Jackson Pollock e Michelangelo

Jackson Pollock e Michelangelo, a Palazzo Vecchio confronto tra due geni ‘furiosi’.Arriva a Firenze la mostra ‘La figura della furia’ per un confronto virtuale tra Jackson Pollock(1912-1956), l’indiscusso maestro dell’action painting e il genio del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti.Prendendo spunto dagli studi giovanili del pittore statunitense e dal suo interesse per l’opera michelangiolesca mette in relazione stili, soggetti, storie e mondi diversissimi. L’informe di Pollock sarà così allo specchio con il non-finito di Michelangelo, il Rinascimento della forma classica fiorentina e italiana sarà idealmente messo in dialogo con quello dell’anti-forma dell’artista statunitense, in un’esposizione che si trasforma in un evento-esperimento epocale.


La mostra nasce in occasione del 450/o anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti, avvenuta a Roma il 18 febbraio 1564 e si svolgerà tra Palazzo Vecchio, che ospita nel Salone dei Cinquecento il Genio della Vittoria di Michelangelo e dove saranno esposti disegni e dipinti di Pollock, e l’ex tribunale di San Firenze, dove invece verrà allestita la parte multimediale, con spazi interattivi e didattici sulla vita e l’arte del pittore. La mostra sarà inaugurata a primavera.
“Un progetto ardito – sottolinea il sindaco Matteo Renzi – che sarà una straordinaria occasione di conoscenza, arte, cultura e approfondimento da parte dei cittadini e dei turisti che vorranno visitare la mostra. Investire sulla cultura è da sempre una priorità dell’amministrazione: basti pensare ai progetti di ampliamento di Palazzo Vecchio e della biblioteca delle Oblate, al raddoppio dei visitatori dei musei civici, all’apertura di nuovi spazi museali e a breve all’inaugurazione definitiva del nuovo teatro dell’Opera e quella del museo del Novecento. Questa mostra si dimostra un ulteriore tassello del nostro impegno”.
Jackson Pollock, spiegano i curatori della mostra Sergio Risaliti e Francesca Campana, è riconosciuto come il fondatore dell’action painting, ovvero di una pittura realizzata poggiando la tela direttamente sul pavimento per poi operare con una serie di gesti furiosi, come in trance, lasciando sgocciolare il pigmento molto diluito direttamente sul piano di rappresentazione, senza un disegno progettuale o un riferimento naturale precedente. I suoi dripping risultano in effetti contrari, se non perfettamente opposti, a quanto realizzato dal Buonarroti sulla volta della Sistina, dove l’artista era costretto a lavorare secondo i canoni figurativi e dogmatici dell’epoca, sebbene poi la pittura fosse stesa sulla volta come se questa fosse un piano orizzontale posto a un’altezza irraggiungibile e non su una tela, posta verticalmente sul cavalletto a poca distanza dal riguardante e in asse col proprio corpo.
Ma i due mondi hanno però un trait d’union negli studi giovanili di Pollock, quando il futuro protagonista della pittura americana del XX secolo è ancora indeciso se essere pittore o scultore. Sappiamo dai documenti grafici conservati al Metropolitan Museum di New York che il giovane Pollock studiava e rifletteva sull’opera di Michelangelo. Esistono fogli con disegni eseguiti da Pollock – Sketchbooks I e II- che riproducono gli ‘ignudi’ della Sistina, la Sibilla Cumana e il profeta Giona, alcune figure del Diluvio, perfino l’Adamo nella sua celebre posizione e studi di posizioni e panneggi dal Giudizio. Preziose informazioni si ricavano da un saggio di Katharine Baetjer, pubblicato dal museo americano nel 1997, in occasione di una mostra dedicata a questi preziosi taccuini da disegno. Esporre Pollock a Firenze assume quindi, sottolineano i curatori, un significato veramente epocale. Si tratta di porre a confronto due mondi e due epoche: una appare incentrata sulla trascendenza della figura e sulla sublimazione della materia nel movimento del corpo; l’altra sulla fenomenologia dell’informe e sulla mistica geometria del caos. Pollock come il Buonarroti può essere definito “artista universale” e come il geniale scultore fiorentino sembra aver lavorato ad ogni opera in preda al furore. “Quando sono ‘dentro’ i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo”, sosteneva Pollock, mentre Michelangelo dichiarava nelle Rime che “I’ sento in me non so che grand’amore, che quasi arrivere’ ‘insino alle stelle”.

Pitti Uomo 85

E’ iniziata oggi Pitti Uomo 85, con la cerimonia inaugurale in Palazzo Vecchio.
“Da Pitti deve arrivare all’Italia un messaggio forte: la crisi c’è stata e c’è ancora, non lo sottovalutiamo, ma la crisi non deve essere sprecata ma deve diventare una grande occasione per rimodellare noi stessi con coraggio”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi, inaugurando a Palazzo Vecchio l’85/a edizione di Pitti Immagine Uomo.


La cerimonia ha visto la presenza anche di Gaetano Marzotto, presidente Pitti Immagine, Claudio Marenzi, presidente Sistema Moda Italia, Stefano Ricci, presidente Centro di Firenze per la Moda Italiana,Enrico Rossi, presidente Regione Toscana, Federico Ghizzoni, amministratore delegato Unicredit, e Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico.
“Basta – ha sottolineato Renzi – vivere nella cultura del piagnisteo: la politica tolga gli alibi e faccia ciò che deve. Il mondo attorno a noi sta correndo, non solo il far east ma anche le economie tradizionali. Abbiamo sprecato la crisi, non sprechiamo la ripresa”.
Durante l’inaugurazione è stata presentata l’iniziativa che vedrà Firenze protagonista nel giugno prossimo: un omaggio alla città da parte di Salvatore Ferragamo, Gucci, Emilio Pucci, Roberto Cavalli e Ermanno Scervino, ovvero cinque protagonisti della moda internazionale contemporanea ‘born in Florence’.
“Pitti – ha dichiarato Renzi – ci invita a fare sempre qualcosa di più nel campo della moda, obbliga la città a dare il meglio di se stessa, diventa il paradigma di ciò che l’Italia dovrà fare. Pensiamo al valore imprenditoriale delle tante piccole e medie imprese del Made in Italy che lavorano nel campo della moda e che creano posti di lavoro, pensiamo alla necessaria riforma della legge elettorale e alle riforme del lavoro, all’Europa che deve ricominciare a credere nell’Italia: sono tutte tessere di un puzzle complessivo che deve farci cogliere la sfida della contemporaneità. Rimodelliamo noi stessi con coraggio”.

Domenica del Fiorentino 12 gennaio

Domenica del Fiorentino 12 gennaio con entrata ai musei civici gratuita per i residenti a Firenze e provincia.
La prima Domenica del Fiorentino del 2014 propone – oltre alle consuete visite in Palazzo Vecchio, Museo Stefano Bardini, Complesso di Santa Maria Novella – una serie di percorsi e laboratori centrati sui temi dell’acqua e delle fontane in età medicea, concepiti e realizzati grazie al supporto di Publiacqua: Acque e fontane nel Palazzo Ducale, Intorno al Nettuno, Fonti di luce.


Da segnalare inoltre il percorso dedicato a Niccolò Machiavelli Cancelliere, proposto in occasione delle celebrazioni relative a Il Principe e al suo autore, nonché le attività per i più piccoli sulle storie dei colori, proposte grazie al sostegno di Giotto-FILA: i protagonisti sono il Bianco in Palazzo Vecchio e il Blu presso il Museo Bardini. Saranno inoltre proposte eccezionalmente e in forma gratuita le visite guidate al Museo del Ciclismo Gino Bartali (via Chiantigiana 175, Ponte a Ema), realizzate in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Gino Bartali.
Si ricorda che per tutte le visite guidate e le attività la prenotazione è obbligatoria, così come per gli accessi alla Torre di Arnolfo (ingressi ogni mezz’ora in orario 10.00/17.00, ultimo accesso ore 16.30) e alla Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine (ingressi ogni venti minuti in orario 13.00/17.00, ultimo accesso ore 16.20). All’atto della prenotazione è possibile riservare una sola visita o attività nel corso della giornata per un massimo di 10 persone.
Senza prenotazione è il solo accesso ai Musei Civici Fiorentini, gratuito per tutti i nati e/o residenti a Firenze e in provincia: è sufficiente mostrare la card UnbacioneaFirenze o il proprio documento di identità per entrare gratuitamente e senza alcuna prenotazione in Palazzo Vecchio (orario 9.00/24.00), Santa Maria Novella (orario 12.00/17.00), Museo Stefano Bardini (orario 11.00/17.00), Fondazione Salvatore Romano (orario 10.00/16.00).

Nuovo Museo del Novecento

Ad aprile aprirà il nuovo Museo del Novecento.Il sindaco Renzi e l’assessore Givone hanno illustrato i principali progetti culturali in città, presentando alla stampa in anteprima alcune sale del nuovo Museo del Novecento che nascerà ad aprile in piazza Santa Maria Novella, nell’ex convento delle Leopoldine, e più in generale compiendo un excursus su quanto fatto nel mandato sul fronte culturale e sui progetti futuri.

http://wordpress.comune.fi.it/wpreda/flic/wp-content/uploads/2011/11/leopoldine-s.m.n.-300x225.jpg“Per la città di Firenze – ha spiegato Renzi – stanno per concretizzarsi molti progetti impostati all’inizio dei nostri cinque anni di mandato: dal Museo del Novecento fino al Nuovo Teatro dell’Opera, la cui inaugurazione è prevista il 10 maggio, dal Palazzo Vecchio rinnovato con i nuovi spazi e il prossimo foyer del teatro romano fino ai progetti per i restauri di varie opere o all’allestimento degli Arazzi del Bronzino nel Salone dei Duecento”.
Il museo del Novecento verrà inaugurato il 30 aprile, in occasione delle Notte Bianca. Si tratta di quasi 2600 metri quadrati, distribuiti su 5 piani e un chiostro interno, con 800 metri quadrati di superficie espositiva in 20 sale. “Qui – ha spiegato l’assessore alla cultura Sergio Givone – troveranno spazio oltre 2300 opere contemporanee che la città possiede e che da decenni non hanno trovato un casa. Con il museo del Novecento, finalmente, abbiamo ricostruito il tessuto di una storia aperta e ancora da scrivere”. Verranno esposte tra l’altro opere di De Chirico, Sironi, Carrà, Morandi, Marini, Sassu, Guttuso, Barni, Ranaldi, Mannucci, Salvadori, Loffredo, Berti, Farulli, Magnelli e De Pisis.
Continuano intanto i lavori delle Grandi Oblate, ovvero il progetto di raddoppio degli spazi della biblioteca di via dell’Oriuolo che si trasformerà in una public library a scaffale aperto sul modello europeo (tre milioni di investimento di cui il 60% dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze), e quelli del progetto Florence I care, che prevede l’aiuto di privati nei restauri dei beni culturali cittadini: a breve partiranno i lavori di recupero di quattro fontane (San Niccolò, Santo Spirito, Santissima Annunziata e Fonticine) per 350 mila euro di investimento.
In corso, poi, l’ampliamento del museo di Palazzo Vecchio, che dal 2008 al 2013 ha visto quasi raddoppiati i suoi visitatori passando da 361 mila a circa 650 mila presenze. In generale tutti i musei civici hanno visto un aumento dei visitatori che nello stesso periodo di tempo sono incrementati del 140%, passando da mezzo milione a 1,2 milioni di persone, con un contestuale aumento delle entrate (circa quattro milioni di euro nel 2013 ).


Aperture straordinarie Musei Civici Fiorentini

Aperture straordinarie Musei Civici Fiorentini. Fino a domenica 12 gennaio sono previste aperture straordinarie dei musei civici con orari ampliati per accogliere i numerosi turisti che affollano la città per le vacanze natalizie. Palazzo Vecchio fino al 12 gennaio (eccetto i giovedì quando chiude alle 14) l’orario di apertura sarà prolungato fino a mezzanotte.  Il complesso di Santa Maria Novella sarà aperto dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17.30; il venerdì dalle 11 alle 17.30; il sabato dalle 9 alle 17 e la domenica e i festivi dalle 13 alle 17. La Cappella Brancacci sarà aperta i giorni feriali (ad eccezione del martedì) dalle 10 alle 17; la domenica e le festività dalle 13 alle 17; chiusa a Befana. Il Museo Stefano Bardini sarà aperto dal venerdì al lunedì dalle 11 alle 17. La Fondazione Salvatore Romano sarà aperta dal sabato al lunedì dalle 10 alle 16.