MICHELANGELO. UNA VITA 2014

MICHELANGELO. UNA VITA 2014, Sabato 13 e domenica 14 settembre – A Firenze la prima maratona dedicata all’eccezionale vita dell’artista.
Il FAI – Fondo Ambiente Italiano presenta a Firenze, nell’ambito del palinsesto dell’Estate Fiorentina, un’iniziativa per celebrare Michelangelo: una vera maratona dell’arte aperta a tutti, studenti, appassionati e curiosi.

Nell’arco di una giornata – dalle 10 del mattino alle 5.30 del mattino successivo – si ripercorrono le tappe principali della vita dell’artista grazie all’analisi delle sue opere e alla lettura di scritti suoi e dei contemporanei, affidata a giovani attori provenienti dal Piccolo Teatro di Milano, sotto la guida di Luca Ronconi.
Il progetto, che riprende le lezioni del corso di storia dell’arte tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano, è stato ideato da un comitato scientifico formato da Giovanni Agosti (Università degli Studi di Milano), Barbara Agosti (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Simone Albonico (Università di Losanna), Guido Beltramini (Direttore Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio), Silvia Ginzburg (Università degli Studi Roma Tre), Vittoria Romani (Università degli Studi di Padova), Jacopo Stoppa (Università degli Studi di Milano).

Effetto Michelangelo 1874-2014

In occasione delle celebrazioni dei 450 anni della morte di Michelangelo Buonarroti e della sua fondazione  l’Accademia delle Arti del Disegno, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2014 e in collaborazione con i Musei Civici Fiorentini e con l’Associazione MUS.E, presenta  la mostra Effetto Michelangelo 1874-2014 presso la Torre di San Niccolò.

Effetto Michelangelo 1874-2014, inaugura la mostra a San Niccolò

La mostra – ideata da Enrico Sartoni e Carlo Francini, curata da Niccolò Niccolai, realizzata da Opera Laboratori Fiorentini – ripercorre i festeggiamenti organizzati nell’Ottocento dalla città di Firenze in onore di Michel più che mortale angel divino: discorsi ufficiali, banchetti, riunioni, esposizioni e una solenne processione finale che prese le mosse da Palazzo Vecchio per trovare nella Torre di San Niccolò la base ascensionale da cui salire, attraverso l’appena edificato sistema di rampe, al piazzale dedicato appunto a Michelangelo. Qui, nell’ultima notte di feste, risplendettero nel buio i fuochi di un’illuminazione portentosa composta di lanterne, lumini, fiaccole, mentre un proiettore elettrico, simbolo del nuovo avvenire, ingigantiva l’immagine del David di bronzo del piazzale (inaugurato nel 1873) riflesso dal fumo dei bracieri sottostanti. Per la prima volta oltre trentasette testate giornalistiche seguirono contemporaneamente l’evento, inondando i lettori di tutto il continente delle impressioni raccolte e delle immagini realizzate dai disegnatori e stampate in litografie, di cui la mostra ripropone una significativa selezione. Le immagini consentono così di rivivere l’evento con gli occhi stupefatti del pubblico internazionale di allora e di comprendere il senso e il significato dello scenografico piazzale, dominato dalla statua del David, che ancora oggi offre uno sguardo incantato sulla città. Nell’ambito dello stesso progetto si segnala la guida Effetto Michelangelo. Cinque itinerari per il Piazzale,realizzata dall’Accademia delle  Arti del Disegno in collaborazione con l’Associazione Conoscere Firenze, che ha come obiettivo quello di segnalare ai fiorentini e non le tante possibili  strade per salire al Piazzale Michelangelo e i luoghi che vi si incontrano, alcuni dei quali saranno per l’occasione aperti al pubblico  a cura dei soci di Conoscere Firenze.
E per concludere in bellezza le celebrazioni michelangiolesche si ricorda l’evento Cena bianca, a cura dell’Associazione Venti Lucenti, che si svolgerà presso piazzale Michelangelo il prossimo 19 settembre 2014 e che sarà un’occasione per rivivere in prima persona le suggestioni e  le atmosfere che nell’Ottocento furono regalate alla città.
La mostra Effetto Michelangelo. 1874-2014 inaugurerà il prossimo 31 luglio 2014 alle h19.30. Dalle h21.30 è prevista una speciale illuminazione scenografica della Torre San Niccolò, evocativa degli effetti ottocenteschi, a cura di SILFI SpA.
L’apertura della mostra al pubblico avverrà dal 1 agosto al 30 settembre 2014 tutti i giorni dalle h17 alle h20. Sono previsti percorsi guidati a cura dell’Associazione MUS.E ogni mezz’ora in lingua italiana, inglese, francese e spagnola che includono la visita della torre e della mostra.
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 055-2768224 055-2768558
Mail info@muse.comune.fi.it

Poesia nella città

Si intitola “Poesia nella città” ed è “un itinerario di poesia, musica, scultura e danza dedicato a Mario Luzi nei luoghi di Michelangelo Buonarroti”.
In occasione del centenario della nascita del grande poeta fiorentino, è stato messo a punto un progetto a cura del Comitato del Centenario Mario Luzi 1914-2014, ideato dall’“Associazione Mendrisio Mario Luzi Poesia del Mondo”.

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Si tratterà di un appuntamento composito di arte, musica, poesia e danza di cui sarà protagonista Versiliadanza, che in collaborazione con Edizioni della Meridiana, Comitato del Centenario Mario Luzi 1914-2014, Liceo Artistico Statale di Porta Romana di Firenze, e il Polo Museale Fiorentino, promuove cinque eventi dedicati alla scrittura di Mario Luzi nei luoghi di Michelangelo Buonarroti, tre dei quali riguardano musei del Polo Fiorentino.
Il primo è previsto il 2 agosto alle 11.30 nel Chiostro di Sant’Antonino del Museo di San Marco; il secondo è programmato il 5 agosto alle 19.30 e alle 20.45 alla Galleria dell’Accademia; il terzo sarà il 12 settembre alle 19.30 nel Museo delle Cappelle Medicee. Gli utlimi due sono in scaletta il 18 settembre alle 10.30 nella Gipsoteca del Liceo Artistico Statale di Porta Romana e il 25 settembre alle 19.30 alla Basilica di San Miniato al Monte.

Di Michelangelo Buonarroti ricorrono quest’anno i 450 anni dalla morte e pochi artisti hanno lasciato un segno così profondo e duraturo nella storia dell’arte della nostra città. Nel 2014 ricorre anche il centenario della nascita di Mario Luzi, poeta fiorentino tra i più amati e figura indiscussa della poesia del Novecento. Pochi sanno che tra il 1975 e il 1976 Mario Luzi cura un’edizione delle “Rime” di Michelangelo Buonarroti per Giunti-Nardini Editore.
Attraverso un itinerario che ripercorra alcuni luoghi e opere di Michelangelo che spostandosi dal Chiostro di Sant’Antonino nell’ex-convento di San Marco, oggi museo, limitrofo al mediceo Giardino di San Marco dove il giovane Michelangelo studiò la statuaria classica, alla Galleria dell’Accademia, per giungere al Complesso della Basilica di San Lorenzo nei meravigliosi luoghi delle Cappelle Medicee fino a salire alla Basilica di San Miniato al Monte senza tralasciare la Gipsoteca dell’ex-Istituto Statale d’Arte di Firenze (con un evento appositamente studiato in orario curriculare per gli Studenti) che conserva i calchi di gesso degli originali del David e altre sculture michelangiolesche, costruiremo un viaggio/intreccio nella scrittura di Mario Luzi, le Rime di Michelangelo, le sue opere scultoree e architettoniche attraverso il linguaggio della poesia accompagnato dalla musica dal vivo e dalla danza. Poesia, musica, danza, scultura e architettura sono legate da un’affinità particolare. La danza si lega alla scultura e all’architettura facendosi carne di quella “proiezione” del movimento avvolto nel silenzio e nella materia eterna. La poesia s’incarna attraverso la parola e la voce. La musica incastona il tempo e fonde ogni forma d’arte.  I luoghi diventano architettura vivente, memoria di ciò che vi accade.
Il progetto si conclude e culmina alla Basilica di San Miniato al Monte per la quale Mario Luzi scrisse Siamo qui per questo, con l’Omaggio a Mario Luzi, cittadino di Firenze e del mondo, curato dal Comitato del Centeranio Mario Luzi 1914-2014. L’evento e’ ideato dall’”Associazione Mendrisio Mario Luzi Poesia del Mondo”, presieduta e diretta da Paolo Mettel, e prevede un momento di interventi a cura di docenti, giornalisti, poeti a cui seguirà la lettura di un adattamento di Marco Marchi (docente universitario) dell’Opus Florentinum.

Jackson Pollock La figura della furia

Jackson Pollock. La figura della furia a Firenze, Palazzo Vecchio e San Firenze,
16 aprile – 27 luglio 2014. Per la prima volta Firenze rende omaggio a Jackson Pollock (1912 -1956), uno dei grandi protagonisti dell’arte mondiale del XX secolo, colui che ha scardinato le regole dell’arte figurativa occidentale dissolvendo gli ultimi baluardi della prospettiva rinascimentale, e lo fa accostando idealmente l’opera dell’artefice americano a quella di un altro titano dell’arte universale, Michelangelo Buonarroti (1475-1564) di cui proprio quest’anno si celebra il 450° anniversario della morte.

Jackson Pollock. La figura della furia

La mostra, promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ideata e curata da Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini e sarà allestita presso Palazzo Vecchio simbolo del potere politico di Firenze e della città che fece dell’arte un elemento di forza della propria civiltà e del proprio prestigio nel mondo. Proprio a Palazzo Vecchio, dove nel Salone dei Cinquecento è ospitato “Il Genio della Vittoria” di Buonarroti, saranno esposte 16 opere di Pollock: in mostra 6 disegni – eccezionalmente prestati dal Metropolitan Museum di New York e per la prima volta esposti in Italia -, oltre a dipinti e incisioni provenienti da musei internazionali e collezioni private. Presenti anche prestiti dalla Pollock Krasner Foundation.
Michelangelo e Pollock hanno in comune la ‘furia’ dell’atto creativo, che assume una valenza mistica nella ricerca della bellezza come assoluto e dell’infinito come limite e scopo dell’azione artistica. Pollock introdusse un modo totalmente nuovo di dipingere, partendo dalla comprensione della grande personalità artistica di Michelangelo e della sublime tragica dimensione della sua opera.
Jackson Pollock. La figura della furia si compone anche di una seconda sezione nel Complesso di San Firenze e più precisamente nella Sala della musica che offrirà spazi interattivi, apparati multimediali e didattici, dove saranno proposte proiezioni e filmati sulla vita e sul lavoro dell’artista. Il progetto ha come obiettivo quello di contribuire a conoscere l’arte con strumenti nuovi e moderni.

Prosegue la mostra Ri-conoscere Michelangelo

Prosegue la mostra Ri-conoscere Michelangelo alla Galleria dell’ Accademia  fino al 18 maggio. In occasione delle celebrazioni per i quattrocentocinquanta anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti,la Galleria dell’Accademia di Firenze, in collaborazione con la Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A., presenta un’esposizione che affronta il complesso tema del rinnovato interesse e dell’ammirazione per l’artista dall’Ottocento alla contemporaneità, attraverso l’opera di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato alla figura del Buonarroti e alle sue opere come riferimento iconografico per le loro realizzazioni.


Partendo dalla produzione fotografica realizzata da alcuni tra i più noti ateliers e professionisti del XIX e del XX secolo, si è cercato di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la fortuna critica e iconografica di Michelangelo e, attraverso di essa, la celebrazione del suo mito. Una lettura trasversale, in chiave storico-fotografica, che mette al centro il ruolo svolto dalla fotografia, fin dalle sue origini, nel celebrare uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e nell’eleggere un ristretto pantheon di immagini di sue sculture a monumenti della memoria collettiva.
Il percorso espositivo prende avvio dalle rappresentazioni in chiave storicistica della fisionomia e della personalità di Michelangelo, con opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin, e di altri autori che hanno operato con il nuovo medium fotografico alle origini, tra i primi Eugène Piot, Édouard-Denis Baldus, gli Alinari, John Brampton Philpot, solo per ricordarne alcuni. La mostra si caratterizza per un continuo rimando tra le diverse modalità di tradurre e riproporre la scultura del Buonarroti: dalla fotografia intesa come oggetto di documentazione, alla specificità interpretativa nel confronto con la scultura, per giungere alla totale autonomia autoriale novecentesca tale da creare nuovi punti di vista e di analisi dell’opera d’arte. Nasce quindi un nuovo legame tra storici dell’arte e fotografi, ai quali è affidato il compito di rintracciare le forme e la materia dell’opera a conforto della ricerca storico artistica.
Tra i casi proposti, le fotografie di Giuseppe Pagano alla Pietà di Palestrina, il lavoro di David Finn e di Aurelio Amendola, interpreti chiamati a collaborare con autorevoli storici dell’arte che dalle loro interpretazioni hanno potuto trarre importanti conferme alle loro teorie e analisi stilistiche. Via via che il mito si consolida nella percezione collettiva, la presenza di Michelangelo si riconosce anche nell’opera di artisti del Novecento come Medardo Rosso, Henri Matisse, Carlo Mollino, e nella ricerca fotografica di personalità quali Emmanuel Sougez, Herbert List, Horst P. Horst, fino ad avvicinarsi agli anni Settanta, con le ricerche di Tano Festa, Paolo Monti, Antonia Mulas, e raggiungere le espressioni della contemporaneità con Helmut Newton e Gabriele Basilico. Il percorso della mostra si conclude con i riferimenti al tema della copia e del multiplo nell’epoca della riproducibilità e della massificazione affrontati nell’opera di Karen Knorr, Lisa Sarfati, Tim Parchikov, mentre riconosciamo Michelangelo quale modello formale di riferimento della staged photography di Frank Horvat, Youssef Nabil, Kim Ki duk, fino a diventare ‘assenza’ nelle immagini di Thomas Struth e Candida Höfer.