“Al Mugello non si dorme”, film documentario a cui tutti possono partecipare

“Al Mugello non si dorme”, film documentario a cui tutti possono partecipare

Il film documentario di Marta Innocenti “Al Mugello non si dorme”, cambia pelle e diventa un grande film corale, un archivio virtuale collettivo che racconta la storia delle notti più belle della MotoGp.

La produzione del film “Al Mugello non si dorme”, temporaneamente sospeso, ha deciso di raccontare questa storia nonostante le conseguenze e le limitazioni causate dall’epidemia di Coronavirus, pensando che in questo momento di vuoto sia ancora più importante stringersi intorno ai propri ricordi e alle proprie passioni.

Per celebrare la nostalgia del Gp del Mugello che per la prima volta dopo quasi 30 anni non avrà luogo, la produzione del film ha deciso quindi di percorrere una nuova strada: “Quella del ricordo collettivo di un evento che da sempre porta spensieratezza e felicità nel cuore di tutti coloro che lo vivono a 360°. Come? Chiedendo a tutti gli spettatori, ai fan, a chiunque abbia partecipato alla tre giorni del Mugello anche solo per un anno, di inviarci le loro storie, le loro memorie visive e sonore, i loro racconti, con l’obiettivo di costruire il film come un flusso autentico e vitale di ricordi”.

In pratica, chiunque voglia partecipare, dietro specifica liberatoria, potrà inviare materiale audiovisivo di ogni tipo: video in digitale, pellicola, in bianco e nero, colore, girati in cassetta, con cellulari, action camera, o qualunque altro supporto possibile, senza limiti di durata o di racconto, così come audio, messaggi vocali, videomessaggi, dove viene raccontata un’esperienza al Mugello.

Queste sono le domande a cui dovrete cercare di rispondere con le vostre ‘storie’: “Cosa rappresenta per voi, cosa vi manca di più di questi tre giorni unici? Com’è il vostro umore in questo strano 2020 e come pensate che sarà il futuro dei grandi eventi: li vivremo come prima, o cambieranno? Il coro “Al Mugello non si dorme” lo canteremo ancora? E se sì, come sarà? Sarà come in passato o diventerà qualcos’altro?”.

Potete inviare le vostre storie all’indirizzo mail: almugellononsidormefilm@gmail.com. Una volta valutato il materiale verrete contattati e riceverete la liberatoria per l’utilizzo dei vostri materiali.

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Coronavirus: muore medico di base 63enne in provincia di Firenze

Coronavirus: muore medico di base 63enne  in provincia di Firenze

Un medico di base di 63 anni, che viveva e operava nella provincia di Firenze, positivo al coronavirus, è morto oggi dopo 16 giorni in ospedale.

Il medico è stato ricoverato per Covid-19 il 18 marzo e pare avesse manifestato un lieve miglioramento negli ultimi giorni. Ma poi alcune complicanze hanno compromesso in maniera irreparabile il suo stato di salute. Grande commozione nel Mugello dove il professionista esercitava da anni le funzioni di medico di base:
“Il prezzo che stanno pagando i medici in tutta Italia è altissimo, e soprattutto i medici di famiglia, dimostrando quanto il loro ruolo rappresenti davvero quello più prossimo ai
cittadini”, ha detto Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, “ci mancherà il suo lavoro e la sua professionalità, ci mancherà la sua umanità”.

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Terremoto Mugello: Toscana dichiara emergenza regionale 

Terremoto Mugello: Toscana dichiara emergenza regionale 

E’ stata dichiarata l’emergenza regionale per i territori colpiti dal terremoto nella notte fra domenica 8 e lunedì 9 dicembre.

La dichiarazione di emergenza da parte della Regione è la condizione necessaria per la successiva richiesta, da parte del presidente Enrico Rossi, dello stato di emergenza nazionale. Il presidente avanzerà questa richiesta non appena sarà stata completata la stima dei danni e delle necessità, insieme a Città metropolitana, Comuni e a tutti gli enti coinvolti. Intanto, spiega una nota, prosegue nei territori colpiti l’attività di amministratori, tecnici e volontari per l’assistenza alla popolazione e la valutazione degli edifici. La scorsa notte, quella fra martedì e mercoledì, sono state 314 le persone che hanno dormito fuori casa, negli alloggi allestiti sul territorio, un numero ancora consistente anche se inferiore alle 418 della notte precedente.

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Terremoto nel Mugello: oltre cento scosse, in 300 fuori casa 

Terremoto nel Mugello: oltre cento scosse, in 300 fuori casa 

Un secolo preciso dopo il terribile sisma del 1919, che fece un centinaio di morti e che mise in allarme la vicina Firenze (evento di cui c’è sempre memoria tra la gente), il Mugello ha rivissuto la stessa paura ma non ha avuto né vittime, né feriti, né crolli, né esiti distruttivi come allora. Lo sciame – contate oltre cento scosse – iniziato la sera dell’8 dicembre e poi salito di intensità nella notte del 9, col picco di magnitudo 4.5 delle ore 4.37 preceduto e seguito da eventi sopra 3.0, ha effetti che le autorità tengono sotto controllo.

In sostanza al momento il sisma lascia danni al patrimonio edilizio abbastanza limitati, ha causato meno di 300 evacuati, ha bloccato il nodo ferroviario di Firenze alcune ore per controlli a binari e gallerie (poi i treni sono regolarmente ripartiti), costringe a tenere ‘accesa’ la macchina della protezione civile per diversi giorni anche perché è imprevedibile stabilire l’evoluzione del terremoto, cioè se ci saranno altre scosse e che effetti avranno. Circa 330 le verifiche tecniche che i vigili del fuoco hanno messo in elenco. La notte è stata insonne per gli abitanti di Barberino di Mugello, Galliano, Sant’Agata, Scarperia, San Piero a Sieve, Dicomano, Vicchio, Borgo San Lorenzo, località adagiate sulla faglia Ravenna-Piombino, dove il ‘colpo’ da magnitudo 4.5, che ha pure svegliato gli abitanti di Firenze, Prato e Pistoia, ha convinto tutti a uscire di casa. La popolazione, già in allerta per le avvisaglie serali, è stata trovata pronta dal terremoto più forte delle 4.37. E’ stato il momento in cui la quasi totalità degli abitanti ha lasciato terrorizzata le case e pernottato in strada, provando a dormire in auto. Gli edifici hanno retto bene, tranne la chiesa di San Silvestro a Barberino che ha avuto loggiato e facciata lesionati, il municipio inagibile per crepe al terzo piano, lo stabile che ospita poste e carabinieri forestali off limits. Altri danni evidenti al convento di Bosco de’ Frati e alla chiesa greco-ortodossa di San Bartolomeo a Petrona.
Per il resto si parla, per gli edifici più danneggiati, di cadute di calcinacci, di crepe nei muri di tramezzo degli appartamenti, di intonaci staccati: le strutture portanti in cemento armato però sembrano aver tenuto bene ovunque. Qualcuno comunque non può rientrare in casa. E’ il caso di 236 abitanti evacuati dagli edifici del centro medievale di Barberino, dove i palazzi sono in piedi ma con lesioni da valutare meglio e ci vorrà tempo. Il corso centrale e le strade limitrofe dal mattino sono ‘zona rossa’, vietato l’accesso senza autorizzazione. Fino a nuove disposizioni gli evacuati devono trovare alloggi di fortuna. Le autorità hanno previsto 300 posti per sfollati alla palestra delle scuole medie, in un parcheggio nel paese, anche nei box dell’autodromo di Scarperia.
Una decina di infermi sono stati trasferiti temporaneamente in strutture sanitarie. Indenne la viabilità: ponti e viadotti non hanno avuto lesioni e la protezione civile esclude rischi. Le scuole intanto, già chiuse oggi lo resteranno anche domani. Al centro operativo della protezione civile di Barberino di Mugello si sono riuniti, con i tecnici, i sindaci dei comuni colpiti, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, la prefetta Laura Lega, il sindaco della Città Metropolitana Dario Nardella. Situazione sotto controllo secondo il parere di tutti, ma anche grande attenzione. Intanto, per tutta la giornata è proseguita davanti al comando locale dei pompieri la fila di abitanti che, rimasti fuori casa per motivi di sicurezza, dopo la paura ora fanno i conti con l’incognita del rientro nella propria abitazione.(

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