Mondeggi: attivisti assolti da accusa ‘occupazione”

Mondeggi: attivisti assolti da accusa ‘occupazione”

“Il fatto non sussiste”: con questa formula il Tribunale di Firenze ha assolto oggi 17 attivisti di Mondeggi Bene Comune. le motivazioni tra 90 giorni. Intervista con l’avvocata Letizia Bertolucci

Oggi 8/11/19 si è svolta l’udienza che sanciva la sentenza di primo grado del processo
per occupazione e furto di elettricità e d’acqua, i cui imputati erano 17presidianti del progetto mondeggi bene comune Il pm aveva chiesto 1 anno e due mesi di pena e 1000 euro di multa per ciascuno degli imputati, a cui si sommano le richieste della città
metropolitana, costituitasi parte civile, di 77.000 euro di danni, di cui 50.000 per danno di immagine. Il dispositivo della sentenza di oggi prevede la piena assoluzione di tutti
gli imputati “perche’ il fatto non sussiste”.

“Mondeggi bene comune è una comunità che si contrappone al tentativo di svendita della tenuta di mondeggi, attraverso un progetto di agricoltura contadina, gestione comunitaria e condivisione dei saperi. l’autogoverno che pratichiamo si ispira ai principi di autogestione, cooperazione e mutualismo. Ci siamo riappropriati collettivamente della terra nel giugno 2014, dopo anni di degrado e abbandono, fatto che ci ha portato molto rapidamente nelle aule dei tribunali” rivendicano gli attivisti.

Che aggiungono la vittoria di oggi – ottenuta nell’aula di un tribunale – non fa altro che
rafforzare le nostre convinzioni ed aumentare la nostra determinazione per raggiungere il nostro obiettivo. Continueremo a lavorare la terra, per renderla fruibile a chiunque se ne voglia assumere la responsabilità, coltivando relazioni sul territorio per far crescere la nostra comunità,attraversata già da centinaia di persone.  Continueremo a batterci per l’agroecologia e la riappropriazione della terra, a fianco di tutti coloro che contestano il modello delle grandi opere e delle nocività, dell’agroindustria dell’estrattivismo, dell’atomizzazione sociale e dell’individualismo”.

 

ASCOLTA L’INTERVISTA CON L’AVVOCATA LETIZIA BERTOLUCCI

 

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Per Mondeggi ‘Bene comune’ in corteo a Firenze

Per Mondeggi ‘Bene comune’ in corteo a Firenze

‘Mondeggi non si vende, si coltiva o si difende’, è lo slogan ribadito più volte nel corso della manifestazione svoltasi ieri pomeriggio a Firenze nell’ambito della tre giorni nazionale di Genuino Clandestino, movimento contadino per l’autodeterminazione alimentare in corso nella fattoria di Mondeggi, a Bagno a Ripoli (Firenze), occupata dal movimento Mondeggi Bene Comune, la tre giorni.


Al corteo, aperto da un trattore e che si è snodato lungo il centro cittadino e nell’Oltrarno, oltre alle reti territoriali di Genuino Clandestino, hanno partecipato comitati No Tav, No
Tap, e le ‘Mamme no inceneritore’ della Piana fiorentina. “E’ una manifestazione specifica per la difesa di Mondeggi, contro la privatizzazione e la ‘chiamata’ si è estesa a tutte le realtà che lottano per il proprio territorio e per l’autodeterminazione territoriale”, ha detto Giovanni Pandolfini, tra i fondatori di Mondeggi Bene Comune.

Agli occupanti di Villa Mondeggi Lappeggi, “abbiamo continuamente rivolto un invito alla legalità” ma “non è possibile interloquire costruttivamente finché permane una situazione di illegalità e di attività abusiva. La Città metropolitana è sempre stata ed è aperta a un’interlocuzione con chiunque, a condizione che siano utilizzati gli strumenti che, per legge, sono affidati alla Pubblica amministrazione e ai cittadini”. Lo afferma il
consigliere della Città metropolitana di Firenze, con delega al patrimonio, Benedetta Albanese.
L’ente ricorda, in una nota, che “si è dovuto costituire parte civile nel procedimento penale nei confronti di persone che occupano abusivamente, dal giugno del 2014, tre unità immobiliari di Villa Mondeggi Lappeggi”. Per la Metrocittà, “l’occupazione si è consolidata e rinforzata nel tempo estendendosi anche ad altri beni immobili (fabbricati, e
terreni). E’ stato peraltro coinvolto un numero crescente di occupanti abusivi, organizzati nella vendita al pubblico di prodotti derivati dalle coltivazioni dei terreni occupati e
nell’allestimento di eventi e manifestazioni sociali, portati avanti con una parallela azione di discredito della struttura pubblica”. “Il danno che ne è derivato alla Città metropolitana
– conclude la nota – è identificabile nella perdita di chance di un impiego fruttifero dei beni. Inoltre, a fronte dell’utilizzo dei beni, gli occupanti non hanno mai corrisposto all’ente
alcuna indennità di occupazione, configurando un ingiustificato arricchimento in danno all’ente ed alla collettività”.

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