Presidio davanti a Consiglio regionale in solidarietà a operai e attivisti colpiti da Decreto Salvini a Prato

Presidio davanti a Consiglio regionale in solidarietà a operai e attivisti colpiti da Decreto Salvini a Prato

Alcune decine di persone hanno partecipato a un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale a Firenze per manifestare contro le 21 multe recapitate agli operai della Tintoria Superlativa di Prato per ‘blocco stradale’.

“Questo presidio è stato indetto dagli studenti delle superiori e dai lavoratori del Sì Cobas – spiega la coordinatrice del sindacato di Prato e Firenze, Sarah Caudiero – perché oggi in Consiglio regionale si discuterà se stare dalla parte degli operai che sono stati multati a Prato e chiedere insieme a noi di cancellare il decreto Salvini, oppure no”. La mobilitazione prende le mosse, spiega Caudiero da “21 multe da 4mila euro ciascuna arrivate ai lavoratori che protestavano perché non venivano pagati da 7 mesi. Queste multe sono arrivate per i decreti Salvini che puniscono il blocco stradale con multe fino a 4mila euro”. “La legge che vieta il blocco stradale – sostiene ancora Caudiero – è una legge del ’48, il reato è stato poi stata depenalizzato nel 1999 e poi con il decreto Salvini è stato ricostituito il reato amministrativo aumentando anche le multe. Non credo che il nesso con il decreto Salvini sia opinabile dal momento che nel provvedimento c’è il riferimento al decreto legge 2018”. Per questo motivo, è stato spiegato, la mobilitazione andrà avanti con una ‘Marcia per la libertà’ in programma il 18 gennaio a Prato per chiedere l’abolizione dei decreti sicurezza dell’ex ministero degli Interni, Matteo Salvini. La marcia rientra nell’ambito della campagna ‘Liberi dai Decreti Salvini – Prato sta con gli operai’ a cui hanno aderito associazioni, partiti, realtà politiche e sindacali del territorio.

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Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

🔈Firenze, circa 300 persone hanno partecipato nonostante il freddo intenso e la pioggia ad un corteo in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi dal neofascista Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011 in piazza Dalmazia, a Firenze e per “non dimenticare la strage di piazza Fontana” del 12 dicembre 1969.

Il corteo è partito proprio da piazza Dalmazia, è transitato per il quartiere di Rifredi e poi è ritornato nella stessa piazza teatro dell’agguato.

Hanno partecipato la comunità senegalese (colpita anche dall’omicidio di Idy Diene sul ponte Vespucci) e quella curda, in solidarietà con tutte le vittime del fascismo, del razzismo e della violenza di genere.

Diversi gli striscioni tra cui ‘Noi non dimentichiamo: Pinelli vive’. È stato ricordato anche Lorenzo Orsetti, caduto in Rojava mentre lottava al fianco del popolo curdo: tra i presenti c’era il padre Alessandro.

“Queste manifestazioni servono per unire, col desiderio, ha spiegato Alessandro Orsetti, “di un mondo diverso. Andiamo oltre il colore della pelle, l’appartenenza a uno Stato, le possibilità economiche”. Si deve “sognare un mondo migliore, dove si superano i confini e si vive in un mondo diverso”.

“La città di Firenze – hanno detto Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune – risponde al fascismo e al razzismo con determinazione, senza arretrare di un passo e cedere alla paura”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune ed alcuni ragazzi:

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