Pausa Caffè Festival

Quali sono le nuove tendenze e tecnologie dedicate al mondo del caffè, come si definisce un caffè di qualità, chi è il migliore “cup taster” (assaggiatore) in Italia e quali i dati del mercato caffeicolo italiano? Sono alcuni degli argomenti che saranno trattati da mercoledi 7 a venerdi 9 maggio 2014 a Firenze per la 3° edizione di “Pausa Caffè Festival”, manifestazione dedicata alla diffusione della cultura del caffè di qualità, nata con lo scopo di valorizzare l’eccellenza e la cultura del Made in Italy.http://www.pausacaffefestival.it/public/f44c86a6-2353-4593-861b-dd70f8246d59.jpg

L’evento, che si terrà per la prima volta in Piazza della Repubblica, nel centro storico del capoluogo toscano, e presso la Biblioteca delle Oblate e la terrazza vista Duomo della caffetteria, proporrà circa 30 eventi in 3 giorni, tra percorsi del gusto (con 20 caffè speciali in degustazione gratuita, alcuni presentati al pubblico per la prima volta), workshop, incontri, spettacoli, campionati baristi. La direzione artistica dell’iniziativa è del campione italiano di caffetteria Francesco Sanapo (vincitore del titolo nel 2010, 2011 e 2013), e del coffee expert Andrej Godina, dottore di ricerca in scienza tecnologia ed economia nell’industria del caffè, da poco ospite della trasmissione televisiva Report per l’indagine sulla situazione caffeicola in Italia.

Il festival, ad ingresso libero, è dedicato a tutti, dagli appassionati, ai professionisti, ai ‘cultori’ della bevanda più amata al mondo, seconda, per consumi, solo all’acqua. L’evento, che coinvolgerà 30 realtà del settore provenienti da tutta Italia, è organizzato da NEM – Nuovi Eventi Musicali, con il contributo del Comune di Firenze – Assessorato alla cultura e varie realtà del mondo caffeicolo nazionale, tra cui il World of Coffee, il grande expo dedicato al mondo del caffè che si terrà a Rimini il prossimo 10-12 giugno, Dalla Corte e Dini Caffè.

Forte del supporto di molti operatori del settore, il festival si è inserito sin da subito con successo nello scenario italiano e internazionale, divenendo un appuntamento fisso di confronto e crescita. Nel programma (completo sul sito www.pausacaffefestival.it), si terrà ogni giorno, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, in Piazza della Repubblica, ‘Il Percorso del gusto’, un viaggio sensoriale alla scoperta dei caffè speciali, monorigine, miscele e decaffeinati, da degustare con le più moderne tecniche di preparazione. Non solo espresso, quindi, ma anche filtro, aeropress e metodo ‘pour over’, per assaggiare infusi di caffè.

Ai percorsi del gusto saranno affiancati alcuni campionati nazionali: mercoledi 7 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, si terranno le finali del 7° Campionato italiano ‘World Cup Tasters Championship’, ovvero di assaggiatori di caffè (www.worldcuptasters.org). La gara consisterà nell’indovinare su 8 terne, composte ognuna da 3 tazze di caffè di differenti monorigini, quale, tra le tre, sia quella diversa. Il vincitore volerà quale rappresentante italiano alla finale mondiale World Cup Tasters Championship, che si terrà dal 15 al 18 maggio a Melbourne, in Australia.

Giovedì dalle ore 10.00 alle ore 17.00, si terranno le finali italiane del 1° Campionato italiano ‘World Brewers Cup’ (www.worldbrewerscup.org), metodo di preparazione proprio dei paesi nordici, degli Stati Uniti e paesi asiatici, che si sta diffondendo anche in Italia. I caffè saranno erogati dai concorrenti con i cosiddetti metodi manuali di ‘pourover’, ovvero con sistemi di filtrazione dove il barista, manualmente, verserà l’acqua calda sulla polvere di caffè che sarà trattenuta da un filtro. I partecipanti, che prepareranno 3 bevande a testa da servire a 3 giudici sensoriali, dovranno cercare di ottenere non solo un buon caffè ma anche prepararlo correttamente con un valore di solidi che sarà misurato dai giudici con il ‘refrattometro’.

Venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, si svolgerà invece il 3° Campionato ‘Latte Challenge Dalla Corte’, gara di cappuccini decorati con la tecnica del Latte Art, in cui i concorrenti si sfideranno per ottenere il cappuccino migliore da un punto di vista tecnico ed artistico.

Inoltre, ogni giorno, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 si terrà la colazione ‘Cappuccino latte art con il campione’, con i vincitori delle passate gare nazionali; durante il festival, in vari orari, ci saranno workshop di formazione dove sarà spiegato il lungo percorso della filiera del caffè (in ‘Dalla pianta alla tazzina’), come ottenere cappuccini ‘perfetti’, si insegnerà a degustare il caffè di qualità e si parlerà della tradizione del caffè all’italiana, ‘Moka, napoletana, espresso’.

Per la parte culturale del festival, mercoledì 7 maggio, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la terrazza delle Oblate, si terrà il laboratorio di scrittura creativa e sensoriale ‘Coffee writing’, a cura di Filippo Belacchi: sarà un’introduzione ad un nuovo metodo di scrivere di cibo in maniera innovativa e appropriata, usando i cinque sensi (ingresso libero, su prenotazione a turismo@archeologia.it). A seguire, alle ore 19.30, si terrà lo spettacolo, in prima assoluta, ‘La ballata del caffè’ con l’attore Gianluigi Tosto, nuova produzione pensata dai NEM per il festival, che racconterà la cultura del caffè in Italia attraverso la storia, i ricordi, le canzoni e i luoghi del nostro Paese. Ad accompagnare Tosto ci saranno la cantante Sara Battaglini, Francesco Nigi alle tastiere, Michele Andriola alla batteria, Francesco Zampini alle chitarre. Completano il programma alle Oblate la tavola rotonda ‘L’eccellenza del caffè espresso in Italia’, alla presenza degli esperti del comparto italiano del sistema espresso (venerdi 9 maggio, ore 11.00-13.00, sala conferenze), e gli aperitivi al caffè (mercoledi e giovedi, dalle ore 19.00 alle ore 22.00).

La chiusurà del festival sarà venerdì 9 maggio, alle ore 20.00 presso Ditta Artigianale, nuovo concept bar dedicato al consumo consapevole di caffè, e micro torrefazione, diretta da Francesco Sanapo (via dei Neri 32,R) con ‘No Choice dinner’, cena a buffet con tapas al caffè (a pagamento, solo su prenotazione pausacaffefirenze@gmail.com). Inoltre, il festival distribuirà una mappa dei caffè, in cui saranno suggeriti alcune caffetterie, di qualità certificata, dove poter andare a fare la colazione prima dell’apertura della manifestazione.

Infine, sul Facebook del festival, è già attivo #stopandcoffee, un photocontest gratuito dove gli utenti potranno caricare e far votare, fino all’11 maggio, le proprie foto tramite il link http://bit.ly/stopandcoffee, dando vita ad una mostra digitale di pause e momenti di relax intorno ad un caffè. In premio settimane di colazioni e corsi di latte art, in collaborazione con SOwhat, digital agency fiorentina specializzata in Social Media Marketing (www.sowhatfactory.it).

Questioni di famiglia

Questioni di famiglia a Palazzo Strozzi. Questioni di famiglia.Vivere e rappresentare la famiglia oggi propone opere di undici artisti internazionali (Guy Ben-Ner, Sophie Calle, Jim Campbell, John Clang, Nan Goldin, Courtney Kessel, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Trish Morrissey, Hans Op de Beeck, Chrischa Oswald, Thomas Struth) che permettono di investigare immagini, dinamiche e strutture che definiscono il concetto di famiglia nel mondo contemporaneo.
Dal 14 marzo  al 20 luglio 2014 al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina.Palazzo Strozzi, Firenze.

Questioni di famiglia

La riflessione della mostra è dedicata a due fronti principali, da una parte l’analisi di quelle dinamiche che caratterizzano una famiglia, dall’altra una ricognizione sull’immagine della famiglia e su ciò che si nasconde dietro di essa. I video, le fotografie e le installazioni in mostra affrontano e decostruiscono questo concetto, unendo la soggettività autobiografica di ciascun artista a una ricerca di significato collettivo e riflettendo su quei legami culturali, morali, etici, biologici che definiscono e individuano una famiglia. Parlare di questo tema significa riflettere sulla contraddizione tra l’individualismo dell’uomo contemporaneo e la persistenza di modelli sociali ed esigenze relazionali che trovano nella famiglia il nucleo fondamentale. Allo stesso tempo, la disputa su “cosa è famiglia” si accompagna alla vasta riflessione sociologica che ha individuato la famiglia come luogo primario di socializzazione ed educazione, ma anche come luogo di disuguaglianza.
Ogni individuo ha una propria personale esperienza di famiglia, ma quando andiamo a cercare una definizione condivisa che cosa intendiamo con questo termine? La sua apparente naturalezza trova un proprio fondamento nell’articolo 29 della Costituzione italiana, dove si afferma che “la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”. Tuttavia, come provocatoriamente afferma la sociologa Chiara Saraceno, “non vi è nulla di meno naturale della famiglia”. Questo concetto si è trasformato nel corso dei secoli, sempre ponendosi come specchio ma anche come strumento attivo delle trasformazioni della società: dalla familia latina al concetto di stirpe nobiliare, fino alla famiglia borghese dell’Ottocento. Negli ultimi decenni, stiamo vivendo una ulteriore e decisiva evoluzione di questo concetto. Fenomeni come la bassa natalità, la secolarizzazione, la crisi dell’istituto del matrimonio, il nuovo ruolo della donna, l’affermazione sociale e politica delle unioni omosessuali hanno aperto dibattiti e riflessioni in una re-definizione dell’immagine e del funzionamento stesso della famiglia. Il catalogo bilingue (italiano/inglese) che accompagna la mostra è pubblicato da Mandragora e contiene, tra gli altri, testi critici dello storico Paul Ginsborg (Università degli Studi di Firenze) e della sociologa Chiara Saraceno (honorary fellow presso il Collegio Carlo Alberto di Torino). In contemporanea a Palazzo Strozzi si svolge Pontormo e Rosso Fiorentino. Le divergenti vie della “maniera” (Palazzo Strozzi, Firenze, 8 marzo-20 luglio 2014) a cura di Antonio Natali e Carlo Falciani, che vede riuniti per la prima volta i capolavori dei due artisti, provenienti dall’Italia e dall’estero, molti dei quali restaurati per l’occasione.
Coordinate della mostra
Sede: Centro di Cultura Contemporanea Strozzina – Fondazione Palazzo Strozzi
Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi, 50123 Firenze
A cura di: Franziska Nori e Riccardo Lami
Orari: martedì-domenica, 10.00-20.00; giovedì 10.00-23.00; lunedì chiuso
Ingresso: (biglietto valido 30 giorni)
€ 5,00 intero; € 4,00 ridotto convenzioni; € 3,00 studenti e altre riduzioni
ingresso gratuito giovedì 18.00-23.00.
Speciale biglietto congiunto con la mostra Pontormo e Rosso Fiorentino:
€ 10,00 intero; € 9,50 gruppi prenotati; € 5,00 ridotto (ragazzi dai 7 ai 18 anni, universitari e altre riduzioni).

 

Florence Creativity.it

Florence Creativity.it torna, dopo il grande successo dello scorso anno,dal 21 al 24 novembre al Padiglione Centrale Spadolini della Fortezza Da Basso con l’evento che colorerà le idee e le fantasie di chiunque viaggi sul filo della propria curiosità e desiderio di creare.

Jamloo Typo Pro
Un intreccio sinergico di materiali, colori, merletti, pitture, decoupage , patchwork, cucito creativo,ricami,perline e Cake design prenderà vita di stand in stand, di zona in zona, stimolando e suggerendo la più intima condivisione da parte degli espositori delle loro tecniche volte ad arricchire e sviluppare la creatività individuale tramite corsi e dimostrazioni a rotazione che daranno alla fiera quella sfumatura di laboratorio dinamico, coinvolgente ed appassionante.
Tappa da calendario per gli amanti del settore del centro Italia e piacevole appuntamento per tutti coloro che vorranno prepararsi al Natale in modo originale.
Florence Creativity.it 2013 è un evento culturale in cui tradizione e tecniche innovative si fondono per essere condivise e per rendere abile chiunque a utilizzare l’ingegno per sviluppare la propria fantasia.
La presenza di Associazioni Artistiche,molte delle quali con scopo benefico , corona il progetto di Florence Creativity.it di far sbocciare, in tutta la sua magia, un incontro di interessi creativi e di partecipazione attiva sociale.

 

Edoardo Detti

Nel centenario della nascita la mostra  “Edoardo Detti-Architetto e urbanista 1913-1984″ , presso la chiesa e il museo di Orsanmichele fino al 4 novembre, celebra questo architetto protagonista nel dibattito sullo sviluppo di Firenze negli anni Cinquanta e Sessanta  e animatore di battaglie civili in difesa del patrimonio culturale e del paesaggio.

In occasione di questa ricorrenza il Dipartimento di Architettura ha organizzato – in collaborazione con l’Archivio di Stato di Firenze e la Soprintendenza archivistica per la Toscana – una serie d’iniziative indirizzate ad approfondire i caratteri della sua personalità e del suo lavoro: un convegno su “Edoardo Detti, architetto e urbanista 1913-1984”, una mostra sui progetti di architettura e l’attività di pianificazione del territorio, un film-documentario volto a restituire episodi salienti della sua biografi a, la pubblicazione dell’inventario dei materiali del Fondo Detti di proprietà del Comune di Sesto Fiorentino e conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze.

L’esposizione attinge al ricchissimo patrimonio del “Fondo Edoardo Detti” collocato presso l’Archivio di Stato di Firenze che documenta i contatti con personalità come Bruno Zevi, Carlo Ludovico Ragghianti, oltre che le collaborazioni con nomi importanti dell’architettura italiana (Giovanni Michelucci, Leonardo Savioli, Leonardo Ricci, Carlo Scarpa, Ludovico Quaroni); l’ampia attività svolta come assessore all’urbanistica del Comune di Firenze, come docente universitario presso la Facoltà fiorentina di Architettura, come presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Ma anche l’amore e lo studio del paesaggio toscano, attraverso le sue fotografie.

Presso la mostra, che rimarrà aperta fino al 4  novembre, sarà visibile il documentario “Edoardo Detti 1913-1984” di Federico Micali e Yuri Parrettini. Il cortometraggio sarà presentato anche nel corso dei lavori del convegno (giovedì 3 ore 18).

 

Il Museo d’Orsay a Palazzo Pitti

All'alba del Rinascimento

 

Trenta capolavori reduci da un secolo di esilio
Esposti per la prima volta in Italia nella dimora del mercante che li vendé alla Francia
Firenze – Tra i più importanti e sofisticati di Parigi, il Museo Jacquemart-André vanta, dopo il
Louvre, la più ricca collezione di Rinascimento fiorentino in terra di Francia grazie alle centinaia di
capolavori acquistati a fine Ottocento a Firenze, per lo più nell’atelier del celebre antiquario garibaldino
Stefano Bardini.
Si configura dunque come un doppio ritorno a casa la mostra Il Rinascimento da Firenze a
Parigi, che per la prima volta riporta in Italia il nucleo principale della raccolta Jacquemart-André.
Dipinti di Botticelli, Mantegna, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Alesso Baldovinetti, sculture di
Donatello e Giambologna, bronzetti, mobili, ceramiche. In tutto 30 capolavori che riapprodano nella
città dove furono creati per essere esposti nella stessa dimora-atelier del mercante che li alienò
Villa Bardini è in effetti la sede ideale, quasi per una nemesi, di questa esposizione preziosa e
spettacolare (6 settembre–31 dicembre 2013) curata da un’equipe di specialisti italo-francese
(Giovanna Damiani, Marilena Tamassia, Nicolas Sainte Fare Garnot). Un progetto posto sotto la
diretta tutela di Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della
città di Firenze, e di Gabriel De Broglie, Cancelliere dell’Institut de France, le due istituzioni che
promuovono l’evento insieme alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e al Museo
Jacquemart-André con la società di gestione Culturesespaces presieduta da Bruno Monnier.
L’opportunità si è creata grazie al cospicuo prestito concesso dalla Soprintendenza alla
monografica sul Beato Angelico di due anno fa a Parigi. Opportunità subito colta dalla Fondazione
Parchi Monumentali Bardini e Peyron con i sostenitori del progetto, Ente Cassa di Risparmio di Firenze,
Camera di Commercio, Unicoop Firenze, Civita Group, Studio Copernico, con il supporto tecnico di
Admarco, Catola & Partners, Dafne Trasporti, Polistampa.
L’epopea dei grandi antiquari fiorentini, la nascita del mito Firenze/Rinascimento, la febbre del
collezionismo che a cavallo tra Ottocento e Novecento contagiò la parte più colta della ricca borghesia
europea e americana, sono capitoli di una storia narrata mille volte. Storia che ha anche un suo pendant
negativo nel saccheggio del patrimonio artistico nazionale, largamente disponibile sul mercato
antiquario in quegli anni post unitari e colpevolmente lasciato libero di espatriare. La straordinaria
collezione Jacquemart-André si è appunto formata in quel periodo, non diversamente da quelle dei
maggiori musei internazionali, con anni di acquisti selezionati e intelligenti, con in più la passione per
l’arte di due coniugi innamorati, colti e lungimiranti, oltre che molto facoltosi.
Edouard André, erede di una famiglia di banchieri dell’aristocrazia imperiale, amico e
compagno d’arme di Napoleone III, lasciò prima l’esercito, poi la politica, con lo scopo preciso di
colmare di tesori artistici il grandioso palazzo-museo fatto costruire a Parigi sull’esclusivo Boulevard
Haussmann. Nélie Jacquemart era invece pittrice, ritrattista della buona società. Si sposarono entrambi
già in età avanzata e, grazie a lei, Andrè si innamorò dell’Italia e dei maestri del Rinascimento.
A partire dal 1882, ad ogni anno corrispose dunque un viaggio a Firenze dove trovarono in
Bardini l’interlocutore ideale, un mercante-agente abile e fornitissimo, dal quale acquistarono i
capolavori, a centinaia e di ogni genere, che oggi fanno del Museo Jacquemart-André uno degli
splendori di Francia. Rimasta vedova nel 1894, Nélie continuò a frequentare Firenze e a fare acquisti
fino alla morte (1912), quando lasciò allo Stato palazzo e collezioni con il vincolo di farne un museo
pubblico. L’arte, diceva in accordo col marito, deve essere condivisa.
Un anno dopo, nel 1913, il Musée Jacquemart-André era già realtà e oggi festeggia 100 anni.
Col ritorno a Firenze della parte preminente delle opere fiorentine il cerchio, magicamente, si chiude.
Alla presentazione della mostra, arricchita da opere del Museo Bardini e di Palazzo Mozzi
Bardini, hanno partecipato, oltre alle autorità citate e ai curatori, Michele Gremigni, Presidente della
Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, e l’Assessore alla Cultura Sergio Givone.

 

Orari

Il Rinascimento da Firenze a Parigi. Andata e ritorno
I tesori del Museo Jacquemart-André tornano a casa Botticelli, Donatello, Mantegna, Paolo Uccello
Sede: Villa Bardini, Costa S. Giorgio 2, Firenze

Date: 6 settembre – 31 dicembre 2013
Orario: 10 – 19 (chiusa il lunedì)
Ultimo ingresso ore 18:00

Ingresso: € 8, ridotto € 6, scuole € 4
Info: 055.20066206 lunedì–venerdì / 055.2638599 lunedì–domenica

email: info@bardinipeyron.it