A SAN CASCIANO I MIGRANTI DIVENTANO LIBRI DA SFOGLIARE

Migranti libri San Casciano

La “Biblioteca Vivente”, organizzata in occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato,  metterà al centro dell’evento libri che parlano di storie dei profughi, ospiti del centro di accoglienza. L’assessore Cavallini: “scegli un libro umano e ascoltalo ma non giudicarlo dalla copertina”

Una persona speciale, una storia vera, una vita da sfogliare e raccontare. Ogni giovane migrante del gruppo degli ospiti del centro di accoglienza di San Casciano si aprirà come un libro condividendo le proprie esperienze, i propri ricordi e le proprie speranze per il futuro. Non un volume come tanti, accostati ad altri, che attendono di essere scelti e estrapolati da uno scaffale che li classifica in base all’argomento e alla disciplina di riferimento, ma un libro con un nome, un’identità, una storia umana che si accende di luce propria attraverso l’esperienza reale e diretta raccontata dai migranti.

In occasione della Giornata internazionale del Rifugiato negli spazi della biblioteca comunale di via Roma e dell’arena entro le mura apre i battenti la Biblioteca Vivente, organizzata dal Comune, Oxfam e dall’associazione Limo, in collaborazione con Forum Cittadini Insieme e Centro del Riuso. L’iniziativa è prevista domani martedì 20 giugno dalle ore 18 alle ore 20.

“Il messaggio è chiaro – commenta l’assessore alle Politiche per l’integrazione Consuelo Cavallini – la conoscenza tra popoli e culture diverse deve avvenire in un clima di apertura, sensibilità e accoglienza, al contrario dobbiamo prendere le distanze dalla cattiva abitudine di giudicare le persone a prima vista, come si tende a fare con i libri in cui sovente sono le copertine ad influenzare la nostra idea sul valore del contenuto. Nella libreria umana invitiamo tutti ad andare oltre le apparenze, a non fermarsi alla superficie delle cose ma conoscere, comprendere, condividere.

E’ così che impariamo a non avere paura di ciò che è diverso ma a riconoscerlo come strumento di arricchimento, una risorsa sociale e culturale per la comunità”. Tra le sale lettura di San Casciano i migranti, una decina tra i giovanissimi ospiti africani, gestiti dalla cooperativa Oxfam per conto della Prefettura, si trasformeranno in libri viventi da ascoltare. Ognuno di loro si metterà a disposizione dei lettori e al posto delle pagine si potranno sfogliare episodi di vita vissuta attraverso le voci, i sentimenti, le emozioni dei protagonisti, consapevoli di partecipare ad un’operazione culturale contro il pregiudizio e lo stereotipo.

Il concetto di Human Library è nato a Copenhagen in Danimarca, da un’idea di Ronni Abergel.  L’idea è stata esportata in circa 70 paesi in tutto il mondo. “E’ una modalità di comunicazione che funziona – ha detto Alessandro Bechini di Oxfam – perché considerato uno strumento sociale di grande impatto emotivo che permette di contrastare la diffidenza, favorire il dialogo e la socializzazione, a San Casciano saranno presenti uomini e donne che racconteranno la propria vita attraverso una conversazione con i cittadini”. Dal 2003, l’Human Library è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi perché all’intolleranza risponde con la comprensione.

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Da Firenze un messaggio per la Siria

Da Firenze un messaggio per la Siria. In occasione del terzo anniversario dall’inizio della guerra civile in Siria, anche Firenze accende i riflettori sulla tragedia umanitaria che ha sconvolto il paese mediorientale, provocando oltre 2,5 milioni di rifugiati che hanno trovato accoglienza in Libano e Giordania (dove Oxfam ha portato aiuti a oltre 900 mila persone), circa 9,3 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria e oltre 6,5 milioni di sfollati.


Comune di Firenze e Oxfam lanciano infatti un messaggio di speranza rivolto al popolo siriano, perché quello di quest’anno sia l’ultimo anniversario dall’inizio del conflitto segnato da spargimenti di sangue e si arrivi al più presto ad una soluzione pacifica. Le commissioni Pace Diritti Umani e Cultura si uniscono al coro di solidarietà con il popolo siriano e ringraziamo Oxfam, che a tre anni dall’inizio dell’eccidio promuove una mobilitazione internazionale per accendere i riflettori su quest’emergenza umanitaria”. Così i presidenti delle commissioni Pace e Cultura di Palazzo Vecchio Susanna Agostini e Leonardo Bieber. “In tutto il mondo – spiegano Agostini e Bieber – scenderanno in strada e nelle piazze molte persone per testimoniare la propria vicinanza ai bambini che per primi sono stati vittime, insieme alle loro famiglie, di questo atroce conflitto. Chiediamo pertanto a gran voce l’intervento della diplomazia internazionale affinché si adoperi per un immediata soluzione pacifica. Con questa iniziativa congiunta del Comune di Firenze e Oxfam vogliamo ridare speranza al popolo siriano; un ponte fra Firenze, città di pace, il mondo e il popolo siriano”. Un messaggio di speranza che da Firenze si collega alle tante iniziative che oggi si svolgeranno in ben 34 paesi, dove si illumineranno alcuni dei monumenti più celebri del mondo: il Lincoln Memorial, la Sydney Opera House, la Torre Eiffel, la Casa Bianca, la Torre di Nelson, si accenderanno per la proiezione dell’immagine donata dal celebre writer e street artist inglese Banksy, in sostegno della campagna #WithSyria. Si tratta della rielaborazione di una delle immagini più celebri dell’artista britannico: la Ragazza con palloncino rosso. Un’immagine divenuta protagonista anche di un film d’animazione con la voce narrante del famoso attore britannico Idris Elba (American Gangster di Ridley Scott, RocknRolla di Guy Ritchy, Thor di Kenneth Branagh) Il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=gb1VpT8nJKM
“La Siria- spiega Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia- sta subendo contemporaneamente sia un esodo, che una gravissima crisi umanitaria. Circa 9,3 milioni di siriani necessita di aiuti umanitari. Si tratta del 41 per cento della popolazione ed in maggioranza le vittime del conflitto sono donne e bambini. Questo triste anniversario è il momento giusto per cambiare direzione e arrivare al più presto ad una soluzione pacifica che fermi questa terribile tragedia. Il primo passo deve essere l’immediata attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite per garantire a tutta la popolazione l’accesso agli aiuti umanitari. La Siria è stata catapultata indietro di circa 35 anni negli ultimi tre anni. I giovani e tutto il popolo siriano, pensano che il mondo li abbia dimenticati. Questo è invece il momento di mostrare loro che il mondo è in ascolto e che non li stiamo dimenticando. Dobbiamo tutti impegnarci per porre fine alla loro sofferenza prima del prossimo anniversario”. Un’iniziativa a cui si uniranno in contemporanea migliaia di persone in tutto il mondo da Mosca a Washington, che manifesteranno la propria vicinanza alle tante vittime del conflitto con veglie e manifestazioni o il semplice lancio in aria di un palloncino rosso.
L’obiettivo di Voci Siriane, la coalizione a cui hanno aderito oltre a Oxfam, Save The Children, Amnesty International e l’International Rescue Committee è quindi quello di chiedere ai leader mondiali un’azione urgente per assicurare che i civili siriani nelle aree sotto assedio, possano accedere agli aiuti umanitari di cui hanno urgente bisogno e che si arrivi al più presto a nuovi colloqui di pace, dando voce ai bisogni della popolazione siriana.
Cosa sta facendo Oxfam
In Libano, quasi il 65% dei rifugiati vive al Nord e nella valle della Bekaa in rifugi provvisori, tende o baracche di plastica e lamiera senza riscaldamento, acqua e luce elettrica. Il freddo dell’inverno e la scarsa igiene aggravano le condizioni di salute e provocano malattie respiratorie, Oxfam sta distribuendo aiuti in denaro e voucher che permettono ai rifugiati di acquistare beni essenziali, carburante, stufe, coperte e vestiti, così che ne tragga vantaggio anche l’economia dei paesi ospitanti: in questo modo 65.000 rifugiati potranno passare l’inverno. Nei campi profughi palestinesi del Libano, che ora ospitano anche migliaia di siriani, Oxfam offre inoltre sostegno psicologico a donne e bambini, che più di tutti soffrono il trauma della lontananza da casa e dell’esclusione. In Giordania Oxfam lavora nel campo profughi di Zaatari, garantendo acqua e servizi igienici. L’aiuto arriva inoltre ai profughi che abitano negli insediamenti informali nel distretto di Balqa, nella valle del Giordano lungo il confine con la Siria, qui le famiglie sono costrette a vivere in tende o baracche, o a condividere locali per cui pagano affitti esorbitanti. In Siria infine si riparano le reti idriche e si forniscono cisterne mobili e strumenti per la potabilizzazione dell’acqua. A Damasco ad esempio lo scorso novembre, grazie a due generatori si sono potuti riattivare due impianti di trattamento delle acque che erogano oggi acqua pulita per più di 500.000 persone.