Regione Toscana: 20.000 euro a vedova Idy Dienne

Regione Toscana: 20.000 euro a vedova Idy Dienne

Firenze, la Regione Toscana assegnerà ventimila euro a Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova di Idy Diene, il 54enne senegalese ucciso da un italiano lunedì scorso sul ponte Vespucci a Firenze.

Lo hanno annunciato il presidente Enrico Rossi e l’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, al termine della manifestazione nazionale antirazzista, organizzata dalle associazioni senegalesi della Toscana, a cui entrambi hanno partecipato sabato pomeriggio a Firenze.

“Abbiamo voluto – spiegano i due amministratori – compiere questo gesto, che abbiamo già compiuto altre volte per le vittime di attentati, che consideriamo doveroso. Ventimila euro, inutile ripeterlo, non possono in alcun modo risarcire di tanto dolore e di una così grave perdita, ma rappresentano un aiuto per chi si vede strappare chi era anche una fonte di sostentamento per la propria famiglia. Si tratta di un contributo di solidarietà. E sinceramente ci provoca un’emozione ancora più intensa, pensare al duplice, ripetuto dolore della signora Mbengue, moglie di Samb Modou uno dei due senegalesi uccisi in Piazza Dalmazia nel dicembre 2011”.

A Ndeye Rokhaya Mbengue nel dicembre scorso era stata concessa la cittadinanza italiana per meriti speciali.

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Strage p.zza Dalmazia: cittadinanza Italia vedova vittima

Strage p.zza Dalmazia: cittadinanza Italia vedova vittima

 Cittadinanza italiana per Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova del senegalese Samb Modou, ucciso a Firenze il 13 dicembre 2011 dal killer fascista Gianluca Casseri. L’ attestato sarà consegnato dal prefetto Alessio Giuffrida insieme a al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e al sindaco di Firenze, Dario Nardella domani, giovedì 14 dicembre, alle ore 17.30 in Palazzo Medici Riccardi.

Fiori, un minuto di silenzio ed ancora tanta commozione. Si è svolta così, stamani in piazza Dalmazia, la commemorazione di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi ammazzati dal killer razzista, fascista e simpatizzante di Casa Pound Gianluca Casseri a Firenze il 13 dicembre del 2011. Alcune decine le persone che hanno preso parte alla cerimonia, stamani: tra queste anche la vedova di Samb, rappresentanti della comunità cattolica ed ebraica, e di partiti di sinistra. E’ stato letto un messaggio del rettore dell’ateneo fiorentino Luigi Dei, impossibilitato ad essere presente al momento di ricordo. “Samb e Diop sono stati uccisi per il colore della loro pelle – ha detto nel suo intervento il sindaco Dario Nardella – c’è un fiume carsico, che comincia a riemergere, di razzismo e paura. Alimenta la guerra contro i diversi sfruttando i timori dei più deboli: è un pericolo che va estirpato e non é accettabile che sia usato nella battaglia politica. É pane per i professionisti dell’odio, non può esserci tolleranza per questo”. Per la comunità senegalese ha poi preso la parola Diye Ndiaye: “Per colpa di Casseri uno dei senegalesi da lui feriti, Mustafa, non ricamminerà mai più. Grazie alle istituzioni, però, Mustafà ha avuto una casa. Le istituzioni ci sono state vicine – ha aggiunto – ogni anno siamo qui tutti insieme. Ma dobbiamo essere vigili contro il razzismo, perché sta tornando; dobbiamo essere noi in prima fila contro questo fenomeno che sta rialzando la testa”. “Con la memoria e nel nome dei nostri fratelli uccisi – ha concluso l’imam di Firenze e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzir – dobbiamo lottare per la libertà dall’odio: questo è un momento di riflessione, dobbiamo essere i pompieri di quello che sta accadendo e spegnere con la nostra responsabilità il focolaio di ogni razzismo”.

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