Chi desia di saper che cos’è amore, arie e madrigali di Francesca Caccini

Chi desia di saper che cos’è amore, arie e madrigali di Francesca Caccini

Nuovo appuntamento per  «I Concerti al Cenacolo», la più longeva rassegna annuale di musica antica in Toscana, si svolgerà sabato 10 novembre alle 18 al Cenacolo di Andrea del Sarto, concerto dedicato a Francesca Caccini, vera protagonista al femminile della vita musicale fiorentina dei primi decenni del Seicento

Chi desia di saper che cos’è Amore

Arie e madrigali di Francesca Caccini

ENSEMBLE L’HOMME ARMÉ

Elena Cecchi Fedi, soprano solista

Alfonso Fedi, clavicembalo

Francesco Tomei, viola da gamba

Luigi Cozzolino, violino

Gian Luca Lastraioli, chitarra, tiorba e direzione

Musiche di Francesca Caccini

 

Cantante di straordinaria abilità (vera “diva” ante litteram, la sua voce veniva paragonata a quella di un usignolo) Francesca si distinse anche come raffinata, intelligente, appassionata e profonda compositrice. Nata a Firenze nel 1587, figlia d’arte (il padre, Giulio Caccini, fu una figura chiave nella nascita del “nuovo” stile musicale secentesco), Francesca si trovò sin da bambina immersa nella cultura musicale del proprio tempo e divenne, grazie agli insegnamenti del padre, esperta nelle arti del canto e della composizione nonché provetta suonatrice di liuto, chitarra, arpa e clavicembalo. Bambina prodigio, nata col cognome – Caccini – della predestinata e forte di un talento musicale straordinario, Francesca sarebbe rimasta, salvo qualche breve interruzione, dal 1607 al 1641 al servizio della famiglia Medici in qualità di cantante, insegnante e compositrice: tali erano la stima e la reputazione delle quali godeva, che nel 1620 “la Cecchina” risultava essere il musicista con il salario più alto tra tutti quelli in servizio presso la corte fiorentina. I compiti di musicista di corte prevedevano che Francesca cantasse in occasione degli Uffici della Settimana Santa e in occasione dei ricevimenti dati dal Granduca e dalla Granduchessa e che insegnasse canto alle principesse e alle altre dame di corte.

In vita, la Caccini si guadagnò una immensa reputazione. Come già detto, fu una vera “diva” e, come tale, suscitò nel pubblico ammirazione quasi fanatica. Nei suoi viaggi e soggiorni musicali lontano dalla natìa Firenze (Roma, Milano, Parigi…), Francesca venne sempre “artisticamente” corteggiata e “tentata” con l’offerta di contratti economicamente vantaggiosissimi, finendo tuttavia per tornare sempre al “suo” servizio fiorentino.

Scarse, e contrastanti, sono le notizie sulla sua personalità di donna: un contemporaneo ne parlava infatti come di “una donna fiera e irrequieta” mentre altri, come il poeta Michelangelo Buonarroti il Giovane, che ben la conobbe, la descrissero come “sempre graziosa e generosa”. Francesca doveva essere comunque una donna di grande avvenenza: si conserva oggi presso il palazzo Rospigliosi di Pistoia un medaglione marmoreo che ne ritrae il bel volto. Il medaglione è circondato da un’eloquente iscrizione didascalica – Cechine Pulchritudinis Immortalitati – che non lascia dubbi in merito alla bellezza della celebre “Cecchina”. Francesca Caccini morì nel 1641. In tempi recenti le è stato dedicato un cratere di 38 km di diametro sul pianeta Venere.

INFO Cenacolo di Andrea del Sarto (via San Salvi 16, Firenze; ingresso 12 / 7 euro; informazioni e prenotazioni 055 695000

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“Nascosta in piena vista” una nuova canzone de I Cani

“Nascosta in piena vista” una nuova canzone de I Cani

Dopo un silenzio discografico lungo più di due anni sono tornati a sorpresa I Cani, con il brano “Nascosta in piena vista” La canzone fa parte del film  “Troppa grazia” di Gianni Zanasi con Alba Rorhwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston e Hadas Yaron, in uscita nelle sale dal prossimo 22 novembre e di cui Niccolò Contessa ha anche composto la colonna sonora originale.

Non è un nuovo singolo. Non c’è un nuovo album in arrivo. Non ci sono concerti.
Come sempre nessun programma e tanto mistero. Solo una canzone nuova. Da lunedì in programmazione sulle frequenze di Controradio.

Con l’uscita del brano è stato lanciato il sito icani.band, l’unico mezzo di comunicazione ufficiale de I Cani da quando la band-non-band ha cancellato tutti i suoi account social.

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Concerto Inaugurale Stagione 2018-2019 Politeama Pratese

Concerto Inaugurale Stagione 2018-2019 Politeama Pratese

Giovedì 8 Novembre 2018 al Politeama Pratese – ore 21 Concerto Inaugurale  della Stagione 2018-2019. Direttore Jonathan Webb, Coro «Città di Prato»

Britten: The Building of the House, Ouverture op. 79
Sibelius: Finlandia op. 26
Dvořák: Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 «Dal Nuovo Mondo»

“La costruzione della nostra «casa dei suoni» comincia da un compositore che ha un posto speciale nel Pantheon musicale della Camerata e di Prato, Benjamin Britten. L’Ouverture The Building of the House fu composta per l’inaugurazione di un sogno che diventava realtà, la nuova sala da concerti del Festival di Aldeburgh, che Britten stesso aveva fondato nel piccolo paese dove aveva scelto di vivere, in riva al mare. In quel pezzo che festeggiava il raggiungimento di un traguardo condiviso, Britten volle che cantasse tutto il paese e inserì un intervento corale con le parole di un Salmo. Nel nostro concerto inaugurale, idealmente sarà la città a cantare, nelle voci del suo Coro.
A questa segue il Poema Sinfonico Finlandia di Jean Sibelius, una pagina che rappresenta l’identità di un popolo, la celebrazione del suo riscatto dal giogo dell’oppressione secolare, un canto di libertà tradotto in poesia sonora. La stessa di cui è intriso il primo omaggio boemo di una stagione particolarmente ricca di musica ispirata da quella terra, la celeberrima Sinfonia «dal nuovo mondo» di Dvořák, composta negli Stati Uniti pensando alle proprie radici, che si sposano qui alle affettuose citazioni di uno struggente spiritual e di un canto dei nativi americani. Considerata da Leonard Bernstein l’opera che tiene a battesimo l’anima meticcia della musica americana, la Sinfonia è il nostro ponte ideale fra la scorsa stagione e quella che si apre, col nostro Jonathan Webb sul podio.”

Alle 18,45 al Politeama Pratese si terrà l’incontro introduttivo con il direttore Alberto Batisti. Ingresso libero.  

INFO Teatro Politeama Pratese / Via Garibaldi 33, Prato/ tel 0574 603758.

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Musica dei popoli presenta: Huun-Huur-Tu in concerto

Musica dei popoli presenta: Huun-Huur-Tu in concerto

Huun-Huur-Tu in concerto (Repubblica di Tuva/Russia). Giovedì 8 novembre Auditorium Flog Firenze. Una magia musicale fuori dal tempo, un’esperienza davvero unica. (Ingresso  euro15/13 ridotto)

Una delle formazioni più legate alla tradizione musicale della Repubblica di Tuva, piccola regione incastrata tra Siberia e Mongolia. La musica degli HUUN-HUUR-TU può venire descritta solo come profondamente misteriosa. Ciò come diretta conseguenza del loro stile di canto armonico, figlio di una tradizione secolare che discende dalla repubblica di Tuva, nell’Asia centrale. Una tecnica nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette contemporaneamente la nota e l’armonico relativo (detto anche ipertono). Questa tecnica (in inglese throat singing) permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale. Un altro elemento peculiare del gruppo è l’utilizzo di strumenti tradizionali come l’igil, il byzaanchi, il khommuz, il doshpuluur e il tuyug.

I membri di HUUN-HUUR-TU si sono dedicati all’apprendimento di canzoni e di melodie antiche, ma allo stesso tempo le loro performance trovano risonanza anche nel mondo contemporaneo. Il percuotere ripetuto di una corda contro legno e pelle si trasforma in un disegno meditativo che sembra venire direttamente dall’avanguardia. I discendenti di isolati pastori siberiani estraggono una musica stranamente universale da alcuni dei fenomeni acustici più singolari di questo pianeta.
Vestiti in abiti tradizionali, i quattro musicisti sono in grado di produrre ben sei o sette ben distinte voci che cantano tra di loro accompagnandosi con i loro strumenti a corda e percussioni, invitando il pubblico a lasciarsi andare ad un’esperienza musicale fuori dall’ordinario.
HUUN-HUUR-TU hanno lavorato con il Kronos Quartet, il percussionista indiano Trilok Gurtu, il compositore classico russo Vladimir Martynov, il coro The Bulgarian Voices Angelite, il Moscow Art Trio e con Ry Cooder, ma anche con Frank Zappa, The Chieftains, Johnny “Guitar” Watson e L. Shankar

Festival MUSICA DEI POPOLI 2018 – Auditorium FLOG – Via Mercati 24/b Firenze – giovedi 8 novembre ore 21.30

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Musica dei popoli presenta: Huun-Huur-Tu in concerto

Musica dei popoli presenta: Huun-Huur-Tu in concerto

Huun-Huur-Tu in concerto (Repubblica di Tuva/Russia). Giovedì 8 novembre Auditorium Flog Firenze. Una magia musicale fuori dal tempo, un’esperienza davvero unica. (Ingresso  euro15/13 ridotto)

Una delle formazioni più legate alla tradizione musicale della Repubblica di Tuva, piccola regione incastrata tra Siberia e Mongolia. La musica degli HUUN-HUUR-TU può venire descritta solo come profondamente misteriosa. Ciò come diretta conseguenza del loro stile di canto armonico, figlio di una tradizione secolare che discende dalla repubblica di Tuva, nell’Asia centrale. Una tecnica nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette contemporaneamente la nota e l’armonico relativo (detto anche ipertono). Questa tecnica (in inglese throat singing) permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale. Un altro elemento peculiare del gruppo è l’utilizzo di strumenti tradizionali come l’igil, il byzaanchi, il khommuz, il doshpuluur e il tuyug.

I membri di HUUN-HUUR-TU si sono dedicati all’apprendimento di canzoni e di melodie antiche, ma allo stesso tempo le loro performance trovano risonanza anche nel mondo contemporaneo. Il percuotere ripetuto di una corda contro legno e pelle si trasforma in un disegno meditativo che sembra venire direttamente dall’avanguardia. I discendenti di isolati pastori siberiani estraggono una musica stranamente universale da alcuni dei fenomeni acustici più singolari di questo pianeta.
Vestiti in abiti tradizionali, i quattro musicisti sono in grado di produrre ben sei o sette ben distinte voci che cantano tra di loro accompagnandosi con i loro strumenti a corda e percussioni, invitando il pubblico a lasciarsi andare ad un’esperienza musicale fuori dall’ordinario.
HUUN-HUUR-TU hanno lavorato con il Kronos Quartet, il percussionista indiano Trilok Gurtu, il compositore classico russo Vladimir Martynov, il coro The Bulgarian Voices Angelite, il Moscow Art Trio e con Ry Cooder, ma anche con Frank Zappa, The Chieftains, Johnny “Guitar” Watson e L. Shankar

Festival MUSICA DEI POPOLI 2018 – Auditorium FLOG – Via Mercati 24/b Firenze – giovedi 8 novembre ore 21.30

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