29/mo Rock Contest, ecco i 30 partecipanti!

29/mo Rock Contest, ecco i 30 partecipanti!

Dal 24 ottobre al 2 dicembre a Firenze ledizione 2017 del concorso nazionale per artisti e band emergenti. In giuria, tra le prime conferme, Lodo Guenzi (frontman de Lo Stato Sociale), Cosmo (Marco Jacopo Bianchi, uno dei più interessati nuovi talenti della musica italiana) e Max Collini (Offlaga Disco Pax / Spartiti).

Da 2500 musicisti (in 600 formazioni artistiche) a 30 partecipanti, pronti a sfidarsi a Firenze da giovedì 24 ottobre sul palco del Combo Social Club (via Mannelli 2, Firenze) al 2 dicembre all’Auditorium Flog, quando sarà eletto il nuovo vincitore: è ai nastri di partenza il Rock Contest 2017, il concorso nazionale per artisti e band emergenti che da 29 anni ricerca e seleziona i migliori talenti musicali, dandogli quella visibilità che così tanto serve per far sbocciare una carriera.

Ecco i nomi dei 30 partecipanti dell’edizione 2017 (in ordine alfabetico): 43 Factory (Firenze/Londra), Agnello (Palermo), Atlantico (Milano), Berg (Milano), Bonsai Bonsai (Livorno), Bruce Harper (Brescia) Cronofillers (Firenze), Dust & The Dukes (Firenze), Fade Out (Brescia), Fogg (Pisa), Form Follows (Livorno), Fra’n’co (Firenze), La Sonda Cassini (Roma), Lorenzo Marianelli (Pisa), Lupineri (Firenze), Malibu Supersonic (Firenze), Margo Sanda (Brescia), Monologue (Grosseto), Mosche (Roma), Noon (Lecce), Okland (Torino), Peyman S’Oyle (Toscana/Iran), Pijama Party (Siena), Portnoy (Roma), Redtree Groove (Firenze), Roma (Salerno), Soul Troubles (Firenze), Souvlaki (Brescia), Tsao (Alessandria), White Room (Massa).

In ognuna delle 5 serate eliminatorie, a ingresso libero, si sfideranno sei band, che si esibiranno sul palco del Combo Social Club (242630 ottobre), del Glue Alternative Concept Space (31 ottobre), e di BUH! (10 novembre). Grazie al giudizio del pubblico e della giuria specializzata, si qualificheranno due gruppi per ogni appuntamento (con due ripescaggi). Le 12 band uscite dalle eliminatorie accederanno alle semifinali, il 17 e 24 novembre al Glue, e le migliori 6 parteciperanno alla serata finale che si terrà sabato 2 dicembre all’Auditorium Flog (via Michele Mercati, 24/b).

Tra i giudici della finale, vari nomi importanti del giornalismo musicale italiano e affermati musicisti e manager. Tra le prime conferme, Lodo Guenzi (frontman de Lo Stato Sociale), Cosmo (Marco Jacopo Bianchi, uno dei più interessati nuovi talenti della musica italiana) e Max Collini (Offlaga Disco Pax / Spartiti). Ed ancora Carlo Pastore (conduttore della trasmissione Babylon di RAI Radio2 dedicata a nuove tendenze e gruppi emergenti), Silvia Boschero (Raistereonotte), uno degli scoutdi Sugar Music e molti altri in via di definizione.

Lobiettivo delledizione 2017 è quello di stimolare le attività di produzione artistica dei partecipanti, finanziando progetti concreti, funzionali alla crescita artistica e professionale degli artisti e delle band. La storia di molti gruppi è cambiata dopo il passaggio al concorso, per citare un esempio recente il gruppo The Manitoba: finalisti 2016 del concorso, fanno ora parte della scuderia di nuovi talenti della Sugar Music, una delle etichette musicali più importanti del panorama italiano.

Dice Marco Imponente, direttore generale di Controradio: “Come è noto, il Rock Contest è una efficace vetrina mediatica per gruppi di talento che, spesso sconosciuti fino al giorno prima, grazie al concorso hanno la possibilità di farsi ascoltare da produttori, musicisti, giornalisti di testate musicali. Il passo successivo che il Rock Contest vuol intraprendere da questa edizione, in collaborazione con i partner, è quello di farsi parte attiva nella produzione dei progetti artistici. Attraverso i numerosi premi assegnati, gli artisti e le band potranno finanziare, registrare e stampare un album, produrre un videoclip, realizzare una tournée, utilizzare un ufficio stampa, tutte attività funzionali ad un percorso professionale”. 

Il Rock Contest 2017 scatterà una nuova istantanea della scena emergente italiana, nell’epoca in cui i talent show cercano di appropriarsene in qualche modo snaturandola”, afferma Giuseppe Barone, direttore artistico delliniziativa. La ventinovesima sarà una edizione molto elettronica, ma in cui scopriremo come i confini tra musica mainstream e musica alternativa si facciano sempre più labili. 

Tra le novità di questa edizione, l’aumento dei premi per i partecipanti, pari a 10.000 euro totali. Il Rock Contest già sostiene i vincitori delle selezioni live con un supporto produttivo alla loro attività con premi in denaro (primo premio 2000 euro) da investire nell’attività musicale. Per la nuova edizione, nellambito della campagna di informazione sugli interventi del FSE (Fondo Sociale Europeo) e sulle altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per lautonomia dei giovani, è stata istituita la sezione speciale denominata Premio Fondo Sociale Europeo, che assegnerà 3.000 euro allartista o band partecipante che ha prodotto il brano, cantato in italiano, che meglio esprime la condizione giovanile. La Società Italiana degli Autori ed Editori, che sostiene da tre anni il concorso, allinterno di un rodato rapporto di collaborazione, finanzierà con 2.000 euro un progetto artistico allartista o band iscritto SIAE che avrà realizzato la miglior composizione musicale. Si conferma anche lo speciale Premio Ernesto de Pascale per la migliore canzone in italiano, dedicato alla memoria del conduttore radiofonico (RAI Stereonotte), giornalista, musicista e storico presidente di giuria del Rock Contest, prematuramente scomparso quattro anni fa.

Altri premi previsti riguardano giornate in studio di registrazione offerte dai prestigiosi Sam Studio di registrazione ed electronic press kit per le band realizzati da Indie-Eye. Tutti i gruppi musicali giunti alle semifinali usufruiranno della distribuzione fisica e digitale del partner Audioglobe, uno dei più importanti distributori musicali italiani.

Limmagine che accompagnerà ledizione è stata realizzata da Alessandro Baronciani, uno dei fumettisti ed illustratori emergenti italiani più quotati degli ultimi anni, che per l’occasione ha rielaborato il Perseo di Benvenuto Cellini facendolo divenire unicona rock.

Rock Contest 2017 è organizzato dallemittente radiofonica Controradio e dallassociazione Culturale Controradio Club con la collaborazione di Regione Toscana (Fondo Sociale Europeo) e Comune di Firenze e il sostegno di SIAE. Sponsor tecnici: Audioglobe, Sam Studi di registrazione. 

Per ascoltare i gruppi selezionati e rimanere aggiornati www.rockcontest.it

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Disco Della Settimana: Beck “Colors”

Disco Della Settimana: Beck “Colors”

Dopo una serie di rinvii, alla fine “Colors” è uscito! Dal 13 ottobre è disponibile il 13° album del più poliedrico artista degli ultimi decenni.

Dopo averne rinviato l’uscita, il cantautore californiano torna con dieci nuovi brani, quattro dei quali (“Dear Life”, primo nuovo pezzo dopo “Dreams”, “Wow” e “Up All Night”), anticipati come singoli tra il 2015 e l’inizio del 2017.

“Colors” segue l’uscita dell’ultimo album di Beck, vincitore del Grammy Album of the Year, “Morning Phase”, disco folk e malinconico uscito nel 2015. Un’uscita, a detta dello stesso Beck Hansen, piuttosto complicata. Colors doveva uscire a primavera, ma la natura complessa di alcuni dei brani contenuti nel nuovo disco – tredicesima prova di inediti del cantautore – lo ha spinto a rimandare l’uscita del nuovo lavoro. “È stata un’impresa mettere tutto in armonia così da non sembrare un gran casino”, ha dichiarato Beck a Rolling Stone in un’intervista concessa all’inizio del 2017.

Il nuovo album è composto di dieci brani: “Colors”, “Seventh Heaven”, “I’m So Free”, “Dear Life”, “No Distraction”, “Dreams (Color Mix)”, “Wow”, “Up All Night”, “Square One” e infine “Fix Me”. “Credo che quest’album sarebbe potuto uscire un anno fa o due – aveva dichiarato Beck – ma sono canzoni complesse, che cercano di fare una o due cose insieme. Non è retro né moderno“. Beck, 47 anni, è stato anche il produttore di “Colors”, in collaborazione con Greg Kurstin. Fanno eccezione per “Wow”, prodotta dal cantante con Cole M.G.N, e “Fix Me”, prodotta dal solo Beck.

Così è stato accolto da alcune delle testate principali ndella stampa musicale italiana

Da ROCKOL:

Ogni disco di Beck (tredici per la precisione) è una storia a sé, ognuno con un’intenzione programmatica ben definita. Il pastiche post-moderno di “Odelay”, il funk divertito di “Midnite Vultures”, le mille innovazioni di “The information” e il rock retrò attualizzato di “Modern Guilt”, per non parlare delle riedizioni dei classici di “Record club” e dell’esperimento attraverso le partitute di “Song Reader”.

Al venticinquennale della sua carriera discografica, “Colors” rappresenta il suo disco più squisitamente pop. Così come dopo l’intimismo malinconico e semiacustico di “Sea Change” (2002) arrivò il pop rock meticcio di “Guero”, ecco che dopo il folk californiano e solare di “Morning Phase” del 2014 il biondo Hansen torna con un lavoro dal segno opposto.

In tutti i dischi di Beck l’impressione è sempre stata quella di una precisa volontà del geniale cantautore di voler immergersi in uno stile che lo ispirava in quel momento – al di là delle mode del periodo, anzi spesso in aperta controtendenza – e posare il suo particolare sguardo e approccio.

Questa volta invece pare che il preciso obiettivo sia proprio quello di sfruttare lo zeitgeist culturale della musica contemporanea pop, quello di Pharrell, Taylor Swift e del nuovo Calvin Harris, per intenderci. Come ha raccontato direttamente a Rockol nell’intervista di Davide Poliani, per questo disco ha lavorato in coppia con il suo vecchio tastierista Greg Kurstin, ora diventato produttore pop di gran successo (Adele, Pink, ma anche l’ultimo dei Foo Fighters) la cui mano di “normal pop” si sente specialmente nei brani inediti – dal 2015 a oggi Beck ha fatto uscire 4 singoli contenuti in questo “Colors”.

La title track ci regala un Beck che più Beck non si può: riff melodico suonato da un’ocarina, clap-hands, cori che sembrano usciti da “White Lines” di Grandmaster Flash, come pure “Dear Life” con quella tastiera tipicamente beatlesiana ma con quel retrogusto malinconico di Elliot Smith. Una meraviglia: melodie accattivanti e di presa rapida, ma sempre con quelle soluzioni da artigiano del pop-rock che spiazzano e che ti viene voglia di riascoltare. Insieme a queste però ci sono pezzi power pop che sembrano la colonna sonora di un video degli Ok Go (“I’m so free”) o hit di Megan & Sara (“Seventh Heaven”) , altri che imitano Bruno Mars quando imita i Police (“No distraction”) e altri che sia per titolo sia per esecuzione (“Fix you) sembrano una copia dei Coldplay.

Per carità, stiamo sempre parlando dell’unico artista contemporaneo che può essere paragonato sia a Prince sia a Bob Dylan senza scandalizzare nessuno, colui che riesce a comporre un funk tutto in minore (“Dreams”) con un testo giocato sui mille significati contrastanti del sogno, e a scrivere l’ironica “Wow” dove “jujitsu” fa rima come con “girl with a shin tzu”, ma l’impressione è di trovarci di fronte a un talentuoso artista in preda a una sorta di crisi di mezza età con la voglia di fare un disco pop, senza pensarci troppo – anche se la gestazione di “Colors” è durata più di 2 anni – e senza riuscirci pienamente.

Da  SENTIREASCOLTARE:

A casa Beck sono tornati a volteggiare gli avvoltoi di mezzanotte. No, per carità non è un sinistro presagio, il fatto è che Midnite Vultures con la sua escursione in territori dance e r&b è il primo termine di paragone che viene naturale all’ascolto di questa nuova fatica, Colors. Fatica perché è un album frutto di una lunga gestazione in studio con tanto di date di uscita posticipate, nonostante scorra liscio all’ascolto come pochi altri LP del Nostro. Verosimilmente è la sua creatura più pop, non perché i suoi album storici non lo fossero, o anzi non sublimassero una certa idea onnivora e tritatutto di popular music, ma perché è proprio la forma pop, canzone e strofa-ritornello (più orecchiabili possibile) a uscire vincente da questo brainstorming con Greg Kurstin fatto di improvvisazioni e sperimentazioni. E a uscirne in forma di canzoni tanto immediate quanto memorabili (letteralmente: si imprimono nella memoria più o meno al primo ascolto, quasi quasi prima ancora di terminare).

Oltre che di “facilità” delle strutture, è proprio una questione di qualità. Di know-how, perché il groove e il “tiro” di certo funky elettronico che non dispiacerebbe ai francesi mascherati (la title-track, Up All Night), le nuance soul-pop di Seventh Heaven (Prince che incontra i New Order), la scioltezza di Up All Night, sorta di nuova Beercan, le skippate tra rock e hip-hop di I’m so Free, il coté grebo-beatlesiano di Dear Life, i refrain-killer (vedi No Distraction) o i ganci da tipica dance song che intrecciano dettagli creativi sempre bizzarri, solo un po’ più sottotraccia che in altri dischi (saranno davvero dei flauti di Pan quelli di Colors o è qualche diavoleria sintetica?)… suonano buoni qui (cervello) e anche qui (gambe e tutte le parti che è possibile muovere a ritmo. Free your mind… dicevano una volta i Funkadelic…). Specialità di sua beckitudine, ma che non entrano semplicemente schiacciando il pilota automatico.

Pezzi brillanti e molto inclini alla mass seduction (sarà un caso se Colors esce lo stesso giorno dell’altro attesissimo disco di St. Vincent con cui condivide una certa strategia mediatica, forse non così aggressiva, e l’immaginario plasticoso, arty e kitsch) o alla musica per le masse, se da vecchi quali in fondo siamo ci viene più da parafrasare i Depeche Mode (prevediamo un certo impatto sul dancefloor). Perché hanno tutto quello che ci si aspetterebbe da un disco dance-POP (POP al quadrato e scritto a lettere maiuscole).

Il Beck strano-strano o quello lo-fi bisogna forse aspettarlo per la prossima volta. Ragionando in termini di colore, visto che si è in tema, è questo l’album complementare di Morning Phase. Tanto quello era acustico, quanto questo elettronico, quello guardava ai Sixties (o ai primi Seventies) e questo a degli Eighties rimodernati. Come al solito Beck è il Paganini che non ripete, mai due dischi uguali, e continua a saltabeccare (saltabeckare ah ah ah) e piroettare da un abito sonoro all’altro, da un’idea di stile all’altra, anche se qualcosa naturalmente si porta dietro in tutte queste acrobazie (l’intelligenza più ancora del mestiere). Prevedibile, e non scontato. Chapeau pure stavolta.

 

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Una nuova canzone per i Tears For Fears

Una nuova canzone per i Tears For Fears

In occasione dell’uscita della raccolta “Rule the world” prevista per il 10 novembre prossimo la band simbolo della new wave britannica fa uscire due nuovi singoli dopo ben 13 anni!

Il brano si intitola “I love you but I’m lost” ed è una delle due canzoni inedite che il gruppo britannico ha registrato per il best of “Rule the World”. Di seguito l’intera tracklist della raccolta:

1.     Everybody Wants To Rule The World

2.     Shout

3.     I Love You But I’m Lost

4.     Mad World

5.      Sowing The Seeds Of Love

6.      Advice For The Young At Heart

7.     Head Over Heels

8.     Woman In Chains

9.     Change

10.   Stay

11.  Pale Shelter

12.  Mothers Talk

13.  Break It Down Again

14.   I Believe

15.   Raoul And The Kings Of Spain

16.  Closest Thing To Heaven

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Francesco Bottai in concerto

Francesco Bottai in concerto

La stagione musicale di Bottega Roots a Colle Val D’Elsa riparte con una serie di appuntamenti musicali. Tra questi vi segnaliamo domenica 15 Ottobre il concerto di Francesco Bottai. Già noto al pubblico come metà dei Gatti Mézzi, esce da solo e pubblica nel maggio 2017 il suo primo disco solista, “Vite semiserie” per l’etichetta Labella.

“Vite semiserie è un disco di decompressione, di ritrovato entusiasmo per la surrealtà, per il grottesco, per il jazz e per l’ironia. E’ il tentativo di affermare che le vite (in questo caso soprattutto la mia) non possono essere solo serie o solo gioviali. Le vite descritte in questo disco sono malinconiche. E’ un gioco che si fa serio, una giraffa col torcicollo, è l’incanto di un amore visto come un giardino chiuso da un cancello”

INFO Tutti gli spettacoli dal vivo saranno ad ingresso gratuito. A Bottega Roots è possibile cenare ascoltando musica ma sempre nel rispetto dell’esibizione in atto. Bottega Roots si trova in Piazza Unità dei Popoli Colle di val d’Elsa, Siena 373 737 1940

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Glue Opening party

Glue Opening party

Sabato 14 ottobre riapertura della stagione del Glue con Capibara + LNDFK, aftershow: Biga aka il Climatico dj set. Ingresso gratuito con tessera Glue/US Affrico.

CAPIBARA dj/producer che vive con i piedi a Roma, ma con la testa in un pianeta immaginario in cui si incontrano ritmi equatoriali ed elettronica colta. Ha pubblicato un album, un mixtape, e dato vita a svariati singoli, remix e collaborazioni che in pochissimo tempo lo hanno portato a suonare in numerosi club e festival di settore. ‘Fantino’ è il suo ultimo singolo, che anticipa il suo nuovo album. Un inno sadness-rave, dedicato a tutti i rider; una traccia che alterna la rabbia alla malinconia, con incastri di synth ipersaturi e tappeti molto più lenti, quasi dub: ‘Ho voluto ricreare quelle sensazioni contrastanti che provo quando giro in macchina per Roma di notte, in una città vuota e immensa’.

LNDFK (ITA – Feelin’ Music) cantante e songwriter, classe1990, nata a Sousse, in Tunisia, e residente a Parigi. Figlia di due diverse culture, madre italiana e padre arabo, è cresciuta a Napoli con la madre. Il precoce distacco con il padre, con il Sahara, la sua terra d’origine e le sue tradizioni ha contribuito ad alimentare il desiderio di ritrovare, attraverso l’arte, un aggancio alle proprie radici. La sua musica subisce l’influenza del jazz, del neo-soul e dell’hip-hop, il tutto filtrato tramite il suo bagaglio di esperienze e la sua sensibilità.
“Lust Blue” è il suo primo ep, uscito per l’etichetta svizzera Feelin’Music, che si è imposta negli ultimi anni come label di culto tra gli appassionati nel campo delle sperimentazioni hip-hop.

INFO:Glue Alternative Concept Space
Viale Manfredo Fanti, 20,
50137 Firenze
COME RAGGIUNGERCI
http://www.gluefirenze.com/dove-siamo

 

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