Firenze: villa di Rusciano all’asta per 7 milioni

Firenze: villa di Rusciano all’asta per 7 milioni

Sarà alienata la villa di Rusciano, immobile storico del patrimonio comunale di Firenze, risalente al XIV secolo. La base d’asta è quantificata in 7.270.000 euro e le offerte potranno essere presentate entro le 12 dell’1 agosto 2018.

L’apertura della offerte è prevista per il 2 agosto alle 10. E’ quanto spiega lo stesso Comune che oggi ha pubblicato l’avviso per la vendita. La villa, che oggi ospita gli uffici della direzione ambiente di Palazzo Vecchio, è costituita da più corpi di fabbrica e superficie esterne, per un totale di circa 4.700 mq.
L’immobile è di interesse storico ed è tutelato ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004: per l’alienazione è stata quindi necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza. Il regolamento urbanistico prevede che la struttura possa essere destinata ad attività turistico-ricettive o ad attività direzionali: i proventi della futura vendita saranno destinati dal Comune di Firenze a coprire spese di tipo sociale legate alla formazione dei giovani.

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Firenze: villa di Rusciano all’asta per 7 milioni

Firenze: villa di Rusciano all’asta per 7 milioni

Sarà alienata la villa di Rusciano, immobile storico del patrimonio comunale di Firenze, risalente al XIV secolo. La base d’asta è quantificata in 7.270.000 euro e le offerte potranno essere presentate entro le 12 dell’1 agosto 2018.

L’apertura della offerte è prevista per il 2 agosto alle 10. E’ quanto spiega lo stesso Comune che oggi ha pubblicato l’avviso per la vendita. La villa, che oggi ospita gli uffici della direzione ambiente di Palazzo Vecchio, è costituita da più corpi di fabbrica e superficie esterne, per un totale di circa 4.700 mq.
L’immobile è di interesse storico ed è tutelato ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004: per l’alienazione è stata quindi necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza. Il regolamento urbanistico prevede che la struttura possa essere destinata ad attività turistico-ricettive o ad attività direzionali: i proventi della futura vendita saranno destinati dal Comune di Firenze a coprire spese di tipo sociale legate alla formazione dei giovani.

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Restauro con ‘vista’ per l’orologio della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio 

Restauro con ‘vista’ per l’orologio della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio 

Per la prima volta sarà resa accessibile la sala adiacente dove è conservato l’antico meccanismo.

L’antico orologio della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, uno dei più grandi al mondo, sarà restaurato e sarà per la prima volta visitabile da vicino: sarà infatti resa accessibile la stanza attigua al manufatto, dove è conservato l’antico meccanismo che scandisce le ore. I lavori costeranno 125 mila euro e arriveranno tramite erogazione liberale da Giuliano Mazzuoli S.r.l., azienda artigiana operante nel settore dell’orologeria, con la collaborazione di Andrea Palmieri, maestro orologiaio conosciuto ed accreditato nel campo del restauro di orologi antichi, e di Ugo Pancani, tecnico di fama internazionale nel campo dei movimenti per orologeria, già docente di micromeccanica e orologeria presso l’Istituto Superiore Leonardo da Vinci di Firenze.
Il restauro si inserisce nel progetto FLIC Florence I Care che consente ai privati di finanziare in varie forme i lavori di riqualificazione dei principali monumenti cittadini. Il progetto esecutivo è stato approvato nell’ultima seduta di giunta. Il grande segnatempo fu originariamente costruito dal fiorentino Nicolò Bernardo nel 1353, in un’officina in una via in prossimità del Duomo che da allora venne chiamata Via dell’Oriuolo. Nel giugno del 1500 al fiorentino Lorenzo della Volpaia (famoso per aver costruito l’orologio dei pianeti per i Medici), uno dei migliori costruttori di strumenti scientifici del Rinascimento, fu affidato sia il compito di riparare l’orologio che quello di “temperatore”, incarico quest’ultimo che tenne per lungo tempo e trasmise in seguito ai discendenti.
Il Granduca Ferdinando II ordinò un nuovo orologio per la Torre, con la specifica che l’orologio avrebbe dovuto rendere memoria a Galileo ed alle sue invenzioni nel campo dell’orologeria. In pochi sanno che l’orologio attuale presenta lo scappamento e il pendolo regolatore di Galileo e fu proprio grazie a questo orologio che il Granduca pianificò un programma per la regolazione di tutti i segnatempo della Toscana, tramite tavole ideate dal matematico di corte Vincenzo Viviani.
Nel 1665 il Granduca commissionò all’orologiaio di corte J.P. Treffler il nuovo orologio. La costruzione, realizzata ad Augusta da Georg Lederle su indicazioni dello stesso Treffler fu completata nei primi mesi del 1667 e lo stesso Treffler lo trasportò, su quattro carri trainati da buoi, nell’estate dello stesso anno a Firenze. L’ultimo restauro con modifica della ruota scappamento risale al 1840 circa, mentre l’ultimo restauro conservativo effettuato nel 1990.
L’orologio è di dimensioni straordinarie, uno dei più grandi al mondo, circa due metri di lunghezza e larghezza per due metri e mezzo di altezza composto da due parti: la prima treno delle ruote per il tempo con la particolarità di essere dotato di un’unica lancetta che indica le ore, la seconda treno delle ruote per la suoneria collegata alla campana del Leone (o dei rintocchi) e alla campana del Mezzogiorno. La campana del Mezzogiorno suona solo una volta nella giornata, mentre i rintocchi corrispondenti alle ore vengono scanditi dalla campana del Leone, e ripetuti dopo 5 minuti. I lavori consteranno in un intervento di manutenzione, pulitura ed oliatura delle parti meccaniche per garantire il mantenimento e il buon funzionamento. Inoltre sarà resa fruibile a cittadini e visitatori la stanza attigua all’orologio, ripristinando la completa agibilità degli ambienti originari. Sarà così possibile osservare da vicino gli antichi ingranaggi tutt’oggi funzionanti: all’interno sono collocati infatti i diversi apparecchi di comando delle campane e dell’orologio con servomeccanismo a funzionamento digitale che pilota la lancetta posta in facciata, mentre tramite una scala di legno si sale fino alla cella che ospita il meccanismo storico vero e proprio.

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Pasqua al museo: ecco i musei di Firenze aperti per il ponte

Pasqua al museo: ecco i musei di Firenze aperti per il ponte

Il museo di Palazzo Vecchio sarà aperto a Pasqua e Pasquetta con orario prolungato. Saranno visitabili anche gli scavi archeologici del teatro Romano e la Torre. Nei due giorni festivi saranno aperti anche il Museo Novecento e Santa Maria Novella. Gli altri musei civici saranno chiusi a Pasqua e aperti a Pasquetta.

Ecco gli orari completi:

Palazzo Vecchio e Scavi Archeologici, Piazza Signoria 1: domenica 1 e Lunedì 2 aprile h. 9.00 – 23.00

Torre: domenica 1 e Lunedì 2 aprile h. 9.00 – 21.00 (accesso sospeso in caso di pioggia. La visita terminerà al Camminamento di ronda)

Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella, 10: domenica 1 e Lunedì 2 aprile h. 11.00 – 20.00

Santa Maria Novella, Piazza Santa Maria Novella e Piazza Stazione,4: domenica 1 aprile h.13.00 – 17.30; lunedì 2 aprile h. 9.00 – 19.00

Museo Stefano Bardini, via dei Renai 37: domenica 1 aprile CHIUSO; lunedì 2 aprile h. 11.00 – 17.00

Cappella Brancacci, Piazza del Carmine, 14: domenica 1 aprile CHIUSO; lunedì 2 aprile h. 13.00 – 17.00 (prenotazione gratuita ma obbligatoria: 055-2768224 / 055-2768558)

Fondazione Salvatore Romano, Piazza Santo Spirito: domenica 1 aprile CHIUSO; lunedì 2 aprile h. 13.00 – 17.00

Museo Bigallo, Piazza San Giovanni, 1: domenica 1 aprile CHIUSO; lunedì 2 aprile visite accompagnate h.10.00 e 12.00 (Richiesta la prenotazione: 055 288496)

Museo del Ciclismo Gino Bartali, Via Chiantigiana, 175 – Ponte a Ema: domenica 1 aprile CHIUSO; lunedì 2 aprile CHIUSO

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Palazzo Vecchio in prima tv su Rai3

Palazzo Vecchio in prima tv su Rai3

Firenze, sabato 17 marzo Palazzo Vecchio, lo straordinario museo, che fu sede della Signoria, del Ducato di Firenze, del Parlamento del Regno d’Italia e tuttora sede del Comune di Firenze, sarà protagonista della suggestiva ricostruzione con animo documentaristico dal titolo “Palazzo Vecchio: una storia di arte e potere”, in onda in prima tv alle 16:40 su Rai3.

Diretto da Piero Messina e prodotto da Ballandi Arts con RAI Com e RSI, il documentario, si compone di due anime, la prima assolutamente contemporanea, mostra il ruolo ancora oggi centrale di Palazzo Vecchio per la città di Firenze, mentre l’altra è legata invece al passato, di cui si fanno rivivere i fasti grazie a suggestive ricostruzioni storiche girate all’interno delle sue mura che permettono al telespettatore di calarsi realmente nell’atmosfera di epoche lontane, ai tempi in cui i tanti e celebri personaggi storici che hanno vissuto questi luoghi, davano vita alle gesta che li resero celebri.

Un viaggio nella bellezza di un luogo antico che conserva tutt’oggi il suo fascino indiscusso e che nasconde, dietro le sue grosse pietre, i segni dei numerosi cambiamenti politici, architettonici e artistici di cui è stato teatro e protagonista insieme, e che il documentario mostra e ricostruisce – passo passo – anche attraverso la descrizione delle straordinarie opere d’arte che vi sono custodite, segno imperituro dei fasti delle dinastie che si sono succedute nel tempo.

“Palazzo Vecchio: una storia di arte e potere” parte, con il suo racconto, dall’epoca del casato dei Medici che furono i primi a imprimere una svolta decisiva per le sorti dell’edificio dando inizio a una stagione di leggendario mecenatismo ed in particolare dal suo momento di massimo splendore: le nozze tra Francesco I de’ Medici e Giovanna D’Austria del 1565.

Da qui si ripercorrono poi via via le grandi gesta di uomini e artisti che hanno realizzato opere d’arte immortali, come il sontuoso Salone del Cinquecento o la Cappella del Bronzino. Il telespettatore verrà così accompagnato per le stanze del Palazzo come se stesse realmente partecipando a un’affascinante visita guidata per scoprire le singolari bellezze e i dettagli conservati nelle sale, ma con in più la possibilità di muoversi tra epoche e momenti storici differenti con l’obiettivo di comprendere fino in fondo i corsi e ricorsi storici che hanno reso Palazzo Vecchio un luogo straordinario ed eterno.

Palazzo Vecchio: una storia di arte e potere è una produzione Ballandi Arts con RAI Com e RSI Radiotelevisione svizzera. Scritto da Marco Pisoni e Chiara Baffa, la regia è di Piero Messina, fotografia di Francesco Di Giacomo, scenografia di Mario Fontana e Anna Forletta e montaggio di Marcello Saurino.

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