Fiorino d’oro alla memoria per Giovanni Sartori

Fiorino d’oro alla memoria per Giovanni Sartori

Stamani , nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, un Fiorino d’oro alla memoria è  statoassegnato al politologo Giovanni Sartori e  consegnato alla sua famiglia nel corso di una cerimonia pubblica, a cui hanno preso parte il sindaco Nardella, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei e il presidente dell’Istituto universitario europeo Renaud Dehousse. Per l’occasione Giuliano Amato ha tenuto una Lectio magistralis in onore di Sartori sul tema ‘L’Europa come sistema politico’.

Sartori, fiorentino, è stato uno dei fondatori della moderna ‘Scienza della Politica’, a cui ha dato un enorme contributo scientifico e didattico, con una pluridecennale attività di docente, editorialista e saggista. Uomo dalla proverbiale vis polemica, ma i cui interventi pubblici, in modo particolare sul sistema elettorale italiano, hanno fornito fondamentali spunti per analisti, politici e cittadini.

Il 23 giugno, nella Basilica di San Miniato al Monte, si terrà la cerimonia d’assegnazione degli altri Fiorini d’oro.

Intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le  piazzette ai lati di piazza Pitti

Giorno della Memoria, intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le  piazzette ai lati di piazza Pitti

Saranno intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le due piazzette ai lati di piazza Pitti. Lo hanno annunciato il sindaco e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt in occasione del Giorno della Memoria. Secondo il sindaco e il direttore Schmidt si tratta di un gesto simbolico di grande significato per mantenere viva la memoria del ruolo di Levi e Ichino nella lotta antifascista, ma anche il valore evocativo di un luogo come piazza Pitti e della casa che in quella piazza fu rifugio di molti antifascisti. Fu proprio in piazza Pitti che Carlo Levi scrisse ‘Cristo si è fermato a Eboli’ e che Anna Maria Ichino fu al fianco dello scrittore battendo a macchina giorno dopo giorno il manoscritto.

Il sindaco e il direttore Schmidt hanno espresso l’intenzione di tenere la cerimonia di intitolazione il prossimo 8 marzo in occasione dell’anniversario della deportazione dei fiorentini nei campi di concentramento e sterminio nazisti. Da oggi per tre mesi la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ospiterà una piccola mostra dedicata a Carlo Levi.

Chiavi della città a Mika

Chiavi della città a Mika

La cerimonia con il sindaco a Palazzo Vecchio

Il cantante, conduttore e artista Mika ha ricevuto le Chiavi della città di Firenze. La cerimonia si è svolta a Palazzo Vecchio, nella Sala di Leone X. Il sindaco ha ricordato la vicinanza di Mika a Firenze, in particolare il concerto che si è svolto al teatro del Maggio musicale fiorentino lo scorso anno, sottolineando che Firenze ama chi ama la cultura e Mika ha contribuito a diffonderla sia con la musica che con i suoi sofisticati varietà televisivi. Il sindaco ha anche ricordato le scritte omofobe di cui Mika fu oggetto proprio a Firenze, in occasione di un concerto, nell’estate 2015, e la presa di distanza corale e chiara della città. Nelle motivazioni dell’onorificenza si legge che “Mika è l’artista unico e carismatico che ha saputo coinvolgere un vastissimo pubblico trasversale e intergenerazionale e avvicinarlo alla musica e alla cultura dello spettacolo. Attraverso il suo costante impegno nel mettersi in gioco, nel sapersi raccontare come uomo di cultura e palcoscenico sotto vesti e profili diversi, ha suscitato nelle nuove generazioni grande curiosità e ansia di conoscenza, incarnando -sempre e comunque- la positiva figura dell’artista poliedrico e del divulgatore di cultura. Per questo, per aver scelto il nostro Paese come terra di adozione e, soprattutto, per aver dimostrato in questi anni vicinanza e un grande affetto per la Città di Firenze, anche attraverso la fortunata collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino a Lui conferisco le Chiavi della Città”.

Museo Novecento nuova direzione artistica

Museo Novecento nuova direzione artistica e nasce la caffetteria
I lavori, del costo di quasi 270 mila euro, partiranno in primavera

Nuova direzione artistica e una caffetteria per il museo Novecento di piazza Santa Maria Novella. A curare la collezione e le mostre del Museo sarà Sergio Risaliti, che prende il posto di Valentina Gensini che si occuperà dei progetti legati alle Murate. La caffetteria nascerà nell’immobile delle Leopoldine, ovvero nel complesso che ospita anche il museo, collegata a questo sia dall’interno che dall’esterno, sotto il portico, nei locali di una vecchia agenzia di viaggi, in una posizione strategica tra la piazza e via dei Fossi, con un grande passaggio di persone. Il progetto è stato approvato nell’ultima seduta di giunta a fine dicembre. I lavori partiranno in primavera e la caffetteria sarà pronta dopo l’estate. Il costo dell’intervento sfiora i 270 mila euro. La caffetteria sfrutterà i locali e per quanto possibile i vecchi arredi dell’agenzia di viaggi, che risalgono agli anni Settanta e daranno un tocco stilistico originale. “Stiamo ridisegnando e valorizzando sempre di più il museo Novecento – afferma il sindaco e assessore alla cultura Dario Nardella –: accanto alla collezione permanente, infatti, affianchiamo da tempo mostre temporanee con artisti visivi e performativi contemporanei e il museo in questi anni si è allargato con nuove sale espositive. Uno nuovo spazio sociale, come una caffetteria, lo avvicina ai modelli anche europei dei musei di arte moderna e contemporanea”. “Siamo lieti – sottolinea Nardella – di affidare a Risaliti la nuova direzione artistica, certi che la sua preziosa collaborazione col Comune, che va avanti da diversi anni, non potrà che portare nuova energia ed entusiasmo alla realtà museale”. “La nuova caffetteria – conclude Nardella – sarà realizzata nei locali di una vecchia agenzia turistica e servirà anche i visitatori della piazza oltre a quelli del museo. Un po’ come fa la caffetteria di Palazzo Vecchio che contemporaneamente ha valorizzato il museo civico e ha aumentato i servizi per cittadini e turisti che attraversano i cortili del Palazzo, vera e propria piazza ‘civica’ dentro piazza della Signoria. La posizione della caffetteria, proprio sotto il porticato, fungerà anche da presidio antidegrado”.

Una terrazza dedicata a Marasco

Una terrazza dedicata a Marasco
Il sindaco Nardella: “Un artista irriverente e un vero fiorentino, per lui un festival estivo”
La terrazza sull’Arno antistante piazza Poggi è stata intitolata oggi a Riccardo Marasco, artista, cantante e compositore fiorentino. A scoprire la targa è stato il sindaco Dario Nardella, insieme all’assessore alla toponomastica Andrea Vannucci e ai familiari di Marasco, tra cui la vedova Virginia. “Marasco – ha detto il sindaco Nardella – è stato un grande artista e cantautore, a lui Firenze deve molto di più di quanto gli ha restituito. Marasco ha incarnato il vero spirito fiorentino: è stato libero, testardo, sagace, irriverente. Stava fuori dai giri, non andava avanti a conoscenze, e per questo ha dovuto superare dei momenti difficili. Tutti conoscono la sua canzone più famosa, l’alluvione, un dramma da lui trasformato con ironia in un momento divertente. Pochi conoscono invece i suoi studi sulla musiche antiche, dal Medioevo al Barocco, dimenticate negli archivi e da lui portate alla luce in tanti concerti”. “Mi piacerebbe che proprio qui su questa terrazza – ha annunciato il sindaco – dalla prossima estate ci fosse la possibilità di organizzare un festival dedicato a lui e alla musica tradizionale fiorentina, una vera e propria ricchezza dell’Italia”. “Questa terrazza – ha aggiunto l’assessore Vannucci – è uno dei luoghi dell’anima di Firenze e qui si incontrano tante generazioni diverse. Tramandare la musica di Marasco di generazione in generazione è il modo migliore di preservarne l’eredità”.