Strage di Niccioleta, l’assessore Grieco alla cerimonia di Castelnuovo Val di Cecina

FIRENZE – L'assessore regionale all'istruzione e formazione, Cristina Grieco, questo pomeriggio alle 17.30 parteciperà alla cerimonia in memoria dei Martiri della Niccioleta, a Castelnuovo Val di Cecina (Pi).

La cerimonia inizierà presso il cippo dei Caduti di guerra in Piazza Matteotti alla presenza del Gonfalone della Regione, e qui saranno deposte corone di alloro. Al termine il corteo si sposterà nei pressi del cimitero comunale e da lì, con un breve tragitto a piedi, il corteo raggiungerà il luogo della lapide commemorativa della strage dove i rappresentanti delle istituzioni interverranno con un breve ricordo.

La strage di Niccioleta Il 13 e 14 giugno 1944 reparti tedeschi e fascisti irruppero a Niccioleta per punire i suoi abitanti che, come in molte zone del grossetano, non si erano presentati ai posti di polizia fascisti e tedeschi di Massa Marittima, in seguito ad un manifesto affisso in tutti i comuni della provincia di Grosseto.

Sei minatori vennero fucilati subito. Altri 150 operai furono portati il 14 giugno a Castelnuovo Val di Cecina. Di questi 77 vennero giustiziati sulla strada per Larderello, 21 deportati in Germania e gli altri liberati.

Commemorazione eccidio di Forno, Barni: Occasione per riaffermare radici antifasciste e antirazziste

FIRENZE - "In questi tempi in cui i movimenti di ispirazione fascista e razzista stanno prendendo nuovo campo in tutta Europa, in particolare contro i migranti, è fondamentale tornare in questi luoghi, per riaffermare i nostri valori, e per dire che la Toscana è antifascista e antirazzista". Lo ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni intervenendo a Massa, alla cerimonia commemorativa dell'Eccidio di Forno.

"Ripercorrere le date degli eccidi nazifascisti e essere presenti nei luoghi dove sono avvenute – ha poi aggiunto - è un modo per riaffermare le radici democratiche su cui poggia la nostra democrazia.

A 74 anni dalla strage che costò la vita a 68 persone, la vicepresidente nell'intervento ufficiale pronunciato al termine della cerimonia ha posto l'accento sul costo elevatissimo pagato dai cittadini toscani di allora per la nostra libertà: sono infatti ben 15, in tutta la Toscana, le stragi dalle cinquanta vittime in poi, per un totale di 1.889 vittime, risultato di quella "guerra ai civili" che aveva l'obbiettivo di terrorizzare la popolazione ed impedire che potessero aiutare i partigiani.

"Queste pagine tragiche della nostra storia non dovranno mai cessare di essere ricordate e raccontate - ha evidenziato Monica Barni - e per farlo la Regione si è impegnata per sostenere la costruzione di un vero e proprio sistema regionale della memoria, fatto di musei – come, su questo territorio, il bellissimo Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo – e di Istituti storici della resistenza".
Nella stessa direzione, ha aggiunto, vanno anche iniziative assunte in questo territorio come il Premio Maresciallo Ciro Siciliano, rivolto agli studenti delle scuole della provincia di Massa e Carrara.
"Cogliere le lezioni della storia e trasmetterle alle giovani generazioni – ha detto - è proprio il nostro intento; a questo dedichiamo progetti educativi come il Treno della Memoria e il viaggio al Confine orientale, perché la memoria ci serve non a sterili commemorazioni di quel che è accaduto, ma a sapere da dove veniamo, quali sono le nostre radici. Solo così la lotta e il sacrificio dei partigiani e dei civili di Forno non sarà stato vano".

Strage dei Georgofili 25 anni dopo: l’importanza delle indagini nella ricerca della verità

FIRENZE - Venticinque anni sono passati da quel boato che sconquassò la notte fiorentina e uccise Angela, Caterina, Dario, Fabrizio e Nadia, ferì altre 41 persone e devastò parte del centro storico fiorentino. Nel pomeriggio in Regione, a poche ore dalla commemorazione in via dei Georgofili, si è svolto il convegno intitolato "L'importanza delle indagini nei processi delle stragi del 1993" che ha visto la partecipazione di Giovanna Maggiani Chelli dell'associazione tra i familiari della strage, di Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza, e dei vertici della magistratura inquirente e delle forze dell'ordine, tra cui il capo della Polizia Franco Gabrielli.
 
Ed è proprio tra Maggiani Chelli e Gabrielli che si è sviluppato un dialogo all'interno dei loro interventi. La presidente dell'associazione delle vittime, rivolgendosi a magistrati e investigatori, ha rivolto loro un appello affiché "all'interno del processo si chiariscano le responsabilità concorrenti all'azione di Cosa nostra nella stagione stragistico/eversiva" e nel farlo, nel ribadire il suo impegno alla ricerca della completa verità su quella stagione, ha ricordato quanto dichiarò nel 2002 Gabriele Chelazzi, il magistrato prematuramente scomparso protagonista della prima fase processuale: "La verità non può essere mai parziale, amputata, manipolata o di regime". All'appello Gabrielli ha risposto come sia stata solo la determinazione, la voglia di affermare le cose in cui si crede, ad aver consentito a questa vicenda di avere una risposta giudiziaria. Sull'esempio del magistrato Chelazzi, non posso che dire - ha terminato il capo della Polizia - che chi vuole, chi crede oltre alle verità apparenti, poi, questa verità la consegue.
 
Vittorio Bugli ha definito l'attentato dei Georgofili come "una delle stragi più ignobili vissuta dal nostro Paese" e ha poi incentrato il suo intervento sui giovani e il loro rapporto con la cultura della legalità. "Dobbiamo saper investire in democrazia, e nel farlo non dobbiamo fermarci al mero racconto di quanto successo in quegli anni. Faccio un esempio, utile al contrasto delle mafie in una regione come la Toscana che purtroppo non è indenne dal fenomeno. Assieme allo studio, all'approfondimento e ai comportamenti virtuosi è importante far partecipare gli studenti al recupero dei beni confiscati alle mafie. In questa direzione le nostre politiche prevedono interventi diretti, carichi di significati e da una ricaduta sociale che ne moltiplica gli effetti. Auspico che sui 730 ettari della tenuta di Suvignano, vicino Siena, possa presto partire un progetto in grado di dare risposte concrete a chi vuole impegnarsi per un Paese migliore". 
 
"Sul fronte della memoria - ha continuato Bugli - occorre proseguire e potenziare l'impegno portato avanti finora dalle istituzioni e dall'associazione tra i familiari delle vittime della strage. Occorre che i giovani sappiano e non dimentichino" e ha messo al corrente i presenti di come durante la mattinata, nella stessa sala di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale, un gruppo di giovani, attraverso rappresentazioni e letture, ha ripercorso i momenti toccanti della stagione delle stragi. "Anche questo è un modo importante per mantenere viva e tramandare alle nuove generazioni la memoria di ciò che avvenne in quegli anni. Un modo per far sentire addosso ai ragazzi e sentire anche a noi adulti, emozioni che non possono far altro che fortificare la nostra democrazia".
 
Nel trarre le conclusioni l'assessore ha ricordato anche le principali azioni del governo regionale per contrastare le mafie: dal progetto di digitalizzazione degli atti giudiziari riguardanti le stragi a cura del Centro di documentazione "Cultura della Legalità Democratica" alla seconda ricerca sui fenomeni corruttivi e di criminalità organizzata di tipo mafioso in Toscana realizzata in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa; dalla stipula di accordi e protocolli d'intesa per favorire le attività anticrimine al rafforzamento del presidio sociale nelle città e nei territori.
 
A chiudere il convegno un giornalista in erba, un protagonista del laboratorio di giornalismo Leo Magazine [www.leomagazineofficial.it] condotto all'interno del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze, anche per lui nessun dubbio: "Che la giustizia giunga alla definitiva verità".
 

Venticinque anni fa la strage dei Georgofili, le iniziative per ricordarla

FIRENZE - La Toscana ricorda la strage dei Georgofili e quella bomba, sotto la storica Torre de' Pulci, messa dalla mafia a Firenze venticinque anni fa.

Persero la vita in cinque in quella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993: Angela Fiume e Fabrizio Nencioni, le loro figlie Nadia e Caterina di nove anni e due mesi, lo studente di architettura Dario Capolicchio di Sarzana. Ma la bomba provocò anche quarantuno feriti, sventrò la torre dove ha sede l'Accademia dei Georgofili, causò ingenti danni al museo degli Uffizi, a Palazzo Vecchio, alla chiesa di S. Stefano, al Ponte Vecchio e alle abitazioni tutt'attorno, lasciando moltissime famiglie senza un tetto.

A ordinare la strage, come altre bombe che esplosero nello stesso anno a Roma e Milano, fu Cosa Nostra, che voleva così condizionare il funzionamento degli istituti democratici e lo svolgimento della vita civile del paese. A Firenze, come nel resto d'Italia, la risposta fu compatta e la condanna ferma e senza possibilità di appello; e venticinque anni dopo pubblicamente ancora si tiene viva la memoria di quell'attentato e delle sue vittime innocenti. Non era scontato: a Milano l'attentato di via Palestro, altra strage del 1993 che fece cinque morti, non viene più ricordata.

La Regione è stata anche parte civile nei processi. Conserva nel suo Centro Cultura Legalità Democratica gli atti di quei processi, donati lo scorso marzo dall'associazione "Tra i famliari della strage di via dei Georgofili": 35 faldoni, lì assieme a tanti altri documenti sulla storia del terrorismo e delle stragi nell'Italia del Dopoguerra, con fondi donati da magistrati, giornalisti e avvocati. Ha promosso infine nel 2006 una legge con interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

La due giorni in ricordo dei Georgofili, promossa dalla Regione con il patrocinio di Comune di Firenze e Città metropolitana, il ministero della Cultura, gli Uffizi e la collaborazine del Ministero all'istruzione e dell'associazione dei familiari, inizia stasera, venerdì 25 maggio, alla Romola, frazione del comune di San Casciano in Val di Pesa dove la famiglia Nencioni, che della frazione è originaria, è sepolta. Lì andrà in scena lo spettacolo "Il giuramento", scritto da Stefania Castorina con Irene Biancalani e Alessandro Scavone e portato sul palco dalla Compagnia "Teatro Riflesso". Partecipano i ragazzi dell'istituto di istruzione di primo grado "Ippolito Nievo" di San Casciano e un gruppo musicale della filarmonica "V. Bellini" di Scandicci. Sempre alla Romola, domenica mattina alle 8.30, sulla tomba della famiglia Nencioni sarà deposto un cuscino di rose e gli alunni della scuola primaria di Cerbaia, alle 9, ricorderanno la strage a conclusione del loro percorso scolastico sulla legalità. Alla stessa ora un altro cuscino di rose sarà deposto a Sarzana, sulla tomba di Dario Capolicchio.

La maggior parte delle iniziative si concentrano però sabato 26 maggio, nella sala Pegaso del Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione. Si inizia la mattina, dalle 11.30 alle 13, con le scuole e due letture teatrali messe in piedi dagli studenti del liceo classico Michelangelo e liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze. A seguire l'intervento teatrale "Il rumore dei Georgofili", ideato e prodotto dal Collettivo Ark.

Alle 16.30 sarà la volta del convegno "L'importanza delle indagini nei processi delle stragi del 1993". Interveranno, tra gli altri, il capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli e il capo della direzione investigativa antimafia Giuseppe Governale. A far gli onori di casa sarà l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli.

Alle 21 sarà il momento della commemorazione vera e propria: in piazza della Signoria (o in Palazzo Vecchio in caso di pioggia). Si inizia con un recital di musiche classiche e moderne, quindi il saluto delle istituzioni, l'intervento dell'associazione "Tra i familiari" e la messa in scena della "Madama Butterfly". Alle 1 di notte un corteo formato dai gonfaloni del Comune di Firenze, delal Città metropolitana e della Regione Toscana, con i labari delle Associazioni di Volontariato, si muoverà per andare a deporre una corona di allora sul luogo dell'attentato, nell'ora esatta in cui la bomba esplose. Dalle 1.15 fino alle 2.30 alla Galleria degli Uffizi sarà esposto il quadro "I giocatori di carte" di Bartolomeo Manfredi, restaurato per l'occasione.

Le iniziative continueranno anche lunedì 28 maggio, con l'apertura al pubblico dalle 9.30 alle 12.20 e dalle 15 alle 17.30 della sede dell'Accademia dei Georgofili, che ospiterà la mostra di acquerelli "27 maggio 1993" di Luciano Guarnieri (visitabile anche il 29 e 30 maggio pomeriggio) e dove, alle 10 e di nuovo alle 11, 15.30 e 16.30, sarà proiettato un documentario sull'esplosione e la ricostruzione della sede.

On line sul sito della Regione il programma dettagliato.