🎧 Filippo Ferretti, fiorentino, insignito dell’Emmy Award per giornalismo

🎧 Filippo Ferretti, fiorentino, insignito dell’Emmy Award per giornalismo

New York, il prestigioso Emmy Award assegnato negli Stati Uniti dall’Academy of Television Arts & Sciences, equivalente ad un premio Oscar del giornalismo televisivo, è stato dato a Filippo Ferretti, anchor man di Univisiòn, che attualmente vive e lavora a New York ma che è di Firenze.

Filippo Ferretti è stato insignito dell’Emmy Award per aver condotto un’inchiesta giornalistica che ha smascherato una truffa ai danni di migranti e perpetrata da un pastore religioso che si faceva pagare per documenti falsi dopo essersi guadagnato la fiducia delle persone utilizzando la fede.

In podcast l’intervista a Filippo Ferretti a cura di Gimmy Tranquillo.

Grazie alla sua inchiesta, durata oltre 2 anni, gli investigatori americani sono riusciti a mettere insieme i tasselli del puzzle della truffa ed il pastore religioso nell’aprile del 2021 è stato condannato a 22 anni di carcere.

“Ad ottobre mi è arrivata una mail con su scritto ‘complimenti sei stato nominato’ – racconta ancora Ferretti -, l’ho riletta più volte prima di crederci e mi è arrivata la sera in cui mi sono trasferito dalla Florida a New York. Ho pensato al destino e al fatto che mi avesse regalato il miglior modo per iniziare la nuova esperienza lavorativa nella Grande Mela. Poi sono passati tre mesi e, per via del covid, la cerimonia non si è potuta tenere in presenza, ho dovuto seguirla da casa su YouTube e quando hanno detto il mio nome è stata un’emozione indescrivibile. Questo premio l’ho vinto da fiorentino, sono fiorentini il cuore e la determinazione che si celano dietro al lavoro che mi ha permesso di essere premiato. Anche se la vita ti porta lontano, si resta sempre fiorentini; vivo in America, sono diventato cittadino americano ma in realtà sono e sarò sempre di Firenze”.

“A Firenze e in Toscana avevo tante collaborazioni giornalistiche ma nessuno stipendio -racconta in breve la sua incredibile storia Ferretti – per poter coltivare la mia passione ho fatto il portiere d’albergo e poi venduto scarpe in un negozio del centro. A 33 anni ho scelto di cambiare e trasferirmi negli Stati Uniti, dopo neanche 9 anni quel sogno americano che avevo visto solo in televisione si è realizzato; qui ho avuto l’opportunità di trasformare la mia passione in un mestiere, l’opportunità che il mio Paese non mi ha mai dato”.

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Andrew Yang potrebbe essere il nuovo sindaco di New York

Andrew Yang potrebbe essere il nuovo sindaco di New York

Andrew Yang, l’ex-candidato alle primarie democratiche per le Presidenziali del 2020, ha annunciato la sua candidatura a sindaco di New York

Attraverso un video condiviso sui social network, Andrew Yang ha dichiarato l’intenzione di candidarsi come Democratico alle primarie per le elezioni a sindaco di New York che si terranno il 22 giugno 2021, salvo cambi di programma. Le effettive elezioni amministrative si svolgeranno il 2 novembre 2021.

Nel video, Andrew Yang illustra sinteticamente i principali punti della sua campagna: il reddito minimo garantito per tutti i cittadini, che era presente anche nel suo programma da candidato alla presidenza, la municipalizzazione dell’azienda che gestisce i trasporti su rotaie nella città di New York e .

Le prossime elezioni si preannunciano molto combattute poiché hanno raccolto il più alto numero di candidati degli ultimi venti anni e dovranno fare i conti con la situazione lasciata dalla pandemia, che ha colpito New York lasciando tracce più profonde che in altre città americane.

A vantaggio di Andrew yang giocano l’enorme visibilità ottenuta durante le primarie Presidenziali, la capacità di raccogliere fondi per la sue campagne e i suoi piani per la tutela delle attività commerciali criticamente colpite dalla grave crisi economica dovuta alla Covid-19.

Un’analisi del New York Times spiega che durante le Presidenziali, Yang è stato il solo, assieme a Bernie Sanders, a raccogliere i consensi dell’elettorato più giovane che però, tradizionalmente, non è mai stato determinante nelle Primarie per la scelta del sindaco di New York. Il suo grado di approvazione, tendenzialmente basso, tra l’elettorato afroamericano e ispanico potrebbe invece cambiare visto che molte delle misure di indennizzo post-pandemia sarebbero rivolte a loro.

Una buona parte del suo successo dipende dall’introduzione del reddito minimo garantito, che potrebbe risolvere parzialmente i gravi danni che la disoccupazione, unita alla fine degli indennizzi da parte dello Stato (gli “stimulus checks”), ha fatto sulla cittadinanza Newyorchese.

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