Presentata la XXIV edizione di MetJazz 2019 dal 5 al 25 febbraio, organizzata dal Teatro Metastasio

Presentata la XXIV edizione di MetJazz 2019 dal 5 al 25 febbraio, organizzata dal Teatro Metastasio

Giunta alla XXIV edizione, dal 5 al 25 febbraio si terrà la rassegna MetJazz 2019, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato. Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio e Fabbricone: di seguito programma nel dettaglio e intervista al curatore Stefano Zenni.

Forse non esiste musica più autobiografica del jazz. L’improvvisazione, il rapporto fisico con lo strumento, il gioco di interazione tra i musicisti, tutto palpita di una presenza totale e immediata dell’esecutore. La tradizione orale attraverso cui il jazz si è diffuso esalta l’esperienza diretta del fare musica, senza mediazione di spartiti o altri supporti visivi. In più, la possibilità di organizzare sul momento il flusso della musica esalta la qualità narrativa del jazz, la capacità di raccontare storie, di inoltrarsi in viaggi autobiografici o fantastici, in un continuo dialogo tra presente e passato con tutta la musica afroamericana che con la tradizione intrattiene un rapporto vivo, dinamico, creativo”. Così il curatore Stefano Zenni introduce la rassegna di quest’anno, dedicata a Storie e viaggi in jazz e dunque alla natura narrativa del jazz e alla sua qualità autobiografica nel raccontare vite, desideri, immaginari. Il programma, forte della collaborazione con la Scuola di Musica Verdi, conserva la sua struttura classica e si articola nelle due consuete sezioni – official e off – proponendo a Prato cinque concerti, di cui uno doppio, una conferenza, un incontro e una mostra fotografica. Inoltre, ribadendo la sua sinergia d’intenti con il Pinocchio Jazz Club di Firenze, METJAZZ 2019 si fa promotore e sostenitore di un concerto nel capoluogo toscano.

Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio e Fabbricone:

Martedì 5 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Metastasio va in scena Tempo di Chet, un originale spettacolo jazz che sovrappone la scrittura drammaturgica di Leo Muscato e Laura Perini e la partitura musicale curata e interpretata dal vivo da Paolo Fresu – gli attori e i musicisti – per rievocare in un flusso organico di parole, immagini e musica lo stile lirico e intimista di Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento, in bilico tra tragedia e leggenda, maledettismo e bellezza.

Lunedì 11 febbraio alle ore 21 al Teatro Fabbricone, due diversi viaggi in trio mettono a confronto due diverse concezioni del racconto musicale: da un lato, al DEBUTTO IN PRIMA ASSOLUTA, Antonino Siringo, Andrea Tofanelli e Ares Tavolazzi rendono Omaggio a Sun Ra, rileggendo il suo sound fisico e trascinante in modo contenuto e controllato, da camera, facendo a meno della batteria ma conservando la forza ritmica della musica originaria; dall’altro Claudio Filippini, Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo con Before the Wind fanno esplodere una macchina narrativa con arrangiamenti ricchi di svolte, cambi d’atmosfera, composizioni di ampio respiro o bozzetti fortemente caratteristici in un trio a parti equivalenti.

Lunedì 18 febbraio alle ore 21 al Teatro Fabbricone Massimo Falascone Seven propone insieme al suo gruppo Méliès, un percorso musicale costituito da brani ispirati ai cortometraggi di Georges Méliès, poeta e inventore del cinema come sogno, precursore nella tecnica del montaggio e degli effetti speciali. Composizioni originali con grande spazio all’improvvisazione e omaggi ad alcuni grandi del recente passato, sempre nello spirito poetico e visionario di Méliès, con apparizioni, ripetizioni e metamorfosi, esposizioni e dissolvenze, giochi di prestigio, formule magiche e viaggi verso mondi sconosciuti.

Lunedì 25 febbraio alle ore 21 al Teatro Metastasio Maria Pia De Vito insieme al suo trio porta in scena Core/Coraçao, una versione napoletana in chiave jazz delle storie del brasiliano Chico Buarque, tra i più noti autori e interpreti della Bossa Nova ma soprattutto poeta e genio assoluto della canzone contemporanea brasiliana. Mentre la lingua napoletana dona una profondità mitica al cantare gli ultimi, i marginali di una società spietata e egoista che trova redenzione solo nell’amore, il jazz è il veicolo privilegiato del riscatto di popoli aperti al dialogo: nel ritmo, nella danza, nel canto e nell’improvvisazione schiavi, reietti, esclusi tornano protagonisti grazie al meticciato, che investe culture e classi sociali. Un appuntamento realizzato in collaborazione con Musicus Concentus.

L’intervista al curatore Stefano Zenni

Ci saranno poi altri quattro appuntamenti realizzati in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi di Prato racchiusi tra gli eventi di METJAZZ OFF. Domenica 3 febbraio alle ore 21 presso la Scuola di Musica Verdi trovano spazio le Storie di giovani talenti con la New Talent Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini che si esibisce in Our Monk. Si tratta di un ensamble nato da un bando della SIAE e dalla collaborazione tra varie istituzioni italiane, tra cui il Teatro Metastasio di Prato, con dodici musicisti, un ospite emergente, un direttore esperto e un repertorio impegnativo e stimolante, quello di Thelonious Monk. Domenica 10 febbraio alle ore 11 presso la Scuola di Musica Verdi in un Incontro con Roberto Masotti – grande fotografo, ma non solo, un generatore di idee, uno stimolatore entusiasta di progetti, un connettore di esseri umani -, si esplorano le Storie in uno scatto entrando nelle pagine di Jazz Area, un libro fotografico edito dalla casa editrice Seipersei che racchiude quasi 50 anni di storia di musica jazz internazionale, con i ritratti di Miles Davis, Keith Jarrett, Archie Shepp, Carla Bley, Sam Rivers, Cecil Taylor, Charles Mingus, Ornette… Si tratta di un testo che si basa su una particolare e necessaria prospettiva autobiografica, parla della vita in musica attraverso i tanti incontri diretti e le infinite occasioni di musica dal vivo, analizza l’idea d’improvvisazione nel suo tipico esprimersi afro-americano e nelle sue trasformazioni europee, è la lente attraverso la quale Roberto Masotti ci parla della sua lunga storia con il jazz. Domenica 17 febbraio alle ore 21 presso la Scuola di Musica Verdi si intraprende un Viaggio nel suono con il concerto ST()MA di Cristiano Calcagnile, dove “stoma” sta per “bocca” in greco, ma anche per la fessura attraverso cui le piante respirano in botanica, quindi per intersezione, luogo di passaggio. E difatti, una fluidità di stati, dal solido al gassoso, dal liquido ancora al solido, contraddistingue il sound di Calcagnile, che utilizza vari strumenti oltre la batteria, inclusa la chitarra. Domenica 24 febbraio alle ore 11 presso la Scuola di Musica Verdi una Conferenza di Stefano Zenni sulle Storie e immagini del jazz al cinema illustra l’incontro non sempre lineare e felice tra queste due arti e, citando momenti di gloriosa fusione di musica e immagini e grandi equivoci sorti dall’utilizzo di una visione stereotipata del jazzista come artista maledetto (si pensi a Chet Baker) prova a analizzare il modo in cui il cinema ha veicolato una certa idea delle vite dei jazzisti e del significato della musica.

Inoltre, alimentando nel nome del jazz gli “Incroci tra Prato e Firenze”, METJAZZ 2019 ribadisce la collaborazione con il Pinocchio Jazz Club di Firenze e promuove come anteprima del festival il concerto di sabato 2 febbraio alle ore 22 nella sala dello storico locale con Roberto Ottaviano che presenta il suo ultimo progetto ETERNAL LOVE, un omaggio all’Africa, alla sua cultura, alla sua musica e al suo popolo, con una selezione di composizioni di Don Cherry, Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, John Coltrane, Dewey Redman, Elton Dean, e brani originali.

E, anche, a corredo della rassegna, dal Martedì 5 febbraio a Lunedì 25 febbraio nel Foyer del Teatro Metastasio sarà visibile la mostra fotografica Jazz Poster/dieci variazioni serigrafiche, 1971-1972 di Roberto Masotti, con i poster realizzati e distribuiti nei festival del jazz egli anni Settanta, impreziositi dagli autografia dei protagonisti ritratti.

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Quando il jazz incontra la musica classica. Ospite il grande pianista Enrico Pieranunzi

Quando il jazz incontra la musica classica. Ospite il grande pianista Enrico Pieranunzi

All’interno di Metjazz 2018, giovedì 15 febbraio ore 21.00 al Teatro Politeama Pratese il jazz incontra la musica classica nel concerto in Prima Assoluta Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi

Il rapporto tra jazz e musica classica europea è uno dei temi più dibattuti tra storici, critici e appassionati, ed è ancora oggi oggetto di incomprensioni, visioni storiche distorte e terreno di scontro ideologico. In verità si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Di certo esistono delle difficoltà a conciliare linguaggi di provenienza storica così diversa, ma esistono anche molti elementi compatibili che consentono una feconda mescolanza di idee. Nel mondo del jazz è stato il compositore e pianista John Lewis a produrre le opere più belle e importanti. In particolare con il suo Modern Jazz Quartet, tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Lewis ha risolto problemi musicali impervi, come la creazione di fughe jazz (anche triple, come Three Windows), strutture a sviluppo con improvvisazione, apertura della forma, strutture tonali ispirate al nome “Bach” e così via, salvaguardando lo swing e un intenso blues feeling, con risultati di eccezionale valore. Essendo fuori dalle categorie compositive tradizionali, la musica di Lewis e del MJQ ha subìto le accuse più assurde, compresa quella di tradire la spontaneità del jazz.

Per introdurre il concerto con una preziosa guida all’ascolto, alle ore 19.00 presso il Ridotto del Politeama Pratese, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze.

Questo concerto nasce dall’idea del compositore e arrangiatore Michele Corcella di omaggiare uno dei più importanti esponenti della musica afro-americana: John Lewis, leader e fondatore del celebre Modern Jazz Quartet, il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi, accompagnato dal contrabbasso di Luca Bulgarelli e dalla batteria di Mauro Beggio e affiancato dall’Orchestra della Camerata Strumentale Città di Prato.

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Metjazz 2018 Lingue oltre i confini

Metjazz 2018 Lingue oltre i confini

Dal 26 gennaio al 19 febbraio si terrà la rassegna Metjazz 2018, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni. Un programma quest’anno che si presenta più ampio: da un lato la rassegna, forte delle collaborazioni pratesi con il Museo del Tessuto, la Camerata Strumentale e la Scuola di Musica Verdi conserva la sua struttura classica  dall’altro diventa il fulcro di una sorta di festival jazz che, grazie a una  sintonia d’intenti con il Musicus Concentus e il Pinocchio Jazz di Firenze, presenta quattro concerti anche nel capoluogo toscano.

Due le caratteristiche peculiari delle proposte di Metjazz 2018: la prima è che tutti gli appuntamenti ruotano intorno al tema delle lingue e dei linguaggi del jazz, spaziando dall’inglese al francese, dallo yoruba allo spagnolo, dall’italiano al dialetto friulano; la seconda è che la rassegna intende esplorare i confini porosi tra i linguaggi musicali, ammettendo l’incontro tra jazz e musica classica e spingendosi attraverso i confini del rock elettrico e acustico, l’avanguardia, la world music, l’elettronica, fino ad approdare in altri modi espressivi, come la letteratura e la fotografia.

Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio, Fabbricone e Teatro Politeama Pratese:

–       Il primo concerto, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le Frontiere del jazz contemporaneo e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, JONATHAN FINLAYSON & SICILIAN DEFENSE (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido (Lunedì 29 gennaio ore 21.00 – Teatro Metastasio).

–       Il secondo concerto indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Graziano con il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista Dan Kinzelman espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro (Lunedì 5 febbraio ore 21.00 – Teatro Fabbricone).

–       Il terzo concerto, Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet, coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, è una PRIMA ASSOLUTA che si sviluppa da un progetto del compositore Michele Corcella con lo scopo di esaltare la ricchezza della musica di John Lewis (il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea) e che coinvolge uno dei più grandi pianisti del nostro jazz, Enrico Pieranunzi, cui si affiancano il contrabbasso di Luca Bulgarelli e la batteria di Mauro Beggio (Giovedì 15 febbraio ore 21.00 – Teatro Politeama Pratese).

–       Il quarto appuntamento è quello con la violinista cubana YILIAN CAÑIZARES e il suo quintetto “INVÓCACION” (con la Cañizares sul palco anche il pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo) che, in Una festa cubana, fa della mescolanza di lingue (canta in spagnolo, yoruba e francese) e stili, un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea (Lunedì 19 febbraio ore 21.00 – Teatro Metastasio).

Ci saranno poi altri quattro appuntamenti racchiusi tra gli eventi di Metjazz OFF:

–       Per il concerto di apertura, due grandi sassofonisti, il primo sax della Scala e uno dei migliori jazzisti italiani, Mario Marzi e Achille Succi affrontano la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz nel concerto Bach in Black, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto (Venerdì 26 gennaio ore 21.00, Museo del Tessuto).

–       In un appuntamento realizzato da Metjazz 2018 con la Scuola di musica Verdi, accompagnato da due magnifici musicisti livornesi, Andrea e Nino Pellegrini, lo scrittore Alessandro Agostinelli leggerà pagine del suo romanzo Benedetti da Parker, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista (Domenica 28 gennaio ore 11.00, Scuola di musica Verdi).

–       Con una conferenza esplicativa realizzata in collaborazione con Scuola di musica Verdi, Stefano Zenni analizza L’incontro tra Bach e il jazz e trova nelle fughe jazz scritte da John Lewis in Concorde (1955) l’occasione per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea (Domenica 4 febbraio ore 11.00, Scuola di musica Verdi)

–       Per introdurre il grande concerto del 15 febbraio con una preziosa guida all’ascolto, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze (Giovedì 15 febbraio ore 19.00, Ridotto del Politeama Pratese)

Ci sono poi gli Incroci Jazz, una sorta di festival federativo tra Prato e Firenze frutto della collaborazione con Musicus Concentus e Pinocchio Jazz, con mostre, concerti, conferenze in sala, club, teatri (prezzi ridotti per gli abbonati di Metjazz per i concerti a Firenze). Tra gli appuntamenti fiorentini si segnala:

Sabato 27 gennaio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze

Alberto Capelli Toroya

La chitarra oltre i confini del jazz elettrico

 Venerdì 2 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze

Elsa Martin/Stefano Battaglia – Sfueâi

Voce e pianoforte, in lingua friulana

 Sabato 3 febbraio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze

Di Vi Kappa

Il rock duro diventa (jazz) acustico

Venerdì 16 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze

Fire!

Il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo, dalla Svezia

A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica NOTE IN CHIAROSCURO di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.

Il festival è organizzato dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Network Sonoro, Musicus Concentus, Camerata Strumentale “Città di Prato”, Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi, Museo del Tessuto, e Pinocchio Jazz Club di Firenze.

PREZZI ABBONAMENTO 4 CONCERTI

intero > € 60,00 (on-line € 57,00)

convenzioni – soci coop – over 65 – abbonati Met/8 e Fab/8 > € 45,00 (on-line € 43,00)

gruppi – under 25 > € 36,00 (on-line € 34,00)

PREZZI BIGLIETTI METASTASIO E FABBRICONE

intero > € 20,00 (on-line € 19,00)

convenzioni – soci coop – over 65 – abbonati Met/8 e Fab/8 > € 15,00 (on-line € 14,00)

gruppi – under 25 > € 12,00 (on-line € 11,00)

PREZZI BIGLIETTI POLITEAMA PRATESE

da € 5,00 a € 25,00 presso la biglietteria del Teatro Politeama a partire dal 16 dicembre

PREZZI BIGLIETTI CONCERTI METJAZZ OFF

Bach in Black

€ 7,00 posto unico – € 5,00 gruppi / under 25

Benedetti da Parker

€ 5,00 posto unico – € 4,00 gruppi / under 25

CONFERENZA del 4 febbraio presso la scuola di Musica Verdi, ingresso libero

CONFERENZA del 15 febbraio presso il Ridotto del Politeama, ingresso libero

 

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