Gkn: tavolo convocato dal Mise per il 7 ottobre

Gkn: tavolo convocato dal Mise per il 7 ottobre

Gkn: è stato convocato per il 7 ottobre prossimo, per le 15, il tavolo di crisi al Mise sulla vertenza Gkn, l’azienda di componenti per automobili che ha deciso di chiudere il sito di Campi Bisenzio e licenziare 422 lavoratori.

Dopo la sentenza del Tribunale di Firenze che ha annullato per difetto di forma l’avvio della procedura di licenziamento collettivo la questione torna al centro del confronto del ministero. Al tavolo siederanno il ministero del Lavoro, la Regione Toscana, il Prefetto di Firenze, il sindaco di Firenze e quello di Campi Bisenzio e anche l’azienda, i vertici del sito fiorentino e quelli automotive oltre al colosso finanziario proprietario della fabbrica, Melrose plc, oltre alle tute blu di Cgil, Cisl e Uil.

“L’incontro al ministero sul caso Gkn si terrà  con l’obiettivo di esercitare quel ruolo di mediazione indispensabile per la vertenza. La ricerca che il ministero sta portando avanti verso possibili soggetti interessati non si è mai interrotta in questi mesi. Per avere delle interlocuzioni serie e concrete serve tempo e anche chiarezza sulla posizione dell’azienda. Stiamo continuando a lavorare in questa direzione”. Lo dichiara la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde.

Intanto sono oltre 45.000 le persone che su Change.org hanno sottoscritto gli 8 punti anti-delocalizzazioni elaborati dal gruppo di giuslavoristi “progressisti e democratici” e votati dall’assemblea dei lavoratori Gkn. “Non l’abbiamo particolarmente pubblicizzato perché, come tutti sappiamo, le raccolte di firme spesso lasciano il tempo che trovano. Ma la lotta operaia, quando avanza consapevole, sa usare ogni canale, ogni strumento, ogni mezzo senza contemporaneamente esserne fascinata o usata”, scrive su Facebook il Collettivo di fabbrica. “A questo punto aiutateci a sfondare le 50.000 e non ne parliamo più. Facciamolo così, in scioltezza e di botto”.

L'articolo Gkn: tavolo convocato dal Mise per il 7 ottobre da www.controradio.it.

Gkn: Mise convoca nuovo tavolo mercoledì 4 agosto a Firenze

Gkn: Mise convoca nuovo tavolo mercoledì 4 agosto a Firenze

Con la presenza della viceministra Todde, nuovo tavolo convocato dal Mise a Firenze per la Gkn il giorno 4 agosto

Nuovo tavolo su Gkn mercoledì prossimo: il Mise ha riconvocato le parti per il 4 agosto (alle 15). Al tavolo, che sarà presieduto dalla viceministra Alessandra Todde, sono invitati oltre al ministero del Lavoro i rappresentanti dell’azienda, dei sindacati e di Confindustria e delle amministrazioni locali.

“Dopo l’impegno costante di questi giorni – dice Todde – riteniamo indispensabile fare il punto sulla situazione relativa alla vertenza Gkn, per questo abbiamo deciso di convocare il tavolo a Firenze, invitando tutte le parti coinvolte”

Il primo tavolo si era tenuto il 15 luglio a Firenze. La viceministra aveva dichiarato di voler tenere alta l’attenzione sul caso dei 422 lavoratori della Gkn licenziati via mail. L’Azienda, che ha avviato la procedura di licenziamento per i 422 dipendenti con la conseguente chiusura dello stabilimento nell’hinterland fiorentino, tramite un avvocato consulente ha annunciato che il provvedimento non sarà ritirato. La viceministra Todde aveva dichiarato: “Noi non permetteremo mai che un’attività produttiva venga trasformata in un prodotto finanziario. Non permetteremo speculazioni, perché noi non siamo un paese da predatori. Noi vogliamo che l’Azienda si sieda al tavolo”.

Intanto, durante tutto il mese di luglio non si è fermato l’abbraccio della solidarietà verso i lavoratori e le lavoratrici della Gkn dopo oltre 20 giorni di presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Ultimo il concerto tenutosi giovedì sera all’entrata della Gkn con la partecipazione di Piero Pelù, Stefano Massini e Bobo Rondelli.

L'articolo Gkn: Mise convoca nuovo tavolo mercoledì 4 agosto a Firenze da www.controradio.it.

Figline: Bekaert, corteo protesta contro licenziamenti

Figline: Bekaert, corteo protesta contro licenziamenti

“113 licenziamenti mentre è in corso una moratoria”, lavoratori Bekaert in presidio per il mancato accordo ieri sera con l’azienda al Mise

Prima un presidio davanti ai cancelli della fabbrica e poi un breve corteo fino al municipio dove è stata ricevuta una delegazione: così stamani dalle 9 a Figline Valdarno i lavoratori della Bekaert (ex stabilimento Pirelli) hanno protestato per il mancato accordo ieri sera con l’azienda al Mise. Il fallimento del tavolo porterà a 113 lettere di licenziamento per tutti i dipendenti che adesso figurano ancora in organico. In Comune la sindaca Giulia Mugnai ha ricevuto una delegazione di lavoratori Bekaert e di sindacalisti della Fiom-Cgil, all’indomani del tavolo al Mise che ha sancito la fine degli ammortizzatori sociali per i 113 dipendenti.

“Come Comune – ha detto Mugnai – ci attiveremo insieme agli altri sindaci del territorio perché si possa trovare un percorso, una progettualità che metta in sicurezza tutti i lavoratori, perché a loro dobbiamo necessariamente una risposta in termini occupazionali. Al tempo stesso chiediamo attenzione alle istituzioni superiori perché ci si debba occupare anche in futuro di questo sito, perché lo stabilimento Bekaert non può essere lasciato all’abbandono, e perché non può ricadere sulle spalle della nostra comunità, l’impatto urbanistico e ambientale di un sito all’abbandono”.

Per Silvia Spera, responsabile dell’Area politiche industriali per la Cgil nazionale “la multinazionale ha tenuto un atteggiamento inaccettabile e arrogante. Questa vertenza, come altre aperte al Mise, ha dimostrato l’urgenza e la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti, come richiesto unitariamente da Cgil Cisl e Uil al Governo Italiano in questa fase drammatica per i lavoratori”.

Per Elena Aiazzi della Cgil Firenze “si consuma per l’ennesima volta un dramma sociale causato da aziende predatorie che carpiscono il saper fare dei lavoratori e se ne vanno lasciandosi alle spalle drammi umani e territori feriti”.

Nel pomeriggio è prevista un’assemblea convocata dal sindacato Fim Cisl così come si apprende dal sito Fb della sigla. L’assemblea dovrebbe svolgersi nel piazzale davanti allo stabilimento nel rispetto del distanziamento sanitario.

L'articolo Figline: Bekaert, corteo protesta contro licenziamenti proviene da www.controradio.it.

Fabbrica Jsw: sindacati, impianti fermi, ministro Giorgetti convochi Jindal

Fabbrica Jsw: sindacati, impianti fermi, ministro Giorgetti convochi Jindal

‘Ci sia piano alternativo con altri privati e ingresso Stato’: l’appello dei sindacati per una strategia per la fabbrica Jsw

“La fabbrica Jsw Steel Italy Piombino tra pochi giorni vedrà nuovamente tutti gli impianti di laminazione fermi, migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione e il piano industriale presentato a fine gennaio da Jindal è decisamente poco credibile, e considerato dallo stesso ministro insoddisfacente. Riteniamo che il ministro Giorgetti debba confrontarsi nel più breve tempo possibile direttamente con Sajjan Jindal, e che senza garanzie vadano individuate da parte del Governo tutte le misure necessarie per voltare pagina per non subire passivamente le non scelte di una multinazionale totalmente inadempiente”.

Così le segreterie provinciali Fim, Fiom, Uilm e Uglm con le rsu Jsw e Piombino Logistics-Gsi. Il quadro della situazione sulla situazione della fabbrica Jsw e del polo siderurgico di Piombino (Livorno) è stato fatto oggi in occasione di un consiglio di fabbrica. I sindacati chiedono, in una nota congiunta, che Governo e Mise valutino “un piano alternativo serio e credibile con altri soggetti privati e con l’ingresso importante dello Stato nel capitale sociale, per dare concretezza alle dichiarazioni fatte di un sito e di una siderurgia strategica”.

Il consiglio di fabbrica e le segreterie “si attivano fin da subito per richiedere un incontro al presidente della Regione Toscana con il sindaco di Piombino per costruire insieme le richieste da portare al prossimo incontro con il ministro e proveremo ad organizzare un incontro con tutte le parti politiche che hanno dato la propria solidarietà al presidio, per fare insieme una valutazione sugli impegni che si erano assunte nelle scorse settimane”.

L'articolo Fabbrica Jsw: sindacati, impianti fermi, ministro Giorgetti convochi Jindal proviene da www.controradio.it.