In piazza Annigoni nuovo mercato antiquario di Firenze

In piazza Annigoni nuovo mercato antiquario di Firenze

Ok giunta comunale, in 28 box spazio attività ex Pulci.

Piazza Annigoni a Firenze cambia volto con il nuovo mercato antiquario, che recupera il disegno ottocentesco. Metallo, vetro e strutture ad archi saranno gli elementi portanti delle nuove strutture espositive che accoglieranno le attività dell’ex Mercato delle pulci di piazza
dei Ciompi. Lo ha deciso oggi la giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re, che ha dato il via libera al progetto definitivo dei nuovi 28 box espositivi elaborato da Breschistudio di Alberto Breschi. Un intervento da 600mila euro, finanziato dall’amministrazione comunale.

Il progetto, condiviso con gli operatori, prevede la realizzazione di 28 box espositivi con tipologie a due o tre unità. Sono disposti su due file di 14 elementi, in asse con la fila dei lampioni esistenti. Ogni box misura circa 17 metri quadrati di superficie utile calpestabile. È prevista una struttura in acciaio secondo un disegno ad archi modulare che riprende il disegno ottocentesco dei pali di illuminazione.

All’interno della struttura, che rimane a vista, pannelli coibentati con una finitura in alluminio anodizzato o laminato per esterni. Il pavimento sarà in legno. La struttura a vista
avrà una finitura e coloritura simile a quella dei pali di illuminazione esistenti, color grigio.

In ciascun box è previsto un soppalco per impianti e deposito. I box avranno un infisso in vetro a due ante scorrevoli sul lato espositivo con pannelli di chiusura che, ribaltati in fase di apertura, potranno servire come tettoia per eventuali esposizioni esterne.

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Tramvia: stazione; Stella (Fi), Comune costretto a retromarcia

Tramvia: stazione; Stella (Fi), Comune costretto a retromarcia

“Mi chiedo se a Palazzo Vecchio dilettanti allo sbaraglio”.

“Mi chiedo se a Palazzo Vecchio non ci siano dei dilettanti allo sbaraglio. Altrimenti riesce
difficile spiegarsi quel che è accaduto oggi a Firenze, con il traffico paralizzato a seguito della chiusura della rotatoria della stazione, e la sua riapertura dopo alcune ore, quando le
proteste di cittadini, autisti dei bus e tassisti hanno obbligato il Comune a una precipitosa retromarcia”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, e coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella, in merito ai disagi al traffico nella zona della stazione.

“Stamattina alle 10 – ricorda in una nota – è stata chiusa la rotonda della stazione a causa dei lavori della tramvia. Un caos annunciato che si è puntualmente presentato. Il traffico da via Nazionale era lentissimo, auto e bus andavano a passo d’uomo. E’ stato eliminato l’attraversamento della rotonda che da via Nazionale permette di arrivare alla scalinata e sono stati modificati i tragitti dei bus e delle auto. Poi, di fronte alle proteste e alla paralisi della mobilità cittadina, si è deciso di riaprire la rotonda”.

“Ci auguriamo che non si ripetano i gravi errori di oggi, e che siano state verificate tutte le
opzioni disponibili”, conclude.

Intanto il Comune fa sapere che è di 1,4 milioni di euro la somma totale delle agevolazioni Tari ottenuto a Firenze nel 2017 dalle attività economiche interessate dai cantieri delle linee 2 e 3 della tramvia. Un budget, si spiega in una nota, raddoppiato rispetto a quello di 500mila euro inizialmente previsto e che è stato riconosciuto di diritto, senza bisogno di richiesta da parte degli interessati. Le agevolazioni hanno riguardato tutte le attività posizionate lungo le strade direttamente interessate dai lavori o indirettamente coinvolte a causa di limitazioni alla viabilità legate alla presenza di lavori nelle vie limitrofe.

I criteri di applicazione hanno previsto per le strade o piazze con chiusura veicolare (anche solo della carreggiata) l’abbattimento del 100%, mentre per quelle con ridotta accessibilità l’abbattimento è stato del 60 per cento. Per le strade e piazze collaterali al tracciato delle linee in costruzione, l’abbattimento è stato del 100% in caso di chiusura (anche solo della carreggiata) e del 30% in caso di cantiere o viabilità alternativa con ridotta accessibilità.

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Firenze: predisposto piano emergenza neve

Firenze: predisposto piano emergenza neve

Scatterà dal 1 dicembre per terminare il 31/3/2018.

Pronto il piano emergenza neve e ghiaccio per l’inverno 2018. In Palazzo Vecchio, si sono riuniti tutti i soggetti che dovranno garantire gli interventi: protezione civile, direzione mobilità, direzione ambiente, polizia municipale, Alia spa e aziende che collaborano con
l’amministrazione comunale. Il piano operativo, messo a punto venerdì scorso, scatterà il 1 dicembre e terminerà il 31 marzo 2018.

Per la viabilità principale, che ha priorità di intervento, sono interessati dal piano 485 chilometri nelle seguenti zone: viali di circonvallazione nord – sud; viale Lavagnini e Careggi; viadotto Indiano e viale XI Agosto; via Aretina, Cure Oberdan Masaccio; via Pistoiese, via Baracca e Porta al Prato; piazza Gaddi, viale Talenti, Torregalli, Legnaia, Soffiano, Isolotto e Argingrosso; via Forlanini e via Vittorio Emanuele; via Faentina, Cure alte, San Domenico e Settignano; viadotto Marco Polo e Lungarni da nord a sud; viale Redi, via Mariti e Rifredi; viale Guidoni, via Pistoiese e via Baracca; Firenze sud e Affrico; via Bolognese. A seguire, tutte le altre zone della città saranno interessate dallo sgombero neve o eventuale salatura delle strade. In particolare, al centro storico sono destinati 10 piccoli spargisale. Complessivamente saranno messi in campo 33 mezzi tra spargisale e spalaneve; 500 tonnellate di sale stoccato da Alia e 330 tonnellate sale stoccato dall’amministrazione comunale.

Tutte le operazioni saranno coordinate dalla sala operativa comunale della protezione civile che si avvarrà della collaborazione delle associazioni di volontariato.

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Firenze: giro vite anti slot, no vicino parchi e scuole

Firenze: giro vite anti slot, no vicino parchi e scuole

Studiosa: a Firenze si spende più della media nazionale per il gioco d’azzardo.

A Firenze stop all’apertura di sale slot e a nuove ‘macchinette’ nel raggio di 500 metri da
scuole, impianti sportivi, discoteche, parchi, sportelli bancomat e altri luoghi sensibili. In più, penalità nell’assegnazione di contributi e nel riconoscimento di canoni agevolati a esercenti del settore, e siti di gioco online bannati dal wifi comunale. Queste alcune delle misure contenute nel nuovo regolamento anti-slot che ha avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re: emanato dopo la bocciatura, da parte del Tar, dell’ordinanza con cui Palazzo Vecchio fissava a 14 ore giornaliere al massimo l’apertura di sale slot e videopoker, il testo attuale prevede inoltre che debba essere emessa una nuova ordinanza, che, in base ad una intesa tra Stato e Regioni del settembre scorso, fissa a 18 ore il limite di esercizio quotidiano di questi spazi.

Il provvedimento, che dovrà passare all’esame del Consiglio comunale, è stato presentato oggi in Palazzo Vecchio dall’assessore Del Re, alla presenza dell’assessore al Welfare Sara Funaro, dell’ordinario di Psicologia dello sviluppo dell’Università di Firenze Franca Tani, della presidente del Consiglio comunale di Prato Ilaria Santi e della responsabile Anci Toscana sul gioco d’azzardo patologico Simona Neri.

“Un intervento complesso – ha spiegato l’assessore Del Re – che nasce nell’ambito di un lavoro fatto con Anci Toscana per arrivare a una regolamentazione il più possibile uniforme, e che poggia su uno studio dell’Università degli Studi di Firenze, a cui ci siamo rivolti dopo che il Tar aveva contestato la carenza di studi scientifici sulla ludopatia alla base della precedente ordinanza di limitazione degli orari”. Lo studio in questione è stato realizzato dal dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Firenze, in particolare da Franca Tani, ordinaria di Psicologia dello sviluppo, autrice di pubblicazioni di livello in materia.

Nel dettaglio, in base al regolamento, non potranno essere aperte nuove sale slot o sale
scommesse nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, impianti sportivi, chiese, ospedali, università, discoteche, biblioteche comunali, musei, parchi e giardini
individuati con i quartieri, perchè più frequentati da giovani e over 65; il Comune di Firenze non potrà concedere il patrocinio a iniziative o eventi organizzati da soggetti che gestiscono o hanno installate nei propri locali le cosiddette ‘macchinette’.

In tema di contributi e agevolazioni, agli stessi soggetti saranno applicate penalizzazioni nell’assegnazione dei punteggi per l’accesso ai finanziamenti e non sarà riconosciuto il canone agevolato riconosciuto a chi si trova in sedi di proprietà del Comune. Le ultime due misure saranno effettive decorsi 24 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, in considerazione delle penali spesso previste dai contratti per il recesso firmai dai gestori.

Infine, dall’entrata in vigore del regolamento i siti di gioco on line saranno bannati dal wifi libero del Comune di Firenze. Gli esercizi ‘slot-free’ potranno esporre l’apposito logo della Regione Toscana, oltre a un logo aggiuntivo a disposizione di quelli che banneranno i siti di gioco on line anche dalla propria rete wifi.

A Firenze si spende più della media nazionale per il gioco d’azzardo. E’ quanto è emerso oggi durante la presentazione del nuovo regolamento antislot del Comune di Firenze. Se gli italiani infatti spendono in media a livello pro capite circa 1500 euro in un anno per il gioco d’azzardo, questa somma, per quanto riguarda il territorio del comune di Firenze, sale a 1600. E’ quanto ha spiegato la docente ordinaria di psicolgia, esperta di ludopatie Franca Tani.

La studiosa ha spiegato poi che a Firenze c’è un numero di punti gioco di oltre cinque volte superiore alla media regionale, un incremento di oltre il doppio del consumo di gioco d’azzardo nell’ultimo biennio rispetto alla media nazionale; una spesa pro-capite per il consumo di gioco che supera del 6% la media pro-capite nazionale. Dati ai quali corrisponde negli ultimi 16 anni un aumento del 76% delle richieste ai centri per disturbo da gioco d’azzardo.

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Appalti piscine Firenze: pm, processare Vannucci e complici

Appalti piscine Firenze: pm, processare Vannucci e complici

Inchiesta turbativa asta, procura chiede rinvio a giudizio.

La procura di Firenze ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare il processo per l’assessore allo sport del Comune di Firenze Andrea Vannucci e altre sette persone accusati con lui, a vario titolo, di turbativa d’asta e falso nell’assegnazione a privati, con gare, della gestione di alcune piscine comunali. La richiesta di rinvio a giudizio, notificata nelle ultime ore, è firmata dai pm Giuseppina Mione e Filippo Focardi.

Oltre a Vannucci, viene chiesto il processo anche per la dirigente dell’assessorato allo sport Elena Toppino, e per i funzionari comunali Loris Corti e Jacopo Vicini, gli imprenditori Franco Bonciani, a suo tempo segretario comunale del Pd a Rignano sull’Arno (Firenze), e Cipriano Catellacci, e per i membri della commissione gare di Palazzo Vecchio, Emilio Carletti e Stefano Perla.

Indagini della guardia di finanza, iniziate nel 2014, avrebbero fatto emergere presunte collusioni fra politica, imprenditori privati e personale amministrativo del Comune per pilotare le gare con cui dare in gestione le piscine comunali di San Marcellino nel 2013 e Paganelli nel 2015, andate a un’associazione temporanea d’impresa (Ati) capeggiata dalla Firenze Pallanuoto di Catellacci. Ati a cui aderiva anche la società Acquatica di Bonciani e la Centro Nuoto Cittadella.

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