti umani o la prevaricazione e la violenza, tra la guerra e la pace; nessun essere umano è mai ininfluente o inutile. Vi invito allora  fare vostro  l'invito di Primo Levi - ha proseguito -  a prendere posizione, a scegliere, ad uscire dal pericolo della "zona grigia" per essere pronti a riconoscere che "ogni tempo ha il suo fascismo e vi si giunge in molti modi, non necessariamente con il terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi la nostalgia verso un mondo in cui regnava sovrano l'ordine ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti".

" L'impegno della Regione - ha quindi detto Barni  - è quello di creare consapevolezza, non è tanto quello di commemorare, che rischia di diventare un'azione fredda, ripetitiva, o addirittura strumentale. Non possiamo farlo qui, non possiamo correre questo rischio. Qui - ha concluso - vogliamo colmare la distanza che c'è fra una buona informazione e la comprensione di quanto è successo, contribuendo a costruire quello spirito critico che è indispensabile per comprendere il presente".

Forte anche il richiamo all'attualità di Ugo Caffaz, il quale, sottolineando il monito che viene dalle ceneri  di Auschwitz, ha esortato i giovani: "Non voltate  mai la faccia dall'altra parte - dice - e sentitevi responsabili di ciò che accade ogni giorno. Senza memoria non c'è futuro dice qualcuno - prosegue - ma io dico che senza memoria non c'è presente perchè è nel presente che si costruisce il futuro".

Treno della memoria 2019, il racconto in diretta

FIRENZE - Toscana Notizie, l'agenzia di informazione della giunta regionale, ha attivato come nelle passate edizioni alcune pagine speciali dedicate all'iniziativa. Il racconto dei cinque giorni lo potrete leggere on line all'indirizzo www.toscana-notizie.it/speciali/treno-della-memoria-2019, arricchito durante il viaggio con notizie, interviste, racconti, immagini, video, clip audio ed anche rubriche come "Le parole del viaggio" e "Un libro per il treno", con consigli per la lettura per tutte le età. 

Il Pegaso d’oro ai testimoni delle persecuzioni e dello sterminio, Rossi: “La memoria guida anche per il presente”

FIRENZE – La memoria non soltanto per tenere vivo il ricordo delle persecuzioni e dello sterminio che ci sono stati, ma anche come guida per affrontare i nuovi mali del mondo, quelli che negano i diritti di umanità e liberà e di fronte ai quali occorrono consapevolezza e impegno.

E' stato questo il messaggio più forte arrivato stamani dalla cerimonia con cui la Regione Toscana ha assegnato il Pegaso d'oro, la sua più alta onorificenza, a otto testimoni dell'orrore della Shoah e di tutte le forme di persecuzioni di cui si rese protagonista il nazifascismo.

Dalle mani del presidente della Regione, Enrico Rossi, hanno ricevuto il riconoscimento Tatiana Bucci, in rappresentanza anche della sorella Andra, Vera Michelin Salomon, Kitty Braun, Marcello Martini, collegato via skype e rappresentato dalla figlia, Vera Vigevani Jarack, Gilberto Salmoni, collegato via skype e rappresentato da una giovane dell'Aned, e, alla memoria, Antonio Ceseri, che, scomparso di recente, era rappresentato dalla figlia. La cerimonia è stata condotta da Adam Smulevich, giornalista fiorentino dell'Unione delle comunità ebraiche italiane.

"Con con questa sua decisione - ha detto nel suo discorso il presidente Rossi – il governo regionale ha voluto manifestare tutta la sua riconoscenza per il contributo straordinario che questi testimoni hanno dato alle iniziative messe in campo dalla Regione per trasmettere e mantenere viva tra i giovani la memoria dell'Olocausto e delle persecuzioni: il Treno della memoria, che parte oggi per l'undicesima volta verso Auschwitz, e il meeting sui diritti umani. La memoria è fondamentale – ha sottolineato -, usciamo da un anno che ha visto due importanti ricorrenze, che ci legano alla realtà di questi temi, vitali per la nostra democrazia: gli ottanta anni dalla firma delle leggi razziali del fascismo e i settanta anni della Costituzione repubblicana. C'è l'urgenza di riflettere nuovamente su questo passato – ha ammonito – perché dal presente in cui viviamo emergono i tratti di un passato ignominioso, con una nuova diffusione, e non solo nell'est europeo, di sentimenti xenofobi  e discriminatori e di pulsioni autoritarie e antidemocratiche".

"C'è il rischio – ha detto ancora Rossi – che le commemorazioni possano diventare rito, ma questo non avverrà se stabiliremo sempre e forte un legame con quello che succede intorno a noi. La storia non si ripete, ma insegna e il male nel mondo non è stato affatto sconfitto. Guardiamo vicino a noi, nel canale di Sicilia. Ieri sono morte 117 persone, senza che troppi avvertissero il dovere di salvarle. C'è un problema di accoglienza, che va organizzato e regolato, ma al dovere di salvare le vite umane nessuno si può sottrarre. Mi è capitato, quando ho accompagnato gli studenti toscani ad Auschwitz e a Birkenau, di riflettere con loro sull'atteggiamento di chi viveva  vicino ai campi di sterminio e non vedeva e non sentiva. C'è da dire che in quell'indifferenza, in quella ignavia, che pure ci appare insopportabile, c'era anche anche il peso di dover vivere in un contesto di regimi dispotici e sanguinari. Di fronte all'orrore quotidiano che si consuma sotto i nostri occhi e nei nostri mari di europei, nessuno può dire di non sapere e di non vedere e vivere, liberi, in paesi democratici ci impone il dovere non solo di vedere, non solo di indignarsi, ma anche di reagire. Si potrà anche perdere, ma la colpa più grave sarebbe quella di non combattere la battaglia per i diritti dell'umanità e della civiltà. Quella battaglia – ha concluso - che i testimoni che oggi onoriamo, veri resistenti, hanno combattuto nei campi di sterminio".

Le biografie dei premiati

Le sorelle Andra e Tatiana Bucci, nate a Fiume da padre cattolico e da madre ebrea, venute a Fiume dalla Biellorussia per mettersi in salvo dai pogrom zaristi, all'età di 4 e 6 anni, vennero deportate ad Auschwitz insieme al cugino Sergio De Simone di 6 anni e alle loro mamme. Si salvarono dalla camera a gas in quanto furono scambiate per gemelle, mentre il cugino Sergio venne assassinato dopo essere stato usato come cavia in orribili esperimenti.

Marcello Martini, cresciuto a Prato in una famiglia antifascista, a soli quattordici anni si distingue come staffetta partigiana e informatore di Radio Co.Ra, in coraggiose azioni in appoggio alla Resistenza. Nel giugno del 1944, catturato insieme alla famiglia viene deportato a Mauthausen.

Vera Michelin Salomon, valdese, dopo l'8 settembre 1943 inizia a collaborare attivamente a Roma con i gruppi studenteschi antifascisti. Arrestata nel febbraio 1944 a Roma insieme agli altri componenti del gruppo clandestino di giovani attivisti, viene condotta a Via Tasso, poi a Regina Coeli e infine condannata a tre anni di carcere da scontare in Germania.

Antonio Ceseri, recentemente deceduto, a cui viene assegnata la medaglia alla memoria, era un internato militare, fiorentino, soldato di marina classe 1924, deportato in Germania dopo l'8 settembre nel campo di Treuenbrietzen nei pressi di Berlino. Rifiuta di arruolarsi nella RSI. Nell'aprile del 1945, i nazisti decidono di uccidere tutti i prigionieri del campo tramite fucilazione di massa, ma Ceseri non venne colpito e rimase coperto e nascosto dai corpi dei compagni morti.

Kitty Braun, nata a Fiume, si trasferisce a Trieste e poi a Mestre con la famiglia, che vive sotto falso nome e in clandestinità. Scoperta e catturata nel novembre 1944 da una pattuglia tedesca guidata da un delatore fiumano, la famiglia viene trasferita alla Risiera di San Sabba, a Trieste, e poi deportata al campo di concentramento di Ravensbrück e in seguito al campo di Bergen Belsen. Il fratellino di Kitty muore dopo la liberazione a causa della tubercolosi.

La storia di Vera Vigevani Jarach, unisce invece l'esperienza di due diverse tragedie del Novecento: ebrea scampata alla deportazione perché rifugiata in Argentina con la famiglia in seguito alle Leggi razziali, vede in seguito la sua unica figlia, Franca, sparire insieme ai trentamila Desaparecidos argentini, e da allora Vera fa parte delle Madres de Plaza de Mayo. L'avere incrociato nella sua vita queste due indicibili tragedie l'ha portata a definirsi "militante della memoria" e a dedicare la propria vita a raccontare la propria vicenda per aumentare la consapevolezza collettiva.

Gilberto Salmoni, ebreo, venne arrestato a quindici anni, assieme a suo fratello maggiore, dalla Milizia della Repubblica di Salò e deportato a Buchenwald, mentre i genitori e la sorella furono uccisi nelle camere a gas di Auschwitz.

 

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Partenza Treno della memoria, istruzioni per l’accredito dei giornalisti

FIRENZE - L'undicesimo Treno della Memoria, con a bordo oltre 600 studenti delle scuole toscane, parte la mattina di domenica 20 gennaio dalla stazione di Santa Maria Novella. Alle 11.30 è previsto un saluto del presidente della Toscana Enrico Rossi, con accesso dall'entrata della Palazzina Reale, lato via Valfonda. La partenza è fissata per le 12.30.

In seguito al nuovo regolamento delle Ferrovie dello Stato per l'accesso ai binari (consentito solo ai viaggiatori che salgono sul treno), si invitano i giornalisti interessati a partecipare all'evento ad accreditarsi:

  • entro le ore 17 di sabato 19 gennaio
  • inviando una mail a desk-toscananotizie@regione.toscana.it
  • telefonando ad Alessandro Federigi al numero 335-1225692

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FIRENZE - L'undicesimo Treno della Memoria, con a bordo oltre 600 studenti delle scuole toscane, parte la mattina di domenica 20 gennaio dalla stazione di Santa Maria Novella. Alle 11.30 è previsto un saluto del presidente della Toscana Enrico Rossi, con accesso dall'entrata della Palazzina Reale, lato via Valfonda. La partenza è fissata per le 12.30.

In seguito al nuovo regolamento delle Ferrovie dello Stato per l'accesso ai binari (consentito solo ai viaggiatori che salgono sul treno), si invitano i giornalisti interessati a partecipare all'evento ad accreditarsi:

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