Rossi sulla Memoria: “Un lavoro che non finisce mai”.

FIRENZE - "Gli stereotipi razzisti sono fondati sull'ignoranza, sulla non conoscenza: sul non sapere che non esistono le razze perché di razze ce n'è una sola, quella umana". Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo questa mattina in Consiglio Regionale per il Giorno della Memoria 2015.

 

Precisato che "razzismo e antisemitismo si combattono con la conoscenza, con la consapevolezza culturale e storica", Rossi ha invitato a riflettere sul fatto che "vivere in una società democratica e post ideologica non ci mette al riparo dai rischi del razzismo". L'attivazione della memoria é dunque "un lavoro che non finisce mai perchè, purtroppo, i meccanismi del male assoluto, il cancro del razzismo, sono sempre in azione e noi abbiamo il dovere di opporci con la forza dell'intelligenza e della passione".

 

Si è anche soffermato, il presidente della Regione Toscana, sull'edizione 2015 del Treno della Memoria e sulle attività formative per gli insegnanti ("Possiamo dire che in Toscana il livello di vaccinazione antirazzista ha raggiunto livelli molto alti di diffusione e contaminazione, ma non vogliamo allentare la guardia perché non si può mai essere al sicuro").

 

Ha anche avuto parole, Rossi, per i recenti tragici fatti di Parigi ("In Europa ogni volta che riprendono forza i venti dell'intolleranza vengono colpiti gli ebrei") e per i movimenti xenofobi che si stanno organizzando in Europa ("anche alimentati dagli effetti della crisi economica") oltre che per le nuove forme di fondamentalismo ("hanno come obiettivo quei valori di laicità, democrazia, pluralismo che sono stati alla base del progetto europeo"). Una sottolineatura anche per il tema della emancipazione femminile ("rivoluzione oggi ferocemente contrastata dall'estremismo islamico più retrivo e distorcente dello stesso messaggio egualitario del Corano").

 

La risposta contro tutto questo – per Rossi – abita nel "rafforzare i valori di libertà, uguaglianza e laicità su cui si fondano le democrazie moderne".

Il Treno diventa viaggio di formazione sui temi dell’Olocausto

DAL TRENO DELLA MEMORIA 2015 – C'è voglia, e tanta, di sapere nei ragazzi che animano i quattro gruppi di approfondimento e affollano fino a occupare ogni centimetro quadrato della carrozza ristorante trasformata in aula, centro di confronto, spazio di socializzazione. Cadono timori, timidezze, si comincia a twittare, a commentare, a fare del viaggio non più uno spazio vuoto da riempire, ma un momento di approfondimento che va utilizzato al meglio.

 

Alle 19 pausa per la cena, poi si ricomincia un altro giro sugli stessi argomenti per accontentare tutti i giovani presenti sul treno che hanno riempito le prenotazioni disponibili per approfondire i temi della persecuzione e del folle e delirante disegno nazista del genocidio di ogni diverso: ebrei, omosessuali, tutti coloro che minimamente si opponevano al Reich, portatori di un qualsiasi handicap, "zingari".

 

Studenti e insegnanti si preparano a gruppi per incontrare Auschwitz

DAL TRENO DELLA MEMORIA 2015 – Alle 15 in punto sono partiti nella carrozza riservata agli incontri i gruppi di lavoro tematici, la novità di questa edizione 2015 del treno: quattro momenti di approfondimento, che coinvolgono in ogni sezione gruppi di qualche decina di ragazzi e insegnanti iscrittisi precedentemente.

 

Un modo, mentre si corre verso la meta polacca, per rinfrescare alcuni temi già affrontati nei mesi di preparazione che hanno preceduto la partenza: l'ebraismo, la deportazione politica, i rom e i sinti, l'omosessualità. A parlare sono gli stessi storici e studiosi che accompagnano il treno: Giovanni Gozzini, Renzo Bandinelli (Comunità Ebraica Firenze), Luca Bravi, Camilla Brunelli (Museo della deportazione e dellla Resistenza).

 

Sul treno ci si prepara all’incontro con Auschwitz

DAL TRENO DELLA MEMORIA 2015 – Alle 15 in punto sono partiti nella carrozza riservata agli incontri i gruppi di lavoro tematici, la novità di questa edizione 2015 del treno: quattro momenti di approfondimento, che coinvolgono in ogni sezione gruppi di qualche decina di ragazzi e insegnanti iscrittisi precedentemente.

 

Un modo, mentre si corre verso la meta polacca, per rinfrescare alcuni temi già affrontati nei mesi di preparazione che hanno preceduto la partenza: l'ebraismo, la deportazione politica, i rom e i sinti, l'omosessualità. A parlare sono gli stessi storici e studiosi che accompagnano il treno: Giovanni Gozzini, Renzo Bandinelli (Comunità Ebraica Firenze), Luca Bravi, Camilla Brunelli (Museo della deportazione e dellla Resistenza).

#Trenomemoria15, l’hashtag con tutti i contenuti del viaggio ad Auschwitz

FIRENZE - Il Treno della Memoria edizione 2015 che accompagna ad Auschwitz 500 ragazzi e ragazze delle scuole superiori e 51 studenti universitari può essere seguito grazie alla narrazione di Toscana Notizie sullo speciale www.toscana-notizie.it/speciali/treno-della-memoria-2015.

Sul sito dell'Agenzia di informazione della giunta regionale, oltre ai comunicati stampa istituzionali, ci saranno un blog (Le parole del Viaggio) e uno speciale con interviste a testimoni della deportazione, con nuove interviste che saranno caricate ogni giorno fino a venerdì.

Sono aggregati inoltre contenuti informativi prodotti dai protagonisti e dalle protagoniste del viaggio (ma non solo) grazie all'hashtag #trenomemoria15 a disposizione di tutti coloro attivi su Twitter, Instagram e Facebook.

Grazie alla collaborazione con Radio Cora, web radio promossa tra gli altri dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), è inoltre fruibile un canale audio su Soundcloud con le parole e suoni del viaggio.

Sullo speciale di Toscana Notizie sono infine scaricabili gallerie fotografiche, video, un ebook  che racconta l'esperienza del 2013 e quelle precedenti e una guida sintetica ai cinque giorni dedicati alla Memoria.