Dopo Barcellona, massima sorveglianza per il David

Dopo Barcellona, massima sorveglianza per il David

I tesori della Galleria dell’Accademia di Firenze, e il David di Michelangelo in particolare, ‘sorvegliati speciali’ sul fronte sicurezza dopo l’attentato di Barcellona.

La direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecile Holberg, spiega: “in seguito all’attacco in Spagna, con il Ministero dei Beni culturali ci siamo messi in allerta. Abbiamo già un ottimo sistema di misure di sicurezza, ma vista la situazione abbiamo deciso di incrementarle ancora”. La direttrice ha per questo emanato un ordine di servizio con una serie di disposizioni per aumentare i livelli di controllo e vigilanza.

L’ordine di servizio, spiega la direttrice, “contiene indicazioni perché il personale, in modo discreto, sorvegli maggiormente tutto quello che accade nel museo e nelle file antistanti l’ingresso. Abbiamo stabilito controlli più stringenti al metal detector. E ristretto la gamma degli oggetti che le persone possono introdurre in galleria. Per esempio, ora non si può più portare all’interno bottiglie superiori al mezzo litro, nemmeno di plastica, e contenenti liquidi diversi dall’acqua”.

Per incrementare i livelli di protezione a tutela della casa del David, la direttrice ha chiesto aiuto anche alla Prefettura. “Grazie al suo intervento, la strada dove si affaccia la Galleria dell’Accademia, è saldamente chiusa con una catena. Inoltre, sono state attivate altre misure, non visibili ad occhio nudo, delle quali non parlo per questioni, appunto, di sicurezza”.

Varie volte, nel corso della storia, il David michelangiolesco è stato danneggiato. Il più recente atto vandalico di questo tipo ai danni della celebre scultura avvenne, nel 1991, quando un uomo mentalmente instabile, Piero Cannata, ne scheggiò un piede con una martellata.

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Firenze, Galleria Accademia: restauro ritratto Michelangelo

Firenze, Galleria Accademia: restauro ritratto Michelangelo

Restauro, nuova illuminazione e uno spazio ‘da protagonista’, ben visibile nella Tribuna del David, per il ritratto bronzeo di Michelangelo alla Galleria dell’Accademia.

Il restauro del ritratto è uno dei progetti artistici portati avanti dal museo, che dovrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno.

Spiega Cecile Holberg, direttrice della Galleria: “il busto di Michelangelo realizzato dal suo allievo prediletto, Daniele da Volterra, è iconico ed è una vera meraviglia, ma la sua salute non era delle migliori a causa dell’esposizione all’aperto per 200 anni a Villa Petraia, e ad una posizione, in Tribuna, che lo penalizzava, rendendolo praticamente invisibile ai visitatori”.

E continua: “così abbiamo deciso di cambiare le cose. Adesso è in restauro per ritrovare la lucentezza perduta: quando sarà pronto lo collocheremo in un punto più in vista della Tribuna, e con un’illuminazione pensata per esaltarlo, in modo che tutti possano finalmente apprezzarlo”.

Holberg annuncia anche una esposizione speciale, al via da dicembre in Accademia: “sarà una mostra sulle origini del benessere e della potenza del capoluogo toscano: si chiamerà ‘tessuto e ricchezza a Firenze nel ‘300’ e nel suo ambito saranno esposti, oltre a dipinti, opere e lavori in lana, seta ed altri materiali. E’ un’esposizione che racconto molto di come Firenze è diventata la grande Firenze che tutti conosciamo”.

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Teatri d’Imbarco: in scena la vita di Tina Modotti

Teatri d’Imbarco: in scena la vita di Tina Modotti

Teatri d’Imbarco per l’Estate Fiorentina 2017 in scena, martedì 25 e mercoledì 26, con uno spettacolo tratto dal romanzo “Tina” di Pino Cacucci.

 

Teatri d’Imbarco con “Fino all’ultimo sguardo. Ritratto messicano di Tina Modotti”, uno spettacolo di teatro canzone con Beatrice Visibelli e la cantautrice Chiara Riondino. L’adattamento e regia di  Nicola Zavagli. Lo spettacolo andrà in scena nelle piazze del Q5, martedì 25 luglio in via del Giardino della Bizzarria (area mercato) e mercoledì 26 in via Morandi/Jervis (area giardino). Entrambe le serate avranno inizio alle 21.30 e saranno ad ingresso libero.

Lo spettacolo si inserisce all’interno di un percorso artistico che la Compagnia Teatri d’Imbarco ha intrapreso da anni intorno alle biografie di alcuni grandi italiani nel mondo, come Giacomo Puccini, Michelangelo Buonarroti, Amedeo Modigliani, Amerigo Vespucci, Gino Bartali, Giuseppe Garibaldi in una drammaturgia in equilibrio tra affabulazione e gioco scenico, in continuo rapporto con la musica dal vivo.

Un ritratto biografico della mitica Tina Modotti. Fotografa straordinaria, donna inquieta, attivista politica, carica di vita, di amicizie, di misteri.

Tina Modotti era partita a 17 anni dall’Italia su una nave piroscafo. L’America come meta. E un sogno nella valigia: Hollywood, quella del cinema muto e di Rodolfo Valentino. E grazie al suo fascino latino quel primo sogno si realizza. Ma l’inquietudine la spinge verso altri orizzonti. Ed eccola in cammino al fianco di Edward Weston, il grande fotografo che le aprirà i segreti dell’arte fotografica. Sarà questo per Tina il suo strumento di lotta e di denuncia politica in un lungo viaggio verso il Messico.

Il Messico dei fermenti post‐rivoluzionari, delle feste irredentiste, di balli e di tequila. Il Messico di Frida Kahlo e di Diego Rivera. E di una gran voglia di vivere e di cambiare il mondo. Sotto il suo sguardo inquieto raccoglie la poesia di quella terra e di quel momento indimenticabile della Storia. Poi la Storia volta pagina. E Tina viene espulsa dal Messico. E misteriosamente la sua arte s’interrompe. Eccola su una nave, con una valigia carica di sogni e rivoluzione. E’ diretta in Europa, dove la Storia ribolle e fermenta. Porta una valigia piena di piccoli capolavori: le sue fotografie.

 

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Santo Spirito : nuovi orari e visite guidate anche nei giorni feriali

Santo Spirito : nuovi orari e visite guidate anche nei giorni feriali

Previste anche aperture straordinarie fino alle 21 nei giorni di martedì 11 e  sabato 22 in occasione degli eventi promossi sul sagrato nel cartellone dell’Estate fiorentine

A tre mesi dall’apertura del complesso monumentale di Santo Spirito ,  con il percorso d’arte che si sviluppa partendo dal chiostro e prosegue nella sacrestia dove si staglia imponente e bellissimo il Cristo di Michelangelo, si ampliano gli orari di visita, con una serie di aperture prolungate fino alle 21 mentre le visite guidate sono offerte giornalmente.  Un’offerta che risponde alle esigenze dei moltissimi visitatori, in aumento durante l’estate, che nei primi tre mesi di apertura sono stati oltre 15mila, soprattutto stranieri.

Vediamo i dettagli delle nuove opportunità: l’apertura è giornaliera, mercoledì escluso,  dalle 10 alle 18, il giovedì e la domenica la chiusura è posticipata alle 21 (ultimo ingresso ore 20.45), la domenica l’apertura è però alle 12 per consentire lo svolgimento delle funzioni religiose nella basilica. In occasione delle aperture prolungate sono previste visite guidate (basilica esclusa) alle 18.30 e alle 19.30 con un supplemento di 2 euro al biglietto di ingresso

Per il percorso di visita al chiostro di Santo Spirito , a cura di CoopCulture e Opera d’Arte, l’accesso è dalla piazza attraverso il portone di ingresso del Convento, al fianco della basilica, da lì si ha accesso al  chiostro seicentesco, al refettorio con il prestigioso affresco le Tre Cene di Cristo di Bernardo Poccetti, la sala capitolare e la sacrestia con lo struggente Crocifisso realizzato a soli 18 anni da Michelangelo nel 1493. Il biglietto di ingresso costa 3 euro, 2.5 per bambini, studenti e over 65.

Partono da luglio le visite guidate, in italiano e inglese, durante i giorni feriali. Doppia opportunità alle 11 e alle 16, confermato l’appuntamento della domenica sempre alle 16. Costo visita guidata 2 euro da aggiungere al biglietto di ingresso. Per informazioni e prenotazioni: 848.082.380 e dall’estero 06.39967138.

Infine, sempre a luglio, aperture straordinarie fino alle 21 nei giorni di martedì 11 e  sabato 22 in occasione degli eventi promossi sul sagrato nel cartellone dell’Estate fiorentina.

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La Battaglia di Anghiari: un po’ di chiarezza sull’opera perduta di Leonardo

Il 1° aprile è giornata di scherzi. Abbiamo voluto cogliere quest’occasione per raccontare con ironia una storia che tutti giorni siamo soliti raccontare ai visitatori del Museo di Palazzo Vecchio. Il nostro modo di celebrare con un po’ di umorismo la giornata “dei pesci” e di ricordare uno dei più affascinanti e appassionati episodi della storia dell’arte.
Migliaia di turisti, arrivati nel Salone dei Cinquecento, si dimostrano stregati dalla querelle sulla presenza del capolavoro di Leonardo Da Vinci, La battaglia di Anghiari, “nascosto” sotto l’affresco di Vasari Vittoria di Cosimo I a Marciano in val di Chiana.
Il libro Inferno di Dan Brown e la successiva trasposizione cinematografica diretta da Ron Howard, negli ultimi anni hanno contribuito non poco a portare al grande pubblico questo dilemma. Che si tratti di un merito o di una colpa, come è nostro stile cogliamo l’occasione per approfondire e raccontare.

Leonardo da Vinci ha indubbiamente dipinto nei primi anni del Cinquecento in questa sala , che però non era come la vediamo oggi: il soffitto più basso, le pareti spoglie, le finestre più piccole. E due grandi artisti al lavoro, incaricati di celebrare due importanti vittorie fiorentine: da una parte Michelangelo, alle prese con la battaglia di Cascina, dall’altra Leonardo, alle prese con quella di Anghiari. Ma mentre Michelangelo, dopo avere preparato il cartone, interrompe il lavoro per andare in Vaticano, Leonardo dipinge la scena centrale, ovvero un “groppo di cavalli che combattono una bandiera”, cimentandosi con una tecnica simile all’encausto, secondo cui i colori vengono fissati con il calore del fuoco. L’esperimento però fallisce, il dipinto comincia a colare e l’artista abbandona il progetto.

Ancora non è certo fino a che punto Leonardo abbia dipinto, né se Giorgio Vasari, impegnato a trasformare la sala, abbia salvaguardato ciò che era sopravvissuto. Decenni di indagini e di ricerche si sono susseguiti fino a oggi nel tentativo di scoprire che cosa possa celarsi dietro gli affreschi vasariani, stimolati anche dall’enigmatico vessillo “cerca trova” che campeggia fra le milizie.

Se vuoi scoprire in prima persona i segreti di Palazzo Vecchio ti invitiamo a provare una delle nostre visite, come VISITA A PALAZZO o I SEGRETI DI INFERNO