Izis il Poeta della Fotografia

“Si dice spesso che le mie fotografie non sono realiste. Non sono realiste, ma è la mia realtà”.

Continua fino al 6 gennaio 2014 al Museo Nazionale Alinari della Fotografia (piazza S. M. Novella 14a r),la Mostra IZIS. Il Poeta della Fotografia,che presenta  l’opera di Izis Bidermanas (1911-1980) uno dei grandi fotografi umanisti del secolo scorso, poeta dell’immagine, ritrattista e reporter.
La mostra , attraverso una selezione di circa 120 fotografie curata dal figlio Manuel Bidermanas con Armelle Canitrot e la proiezione del film “Aperçus d’une vie (Scorci di vita)”,offre l’occasione di una vera e propria scoperta, l’opportunità di conoscere l’intensa attività di questo autore che esiliato da giovane ha cercato di trovare riposo nel sogno. A distanza di tempo le sue fotografie, con il loro taglio affilato della luce e la loro particolare sensibilità all’atmosfera, sono sempre testimonianze di una grande poesia.
Citato in tutte le storie della fotografia, selezionato nel 1951 per la mostra al MoMa Five French Photographers con Brassai, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis e autore di molti libri considerati modelli intramontabili di riferimento, Izis resta ancora oggi un artista poco conosciuto al grande pubblico. Nato a Marijampole in Lituania, nella Russia zarista, il 17 gennaio 1911, negli anni Trenta a diciannove anni, scappa dalla miseria della sua terra per raggiungere la ‘Parigi dei sogni’, capitale dei pittori e degli Impressionisti. Da qui, durante la guerra, è costretto a rifugiarsi con la famiglia nella regione del Limousin. Dopo liberazione di Limoges, nel ‘44, si arruola nelle Forze Francesi dell’Interno (FFI) e, affascinato dai giovani della resistenza, realizza dei ritratti straordinari. Finita la guerra ritorna a Parigi dove prosegue la sua attività di ritrattista, fotografando artisti, poeti, scrittori e pittori che animano la vita culturale della città. Nel 1953 pubblica il libro Paradis terrestre, realizzato con Colette, in cui i suoi scatti traducono in immagini le parole della scrittrice che descrive i luoghi che amava frequentare prima di essere immobilizzata dalla malattia, come i Désert de Retz o il giardino zoologico di Clères. Dal 1949 inizia a lavorare per Paris Match collaborando fin dal primo numero come specialista del ritratto e rimane nella rivista per vent’anni, rivelandosi un reporter atipico dell’anti avvenimento che fotografa i soggetti più improbabili. A quel periodo risalgono le sue fotografie di Marc Chagall al lavoro, rare testimonianze della sua preziosa capacità di riuscire a cogliere l’animo e l’ispirazione che muovono gli artisti durante la creazione. Nel 1969 dedica un’intera opera, Le Monde de Chagall, all’amico pittore. E’ soprattutto, però, il ‘sogno’ di Parigi che Izis non smette di cercare nelle sue fotografie, tra i quartieri popolari, le rive della Senna e le fiere. Nelle tre opere Paris des revês (1950), Grand Bal du printemps (1951) e Paris des poètes (1977), delinea l’immagine di una città eterna e astorica. Nel 1952 pubblica Charmes de Londres, frutto della sua fuga in Inghilterra con Jacques Prévert e l’anno successivo The Queen’s People, sull’incoronazione della regina Elisabetta II. Nel 1955 realizza, poi, Israël e dieci anni più tardi Le Cirque d’Izis, la migliore opera della sua ricca bibliografia, che rivela la sua passione per il mondo circense.
Presente nelle maggiori collezioni pubbliche e private internazionali, nella sua sua opera Izis ha saputo conciliare la professione di reporter con una ricerca personale, riflettere sul dialogo tra l’immagine e la parola e ricercare la coerenza tra soggetto, emozione e forma. Nei dieci libri attraverso i quali ha orchestrato il suo lavoro, si disegna in filigrana il ritratto di un artista affascinante, segnato dalla difficoltà dell’esilio e dalla guerra. Di natura puramente poetica la sua fotografia è intuitiva e, tra i fotografi umanisti, è colui che più si è allontanato dalla realtà per entrare nel sogno.