Tornano gli Mtv Awards alle Cascine

Si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra il Comune di Firenze e Mtv, il brand dedicato all’intrattenimento di Viacom International Media Networks Italia, l’azienda guidata dall’amministratore delegato Andrea Castellari.
Gli Mtv Awards tornano, dunque, a Firenze e, per il terzo anno consecutivo, il grande evento live di musica e spettacolo si terrà al Parco delle Cascine Domenica 19 Giugno con tanti ospiti musicali e non che verranno annunciati nei prossimi mesi.

L’edizione 2015 Mtv Awards ha registrano un enorme successo di pubblico, con oltre 20.000 persone che hanno affollato il Parco delle Cascine, e di ascolti, con oltre 3milioni di contatti e una share sul target giovane vicina al 4%. Ma enorme è stato anche il seguito sui social e sul digital: il minisito dedicato agli Mtv Awards ha registrato 660Mila unique browsers (in crescita del +37% rispetto al 2014), 14milioni di page views e 10milioni di voti per le diverse categorie.

“Gli Mtv Awards sono l’appuntamento più atteso che apre la stagione estiva – afferma Andrea Castellari, amministratore delegato Viacom per Italia, Medio Oriente e Turchia -, un evento che ogni anno rinnova e rinforza il legame del brand Mtv con il suo pubblico e genera una grande partecipazione sia sul territorio che sulle diverse piattaforme. Colgo l’occasione per ringraziare il Comune di Firenze e il sindaco, Dario Nardella, che ancora una volta ci daranno la possibilità di realizzare un grande evento nella bellissima cornice del Parco delle Cascine.”
“Siamo felici – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – che anche quest’anno gli Mtv Awards si svolgano a Firenze, nella location ormai consolidata delle Cascine. Si tratta di un appuntamento musicale importante, dedicato soprattutto ai più giovani, che avranno la possibilità di vedere da vicino e gratuitamente i loro idoli”

 

 

Mattarella a Firenze Capitale

Celebrazioni 150/o anniversario Firenze Capitale, Nardella: “Ancora oggi cuore di civiltà e cultura per tutto il Paese”
Il sindaco alla cerimonia con il presidente Mattarella a Palazzo Vecchio
“Ancora oggi Firenze si sente capitale. Capitale culturale, morale, cuore della civiltà dei diritti di libertà, con la sua medaglia d’oro al valor militare per essersi liberata dal nazifascismo”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, concludendo il suo discorso durante la cerimonia della rievocazione del primo insediamento del Parlamento italiano a Firenze, il 18 novembre 1865, nell’ambito delle celebrazioni per il 150/o anniversario del capoluogo toscano quale Capitale d’Italia.
La cerimonia ha visto la solenne partecipazione del presidente della Repubblica. Presente anche il ministro per le riforme Maria Elena Boschi.
Prendendo la parola, Nardella ha ricordato i drammatici fatti di Parigi. “Voglio di nuovo esprimere a nome della comunità dei fiorentini il più profondo cordoglio e soprattutto la nostra grande amicizia– ha detto -. All’indomani di quei tragici eventi in una grande manifestazione spontanea alle porte del consolato abbiamo pianto insieme. Era come se anche Firenze fosse stata colpita”.
“Non posso non ricordare poi – ha continuato – come sempre in questo luogo solo 15 giorni fa 80 sindaci da 60 paesi, tra cui città-simbolo come Kobane, Diabarkyr, Herat, Mostar, sedevano uno di fianco all’altro per discutere di pace, di una pace possibile a partire dalle città, in continuità con quanto fatto dal mio grande predecessore Giorgio La Pira, che proprio sessant’anni fa riuniva sindaci da tutto il mondo per prevenire il pericolo della minaccia nucleare”.
“Credo – ha sottolineato il sindaco – che le celebrazioni e festeggiamenti che hanno accompagnato Firenze lungo tutto questo anno, a ricordare il 150° anniversario della proclamazione di capitale del Regno di Italia, siano stati occasione di riscoperta della nostra cultura e identità, del ruolo di città protagonista della storia e di incontro tra le culture”.
“Il 18 novembre del 1865 – ha ricordato Nardella – il Re Vittorio Emanuele II pronunciava il discorso di inaugurazione della IX Legislatura del Regno di Italia parlando ad una Nazione e ai suoi rappresentanti in un contesto difficile e ricco di stravolgimenti. Ricordare tale occasione è un momento fondamentale di memoria storica non solo per la nostra città, ma per tutto il paese, per riscoprire, anche grazie al glorioso passato, il valore delle istituzioni democratiche e il ruolo delle Assemblee rappresentative”.
“La città di Firenze – ha proseguito – visse un momento di profondo mutamento culturale, sociale ed urbanistico, accogliendo la classe dirigente piemontese e i parlamentari provenienti da tutta Italia e nel corso di questi 150 anni ha mantenuto tutto il suo valore di città avanguardia nel paese, soprattutto in un ambito fondamentale come quello della cultura.
“In questa giornata – ha concluso – vogliamo dire che le sfide di 150 anni fa non sono più difficili e avvincenti di quelle odierne; che il destino di un popolo e di una città ci è trasmesso dalle generazioni che hanno vissuto prima di noi, ma il cui cammino sta oggi a noi tracciare; per dire da Firenze, dove è custodita la magnificenza di opere artistiche e architettoniche che apparivano impossibili da realizzare agli occhi dei contemporanei, che nulla possiamo dare per scontato, nulla prescinde dalla nostra ferma e profonda volontà di cambiare e migliorare, per le future generazioni”.
Alla cerimonia hanno partecipato anche anche gli attori Stefano Accorsi e Laura Morante che hanno recitato alcune letture per ricreare l’atmosfera della prima seduta del Parlamento a Firenze. Accorsi ha letto il Discorso della Corona pronunciato da Vittorio Emanuele II all’apertura della legislatura, mentre Laura Morante l’indirizzo di risposta al discorso. L’allestimento è stato curato dal Teatro della Toscana. Le musiche sono state selezionate dalla Filarmonica Gioacchino Rossini. (edl)
Di seguito l’intervento integrale del sindaco Nardella
Illustre Presidente della Repubblica, Signora Ministro, autorità tutte, signore e signori, cari ragazzi,
ci troviamo qui oggi in occasione della commemorazione dell’insediamento a Firenze della Camera dei Deputati della IX Legislatura del Regno d’Italia.
Proprio il 18 novembre 1865 si teneva, precisamente in questo Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la prima seduta della Camera dei Deputati nella sua nuova sede, a seguito del trasferimento della capitale da Torino, avvenuto il 3 febbraio, e delle successive elezioni politiche del 22 ottobre dello stesso anno.
Vorrei però iniziare questo saluto condividendo con tutti voi il sentimento di dolore per i tragici fatti di Parigi di venerdì scorso. Voglio di nuovo esprimere a nome della comunità dei fiorentini il più profondo cordoglio e soprattutto la nostra grande amicizia per le sorelle e i fratelli francesi. All’indomani di quei tragici eventi in una grande manifestazione spontanea alle porte del consolato abbiamo pianto insieme. Era come se anche Firenze fosse stata colpita. Ieri mattina ho discusso di questa tragedia e del terrorismo con gli studenti della scuola superiore Marco Polo, dell’età dei ragazzi e ragazze che sono qui nel salone oggi, i quali mi hanno detto con il coraggio nello sguardo: “Sindaco noi siamo preoccupati ma non abbiamo paura”. Preoccupazione, ma non paura, prudenza, ma non panico. E’ ciò che sembra suggerirci la storia di questa città, se pensiamo che in questo splendido Salone che ospitò il Parlamento Italiano è raffigurato il simbolo della tartaruga con la vela, associato al motto latino tanto caro a Cosimo I dei Medici, “Festìna lente”, Affrettati con giudizio. Per questo, caro Presidente, desidero ringraziarla per le espressioni di conforto, di incoraggiamento e di saggezza che rivolge in queste ore, accanto al nostro Governo e alle istituzioni nazionali, a tutti noi cittadini italiani stringendoci in un grande abbraccio simbolico per tenerci tutti saldi e uniti! Abbiamo bisogno di Lei!
Non posso non ricordare come sempre in questo luogo solo 15 giorni fa 80 sindaci da 60 paesi, tra cui città-simbolo come Kobane, Diabarkyr, Herat, Mostar, sedevano uno di fianco all’altro per discutere di pace, di una pace possibile a partire dalle città, in continuità con quanto fatto dal mio grande predecessore Giorgio La Pira, che proprio sessant’anni fa riuniva sindaci da tutto il mondo per prevenire il pericolo della minaccia nucleare, in un clima nel quale non mancavano coloro che inneggiavano ad una nuova imminente guerra nucleare. La Pira credeva fortemente nel valore del dialogo tra popoli diversi e religioni lontane per raggiungere la pace e nell’importanza che le città possono avere nel favorire questo lungo e difficile percorso. La sua eredità è ora consegnata nelle nostre mani, in un momento che non avremmo mai voluto vivere.
Per questo credo che le celebrazioni e festeggiamenti che hanno accompagnato Firenze lungo tutto questo anno, a ricordare il 150° anniversario della proclamazione di capitale del Regno di Italia, siano stati occasione di riscoperta della nostra cultura e identità, del ruolo – che oggi come allora è riconosciuto a Firenze – di città protagonista della storia e di incontro tra le culture.
Un anno in cui sono stati organizzati più di 80 eventi collegati a questa grande ricorrenza; un programma annuale di celebrazioni e festeggiamenti, iniziato nel febbraio scorso, per i quali voglio ringraziare il Presidente del comitato promotore di “Firenze capitale”. Il 14 maggio abbiamo vissuto l’importante occasione dell’anniversario della posa della statua di Dante Alighieri in Piazza Santa Croce, primo grande evento celebrativo di unità nazionale avvenuto a Firenze Capitale d’Italia. Il 14 maggio del 1865, nella ricorrenza del sesto centenario della nascita del Sommo Poeta, si inaugurava, infatti, la statua di Dante Alighieri in Piazza Santa Croce, che diventava il simbolo dell’Unità della Patria, richiamando a Firenze i gonfaloni di tantissime città italiane.
Fino ad arrivare ad oggi, ultima tappa, la più significativa.
Il 18 novembre del 1865 il Re Vittorio Emanuele II pronunciava il discorso di inaugurazione della IX Legislatura del Regno di Italia parlando ad una Nazione e ai suoi rappresentanti in un contesto difficile e ricco di stravolgimenti. Ricordare tale occasione è un momento fondamentale di memoria storica non solo per la nostra città, ma per tutto il paese, per riscoprire, anche grazie al glorioso passato, il valore delle istituzioni democratiche e il ruolo delle Assemblee rappresentative.
Proprio qui, dove oggi siamo seduti tutti noi, si ritrovavano tra i banchi della Camera dei Deputati e del Governo, i Padri della Patria che fecero l’Italia Unita, testimoni dei più alti valori del Risorgimento. Uomini come Giuseppe Mazzini, Carlo Cattaneo, Francesco Crispi, Agostino Depretis, Bettino Ricasoli.
Il Parlamento fu chiamato durante i 5 anni di assemblea in Palazzo Vecchio ad importanti e gravosi compiti, come l’approvazione del Codice Civile del 1866, l’amministrazione della Terza Guerra di Indipendenza e della Presa di Roma, seguita poi dall’approvazione della legge delle Guarentigie, premessa necessaria per trasferire la Capitale a Roma.
La città di Firenze con questa occasione visse un momento di profondo mutamento culturale, sociale ed urbanistico, accogliendo la classe dirigente piemontese e i parlamentari provenienti da tutta Italia. E Firenze seppe assolvere a tale compito, come riconosciuto dalla stessa Camera dei Deputati che, prima del trasferimento a Roma, rendeva “solenne atto di gratitudine alla città di Firenze, sede temporanea del governo, per la liberalità e il patriottismo con cui compì l’alto ufficio e la proclama benemerita della Nazione”.
Firenze ha mantenuto vivo nel corso di questi 150 anni tutto il suo valore di città avanguardia nel paese, soprattutto in un ambito fondamentale come quello della cultura. Sempre più città che sa offrire a tutti il suo grande contribuito storico e culturale, con tanti appuntamenti che si rinnovano e nuovi spazi – come il museo dell’Opera del Duomo – che regalano possibilità di incontro ai fiorentini e ai tanti turisti in visita, o la mostra nella sede originaria del Salone dei ‘200 della più bella collezione di arazzi al mondo, promossa grazie alla volontà Sua e del Suo predecessore signor Presidente e già inaugurata a Palazzo del Quirinale all’inizio esatto del Suo settennato.
Ancora in questo anno la nostra città ha ottenuto l’importante riconoscimento di Teatro di interesse Nazionale del Teatro della Toscana, appena nato dalla fusione tra il Teatro della Pergola e il Teatro Era di Pontedera, ed è proprio grazie all’appassionata collaborazione degli artisti e dirigenti di questo teatro che ricorderemo Firenze Capitale nel nome della cultura e dell’arte.
Questo grande patrimonio artistico e culturale di Firenze è tale grazie a secoli di storia in cui si è formato e plasmato il nostro bagaglio antropologico e filosofico, basato su quell’umanesimo di origine cristiana, come ci ha ricordato Papa Francesco appena 8 giorni fa in visita in occasione del Convegno ecclesiale nazionale, nella quale, rivolgendosi a Firenze notava come la bellezza di questa città sia sempre stata finalizzata alla carità, mai alla sterile auto-contemplazione.
Per questo ancora oggi, Signor Presidente, Firenze si sente capitale. Capitale culturale, morale, cuore della civiltà dei diritti di libertà, con la sua medaglia d’oro al valor militare per essersi liberata dal nazifascismo.
Per la nostra storia, certo, come ricordava Giovanni Spadolini, il quale ha scritto che forse nessun’altra città, come Firenze, “ha incarnato nella sua storia tante e così diverse forme di reggimento politico”, dalla sovranità del vescovo al marchesato dell’impero, dalla democrazia dei Ciompi, alla signoria familiare, dalla repubblica teocratica all’assolutismo monarchico, allo stato illuministico e paternalistico. Ma anche per il nostro presente e per il futuro, perché sentirsi una capitale significa coltivare nel profondo gli ideali di una Nazione, incarnare la forza della tradizione di quel municipalismo ricco e innovatore, che ha reso e rende l’Italia unita e solidale, come Lei Presidente ha ricordato in chiusura della recente Assemblea annuale dei Comuni italiani.
Spero sia questo il senso che riusciremo a trasmettere in una giornata che vogliamo vivere, insieme, con tutte le generazioni della comunità fiorentina, raccolti intorno al nostro Presidente, per dire che le sfide di 150 anni fa non sono più difficili e avvincenti di quelle odierne; che il destino di un popolo e di una città ci è trasmesso dalle generazioni che hanno vissuto prima di noi, ma il cui cammino sta oggi a noi tracciare; per dire da Firenze, dove è custodita la magnificenza di opere artistiche e architettoniche che apparivano impossibili da realizzare agli occhi dei contemporanei, che nulla possiamo dare per scontato, nulla prescinde dalla nostra ferma e profonda volontà di cambiare e migliorare, per le future generazioni.
Grazie Presidente, grazie a tutti voi,
Viva l’Italia, Viva il Tricolore, Viva Firenze!

Vogue Fashion’s Night Out

Torna a Firenze il prossimo 17 settembre un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di shopping e moda: la Vogue Fashion’s Night Out, la manifestazione di respiro internazionale nata nel 2009 e che farà nuovamente tappa in città dopo il grande successo delle prime due edizioni.

Presentata in Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella e dal direttore di Vogue Italia Franca Sozzani, la notte fiorentina più glamour dell’anno festeggerà il mondo della moda e darà impulso all’economia del settore. Questa terza edizione si intitolerà “A global celebration of fashion”: “Un titolo azzeccato per la nostra Firenze, l’aggettivo ‘global’ è adatto a quella che è ‘the smallest global city in the world’” – ha dichiarato il sindaco Nardella, mostrandosi orgoglioso di poter nuovamente ospitare questo grande evento, per la prima volta ricoprendo la carica di primo cittadino.

La Vogue Fashion’s Night Out si pone l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al mondo della moda, spogliandolo di quell’aura di esclusività che a volte può tenere distanti, grazie ad una festa che animerà tutta la città.
Perché di moda, Firenze, non vive solo durante le giornate di Pitti, come ha voluto precisare il sindaco: “La Fashion Night farà vedere una Firenze che si nutre di moda tutto l’anno, guardando al modello milanese – e ha poi proseguito – Pitti è una luce sul monte, ma intorno a questa luce ce ne sono tante altre che splendono nel nome della moda”.
Una di queste luci sarà proprio la Vogue Fashion’s Night Out che grazie anche alla collaborazione di Confcommercio Firenze, si snoderà tra le strade e le piazze del centro storico fiorentino offrendo party esclusivi ed eventi musicali; non dimentichiamoci, ovviamente, dell’apertura straordinaria dei negozi fino alle ore 23, che permetteranno non solo di fare shopping sotto le stelle, ma anche di incontrare alcuni dei più affermati stilisti di moda.

Se tutto questo sarà possibile, il merito è del direttore di Vogue Italia Franca Sozzani: “Siamo particolarmente contenti di far rivivere la magia della Vogue Fashion’s Night Out a una città dalla tradizione antica come Firenze che ha sempre risposto con entusiasmo e dove sono presenti molte eccellenze del made in Italy”. Durante la conferenza stampa di presentazione, ha poi voluto sottolineto l’importanza di creare un sistema moda insieme a Milano: “Perché farlo? Perché Firenze è l’altra città della moda ed era la cosa più naturale del mondo abbinarle”. Non poche le parole entusiaste rivolte a Firenze: “E’ una città magnifica, estremamente giovane e che vive continuamente di moda”.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per Nardella di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rispondendo a chi ha polemizzato nei giorni scorsi sul fatto che un sindaco non debba occuparsi di eventi di moda, ma dei “problemi reali” della città: “Io faccio il mio dovere: la moda non è qualcosa di effimero, ma rappresenta posti di lavoro, ingegno, creatività e Dio solo sa quanto l’Italia ne abbia bisogno oggi. Parlare di questi eventi permette all’Italia di tirar su la testa e farsi rispettare in tutto il mondo”.

Vogue Fashion’s Night Out sarà anche una notte solidale, perché darà l’occasione di partecipare attivamente a progetti charity: dalla prima edizione, i tanti brand che sono intervenuti all’evento, hanno realizzato oggetti “limited edition” firmati VFNO i cui ricavi delle vendite sono stati destinati a numerosi progetti benefici. Quest’anno i ricavati saranno devoluti sia a favore della Fondazione dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) per contribuire alla formazione e allo sviluppo della ricerca clinica e sperimentale, che a favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

L’hashtag ufficiale della manifestazione sarà #VFNO2015.
Per restare aggiornati sulla Vogue Fashion’s Night Out: www.vogue.it

Il Memoriale Italiano di Auschwitz a Firenze nei prossimi mesi

Il Memoriale Italiano di Auschwitz  a Firenze nei prossimi mesi. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” queste parole di Primo Levi accompagnano le tante iniziative istituzionali per onorare la Giornata della Memoria.

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“Grazie al Sindaco – afferma Maria Federica Giuliani, Presidente della Commissione Cultura e Sport del Comune – che ieri in Consiglio durante il suo intervento ha presentato il progetto per il polo della Memoria che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz, l’opera in arrivo dal Blocco 21 per ricordare la disumana violenza della Shoah e che troverà casa a Gavinana nel Quartiere 3. Un’operazione – prosegue la Presidente Giuliani – condotta congiuntamente dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, dopo l’appello di un anno fa dell’Associazione nazionale dei deportati nei campi nazisti (Aned) che è proprietaria dell’opera.
C’è “qualcosa” che non è morta nei campi di sterminio nazisti, malgrado la furia omicida delle SS, le camere a gas, le persecuzioni, le atrocità che portarono allo sterminio di circa 6 milioni di ebrei innocenti. E’ la musica”. Stasera alla biblioteca delle Oblate la Presidente parteciperà a “Sono qui. Voci dai campi”.

La nascita di Pitti raccontata al Museo Novecento

La nascita di Pitti raccontata al Museo Novecento. Da oggi fino a sabato, Firenze si trasforma nella ‘capitale’ della moda: va in scena Pitti Immagine Uomo.

La nascita di Pitti risale agli anni ‘50 ed è raccontata nell’ottava sezione del Museo Novecento: le tappe fondamentali della storia della moda nel Novecento vengono raccontate attraverso un dispositivo multimediale ricco di materiali video e di approfondimento. Si parte dalla prima sfilata collettiva di alcune sartorie italiane, organizzata il 12 febbraio 1951 da Giovan Battista Giorgini nella propria residenza a Villa Torrigiani, che sancisce la nascita della moda italiana. Presto le sfilate si trasformano, da eventi occasionali, in attese manifestazioni semestrali. Il successo crescente induce a cercare una nuova sede, in grado di accogliere un pubblico in continuo aumento: scelta che dal luglio 1952 ricade sulla Sala Bianca di Palazzo Pitti.
Questa mattina inoltre il critico d’arte ed assessore alla cultura di Urbino Vittorio Sgarbi ha visitato il Museo con il sindaco Dario Nardella. Si è rivolto alla stampa presente commentando l’allestimento del nuovo museo cittadino ed elogiando il progetto museologico: “Bello l’allestimento del percorso a ritroso: si parte dagli ultimi anni, dal periodo della ‘confusione’, passando per gli anni ‘70, per arrivare al paradiso ritrovato che è la pittura degli anni ‘30, ‘20, ’10, una meraviglia assoluta in un’Europa che la conosce poco – ha dichiarato Sgarbi -. Abbiamo avuto artisti molto sottovalutati, fra questi penso a De Pisis, qua esposto. E il nucleo Della Ragione qui risalta, attraverso un prima e un dopo che ne esalta il valore. Perciò davvero il criterio rovesciato è molto intelligente: entrare dagli anni novanta ed uscire a inizio secolo”.