Giovanni Michelucci. Elementi di vita e di città

Lunedì 7 aprile 2014, alle ore 11.00, al Cinema Odeon Firenze è in programma la prima fiorentina del documentario “Giovanni Michelucci. Elementi di vita e di città” di Cristiano Coppi.

Alla presentazione partecipano il direttore del Dipartimento di Architettura Saverio Mecca e il direttore artistico del festival MEDIARC Alberto Di Cintio. L’ingresso è libero.
L’ organizzazione è curata da  Provincia di Pistoia, Dipartimento di Architettura DIDA/Festival Internazionale di Architettura in video MEDIARC, Fondazione Giovanni Michelucci . Giovanni Michelucci (Pistoia, 2 gennaio 1891 – Firenze, 31 dicembre 1990) è stato uno dei maggiori architetti italiani del XX secolo, a cui si devono, tra l’altro, la progettazione della stazione di Santa Maria Novella e la chiesa di San Giovanni Battista nei pressi dell’ Autostrada del Sole.

Giovanni Michelucci e le sue architetture fiorentine e toscane

Martedì 22 ottobre alle ore 18,00 a Villa La Pietra sede della New York University  la Professoressa Claudia Conforti propone la lettura  “Giovanni Michelucci e le sue architetture fiorentine e toscane”.
Due tra le architetture italiane più significative del XX secolo si trovano a Firenze e sono opera dello stesso progettista: Giovanni Michelucci (Pistoia 2 gennaio 1891- Firenze 31 dicembre 1990). Si tratta  della Stazione di Santa Maria Novella (1933-‘35) e della Chiesadi San Giovanni Battista (1961-‘64), conosciuta come Chiesa dell’Autostrada. Sono due edifici profondamente diversi: il primo si trova immerso nella città antica, tra la goticheggiante basilica domenicana di Santa Maria Novella e la cinquecentesca fortezza da Basso, ed è funzionalmente vincolato alla ferrovia. La chiesa invece sorge lungo l’autostrada del Sole, isolata in un luogo rurale, dove svolge il ruolo di segnale territoriale, destinato alla percezione veloce degli automobilisti. Esse sono nate in tempi diversi: la stazione fu un fiore all’occhiello del Fascismo; la chiesa lo fu della giovane repubblica democratica. Ruoli diversi: la stazione deve smistare le folle di visitatori verso i binari e verso la città; la chiesa deve accogliere nel silenzio i devoti in una pausa spirituale del viaggio. Eppure i due edifici, così diversi all’apparenza, sono uniti da un’identicaconcezione dello spazio fluente e corale, guidato dal dinamismo dei percorsi; da un’identicaindifferenza stilistica motivata dal primato della materialità espressiva dello spazio. Caratteri che segnano tutta l’architettura del controverso Maestro toscano.
Claudia Conforti insegna Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma “Tor Vergata”. E ‘autore di vari studi sulla Toscana del XVI secolo, l’architettura romanica e l’architettura contemporanea .