Quando il jazz incontra la musica classica. Ospite il grande pianista Enrico Pieranunzi

Quando il jazz incontra la musica classica. Ospite il grande pianista Enrico Pieranunzi

All’interno di Metjazz 2018, giovedì 15 febbraio ore 21.00 al Teatro Politeama Pratese il jazz incontra la musica classica nel concerto in Prima Assoluta Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi

Il rapporto tra jazz e musica classica europea è uno dei temi più dibattuti tra storici, critici e appassionati, ed è ancora oggi oggetto di incomprensioni, visioni storiche distorte e terreno di scontro ideologico. In verità si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Di certo esistono delle difficoltà a conciliare linguaggi di provenienza storica così diversa, ma esistono anche molti elementi compatibili che consentono una feconda mescolanza di idee. Nel mondo del jazz è stato il compositore e pianista John Lewis a produrre le opere più belle e importanti. In particolare con il suo Modern Jazz Quartet, tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Lewis ha risolto problemi musicali impervi, come la creazione di fughe jazz (anche triple, come Three Windows), strutture a sviluppo con improvvisazione, apertura della forma, strutture tonali ispirate al nome “Bach” e così via, salvaguardando lo swing e un intenso blues feeling, con risultati di eccezionale valore. Essendo fuori dalle categorie compositive tradizionali, la musica di Lewis e del MJQ ha subìto le accuse più assurde, compresa quella di tradire la spontaneità del jazz.

Per introdurre il concerto con una preziosa guida all’ascolto, alle ore 19.00 presso il Ridotto del Politeama Pratese, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze.

Questo concerto nasce dall’idea del compositore e arrangiatore Michele Corcella di omaggiare uno dei più importanti esponenti della musica afro-americana: John Lewis, leader e fondatore del celebre Modern Jazz Quartet, il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi, accompagnato dal contrabbasso di Luca Bulgarelli e dalla batteria di Mauro Beggio e affiancato dall’Orchestra della Camerata Strumentale Città di Prato.

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La leggenda del garage rock sbarca alla Flog: The Sonics in concerto, sabato 17 febbraio

La leggenda del garage rock sbarca alla Flog: The Sonics in concerto, sabato 17 febbraio

Tra pochi giorni la leggendaria band del garage rock americano sbarca in Italia. I Sonics saranno ospiti dell’Auditorium Flog sabato 17 febbraio. In apertura i Partners in Crime!

Signore e Signori…da Tacoma, Washington… THE SONICS!!! Il Punk esisteva già quando ancora nessuno gli aveva dato un nome. Lo suonavano quasi 50 anni fa a Tacoma, stato di Washington, 5 ragazzi ai quali la carica trasgressiva del primo Rock’n’Roll non bastava più: occorreva andare oltre, alzare i volumi, aumentare velocità e distorsione, saturare gli ampli. Ci pensarono Gerry Roslie, Andy e Larry Paripa, Rob Lind, Bob Bennett: THE SONICS, ovvero la Garage-band più dura, offensiva e vitale dei sixties americani. Da quell’area degli Stati Uniti (il nord-ovest) arrivavano tradizionalmente i suoni più granitici, basti pensare a gruppi come Kingsmen e Wailers, ma THE SONICS avevano qualcosa in più. Erano più cattivi, mordevano i microfoni, facevano ballare i morti. Erano… i migliori.

Gente che si era fatta le ossa su standard come “Louie Louie” e “Have Love Will Travel” (strapazzandoli) ma che dal proprio cilindro estraeva gemme destinate a diventare classici come “Strychnine”, “Psycho”, “The Witch”, “Boss Hoss”, “The Hustler”, “Maintaining My Cool”, ovvero la storia del Garage americano. I loro due dischi del ’65 e del ’66, “Here Are The Sonics” e “Boom”, sono l’ABC del Punk. Lo sostengono da sempre personaggi come Iggy Pop e Jack White degli White Stripes, lo ribadivano in ogni intervista Kurt Cobain e la  buonanima di Lux Interior dei Cramps. Lo testimoniano generazioni di teenagers brufolosi che hanno fondato band ispirandosi ai THE SONICS, decennio dopo decennio, a dimostrazione del fatto che la loro lezione non è stata scalfita dal tempo. Vederli dal vivo è necessario. Non solo per toccare con mano un pezzo di storia ma anche (e soprattutto) perché il Rock’n’Roll, quello vero, è un’esperienza fisica, viscerale, e i THE SONICS ne sono una delle massime espressioni.

In apertura il chitarrista MARCO DI MAGGIO con i PARTNERS IN CRIME Apertura h.21,00 – Ingresso €18 porta (€13 in prevendita) INFO

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Disco della settimana: The Wombats

Disco della settimana: The Wombats

Giovani mestieranti dell’indie rock, capaci però di scrivere ottime canzoni, The Wombats arrivano al quarto album provando a diventare adulti. ASCOLTALO QUI

 

Beautiful People Will Ruin Your Life vede i The Wombats riaffermarsi come uno dei migliori gruppi pop dei nostri tempi. L’album del 2015, intitolato Glitterbug, era entrato nella top 5 dei dischi più venduti del Regno Unito ed ha avuto oltre 200 milioni di stream. Mentre l’esibizione per celebrare il decimo anniversario del disco d’esordio A Guide To Love, Loss & Desperation, tenutasi alla Brixton Academy nel giugno 2017, era andata sold out in meno di 24 ore, così come le due serate alla Sydney Opera House.


Lanciato da Annie Mac su BBC Radio1 come “Hottest Record”, ‘Lemon to A Knife Fight’ cavalca un momento di euforia e foga, spirito tipico della band. Parlando del brano, il frontman Matthew ‘Murph’ Murphy ha dichiarato: “Lemon to a Knife Fight è nato dopo un litigio tra me e mia moglie sul film Mulholland Drive. In quel periodo guardavo tantissimi film di David Lynch e la canzone mi è praticamente piombata addosso”

Scritto da tre diversi angoli del globo – il batterista Dan Haggis vive a Londra, il bassista Tord Øverland Knudsen a Oslo e il frontman Murph a Los Angeles – Beautiful People Will Ruin Your Life è stato creato durante sessioni a lunga distanza, integrate da intense sessioni dove i membri si sono incontrati a Oslo. Con l’aggiunta di produttori quali Mark Crew (Bastille, Rag’n’Bone Man) e Catherine Marks (Wolf Alice) l’album vede i The Wombats andare oltre i confini dell’alt-pop, con un sound ultramoderno avvolto da synth alla Blade Runner, assoli spirituali e melodie spaziali.

“L’ultimo album parlava della mia vita sconvolta a Los Angeles, delle feste sfrenate e dei casini in cui finivo”, ha spiegato Murph. “Quest’album, invece, mostra la mia battaglia nei confronti di tutto ciò e il mio tentativo di vivere una vita adulta. Fallendo miseramente”.

Passando da momenti di euforia psichedelica a momenti di oscura alterazione, Beautiful People Will Ruin Your Life cattura l’unicità dei The Wombats fatta di irrefrenabili motivetti e un lirismo tragi-comico, ma anche di una nuova maturità e una inedita profondità emozionale. Insieme, i membri del trio di Liverpool, hanno scritto un disco dai ritornelli facili ma che vuole essere preso sul serio.

Queste le prime reazioni della stampa anglosassone:

“A jittery joy” Sunday Times Culture

“Psychedelic future-pop with shades of Vampire Weekend and The Flaming Lips on the brilliant new record.” The Telegraph

“Never letting life remove the escapist joy from their sound, The Wombats’ genius is in knowing exactly what they’re best at” Dork

“Set to be a banger, start warming up your vocals now…” Wonderland

Dopo il tour di successo negli Stati Uniti, la band si esibirà con i Pixies e gli Weezer, sempre negli Stati Uniti, a giugno e luglio. Tra  marzo aprile la band sarà impegnata nel tour britannico quasi completamente sold out e in quello europeo, info e biglietti www.thewombats.co.uk

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Concerto di carnevale a “Careggi in Musica” in scena “La volpe e la principessa”

Concerto di carnevale a “Careggi in Musica” in scena “La volpe e la principessa”

Concerto di carnevale a “Careggi in Musica”:  i giovani musicisti dell’Orchestra del Centro Musicale Suzuki di Firenze portano in scena “La volpe e la principessa”. Domenica 11 febbraio ore 10.30 ingresso gratuito

“Careggi in Musica” festeggia il carnevale con uno spettacolo per bambini in cui anche i protagonisti sono giovanissimi musicisti. Domenica 11 febbraio, alle ore 10.30 all’Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi, (Largo Brambilla 3, ingresso libero) si esibirà in concerto l’Orchestra del Centro Musicale Suzuki di Firenze, diretta da Virginia Ceri, che porterà in scena “La Volpe e La Principessa”. Lo spettacolo è una fiaba musicale su testo di Alessandro Bigagli, accompagnata da musiche di J.S.Bach, R.Schumann, N.Paganini e C.M. Von Weber.L’Orchestra è composta dai giovani studenti del Centro Suzuki, che grazie all’innovativo metodo  didattico imparano a suonare uno strumento fin dall’età prescolare.

Ad accompagnare la compagine, oltre alla direttrice Virginia Ceri, ci saranno i docenti del Centro Musicale: Elisabetta Sciotti, Franesca Profeta, Francesca Giovannelli, Chiara Coppola, Emiliana Sessa.

La Scuola Suzuki di Firenze nasce nell’ottobre 2003 grazie ad un grande desiderio che Virginia Ceri aveva nel cassetto: portare a Firenze la Metodologia Suzuki e la sua filosofia educativa. A una classe di violino composta da 9 bambini e un insegnante si aggiungono negli anni altri preziosi collaboratori di violino, Children’s Music Laboratory, Violoncello, flauto, arpa, pianoforte e tantissimi meravigliosi bambini dai 3 ai 5 anni. Nel Maggio 2011 viene fondato il Centro Musicale Suzuki di Firenze con sede in via il Prato 66 a Firenze. La Scuola negli anni comincia e sviluppa la sua attività partecipando a numerosi Concerti, Stages e Convention internazionali.

Dal 2011 al 2014 Il Centro Musicale Suzuki di Firenze tiene dei Corsi Suzuki presso l’Istituto Musicale AFAM“P. Mascagni”di Livorno. Il Centro Musicale Suzuki di Firenze dal 2013 ospita i Corsi di Formazione di Violino per gli insegnanti per l’Istituto Suzuki Italiano e l’European Suzuki Association. Attualmente il Centro Musicale Suzuki di Firenze vanta 200 allievi 8 insegnanti e numerose famiglie “speciali” che trovano nella Metodologia Suzuki un modo per donare ai loro figli la possibilità di educare il loro innato talento attraverso la musica.

 

 

 

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Dunk in concerto al The Cage di Livorno

Dunk in concerto al The Cage di Livorno

I Dunk arrivano al The Cage Theatre per la prima data toscana del loro disco d’esordio: un progetto sperimentale tra punk, liriche d’autore e tutto il calore infervorato e visionario della registrazioni in presa diretta. I Dunk sono un super gruppo che unisce Verdena, Marta sui Tubi e fratelli Giuradei. Sabato 10 febbraio dalle 23.00

Cosa succede se dalla fusione di Verdena, Marta sui Tubi e cantautorato che fa scorrere sotto traccia Carmelo Bene ed Antonin Artaud? Succede che possono nascere fertili collaborazioni creative, dove lo spirito di Artaud emerge tra liriche sensibili e batterie materiche.Tutto questo sono i Dunk, ovvero  Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi; O.R.K.).

La prima data toscana della superband è proprio al The Cage Theatre, sabato 10 febbraio, a partire dalle 23.00. Le nuove liriche di Ettore si sposano con una batteria corposa, giri di chitarra che regalano sfumature inedite, tastiere che intessono la struttura profonda dei brani. Dunk è ricerca di una forma, è lasciarsi alle spalle la canzone, è avanzare verso un’opera, dentro la meraviglia.  I Dunk esordiscono ufficialmente ad aprile 2017 in occasione del decennale della Latteria Molloy: il riscontro di pubblico è notevole ma i tre sentono che ai pezzi manca qualcosa. Ettore, fan dei Marta sui Tubi , contatta quindi il chitarrista Carmelo Pipitone e la band torna in sala prove a comporre nuovi pezzi che presenta poi, nel corso dell’estate, in alcuni live esclusivi.

A settembre 2017 i Dunk si trovano in studio e registrano il primo album omonimo, uscito il 12 gennaio 2018 per Woodworm Label, che raccoglie tutto l’entusiasmo di questa manciata di mesi passata insieme; un disco poco pensato, suonato di pancia, a cuore aperto. Approccio punk e spirito visionario avvolti in un fluido furore elettrico. Il singolo di lancio si intitola  “È altro”.

In apertura del live dei Dunk il cantautorato punk del duo pratese Tutte le cose inutili.

INFO:ingresso € 10 + d.p.
Apertura porte ore 22.00 – inizio concerto ore 23.00
A seguire MY GENERATION – Cage Night Party, ad ingresso libero
info@thecagetheatre.it – Cageline 392 8857139

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