Sigillo della Pace al Dalai Lama

Questo il discorso del sindaco Dario Nardella durante la consegna del Sigillo della Pace al Dalai Lama, in occasione della visita in città dell’importante autorità religiosa:

Sua Santità Dalai Lama,
è un onore averla qui con noi. La ringraziamo per la sua visita e siamo desiderosi di ascoltare la sua testimonianza.
Gentilissime autorità civili e religiose,
Signore e signori qui presenti,
innanzitutto voglio portare il mio ringraziamento all’associazione Luogo d’incontro, a Francesca Campana Comparini, all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, alla Regione Toscana e a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questa importante manifestazione.
Siamo ormai giunti alla terza edizione del Festival delle Religioni. È un appuntamento fondamentale del panorama culturale, non solo fiorentino, ma italiano e internazionale, su un tema centrale come il dialogo tra le religioni.
Tutti noi, ogni giorno, ci accorgiamo di quanto sia importante costruire un dialogo vero e produttivo con chi ci è vicino, sia esso in famiglia, nel luogo di lavoro, o nella comunità cittadina: in una realtà sempre più connessa dalle innovazioni tecnologiche, sperimentiamo una incapacità ad incontrare il prossimo, a confrontarsi, soprattutto sugli aspetti fondamentali della vita come la dimensione religiosa.
E, come bene esprime il titolo di questa edizione del Festival ‘Io sono’, la difficoltà nasce in particolar modo dalla perdita di identità, da una incapacità a riscoprire e appropriarsi delle proprie origini e tradizioni. Senza identità, senza sapere chi siamo, sentiamo ancora di più la difficoltà ad incontrare l’altro, a trasmettere quel contenuto necessario per dialogare.
Perché il dialogo, prima che tra istituzioni, è un dialogo tra uomini, è l’incontro tra persone che mettono in comune esperienze e sensibilità pur differenti tra loro. La strada del dialogo passa, quindi, attraverso la cultura, perché essa è il vero antidoto all’ignoranza e, dunque, alla paura e all’indifferenza; porta ciascuno di noi a incuriosirci e a spingerci a conoscere l’altro. Per definizione, la cultura è il confronto, è lo studio, è la conoscenza, dunque è il prendere atto di qualcosa che è oltre il semplice io, oltre noi stessi.
Solo una impostazione culturale di questo tipo potrà cambiare nel concreto i comportamenti di tutti noi, chiamati sempre più dalla società contemporanea ad un contatto con il ‘diverso’, sia esso lo straniero, l’immigrato, il debole… La posizione predominante di fronte all’altro non può essere una chiusura o il rifiuto, ma il desiderio di conoscenza, di avvicinamento, per una reale condivisione umana.
Senza cultura e bellezza rendiamo più forte il grande peccato del nostro tempo, ossia l’uso egoistico del progresso, la centralità del profitto rivolto alla soddisfazione propria a dispetto di ogni altro valore, a discapito della fratellanza universale e della solidarietà globale, della cura del pianeta e della condivisione delle risorse.
Sono desideroso di poter ascoltare oggi il grande contributo di riflessione che porteranno amici e studiosi come Padre Enzo Bianchi, l’Imam Izzedin Elzir e il Prof. Joseph Weiler, che, grazie alla guida della Presidente Monica Maggioni, dialogheranno con Sua Santità il Dalai Lama sul tema della ‘libertà nella regola’.
Firenze è da sempre città di pace e di incontro: è la terra dell’Umanesimo, in cui è nata e si è diffusa la cultura dell’unicità dell’essere umano, del rispetto e della salvaguardia della vita; è la città dove si tenne il Concilio del 1439, il primo per la promozione della piena unità tra tutti i cristiani, cattolici e ortodossi; è la città dove, per la prima volta nella storia, è stata cancellata la pena di morte dall’ordinamento penale; è la città del mio grande predecessore Giorgio La Pira, che seppe fare del dialogo tra città del mondo una priorità della politica internazionale nel difficile contesto della guerra fredda.
Noi tutti dobbiamo essere all’altezza di quelle generazioni, di quelle stagioni, che non possono rimanere dei picchi di civiltà isolati in una sorda omologazione al ribasso.
Sono certo che in questa occasione potremo vivere un altro passaggio importante di questa storia fiorentina di dialogo e incontro, per una scoperta più piena della nostra identità.
Sua Santità, ringraziandola ancora per essere qui a Firenze, ho il piacere di consegnarle a nome della comunità fiorentina il Sigillo della Pace, storica onorificenza adottata a partire dal XV secolo dai Conservatori di legge della magistratura della Repubblica fiorentina come simbolo di pace e libertà.
Siamo grati per la sua testimonianza e guida religiosa!
Nel recente passato hanno ricevuto il Sigillo personalità internazionali di grande levatura culturale e religiosa come Kofi Annan nel 2000, Michail Gorbaciov e Papa Giovanni Paolo II nel 2004. È per me un grande onore consegnarle questo storico riconoscimento da parte di tutta Firenze.

PISA, “DA CAMP DARBY CARICO DI ARMI VERSO LA SIRIA”

Camp Darby

E’ quanto denuncia il ‘Comitato Territoriale di Resistenza alla Guerra': “l’11 e 12 giugno la nave Usa ‘Liberty Promise’ ha fatto scalo a Livorno per trasportare armi di Camp Darby verso Medioriente.”

“Ha fatto scalo a Livorno l’11 e 12 giugno, proveniente dagli Stati Uniti, la Liberty Promise”: una delle navi militarizzate del Pentagono addette al trasporto di armi lungo un circuito che collega i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici” è quanto annunciato dal ‘Comitato Territoriale di Resistenza alla Guerra’. “La nave di tipo Ro/Ro” spiega il Comitato in un comunicato “lunga 200 metri, dotata di 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 mq, ha imbarcato a Livorno  un gosso carico di armi della base Usa di Camp Darby (scaricando probabilmente altre armi destinate alla stessa base).”

Un viaggio che avrebbe, poi, portato la ‘Liberty Promise’ ad attraversare il Canale di Suez “facendo scalo il 24-25 giugno ad Aqaba in Giordania e, il 27-28 giugno, a Gedda in Arabia Saudita”, qui la nave militare avrebbe scaricato armi destinate alle forze statunitensi e alleate impegnate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen. “La rotta della ‘Liberty Promise’ e di altre navi della  ‘Liberty Global Logistics’,  una delle compagnie statunitensi con oltre 60 grandi navi” aggiunge il comunicato “trasportano armi per conto del Pentagono”. Ed il  porto di Livorno, limitrofo alla base Usa di Camp Darby, sarebbe proprio “il principale scalo strategico nel Mediterraneo.”
Camp Darby Navi guerra Usa

Durante un altro viaggio, stavolta della nave a stelle e striscie ‘Liberty Passion’, “dopo aver fatto scalo a Livorno il 24 marzo,  aveva sbarcato il 7 aprile nel porto giordano di Aqaba 250 veicoli militari”, veicoli che, stando al Comitato, sarebbero destinati alle forze Usa e alleate operanti in Siria. “Che i blindati Usa in Siria, provengano proprio da Camp Darby ?” si chiede infine il Comitato.

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CAMP DARBY, MOZIONE SI’ TOSCANA CONTRO POTENZIAMENTO


 Camp Darby

La mozione di Fattori e Sarti (Sì Toscana a Sinistra) chiede la sospensione del potenziamento della base americana di Camp Darby: “La Toscana dica sì alla pace e alla conversione ad usi civili, ricerca e ambiente contro armi, guerre e pericoli per gli abitanti del nostro territori.”

Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, già proponenti della mozione passata all’unanimità per il pieno rispetto del trattato di non proliferazione nucleare in cui si chiedeva che il governo degli Stati Uniti rimuovesse qualsiasi arma nucleare eventualmente presente sul territorio, hanno firmato una  mozione che chiede alla giunta regionale di contrastare qualsiasi ipotesi di potenziamento della base di Camp Darby, “affinchè venga revocata immediatamente la disponibilità e le autorizzazioni all’avvio dei lavori di implementazione di infrastrutture funzionali all’ uso militare dell’area”.

Si chiede anche al governo regionale di intraprendere, di concerto con le altre amministrazioni interessate, ogni azione politica “per raggiungere l`obiettivo storico dello smantellamento della base militare straniera di Camp Darby e della sua riconversione ad usi esclusivamente civili, nei modi e nei tempi che saranno resi necessari dal superamento di accordi nazionali e internazionali”.

“Ci troviamo davanti ad un progetto anticostituzionale” hanno detto i consiglieri in un comunicato stampa “dato che la Repubblica italiana ‘ripudia la guerra’, e antistorico, perchè la seconda guerra mondiale è finita da 70 anni e malgrado ciò continuiamo ad avere una parte del nostro territorio occupata da una base militare straniera. Invece di essere smantellata, ecco che adesso la base militare di Camp Darby ottiene l’autorizzazione ad essere potenziata.” Le armi che transiteranno dalla base, hanno affermato, “saranno dirette verso presenti e futuri scenari di guerra. Ci chiedono di essere coprotagonisti delle guerre di Trump, noi dobbiamo rispondere con un progetto di pace e con la conversione ad usi civili della base”.

“Sono state avanzate nel corso del tempo varie ipotesi concrete e condivise per la conversione della base, come ad esempio la creazione di un polo di ricerca universitaria per l’ambiente e la pace e di un centro di educazione ambientale dotato di un campus per gli studenti” hanno continuato “il tutto accompagnato, nella zona boschiva, da un progetto di rinaturalizzazione del sottobosco, di riequilibrio della fauna, di conversione delle lame verso l’agricoltura biologica, con filiere agroalimentari corte.”

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A guerra finita Vittime in tempo di pace

Dal 30 settembre al 1° novembre alla Biblioteca delle Oblate sarà possibile visitare l’esposizione “A guerra finita – Vittime in tempo di pace”, promossa dal Circolo “Martin Luther King” delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Biblioteca Nazionale.

Le guerre continuano a fare vittime anche dopo che si sono concluse: così è stato in Italia dopo la 2° Guerra Mondiale, così è oggi nei territori che sono teatro di conflitti. A queste vittime, in particolare ai bambini, è dedicata la Mostra “A guerra finita”.
Durante il periodo di esposizione della Mostra si svolgeranno le seguenti iniziative:
martedì 30 settembre, ore 17.30 – Sala Conferenze (piano terra): presentazione della mostra e proiezione del video “A guerra finita – Vittime in tempo di pace” con Dario Nardella – Sindaco di Firenze, Isolina Baldi del gruppo che ha curato la Mostra, Luca Brogioni – Responsabile Archivi e collezioni librarie storiche del Comune di Firenze, Francesca Parrini – curatrice del video, Francesca Zaccagni, Presidente del Circolo “Martin Luther King”
mercoledì 8 ottobre, ore 17.30 – Sala Conferenze (piano terra): proiezione dei filmati “I bambini ci giuocano” (con la supervisione di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica) e “Cuori nella tempesta”.
Partecipano: Grazia Asta- Responsabile promozione biblioteche e progetti speciali del Comune di Firenze, Andrea Bagni di “Ecole”, don Andrea Bigalli di “Libera”, Sergio Marchini del Gruppo che ha curato la realizzazione della Mostra.
martedì 14 ottobre, ore 17.30 – Sala Conferenze (piano terra): “Un mondo minato – Le mine oggi nel mondo” (con la collaborazione di Emergency). Partecipano: Mario Batistini della Camera del lavoro CGIL di Firenze, Raffaella Bolini dell’ARCI, Francesca Testa di Emergency, Gianfranco Tomassini, del Comitato “Fermiamo la guerra” di Firenze.
martedì 28 ottobre, ore 17.30 – Sala Conferenze (piano terra): “Mine a Firenze – 1944 e primo dopoguerra, mine e ordigni inesplosi nel territorio fiorentino” (con la collaborazione dell’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana e dell’ANPI) – Presentazione di “Mantignano 1944” (libro sui partigiani e la difesa dell’acquedotto di Mantignano) e di alcuni documenti sulla Scuola di sminatori di Fiesole etc.
Partecipano: Lucia Nadetti dell’Archivio Storico di Fiesole, Simone Neri Serneri dell’Istituto Storico per la Resistenza, Franco Quercioli, curatore del libro, “Mantignano 1944”, Luigi Remaschi dell’ANPI – Fi.

THE SECRET OF 5 POWERS

Il 23 gennaio (ore 20.30) Odeon Firenze presenta in anteprima mondiale THE SECRET OF 5 POWERS, alla presenza dei registi Gregory Kennedy-Salemi e Stuart Jolley.

THE SECRET OF 5 POWERS

Il film narra il percorso che ha unito la vita del monaco buddista Thich Nhat Hanh a due altri eroi della non-violenza: Alfred Hassler e Cao Ngoc Phuong. Alfred Hassler è stato un pacifista ante litteram: condannato a tre anni di carcere per obiezione al servizio militare  durante la seconda guerra mondiale, divenne uno dei leader del movimento pacifista americano contro la guerra del Vietnam; un impegno per la pace e la non violenza che ha caratterizzato tutta la sua esistenza. Cao Ngoc Phuong, più nota con il nome di Sister Chan Khong, qualche anno dopo la laurea in biologia divenne monaca e si unì a Thich Nhat Hanh per fondare il movimento pacifista “The School of Youth For Social Service”, cui aderirono più di 100 mila studenti vietnamiti, il cui scopo era portare conforto e generi di prima necessità agli abitanti dei villaggi devastati dalla guerra. Oggi lavora insieme a Thich Nhat Hanh per diffondere in tutto il mondo il messaggio e la pratica del Buddhismo impegnato e della pace.
L’intento del film è quello di raccontare le vite parallele di queste due figure che, coltivando i cinque sacri poteri – fede, diligenza, presenza mentale, concentrazione e consapevolezza – hanno affrontato la violenza e la devastazione della guerra spargendo semi di pace. Trea ttivisti le cui azioni in favore della pace hanno influenzato personaggi come Martin Luther King, ma anche milioni di giovani e meno giovani. Combinando la struttura drammatica di un documentario classico con l’animazione a fumetti, il film si sofferma anche sui rapporti tra i tre protagonisti e su quegli scambi che superano confini geografici, religiosi e temporali, lasciando intravedere nuove forme di cooperazione tra le persone.

THE SECRET OF 5 POWERS (58′) – prima mondiale alla presenza dei registi  Gregory Kennedy-Salemi e Stuart Jolley
Versione originale con sottotitoli in italiano | Original version with Italian subtitles Odeon Cinehall – Via degli Anselmi – Firenze
Giovedì 23 Gennaio ore 20.30 | January, Thursday 23 at 8.30 pm