Musei: il 9 gennaio torna la Domenica Metropolitana

Musei: il 9 gennaio torna la Domenica Metropolitana

Musei: il 2022 a Firenze si apre con la Domenica Metropolitana, l’iniziativa che permette a tutti i residenti della Città Metropolitana di Firenze di fruire dei musei cittadini gratuitamente.

Grazie al supporto di GIOTTO, love brand di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e di Lucart sarà così possibile per i residenti entrare gratis in tutti i Musei Civici Fiorentini, a Palazzo Medici Riccardi e prendere parte alle numerose visite e attività in programma. Ai giovani e agli adulti sono proposte visite guidate gratuite (su prenotazione) in Palazzo Vecchio, in Palazzo Medici Riccardi, al complesso di Santa Maria Novella e delle Murate (e alle esposizioni in corso), al Memoriale di Auschwitz e al Museo Novecento, dove è possibile visitare la grande mostra dedicata all’artista inglese Jenny Saville. A Palazzo Medici Riccardi ha inoltre da poco preso il via la preziosa mostra “Benozzo Gozzoli e la Cappella dei Magi”, dedicata al maestro del Rinascimento e al suo rapporto con Firenze e con la famiglia Medici. Alle famiglie con bambini si rivolgono invece le attività La favola della tartaruga con la vela e Corte in festa (Museo di Palazzo Vecchio), l’atelier di pittura Figure (Museo Novecento) e il laboratorio artistico In bottega, la doratura (Palazzo Medici Riccardi).

L’ingresso ai musei è gratuito e non occorre la prenotazione. Le visite guidate e le attività sono gratuite e la prenotazione è obbligatoria. All’atto della prenotazione è possibile riservare un solo appuntamento nel corso della giornata per un massimo di 5 persone.

Si ricorda l’obbligo del Green Pass in corso di validità con la presentazione di un documento di identità e l’uso della mascherina all’interno dei musei.

Nei Musei Civici Fiorentini e in Palazzo Medici Riccardi i protocolli consentono l’accesso di un numero limitato di visitatori ogni ora. Gli ingressi ai singoli musei saranno disponibili fino ad esaurimento posti. Questi gli orari di apertura: Museo di Palazzo Vecchio (orario 9.00/19.00, 40 persone ogni 15 minuti),*Torre di Arnolfo (orario 9.00/17.00, 20 persone ogni 45 minuti), Santa Maria Novella (orario 13.00/17.00, 40 persone ogni 15 minuti, accesso da piazza stazione n°4), Museo Stefano Bardini (orario 11.00/17.00, 25 persone ogni 15 minuti)), **Fondazione Salvatore Romano (orario 11.00/17.00), Museo Novecento (orario 11.00/20.00 30 persone ogni 15 minuti), Museo del Ciclismo Gino Bartali (ingressi 10.00/16.00), Palazzo Medici Riccardi (orario 9.00-18.00, 15 pax ogni 15 minuti). La Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine è temporaneamente chiusa al pubblico.

Attenzione: le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura del museo.

Per gli utenti in possesso della Card del fiorentino, data la gratuità della giornata, non è prevista alcuna priorità di accesso nei Musei Civici Fiorentini. Per coloro che intendono acquistarla si richiede la prenotazione, al fine di garantire un servizio adeguato senza attese.

*In caso di pioggia la Torre resterà chiusa al pubblico per motivi di sicurezza. Sarà accessibile il camminamento di ronda.

**Per la Fondazione Salvatore Romano il biglietto gratuito dovrà essere ritirato presso la biglietteria del Museo Bardini prima di recarvisi.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Da lunedì 3 gennaio a sabato 8 gennaio h 9.30-13.00 e h 14.00-17.00

(attenzione: il servizio non è attivo la domenica mattina).

Tel. 055-2768224

www.musefirenze.it

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Bargello: per la prima volta in 156 anni restaurato l’intero edificio

Bargello: per la prima volta in 156 anni restaurato l’intero edificio

Bargello: per la prima volta dalla fondazione del museo è stato restaurato l’intero edificio. I lavori, conclusi nel tempo record di 15 mesi (425 giorni), hanno riguardato 12mila metri quadrati di paramenti lapidei, la torre Volognana, 128 stemmi, 124 finestre, 93 merli e 199 mensole in pietra

Dai paramenti lapidei che rivestono la superficie del corpo principale alla torre Volognana, dalle finestre agli stemmi, dal cortile ai cancelli: è la prima volta in 156 anni che il Palazzo del Bargello viene completamente restaurato, con un progetto unitario di revisione complessiva. L’edificio costruito a metà del Duecento è stato, per la prima volta dalla fondazione del Museo (avvenuta nel 1865, quando da carcere fu trasformato nel primo Museo Nazionale dedicato alle arti del Medioevo e del Rinascimento del Regno d’Italia), oggetto di una importante campagna di restauri che lo ha coinvolto nella sua totalità e che ha comportato una minuziosa revisione di tutto il monumento e di tutti gli elementi decorativi, portando alla luce dettagli fino ad oggi sconosciuti. Quindici mesi di lavoro continuativo, che – nonostante la chiusura prolungata del museo a causa della pandemia da Covid19 – hanno permesso al team di restauratori di concludere questa operazione a tempo di record, iniziando a innalzare i ponteggi a fine luglio 2020 per smontare gli ultimi tubi innocenti a ottobre 2021, per un totale di 425 giorni di lavoro.

Nei decenni passati il Palazzo era stato più volte oggetto di interventi mirati, ma mai prima d’ora era stato messo in opera un intervento di questa portata, un lavoro che ha visto oltre 12mila metri quadrati di pietra forte e pietra serena pulita e consolidata, 128 stemmi e 124 finestre restaurate (tra cui la monumentale finestra del Salone di Donatello), così come i 93 merli e le 199 mensole in pietra. L’intervento, costato in totale 1 milione e 800mila euro è stato finanziato dal Ministero della Cultura, attraverso il Decreto Interministeriale del 2 dicembre 2016 del MiBACT di concerto con il MIT (1.150.000 €), quindi il D.M. 265 del 04/06/2019 (ulteriori 450.000 €) e infine attraverso il D.M. 9 giugno 2021 (200.000 €), quest’ultimo finanziamento essenziale per completare la revisione conservativa delle finestre. L’appalto è stato curato da Invitalia che opera in qualità di Centrale di Committenza per il Ministero della Cultura ed è stato aggiudicato alla ditta ITA Consorzio L’Officina – Salvatore Ronga srl. L’appalto riguardante le finestre è stato invece affidato alla Ditta M.V. Polloni Guido e C. snc. L’intervento, diretto dall’architetto Giancarlo Lombardi sotto la supervisione dell’architetta Maria Cristina Valenti, Responsabile unico del procedimento e capo dell’Ufficio tecnico dei Musei del Bargello, ha visto prendere parte ai lavori una squadra di 24 tra restauratori e operai specializzati, che si sono avvicendati nel corso dell’intervento.

“Questa straordinaria campagna di restauro e revisione conservativa del Palazzo – sottolinea Paola D’Agostino, Direttrice dei Musei del Bargello (AUDIO) – è frutto di oltre quattro anni di intenso lavoro dell’architetta Maria Cristina Valenti nel predisporre il progetto e la documentazione di gara, coadiuvata dal personale tecnico e amministrativo dei Musei del Bargello, e poi del direttore dei lavori e delle imprese che si sono avvicendate in cantiere per questi mesi, in un periodo critico per il mondo intero. Un ringraziamento va a tutto il personale del Museo Nazionale del Bargello che ha seguito i lavori e ha garantito il presidio di sicurezza durante il lungo periodo di chiusura forzata dei Musei italiani. Questo risultato, caratterizzato da un forte impegno nella tutela del costruito storico, è frutto di un nostro lavoro comune e della Direzione Generale Musei e della Direzione Generale Bilancio che ringrazio particolarmente”.

“Il Bargello è tornato bellissimo – dichiara il sindaco Dario Nardella – grazie a un accurato restauro eseguito in tempi record. Per la prima volta dopo un secolo e mezzo potremo visitare un palazzo completamente riqualificato e valorizzato. Un segnale importante per la città e per tutto il nostro patrimonio culturale: nonostante la pandemia il mondo della cultura non si è fermato e anzi ha approfittato del forzato stop per investire e per progettare il futuro”.

“La tutela e la valorizzazione del patrimonio monumentale italiano sono tra le priorità della Direzione Generale Musei che, anche nel corso dell’ultimo anno, ha programmato una serie di interventi straordinari per tutto il Sistema Museale Nazionale unitamente all’attivazione di progetti di manutenzione programmata – ha dichiarato il Direttore Generale Musei Massimo Osanna –. Ho visitato il Museo Nazionale del Bargello nel settembre 2020, quando i ponteggi nel cortile erano stati appena montati, e sono lieto in quest’occasione di apprezzare il lavoro fatto sia nella messa in sicurezza delle finestre che nel restauro di un edificio di tale valore storico e artistico, che ha così svelato tanti particolari inediti e dettagli raffinati del partito ornamentale tre-quattrocentesco”.

“Ricordo che quando nell’agosto 2020 il Museo del Bargello riaprì al pubblico – commenta Maria Cristina Valenti, Responsabile unico del procedimento e capo dell’ufficio tecnico dei Musei del Bargello – c’erano già i ponteggi nel cortile; i primi visitatori, incuriositi, commentarono in modo ironico che i ponteggi gli piacevano ma chissà per quanto tempo ancora sarebbero rimasti. Oggi potrei rispondere con orgoglio a quegli stessi visitatori che siamo riusciti a terminare i lavori a tempo di record se si pensa che nel cortile i ponteggi sono stati smontati nel dicembre 2020 e l’intero cantiere è stato smantellato a ottobre di quest’anno. Il risultato che possiamo ammirare oggi è il frutto di una grande sinergia tra le maestranze coinvolte in questa operazione. Con mia grande soddisfazione il Palazzo del Bargello torna oggi a risplendere non solo come contenitore di opere d’arte, ma esso stesso come opera d’arte e architettura”.

“Restaurare i 12.630 mq di superficie lapidea, facciate, torre, cortile del Palazzo, per noi che lo abbiamo vissuto giornalmente è qualche cosa che è andato oltre l’intervento tecnico – ha spiegato il direttore dei lavori, Giancarlo Lombardi – questa particolare “pelle” di pietra forte,  si racconta, racconta la sua lunga vita mostrandosi attraverso, le diversità di tessitura muraria, le quasi invisibili decorazioni degli archi delle finestre, le ossidazioni della pietra conseguenze degli incendi, e le tante firme degli scalpellini che la hanno costituita, tanti sono gli elementi che permettono la lettura dell’anima di questa pelle del palazzo, sicuramente bisognosa di grandi cure e attenzioni perché il degrado della pietra forte è molto sensibile agli agenti climatici e ambientali, questo è stato il principale compito di questo cantiere, cantiere in tempi di COVID dove, solo il rigorosissimo coordinamento tra gli esecutori e la loro alta professionalità ha permesso l’esecuzione delle molteplici tipologie di lavorazioni previste e impreviste nei  425 giorni che sono serviti per permettere al palazzo di proseguire il suo cammino”.

La necessità di adeguare la progressione dei lavori alle esigenze del Museo del Bargello, che ha visto due chiusure forzate e prolungate al pubblico per le disposizioni messe in campo per contrastare il Covid 19, ha condotto ad una ridefinizione della calendarizzazione dei lotti di intervento e ha permesso una rotazione del materiale dei ponteggi tale da ridurre al minimo i costi e i tempi di fornitura e trasporto. Si è così deciso di intervenire immediatamente sul cortile approfittando dell’assenza di pubblico e della possibilità di sfruttare l’intero orario lavorativo giornaliero per poi proseguire con le facciate esterne e con la torre Volognana (una delle più alte del centro storico, con i suoi 55 metri), sui quali è stato possibile lavorare anche quando il museo aveva ripreso i suoi consueti orari di apertura ai visitatori.

L’enorme superficie in pietra forte e pietra serena che caratterizza il corpus del Palazzo, dalla parte più bassa delle facciate fino all’alto dei merli, è stata pulita, martellinata (ovvero ne è stata verificata, pietra per pietra, la resistenza) e consolidata dove necessario. All’interno del cortile, grazie all’ausilio dei ponteggi, è stata eseguita una pulitura accurata del paramento e dei manufatti lapidei, compresi gli stemmi, che sono stati restaurati direttamente in loco, senza essere calati a terra. Sono state inoltre restaurate le oltre cento finestre dell’edificio, che hanno richiesto interventi “su misura” a seconda della tipologia (finestrature lignee o vetrate con telaio in ferro), che oggi garantiscono una tenuta contro le infiltrazioni d’acqua. In alcuni casi, come per la vetrata del Salone di Donatello e per quelle della Cappella della Maddalena, è stato necessario procedere alla realizzazione di nuovi telai e quindi allo smontaggio completo delle finestre stesse. In particolare, per la vetrata del Salone, è stato realizzato un nuovo telaio sagomato sugli elementi decorativi della finestra, un’operazione che ha richiesto grande perizia sia nelle fasi di smontaggio che nel rimontaggio, date le notevoli dimensioni (è alta 5,40 metri e composta da due pannelli larghi 1 metro e 10 ciascuno). La grande bifora in muratura era stata realizzata da Benci di Cione nel 1345 e come tante parti del Palazzo è stata oggetto di ampi restauri nel corso del tempo. Uno speciale trattamento è stato riservato infine alla torre e alla cella campanaria che, oltre ad essere restaurata, pulita e consolidata ha visto il restauro pittorico degli stemmi dipinti e del leone rampante collocato sulla sommità.

Grazie alla campagna di restauro è stato possibile “mappare” centimetro per centimetro tutta la superficie del Palazzo, operazione che ha permesso di scoprire alcuni dettagli “segreti”, impossibili da vedere dal basso e ad occhio nudo. Come le “firme” degli scalpellini che nei secoli hanno lavorato alla realizzazione o alla manutenzione dell’edificio, ma anche le tracce di pittura (come quella emersa sulle cornici delle finestre del cortile) o le date incise nella pietra, i dettagli ornamentali scolpiti nei capitelli di marmo e nella pietra forte, tutti tasselli della ricca e stratificata storia –  lunga quasi otto secoli – di uno dei palazzi più antichi e importanti di Firenze.

Per illustrare al pubblico il risultato di questo straordinario lavoro di restauro e raccontare le vicende dell’antico Palazzo, Visivalab ha realizzato un breve video in italiano e in inglese – dove si ripercorre la storia del monumento e delle collezioni, e dove si valorizza nei dettagli l’intervento di restauro – che sarà visibile online sul canale YouTube dei Musei del Bargello a partire da domani 1° dicembre 20021, ma anche fruibile on –site grazie ad un codice QR che i visitatori troveranno all’arrivo nel cortile del Bargello. Nei mesi di chiusura del museo sono stati inoltre realizzati dei brevi video a cura degli studenti di Florence Movie Academy disponibili anch’essi sul canale YouTube dei Musei del Bargello. Gli autori dei video sono gli studenti Elia Mansueto, Giovanni Perugi, Qinglu Tang, Elena Elisabetta D’Anna Olivares che hanno collaborato con i curatori del museo e lavorato sotto la supervisione di Lorenzo Galanti. Montaggio di Simone Cantini e produzione a cura di Florence Movie Academy.

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Agli Uffizi la prima mostra al mondo a misura di bambino/a

Agli Uffizi la prima mostra al mondo a misura di bambino/a

Uffizi: “A misura di bambino”, dal 23 novembre al 24 aprile in Galleria, affronta un tema inesplorato, la vita quotidiana dei fanciulli ai tempi dell’Impero. (Intervista di Chiara Brilli al direttore Eike Schmidt)

Oltre 30 le opere, tra sculture di divinità da piccole, ‘action figures’, giochi e giocattoli di millenni fa: alcune sono state appositamente posizionate ad altezza dei visitatori più piccoli

Il direttore Eike Schmidt: l’esposizione illustra come  i bambini dell’antichità parlino a quelli di oggi, con lo stesso linguaggio

‘Action figures’, giocattoli e giochi di millenni fa, sculture di divinità rappresentate nella loro infanzia, opere collocate ad altezza bimbo, per andare incontro alle esigenze dei visitatori più piccoli. Arriva “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma”, mostra archeologica della Galleria degli Uffizi che affronta, con modalità innovative, un tema finora inesplorato. In un percorso di oltre trenta opere, infatti, vengono descritti diversi momenti della vita quotidiana dei fanciulli ai tempi dell’Impero Romano. La nascita, i riti di passaggio verso l’età adulta, la scuola, i divertimenti, il rapporto con gli animali, le paure, sono solo alcuni dei temi che i visitatori troveranno rappresentati in statue, sarcofagi, rilievi e oggetti quotidiani come i giocattoli.

Tra le opere più significative, una statua di Mercurio con il piccolo Bacco, restaurata per la mostra e restituita al pubblico dai depositi delle Gallerie degli Uffizi dopo decenni, una rara bambola in avorio del III secolo d.C. finora mai esposta, e una statuetta giocattolo di gladiatore dotata di accessori componibili, non diversamente da quello che accade dalle action figure di oggi. Di particolare pregio è anche una scelta di tanagrine (una particolare tipologia di statuette funebri), di epoca ellenistica e romana, mai presentate al pubblico ed entrate nelle collezioni delle Gallerie in seguito a un sequestro in un deposito di opere d’arte razziate dalle truppe tedesche.

Si dice che la Storia sia fatta dai grandi uomini, ma talvolta ci si dimentica che anche loro sono stati bambini. Allo stesso modo, anche le divinità del pantheon romano hanno vissuto infanzie talvolta avventurose e difficili, come Ercole o Bacco. A questo tema la mostra dedica una sezione nella quale il visitatore avrà la sorpresa di riconoscere in paffuti fanciulli gli dei dell’Olimpo.

L’esposizione, pur pensata per un pubblico adulto, offre anche chiavi di lettura e percorsi concepiti per i giovanissimi. A corredo dell’allestimento c’è infatti una serie di apparati didattici, come didascalie redatte con un linguaggio ‘a misura di bambino’, tavole a fumetti disegnate da Stefano Piscitelli e alcuni mp3 realizzati da Carlotta Caruso e Sara Colantonio del Museo Nazionale Romano. In linea con criteri museali già sperimentati all’interno delle Gallerie, destinati a facilitare l’inclusione dei più piccoli (la Tebaide di Beato Angelico, posizionata a 65 cm di altezza), alcune opere sono esposte più in basso, così da permettere ai bimbi di guardare negli occhi i loro coetanei di 2000 anni fa. Un filmato, a cura di Gianmarco D’Agostino per Advaitafilm Film, conclude il percorso e conduce i visitatori, attraverso suoni e immagini, in un giardino dell’antica Roma dove alcuni bambini vivono momenti della loro giornata.

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt: “La mostra si inaugura a ridosso della giornata internazionale del Bambino, che cade il 20 novembre, e che non deve rimanere una vuota celebrazione. Per gli Uffizi è l’occasione di rivolgersi a una fascia di età poco considerata in campo artistico, sia come soggetto che come pubblico. L’arte non è solo una cosa per i grandi, e questa rassegna lo dimostra, mettendo in atto un coinvolgimento tra pari che attraversa secoli di storia. I bambini dell’antichità romana parlano ai bambini di oggi, con lo stesso linguaggio.”

Il curatore Fabrizio Paolucci: “Questa mostra è un’occasione straordinaria per portare i bambini al Museo. L’esperienza di visita, favorita dalle varie modalità di apprendimento proposte, li farà sentire partecipi della narrazione e stimolerà la loro curiosità senza annoiarli. Con “Scegli il tuo compagno di gioco!”, in particolare, i piccoli visitatori potranno individuare, fra le opere esposte, il ritratto di bambino che più gli è piaciuto e che diventerà l’avversario di una sfida all’ultima noce in una delle attività ludiche previste al Giardino di Boboli con l’arrivo della bella stagione. Inoltre sono state programmate visite per famiglie, tattili e in LIS (Lingua dei Segni Italiana)”.

La curatrice Lorenza Camin: “La mostra, la prima dedicata all’infanzia romana, affronta gli aspetti più diversi del vivere “da bambini” nell’Antica Roma, dai riti di passaggio, alla scuola, dai giochi al rapporto con gli animali. In un’occasione come questa, opere che prese singolarmente riescono di difficile comprensione per i visitatori, divengono pienamente apprezzabili e comprensibili in un percorso narrativo organico. Statuette, rilievi, busti, sarcofagi e giocattoli saranno quindi i protagonisti di un racconto che restituirà voce e corpo a una parte fondamentale dell’antica società romana”.

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Musei Toscana, incontri a distanza per Giornata Alzheimer

Musei Toscana, incontri a distanza per Giornata Alzheimer

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra il 21 settembre, il Sistema Musei Toscani per l’Alzheimer, supportato dalla Regione Toscana per rendere accessibile l’arte e la cultura alle persone che affrontano la sfida di vivere con la demenza, propone un programma di incontri museali a distanza

Tutti i programmi, nella loro varietà e differenze, si considerano parte di un progetto complessivo, fondato su un’idea di museo come istituzione culturale inclusiva; e su un’idea di demenza come condizione e non solo come malattia, che coinvolge la persona con demenza o Alzheimer  ma anche chi la accompagna e sostiene in questa sfida, e riguarda tutti noi.

Sono ventidue le istituzioni culturali toscane che ad oggi compongono il Sistema MTA e che rappresentano oltre quaranta realtà tra musei d’arte, spazi espositivi, musei di storia naturale, orti botanici, musei archeologici, etnografici e scientifici, biblioteche che si sono costituite in un sistema formalizzato per coordinare e intensificare la loro azione e garantire la qualità e l’efficacia degli interventi. Le attività sono pensate per rendere l’arte e la cultura accessibili alle persone che affrontano la sfida di vivere con la demenza, ma nella settimana dal 21 al 28 settembre l’invito a partecipare è rivolto a tutti, per sostenere la campagna di sensibilizzazione e sfidare lo stigma dell’Alzheimer che persiste intorno alla demenza.

Gli incontri si svolgono quasi tutti a distanza, su piattaforme per videoconferenza come Zoom, Google Meet o Teams. Per partecipare bisogna essere dotati di una buona connessione internet e di un dispositivo (smartphone, tablet o computer).  Le modalità per l’accesso da remoto saranno fornite al momento della prenotazione. I posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione.

PROGRAMMA degli  incontri museali a distanza per Giornata Alzheimer

Martedì 21 settembre

SISTEMA MUSEALE DI ATENEO PISA
Forme Figure Fiori. In viaggio sulla scia della memoria
10:00 – 11:00
Orto e Museo Botanico
“Non ti scordar di te, di me, di noi”: dialogando con immagini di fiori dell’Orto botanico per risvegliare profumi, ricordi ed emozioni.
11:00 – 12:00
Museo della Grafica
“Giochi della memoria. Giochi di una volta”: attraverso immagini di opere di Antonio Possenti verrà stimolato un viaggio fra i ricordi dei giochi di un tempo.
15:00 – 16:00
Gipsoteca di arte antica
“Leggende di ieri, di oggi e di domani”: la storia di Laocoonte e di Ulisse accompagnerà nella riscoperta di eventi di vita vissuta e da vivere.

Su piattaforma Teams o Google Meet
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni:
Email a accessibilita@sma.unipi.it entro le ore 13:00 di lunedì 20 settembre
Referente: Francesca Corradi

Mercoledì 22 settembre
15:30 – 17:00
L’IMMAGINARIO FIRENZE
Open Studio – In contatto
Anche se non possiamo toccarci possiamo tenerci in contatto, attraverso la vista, la voce, parlando d’arte e danzando insieme. L’attività è ispirata al video della performance Huddle di Simon Forti.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 347 934 8126
Email: immaginariofirenze@gmail.com
Referente: Cristina Bucci

Giovedì 23 settembre
10:00 – 11:00.30
CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO DI CAMAIORE (LU)
Culturalmente… connessi. Storie prima della storia
Dopo una breve visita alle sale del Museo dedicate alla pre-protostoria italiana ed europea si osserveranno e si commenteranno alcune delle più affascinanti opere realizzate da noti paleoartisti che, suggestionati dai reperti archeologici ritrovati negli scavi, hanno immaginato e rappresento numerose scene ambientate in questo nostro lontanissimo passato. Ispirati dalle immagini proveremo a inventare una storia alla quale seguirà un laboratorio creativo sul tema.

Su piattaforma Google Meet.
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 320 383 3252
Email: museocamaiore@gmail.com
Referente: Marcella Parisi

10:15 – 12:15
MUVET MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO VETULONIA
Memorie della vita quotidiana, dall’antichità ai giorni nostri
Gli oggetti ritrovati nelle case etrusco-romane di Vetulonia ci raccontano come vivevano uomini e donne nell’antichità. Dalla rievocazione di antichi gesti come la preparazione di cibi, la cura del corpo, la caccia e la pesca una connessione a movimenti che ripetuti insieme creeranno una danza.

Riservato agli ospiti della RSA Pizzetti di Grosseto
Su piattaforma Zoom
Info: museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it
Referente: Costanza Quaratesi


Giovedì 23 settembre

15.30 – 16.45
MUSEO DIOCESANO DI MASSA
Un ritratto racconta…
Un ritratto può dire molto della persona raffigurata: l’abito che indossa, la sua posa, gli oggetti di cui si circonda… tutto ci parla di lei. Ci immergeremo insieme nell’osservazione di un dipinto e coglieremo l’occasione per riflettere su noi stessi.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 349 562 7947Email: museodiocesanomassa@gmail.com
Referente: Andrea Ginocchi

Venerdì 24 settembre
15:00 – 16:30
MUSEO NOVECENTO, FIRENZE
La vita scolpita. Conversazione con l’opera di Arturo Martini
L’iniziativa, che si inserisce nel solco delle attività Noi del Novecento attive presso il museo, prevede una breve passeggiata tra le opere scultoree di Arturo Martini e un focus su una delle sue opere, con lo sviluppo di una narrazione collettiva intorno all’opera stessa.

Sarà possibile partecipare all’attività in presenza o in modalità remota tramite la piattaforma Zoom.
La prenotazione è obbligatoria.
Info e prenotazioni: 055 2768224
Email: info@musefirenze.it

Sabato 25 settembre
10:30 – 11:30
MUSEO AUDIOVISIVO DELLA RESISTENZA, FOSDINOVO (MS)
Il gusto della memoria
A partire dall’ascolto delle videotestimonianze sul tema del cibo durante il periodo bellico, verranno avviate un’attività di narrazione e un mini laboratorio di cucina.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel 329 009 9418
Email: info@archividellaresistenza.it
Referente: Simona Mussini

15:00 – 16:30
L’IMMAGINARIO, FIRENZE
Open Studio – Ritratti di donne
Osserviamo ritratti di donne: un dipinto di David Hockney, alcune fotografie di Cindy Sherman. Le donne sono sedute, come noi e ci parlano con la loro gestualità e i colori. Le parole che le immagini suscitano si trasformano in una poesia.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 347 934 8126
Email: immaginariofirenze@gmail.com
Referente: Cristina Bucci

Lunedì 27 settembre
10:30 – 13:00
MUSEO MAGMA, FOLLONICA E MUSEO DI SAN PIETRO ALL’ORTO, MASSA MARITTIMA (GR)
Girovagando: una passeggiata ai vecchi lavatoi
La visione di un video introduce il tema dei lavatoi e delle feste di paese nel territorio di Massa Marittima e Follonica. I partecipanti verranno poi invitati a ricordare le loro esperienze di gioco e di lavoro presso le fonti pubbliche ed alle feste paesane. A seguire verranno realizzati dei profumati sacchetti di lavanda, proprio come quelli usati per gli armadi, in modo da proporre un’esperienza stimolante, divertente e multisensoriale.
In collaborazione con l’Istituto Falusi di Follonica

La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: accoglienzamuseimassa@gmail. comfrontoffice@magmafollonica.it
Referenti: Matteo Colombini, Debora Lavagnini

11:00 – 12:00 e 15:00 – 16:00
FONDAZIONE AGLAIA E MUSEO ETRUSCO DI POPULONIA COLLEZIONE GASPARRI (LI)
IN COLLABORAZIONE CON IL PARCO DI ARCHEOLOGIA CONDIVISA DI POGGIO DEL MOLINO
Passato quotidiano. Tracce indelebili di vita e di amore
Al centro dell’incontro saranno alcuni reperti provenienti dagli scavi dell’Area archeologica di Poggio del Molino. Oggetti “comuni” che raccontano la vita quotidiana dei romani che hanno vissuto a Populonia oltre 2000 anni fa. Protagonista dell’attività sarà una tegola che conserva l’impronta indelebile del piedino di un bambino romano che calpestò l’argilla ancora fresca.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 339 7544894 / 05651766345 Email: info@pastexperience.it
Referente: Carolina Megale

Martedì 28 settembre
15:30 – 17:00
IL CASSERO PER LA SCULTURA ITALIANA, MONTEVARCHI (AR)
Se un giorno d’autunno uno scultore
Attività di narrazione condivisa ispirata dall’osservazione di sculture presenti nella collezione permanente del Museo. Dopo un momento di attivazione motoria, i partecipanti saranno invitati e stimolati a guardare e a commentare alcune opere scultoree e grazie alle parole di ognuno costruiremo un racconto corale da leggere insieme.

Su piattaforma Zoom
La prenotazione è obbligatoria
Info e prenotazioni: tel. 0559108274
Email: info@ilcasseroperlascultura.it
Referente: Teresa Lorusso
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Al sistema aderiscono: Musei Civici Fiorentini, Fondazione Palazzo Strozzi, Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Civico Museo Archeologico di Camaiore, Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto, Biblioteca Civica Agorà di Lucca, Museo di San Pietro all’Orto – Collezione di Arte Medievale di Massa Marittima, Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento di Montevarchi, Museo delle Terre Nuove di San Giovanni Valdarno, Complesso Monumentale di Santa Maria della Scala di Siena, MuMAT Museo delle Macchine Tessili di Vernio, Museo Diocesano di Massa, Fondazione Musei Senesi, MuDEV – Museo diffuso dell’empolese Valdelsa, MAGMA Follonica, Museo di Scienze Planetarie di Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci Prato, Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria, Università di Pisa – Centro di Ateneo con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e Sistema Museale di Ateneo. Capofila del progetto L’immaginario.

#MuseiToscaniPer Alzheimer
www.museitoscanialzheimer.org

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Schmidt, nonostante pandemia Uffizi settimi al mondo

Schmidt, nonostante pandemia Uffizi settimi al mondo

Firenze, nonostante la pandemia che ha fatto crollare i visitatori e gli introiti di oltre il 70%, i vari musei fiorentini afferenti agli Uffizi si posizionano al settimo posto nella classifica dei musei più visitati al mondo. Dal 2022 è previsto di tornare ai numeri pre-Covid. Lo dichiara il direttore Eike Schmidt intervistato all’Associazione Stampa estera in Italia in un collegamento via Internet.

“Il colpo della pandemia è stato fortissimo – ha detto Schmidt – ma le Gallerie degli Uffizi resistono: nel 2020 abbiamo complessivamente 1.206.175 visitatori, il 27,5% dell’anno precedente, nonostante il Covid e tutto quello che ha comportato in termini di chiusure e restrizioni. Questo ci posiziona al settimo posto tra i musei d’arte di tutto il mondo, nel 2019 eravamo al nono posto in classifica. Abbiamo perso il 72% dei visitatori, percentuale identica al Louvre di Parigi e al Reina Sofia di Madrid”.

Insieme ai visitatori sono crollati anche gli incassi passati dai 34 milioni del 2019 ai 8,8 milioni dell’anno scorso. Una boccata d’ossigeno è arrivata grazie alle visite delle influencer Martina Socrate, il 12 giugno, e Chiara Ferragni, il 17 luglio, che avrebbero richiamato nel museo un pubblico giovanile, tanto che a dire degli Uffizi per la prima volta i giovani sono stati più di un terzo dei visitatori totali.

“L’effetto che si potrebbe chiamare ‘Socrate-Ferragni’ – ha detto Schmidt – viene supportato dai numeri, che rivelano come non si sia trattato di fenomeni isolati o episodici, ma di uno sviluppo durevole e di ampio respiro grazie ad una strategia precisa e sistematica di avvicinamento ai giovani”. La fascia di età 19-25 è passata dal 6,1% del 2019 al 14,3% del 2020. “Una crescita del +134,4% rispetto all’anno precedente”, sempre Schmidt. Anche il 2021, per il direttore sarà un anno difficile.

“Per i musei non aspettiamo la ripartenza vera prima dell’anno prossimo – ha spiegato -. Dal 2022 ci aspettiamo il ritorno alla grande richiesta che c’era prima. Per inizio maggio saremo pronti a riaprire: abbiamo 15 nuove sale dedicate alla pittura del ‘500 fiorentino e romano che verranno inaugurate lo stesso giorno in cui il museo tornerà ad accogliere il pubblico. Ci auguriamo una riapertura stabile”.

Prosegue il progetto ‘Uffizi diffusi’ che per Schmidt “potrebbe servire da modello anche per altre città d’arte e per altri territori” ma all’estero “più che l’apertura di sedi distaccate stiamo organizzando esposizioni, tese a suscitare interesse non solo per gli Uffizi ma per la Toscana e l’Italia”.

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