Il Maggio dei libri alle Oblate.

Il Maggio dei libri alle Oblate. Maggio è un mese di ricorrenze importanti: quella simbolica a livello internazionale è il 10 maggio in memoria del “rogo dei libri”. Era il 10 maggio 1933 quando, sull’Opernplatz di Berlino, avvenne il più grande rogo di libri considerati, dai nazisti, contrari allo «spirito tedesco». E’ ricordato per essere stato senza dubbio il più vasto e pianificato incendio di libri della storia contemporanea.

E’ anche il mese della campagna nazionale Il Maggio dei Libri, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori. Si avvale anche del supporto di partner istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Perché il Maggio dei Libri? E’ stata scelta questa denominazione perchè maggio è il mese che nella tradizione popolare italiana è legato alle feste per il risveglio della natura e rappresenta un richiamo simbolico ai concetti di crescita, di maturazione ma anche di allegria e di piacere; tutti concetti collegati alla lettura.
Il tema forte che ci si propone di far emergere riguarda il valore sociale e affettivo del libro: portare il libro tra la gente, distribuirlo, farlo conoscere, esaltarne tutte le potenzialità perché sia percepito nell’immaginario collettivo come un autentico compagno di vita e per stimolare l’abitudine alla lettura. La campagna, iniziata il 23 aprile in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’UNESCO e durerà fino alla fine di maggio. Sabato 10 maggioalle ore 11.00 si celebra la Giornata in memoria del “Rogo dei libri, Berlino 10 maggio 1933″. Letture ad alta voce e performance delle Persone Libro. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Donne di Carta. In occasione di questa Giornata, la Biblioteca ha predisposto una bibliografia ed uno scaffale tematico con alcuni consigli di lettura.

70° Anniversario della Deportazione politica

Dal 5 al 9 marzo 2014 Firenze, Prato, Empoli e Montelupo Fiorentino ricordano il Settantesimo della deportazione politica dalla Toscana. Molti gli eventi in programma coordinati dalla Regione Toscana in collaborazione con ANED, Istituto Storico della Resistenza in Toscana e Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. In calendario  presentazioni, spettacoli teatrali, convegni di carattere storico e incontri pubblici con le scuole e soprattutto la grande manifestazione dell’8 marzo 2014 alle ore 9.45 in Piazza Santa Maria Novella a Firenze.


Il 70° Anniversario della Deportazione politica è il primo appuntamento delle manifestazioni per il 70° anniversario della Resistenza e della Liberazione della Toscana. Tra le molte iniziative segnaliamo in particolare: il 5 marzo alle ore 17 al Caffè letterario delle Murate a Firenze la presentazione della riedizione de La speranza tradita. Antologia della deportazione politica toscana (1943 – 1945), Pacini Editore, arricchita da 70 brevi biografie dei sopravvissuti ai lager nazisti, intervistati da Andrea Devoto alla fine degli anni ’80. Seguirà alle ore 19 lo spettacolo teatrale “Lavoratori italiani per la Germania” con la regia di Dimitri Frosali.
Il prossimo 8 marzo 2014 ricorrono 70 anni da quando dalla stazione di Santa Maria Novella partì un treno con vagoni piombati in cui erano stipati lavoratori toscani per il lager di Mauthausen. Erano stati arrestati dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana e consegnati ai nazisti in seguito allo sciopero generale del marzo 1944, grande sollevazione della Resistenza operaia organizzata dal CLN che avrebbe preparato la strada alla successiva liberazione dal nazifascismo in Toscana.
Il trasporto verso uno dei peggiori campi dell’intero sistema concentrazionario nazista, Mauthausen, conteneva circa 330 uomini arrestati in Toscana, soprattutto fiorentini, pratesi ed empolesi molti dei quali arrestati anche in modo indiscriminato per le strade. Furono costretti, sotto il pugno di ferro delle SS, a lavorare come schiavi fino all’estremo esaurimento fisico per l’industria bellica nazista e ben pochi fecero ritorno nelle proprie case.
Per capire quanto questo evento traumatico di ormai molti anni fa sia ancora presente nella coscienza collettiva delle comunità locali, basta partecipare alla grande manifestazione internazionale che ogni anno dal 1945 si svolge a maggio all’ex campo di Mauthausen e nei suoi maggiori sottocampi come Ebensee e Gusen per ricordare la liberazione, quando svettano, in un corteo composto da scolaresche, cittadini e amministratori provenienti da ogni parte d’Europa, decine e decine di gonfaloni dei Comuni toscani, grandi e piccoli, che anche grazie all’instancabile opera dell’ANED (Associazione nazionale Ex deportati nei lager nazisti) conservano attivamente questa memoria di lotta e di sofferenza. A Prato nel 2002 da questa memoria nacque il Museo della Deportazione, visitato ogni anno da migliaia di visitatori.

Dall’eugenetica allo sterminio nazista

Dall’eugenetica allo sterminio nazista, apre oggi alle 16 la mostra “Perché non accada mai più RICORDIAMO” .Fino al 1 marzo al Palagio di Parte Guelfa l’esposizione promossa da Anffas in collaborazione con l’assessorato al welfare  ed è ospitata al Palagio di Parte Guelfa. La mostra , sulla scia della ricorrenza della Giornata della Memoria, accende i riflettori su un aspetto meno noto ma non per questo meno terribile dello sterminio nazista, ovvero il programma di uccisione dei disabili e dei malati mentali.File:Palagio di parte guelfa 21.JPGPartendo dal darwinismo sociale di Galton e dall’eugenetica, la mostra si sofferma sulle politiche di sterilizzazione coatta emesse in Germania dal 1933 e sull’operazione Lebensborn, con l’istituzione del ministero per la Propaganda e l’educazione del popolo, sotto la gestione diretta di Goebbels, che controllava ogni forma di comunicazione e spettacolo. Furono così prodotti cortometraggi, manifesti, opuscoli che evidenziavano il costo del mantenimento di soggetti bollati come non produttivi. Nel 1938 vicino a Lipsia nacque un bambino disabile che innescò un dibattito sull’opportunità della sopravvivenza di persone nate con malformazioni. Nel 1939 prese avvio il programma di eutanasia infantile: l’eliminazione sistematica di vite giudicate “indegne” di essere vissute. Nello stesso anno si promosse il programma Aktion T 4 per l’ “eutanasia” degli adulti, spesso anziani affetti da demenza senile, schizofrenia, alcolismo, paralisi e altre patologie attraverso centri di eliminazione in camera a gas e forni crematori. L’unica voce che si levò forte fu quella dell’arcivescovo di Munster, August Von Galen, che condannò con forza questi omicidi di massa. Nel 1941 Hitler ordinò la fine dell’operazione Aktion T4 per gli adulti, mentre mantenne quella per bambini. Nello stesso anno, per la crescente popolazione stremata nei campi di concentramento, il regime nazista diede vita allo sterminio, con l’operazione Aktion 14/F/13 che aveva lo scopo di eliminare i prigionieri non più in grado di lavorare nei campi. I morti furono 300 mila. In questo contesto furono uccisi anche cittadini veneziani, come Bonaventura Ferrazzutto, esponente autorevole dell’antifascismo, internato a Mauthausen e poi organizzatore del comitato di liberazione nello stesso campo di sterminio. Nel 1944 dagli ospedali psichiatrici veneziani di San Servolo e San Clemente furono prelevati e condotti in Germania dei ricoverati ebrei.
Questa mostra propone quindi alle giovani generazioni pagine di storia spesso poco conosciute e approfondite per dimostrare dove possa giungere un’ideologia di follia e la ferocia dell’uomo. E offre anche un’occasione di riflessione sui grandi temi filosofici, morali, scientifici e sociali del nostro tempo. L’esposizione sarà aperta fino a sabato 1 marzo.

Giornata della Memoria presentazione dell’Archivio Andrea Devoto

Mercoledì 29 gennaio, presso il polo delle Scienze sociali (ore 14.30 – Edificio D15, piazza Ugo di Toscana – Firenze), in occasione delle iniziative per la Giornata della Memoria, si svolgerà l’incontro “La memoria viva”, in cui verranno presentati i risultati del recupero dell’Archivio Andrea Devoto, raccolto dal noto neuropsichiatra e psicologo, che condusse uno studio su 76 deportati sopravvissuti ai campi di sterminio.L’incontro è stato organizzato, insieme al Sistema Bibliotecario di Ateneo, dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, dall’Istituto storico della resistenza di Pistoia e dalla Fondazione Andrea Devoto, con il patrocinio della Regione Toscana.

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Andrea Devoto (Firenze 1927-1994), fu primario degli ospedali psichiatrici di Maggiano a Lucca e di San Salvi a Firenze e libero docente di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Come studioso si interessò moltissimo ai temi della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, costituendo un importante archivio e scrivendo alcuni saggi. Nell’ambito delle sue ricerche sui campi di sterminio, Devoto sviluppò, in collaborazione con l’Associazione nazionale degli ex deportati politici nei campi nazisti (ANED), un progetto di intervista dei sopravvissuti toscani, che fu attuato tra il 1987 ed il 1988. Le sue ricerche, depositate presso la Biblioteca di Scienze sociali dell’Ateneo, sono state recuperate grazie al lavoro di inventariazione e studio svolto dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistroia e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia.

Giorno della Memoria 2014

Giorno della Memoria 2014, molteplici le iniziative della Regione Toscana dal 20 al 27 gennaio per celebrare il Giorno della Memoria,tra conferenze dibattiti,concerti e spettacoli teatrali.

Potere, Cultura e Shoah. Le responsabilità degli intellettuali
Ciclo di conferenze

Auditorium Sant’Apollonia, Via San Gallo 25/A, Firenze
Lunedì 20 gennaio
Ore 15.30
Saluti
Cristina Scaletti, Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Toscana
Introduzione al ciclo di conferenze
Ugo Caffaz, Consigliere per le politiche della memoria della Regione Toscana
Ore 16.00
I filosofi e la seduzione del male
Coordina:
Dimitri D’Andrea, Università di Firenze, Forum per i problemi della pace e della guerra
Intervengono:
Angelo Bolaffi, Filosofo e germanista
Virgilio Cesarone, Università di Chiti-Pescara
Filippo Ruschi, Università di Firenze
Commenta:
Renata Badii, Scuola Sant’Anna di Pisa, Forum per i problemi della pace e della guerra

Martedì 21 gennaio
Ore 10.00
Razzismo e scienze della vita
Coordina:
Alessandro Pagnini, Università di Firenze
Intervengono:
Francesco Cassata, Università di Genova
Marcello Buiatti, Università di Firenze
Luigi Benevelli, Psichiatra
Commenta:
Monica Toraldo di Francia,Università di Firenze

Mercoledì 22 gennaio
Ore 17.00
“La cinematografia è l’arma più forte” (Mussolini)
Intervengono:
Giovanni Gozzini, Università di Siena
Claudio Carabba, giornalista e critico cinematografico
Saranno proiettati filmati storici dell’Istituto Luce e di Rai Teche (a cura di Antonio Lenarda)
Ore 19.30
Buffet
Ore 20.30
Proiezione del film Suss l’ebreo (Jud Süss, regia di Veit Harlan, Germania 1940, 98 min.)

Giovedì 23 gennaio
Ore 16.00
Letterati, giornalisti, poeti
Coordina:
Alberto Cavaglion, Università di Firenze
Intervengono:
Mario Isnenghi, Università di Venezia
Sandro Gerbi, Scrittore e giornalista
Informazioni:
Forum per i problemi della pace e della guerra
Via G.P. Orsini, 44 – Firenze
Tel. 055 6800165
segreteria@onlineforum.it

Dreyfus
spettacolo teatrale
di Rosario Tarantola e Vittorio Pavoncello
Compagnia Avvocati alla Ribalta
Regia di Vittorio Pavoncello
Teatro della Pergola, Via della Pergola, 18, Firenze
25 gennaio ore 21.00
Lo spettacolo propone la figura di Alfred Dreyfus e della spregevole macchina antisemita ordita contro di lui nella Francia dei primi del Novecento, emblematico preludio a quanto di lì a poco sarebbe accaduto nella Germania nazista. Un ruolo di primo piano in tutto l’affaire Dreyfus lo svolsero i nascenti mass media, all’epoca rappresentati da giornali e riviste che si divisero fra dreyfusardi ed antidreyfusardi.
L’affaire Dreyfus, apertosi nella Francia della Terza Repubblica nel 1894 con l’arresto del capitano ebreo Alfred Dreyfus sotto l’accusa di spionaggio a favore della Germania, fu l’episodio che, come scrisse Hannah Arendt, portò i movimenti antisemiti da “forze sotterranee del XIX secolo alla ribalta della storia scritta”.
L’opera oltre a riportare in forma teatrale parti degli atti dei due processi subiti da Dreyfus mostra in un percorso parallelo ciò che accadde ai discendenti sia di Dreyfus sia di Paty Du Clam il suo principale accusatore e ritenuto da E. Zola l’artefice di tutta la macchinazione antisemita. Il figlio di Paty Du Clam, Henry, andò nel 1944 a dirigere il Consiglio Generale per la Questione Ebraica per il governo di Vichy mentre la nipote di Dreyfus, Madaleine Levy, entrata nelle file della Resistenza francese morì ad Auschwitz nel 1943. Nell’incalzare del processo che tenne con il fiato sospeso la Francia della Belle Epoque s’innesta la vita di Madaleine presa dalla morsa nazista. Un crescendo di pregiudizi e di antisemitismo ma anche di smascheramento delle ipocrisie di un potere che sempre più vede nei media la sua propaganda e messa in discussione.
Dreyfus (1894-1905) fu il primo clamoroso caso politico-giudiziario scoppiato nella Francia della Terza repubblica. Nel 1894 Alfred Dreyfus, ufficiale di origine ebraica impiegato presso il ministero della Guerra, fu accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all’addetto militare tedesco a Parigi. Arrestato in ottobre, dopo un giudizio sommario Dreyfus fu degradato e condannato alla deportazione a vita nell’isola del Diavolo (Caienna). L’opinione pubblica francese, travolta da un’ondata di antisemitismo, dimenticò il caso finché, nel 1896, il comandante G. Picquart, nuovo responsabile dell’ufficio informazioni del ministero, riaprirà le indagini, persuaso della colpevolezza di un altro ufficiale francese, Esterhazy. Questi però, nonostante la debolezza delle prove a carico di Dreyfus, venne scagionato dal consiglio di guerra (1898).
In seguito al trasferimento punitivo di Picquart in Tunisia, E. Zola pubblicò sull’Aurore un articolo divenuto poi famoso, dal titolo “l’accuse”, a difesa di Dreyfus. Querelato, fu condannato a un anno di carcere e a 3000 franchi di ammenda. Poco dopo il colonnello Henry, autore di alcuni documenti falsi aggiunti al fascicolo di Dreyfus, fu scoperto e si suicidò. Giunta al governo la nuova coalizione di “difesa repubblicana”, nel 1899 si tenne la revisione del processo, ma il consiglio di guerra confermò la colpevolezza di Dreyfus. Malgrado ciò Dreyfus fu graziato e reintegrato nel suo grado nel 1906. Alla fine la Cassazione in un secondo processo di revisione assolse definitivamente Dreyfus.
Informazioni:
Teatro della Pergola, via della Pergola, 18 – Firenze
pubblico@teatrodellapergola.com
Tel 055 22641

C’è musica e musica
Musica e regime: compositori proibiti, perseguitati oppure celebrati dal nazismo
Teatro della Pergola, Via della Pergola, 18 – Firenze
26 gennaio dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Negli spazi anche meno noti del Teatro della Pergola, un’occasione di ascolto e di riflessione su musica e musicisti nel Terzo Reich: dalla musica “degenerata”, ritenuta incompatibile con l’ideologia nazista e quindi proibita (il Jazz, Hindemith, Bartόk ecc.), alla musica “concentrazionaria”, composta da musicisti ebrei perseguitati e deportati (Krása, Ullmann, Schul, Schulhoff ecc.), alla musica gradita e celebrata dal regime (Wagner, R.Strauss, Orff ecc.).
L’evento si sviluppa in due parti: dalle 15.00 alle 17.00 un percorso itinerante del pubblico diviso in gruppi che si alternano in tre sale del teatro, ciascuna per ogni tematica affrontata, con attori che leggono testi di Enrico Fink ad introduzione degli esempi musicali (Wagner, R.Strauss, Hindemith, Schul).
Dalle 17.00 alle 19.00 al Saloncino, conferenza del musicologo Nicola Montenz su “Musica e politica nella Germania nazista” e concerto da camera (settimino per archi) con musiche di Erwin Schulhoff e Richard Strauss.
In collaborazione con Orchestra della Toscana, Scuola di Musica di Fiesole, Conservatorio L. Cherubini di Firenze, Rete Toscana Classica e Fondazione Museo della Deportazione di Prato.
Ore 14.30
Arrivo del pubblico, suddivisione in tre gruppi di 40 persone
Ore 15.00 – 17.00
Percorso itinerante, i gruppi si alternano in Sala 1, Sala 2 e Sala 3
Voci recitanti a cura del Centro di avviamento all’espressione del Teatro della Pergola
Ingresso libero, partecipazione solo su prenotazione fino ad esaurimento posti
Prima parte: ore 15.00 – 17.00, accesso consentito a 120 persone
Seconda parte: ore 17.00 – 19.00, accesso consentito a 300 persone
Informazioni:
Fondazione Museo della Deportazione di Prato
tel. 0574.461655
segreteria@museodelladeportazione.it

Il viaggio della memoria. Testimonianze, letture, musica
Diretta di Rai Radio3
Teatro Goldoni, Via Santa Maria, 15 – Firenze
Conducono:
Marino Sinibaldi, Direttore di Radio3
Guido Barbieri, musicologo
27 gennaio ore 20.15
Nell’ambito della diretta sarà presentato lo spettacolo
“Il vento dopo l’ultimo treno. Pagine da Badenheim 1939 di Aharon Appelfeld”
Musiche originali di Mauro Cardi
Carlo Cecchi, voce recitante
FREON ENSEMBLE
Stefano Cardi, direzione e chitarra elettrica
Laura Polimeno, voce
Francesco Gesualdi, fisarmonica
Caterina Bono, violino
Indiana Raffaelli, contrabbasso
Rodolfo Rossi, percussioni
Adattamento del testo a cura di Guido Barbieri e Annalisa Pavoni
Opera realizzata da Rai Radio3 in collaborazione con la Società “Guido Michelli”, il Teatro Stabile delle Marche e la Comunità ebraica di Ancona
Per esigenze della diretta, l’ingresso del pubblico è consentito entro le ore 20.15
Info:
Fondazione Sistema Toscana
Tel. 055 2719025
d.aguglia@fondazionesistematoscana.it
La conferma della prenotazione verrà inviata fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Chi salva una vita, salva il mondo intero. Alla ricerca dei Giusti
Meeting
Nelson Mandelaforum
Viale Paoli, Firenze
27 Gennaio
Ore 9.30
Saluti
Matteo Renzi, Sindaco del Comune di Firenze
Andrea Pieroni, Presidente Unione Province Italiane
Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
Ore 9.45
La voce dei sopravvissuti
Tatiana e Andra Bucci
deportate ad Auschwitz all’età di 4 e 6 anni
Kitty Braun Falaschi
deportata a Ravensbrück e Bergen-Belsen all’età di 9 anni
Marcello Martini
giovane staffetta partigiana della resistenza toscana, deportato all’età di 14 anni a Mauthausen
Antonio Ceseri
internato in Germania come militare e sopravvissuto alla strage di soldati italiani di Treuenbrietzen
Ore 11.30
Intervento di
Thomas Punkenhofer, Sindaco di Mauthausem
Ore 11.45
Storie di donne e uomini giusti
Claire Ly
Sopravvissuta e testimone del genocidio cambogiano
Paolo Gigli e Miriam Cividalli
Storie di salvati e salvatori in Toscana
Ore 12.30
Interviene
Gabriele Nissim, Presidente dell’Associazione Gariwo, Foresta dei Giusti
Ore 12.45
E oggi, chi sono i Giusti?
Enrico Fink e la sua Homeless light orchestra
In collaborazione con l’ Ufficio Scolastico Regionale della Toscana
Informazioni:
Fondazione Museo della Deportazione di Prato
tel. 0574 461655
segreteria@museodelladeportazione.it