Schilirò: “Fermiamoci per 10 giorni e diciamo no alla tessera verde”

Schilirò: “Fermiamoci per 10 giorni e diciamo no alla tessera verde”

Firenze, circa 5.000 persone alla manifestazione ‘Venere vincerà’, il gruppo promosso da Nunzia Schilirò, vicequestore della polizia ora sospeso per le sue posizioni non Green pass.

Nonostante la pioggia donne, sono salite al piazzale Michelangelo dove si è tenuta la protesta, assolutamente pacifica e dove era stata richiesta una partecipazione solo al femminile, con indosso qualcosa di rosa.

Ma c’erano anche uomini, seppure decisamente in minoranza, gli ‘infiltrati’ appunto come si è autodefinito un signore che accompagna la moglie. La stima della vigilia era di poter arrivare fino a 3.000 partecipanti, ma il numero che è stato diffuso dalla questura  di Firenze è di 5.000 persone. A garantire un po’ il distanziamento ci hanno pensato gli ombrelli, non tante le mascherine indossate dalle partecipanti.

“La tessera verde è uno strumento di controllo, antiscientifico, illogico. Che senso ha non poter andare al lavoro, perché senza Green pass, e invece poter andare a fare la spesa o salire sul bus? – ha detto dal palco Schilirò sotto la pioggia, circondata da centinaia di persone con con l’ombrello sotto la pioggia – Ci porterà a un livello di società identico a quello cinese. La popolazione verrà divisa in buoni e cattivi cittadini. I buoni saranno quelli che obbediranno al potere, gli altri perderanno i loro punti sulla loro tessera e si vedranno negati i loro diritti”.

“Gli italiani – ha continuato Nunzia Schilirò si sono rassegnati, dicono che vogliono la rivoluzione ma poi devono farla sempre gli altri. E allora dobbiamo essere noi donne a farla. Parlate, andate dalle persone che conoscete e chiedete se si sentono prese in giro. Ci hanno fatto credere che noi donne siamo inferiori, invidiose, che non possiamo essere unite”.

“Fermiamoci per 10 giorni e diciamo no alla tessera verde, rifiutiamola – ha proposto poi Schilirò al suo pubblico, lanciando così un nuovo strumento di lotta sottolineando – Questo non è un vaccino, è un siero genico sperimentale”.

La manifestazione è stata organizzata a piazzale Michelangelo, che via via si è riempito di partecipanti, quasi tutte donne: l’invito a partecipare era appunto rivolto alle donne, “per dimostrare – come spiegato sempre dal palco da Schilirò – che unite possiamo farcela”. “Oggi inizia un sogno” ha detto sempre la vicequestore, che ha ribadito l’importanza “dell’energia femminile per cambiare il mondo”.

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Green Pass, primo giorno in Toscana

Green Pass, primo giorno in Toscana

A Firenze, in piazza Santa Maria Novella, al sit-in No Green Pass, hanno partecipato per ore oltre un migliaio di cittadini, fra cui una riconoscibile presenza di studenti universitari arrivati anche dal resto della Toscana, che hanno criticato le restrizioni e la gestione Covid dell’ateneo fiorentino.

Durante il sit-in del popolo ‘No Green Pass’ sono stati fatti cori ‘Trieste, Trieste’ in solidarietà coi portuali della città giuliana. Cori che si sono uniti a quelli di critica al premier Draghi e allo stesso Giani. Niente bandiere di partito ma alcune bandiere tricolori sventolate ed è spuntato pure il vessillo anarchico che spesso ricorre nei cortei fiorentini.

Tra cartelli e striscioni si poteva leggere ‘Studenti contro il green pass’, ‘Libertà di scelta’, ‘Siamo arrivati al reato di opinione’, oppure anche ‘L’unico pass è la Costituzione’.

Non ci sono stati grossi problemi per quanto riguarda il servizio della tramvia di Firenze dove comunque solo cinque conducenti su 140 non hanno Green pass: una carenza cui è stato facile ovviare con la normale organizzazione dei turni come si fa nei periodi di ferie.

A Livorno invece c’è stato un corteo con 500 partecipanti che nelle strade ha gridato ‘Libertà, libertà’ mentre toccava le sedi delle principali istituzioni cittadine. I manifestanti sfilavano dietro uno striscione a caratteri cubitali rossi con la scritta “Giù le mani dal lavoro! No Green pass”.

Regolari i traffici marittimi nei porti, in particolare a Livorno e Piombino. Il presidente Eugenio Giani alle 15:00 ha fatto un bilancio della giornata evidenziando che “non ci sono state situazioni critiche in Toscana. Questo dimostra che noi possiamo essere la regione che fa da punto di riferimento, essendo estesa la vaccinazione e avendo scarsa presenza di manifestanti”.

Anche i primi effetti misurati sul trasporto pubblico locale hanno dato riscontri non problematici: mezzi regolari quasi dappertutto tranne alcuni disagi all’utenza che sono stati irrisori e comunque circoscritti a poche aree nella regione. Nessun treno cancellato mentre per i bus i turni rimasti scoperti sono pochi.

Secondo le aziende di trasporto, sulla gomma non c’è stata alcuna criticità a Firenze, mentre a Lucca le corse saltate sono vicine al 15% e a Livorno intorno al 10%. Il dato percentuale dei turni saltati è inferiore a Pisa e Massa, dove si attesta fra il 5% e il 6%, mentre ad Arezzo, Siena, Grosseto e in Val di Cornia il controllo preventivo del Green pass ha permesso di organizzare in modo opportuno la turnazione dei servizi nella mattinata.

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Green Pass primo giorno, Nardella: tutto bene; Fiom: difficoltà ingresso fabbriche

Green Pass primo giorno, Nardella: tutto bene; Fiom: difficoltà ingresso fabbriche

Firenze, “Aspettiamo la sua conclusione, ma per il momento possiamo dire di essere contenti di come si sta sviluppando la manifestazione, ringrazio i promotori e gli organizzatori che hanno tenuto fede all’impegno di manifestare in modo civile e rispettoso delle leggi e dei diritti altrui”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine di un evento a Firenze mentre era ancora in corso il presidio dei no Green pass in piazza Santa Maria Novella.

“Per quanto riguarda il Comune di Firenze sui controlli del green pass nessun disordine, nessuna tensione, nessuna difficoltà. Il primo giorno è andato bene, ora vedremo anche i prossimi. È una giornata molto complessa, delicata, che si sta sviluppando in modo assolutamente tranquillo e positivo su tutti i fronti”. Ha aggiunto il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

La Fiom di Firenze invece denuncia alcune difficoltà ingresso fabbriche: “Stamattina come temevamo c’è stata qualche difficoltà all’ingresso nei luoghi di lavoro, non tutti i lavoratori si sono presentati o sono entrati in azienda perché privi di Green pass. Il governo non ha avuto il coraggio di intervenire inserendo l’obbligo vaccinale e i vuoti normativi lasciati dal Decreto-legge hanno generato timori tra le persone, sia vaccinate che non vaccinate, mettendole in contrapposizione tra loro. Il sistema fagocitato dell’effettuazione dei tamponi, inoltre, ha portato a criticità organizzative che incidono sulla vita dei lavoratori”. Così la Fiom Cgil di Firenze.

“La presenza e l’impegno dei nostri delegati nella giornata odierna sono stati un supporto importante di tutti i metalmeccanici – aggiunge il sindacato fiorentino in una nota -. Tocca ancora una volta al sindacato ricostruire solidarietà. Lo faremo con l’impegno sindacale della Fiom e dei propri rappresentanti nei luoghi di lavoro”.

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Green Pass, CNA: a Firenze oltre 25mila i non vaccinati

Green Pass, CNA: a Firenze oltre 25mila i non vaccinati

A poche ore dall’entrata in vigore del provvedimento che obbliga lavoratori pubblici e privati a possedere ed esibire il Green Pass per accedere ai propri posti di lavoro, CNA Firenze fa una stima della platea che, nei principali comuni della Città Metropolitana, dovrà sottoporsi a tampone, oppure rinunciare a lavoro e conseguente stipendio.

L’elaborazione dell’associazione fa riferimento ai dati dell’Asl Toscana Centro aggiornati all’11 ottobre. Per il comune di Firenze, su una popolazione in età lavorativa (18-69 anni) di 233.532 individui, hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 202.363 persone. Al netto di disoccupati, inoccupati, studenti, pensionati e lavoratori in smart working che insistono in questo range di età, CNA stima nell’10,8% dei residenti coloro che si troveranno sprovvisti di vaccino: circa 25.246 persone che dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, oppure rimanere a casa, smettendo temporaneamente di lavorare.

A Scandicci sprovvisti di vaccino l’11,87% dei residenti nel range d’età considerato per un totale di 3775 persone circa, a San Casciano l’11,82% (1269 persone), a Figline Valdarno l’11,04% (1701), a Empoli il 9,7% (3113), a Sesto Fiorentino il 9,6% (2979) e a Borgo San Lorenzo il 7,4% (881).

Numeri che potrebbero dare il là ad un vero e proprio business dei tamponi da oltre 500mila euro (a prezzo calmierato) solo nelle prime 48 ore a cavallo dell’entrata in vigore del provvedimento.

“Abbiamo sostenuto l’introduzione dell’obbligo di Green Pass da subito, quale misura per evitare in futuro misure maggiormente restrittive e penalizzanti per le imprese derivanti da una circolazione intensa del virus. La misura, però, impone costi organizzativi che per le piccole e piccolissime imprese possono non essere indolori” commenta Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana.

Il riferimento va alla difficoltà nell’eventuale sostituzione di dipendenti non in regola con la normativa: se le grandi imprese hanno la possibilità di formare un nuovo dipendente in tempi più o meno rapidi, così non è per le imprese di piccole dimensioni, dove, la maggior parte delle volte, è il datore di lavoro stesso a istruire i dipendenti. Per non parlare poi dell’alta qualificazione che l’artigianato richiede: trovare lavoratori specializzati in un lasso di tempo sostenibile potrebbe risultare difficile e la catena produttiva o dei servizi potrebbe interrompersi.

“Ma uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati – ricorda Cioni– come CNA proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”

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Green Pass, CNA: a Firenze oltre 25mila i non vaccinati

Green Pass, CNA: a Firenze oltre 25mila i non vaccinati

A poche ore dall’entrata in vigore del provvedimento che obbliga lavoratori pubblici e privati a possedere ed esibire il Green Pass per accedere ai propri posti di lavoro, CNA Firenze fa una stima della platea che, nei principali comuni della Città Metropolitana, dovrà sottoporsi a tampone, oppure rinunciare a lavoro e conseguente stipendio.

L’elaborazione dell’associazione fa riferimento ai dati dell’Asl Toscana Centro aggiornati all’11 ottobre. Per il comune di Firenze, su una popolazione in età lavorativa (18-69 anni) di 233.532 individui, hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 202.363 persone. Al netto di disoccupati, inoccupati, studenti, pensionati e lavoratori in smart working che insistono in questo range di età, CNA stima nell’10,8% dei residenti coloro che si troveranno sprovvisti di vaccino: circa 25.246 persone che dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, oppure rimanere a casa, smettendo temporaneamente di lavorare.

A Scandicci sprovvisti di vaccino l’11,87% dei residenti nel range d’età considerato per un totale di 3775 persone circa, a San Casciano l’11,82% (1269 persone), a Figline Valdarno l’11,04% (1701), a Empoli il 9,7% (3113), a Sesto Fiorentino il 9,6% (2979) e a Borgo San Lorenzo il 7,4% (881).

Numeri che potrebbero dare il là ad un vero e proprio business dei tamponi da oltre 500mila euro (a prezzo calmierato) solo nelle prime 48 ore a cavallo dell’entrata in vigore del provvedimento.

“Abbiamo sostenuto l’introduzione dell’obbligo di Green Pass da subito, quale misura per evitare in futuro misure maggiormente restrittive e penalizzanti per le imprese derivanti da una circolazione intensa del virus. La misura, però, impone costi organizzativi che per le piccole e piccolissime imprese possono non essere indolori” commenta Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana.

Il riferimento va alla difficoltà nell’eventuale sostituzione di dipendenti non in regola con la normativa: se le grandi imprese hanno la possibilità di formare un nuovo dipendente in tempi più o meno rapidi, così non è per le imprese di piccole dimensioni, dove, la maggior parte delle volte, è il datore di lavoro stesso a istruire i dipendenti. Per non parlare poi dell’alta qualificazione che l’artigianato richiede: trovare lavoratori specializzati in un lasso di tempo sostenibile potrebbe risultare difficile e la catena produttiva o dei servizi potrebbe interrompersi.

“Ma uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati – ricorda Cioni– come CNA proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”

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