L’apprezzamento per l’Unione europea cresce tra i suoi abitanti

L’apprezzamento per l’Unione europea cresce tra i suoi abitanti

I cittadini dell’Unione Europea si sentono più tutelati e ottimisti all’interno della comunità che nel proprio Paese, questo ha rivelato l’ultimo sondaggio del Parlamento Europeo.

Secondo un report del Parlamento Europeo, la risposta alla pandemia e le misure intraprese dalla Commissione Europea hanno convinto un numero crescente di cittadini europei che l’Unione Europea sia il luogo giusto in cui trovarsi nel 2021 e hanno aumentato la fiducia nei confronti dell’Unione.

Il 66% è ottimista sul futuro dell’Unione Europea e il 72% è convinto che il Recovery Plan, l’enorme piano di investimenti destinato alla ripresa delle economie nazionali colpite dalla pandemia, sarà molto più efficace di qualunque piano possa essere implementato autonomamente dai singoli Paesi membri. Sembra quindi che la reazione dell’UE alla pandemia si rivelerà un’occasione di rafforzamento per il legame tra l’Unione e i suoi cittadini.

Ovviamente l’aumento della fiducia verso il Governo Europeo non nasconde la situazione di crisi della popolazione. I cittadini si trovano a fronteggiare un mercato del lavoro caratterizzato da un calo dei tassi di occupazione che realisticamente continuerà fino alla fine del 2021 e da un’economia stagnante e priva di investimenti, il Recovery Plan è la misura indicata a far fronte a questa serie di problemi.

Il sondaggio ha messo in evidenza come, benchè grati di farne parte, i cittadini europei si aspettino un miglioramento nelle riforme del Parlamento Europeo. Tra le priorità indicate dalla cittadinanza risultano la povertà e l’ineguaglianza sociale, entrambi ambiti dove l’UE si è dimostrata timida a intervenire. Questo dato ha anche un aspetto incoraggiante: significa che la solidarietà tra i Paesi membri sta diventando un valore dei cittadini europei, come dimostrato dalla risposta strategia comunitaria di approvvigionamento dei vaccini.

Al netto degli ampi margini di miglioramento dell’operato dell’UE, resta un punto saldo: Dopo Brexit e l’elezioni presidenziali statunitensi del 2016, l’Unione Europea si afferma come la forza globale incaricata di indirizzare le politiche e le priorità dei prossimi anni.

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Firenze, consegnate le ‘Chiavi della città’ a David Sassoli

Firenze, consegnate le ‘Chiavi della città’ a David Sassoli

“Per il costante impegno da dedicato alle istituzioni comunitarie e per il conseguimento di significativi risultati a favore di un’Europa unita, pacifica, inclusiva e aperta al dialogo con i popoli vicini”. È questa la motivazione letta dal sindaco Dario Nardella al momento della consegna delle Chiavi della città a David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, che si è svolta nel Salone Cinquecento al termine del consiglio comunale straordinario su “L’eredità di Giorgio La Pira nell’Europa di oggi”.

La seduta, cui erano presenti anche rappresentanti di numerosi comuni toscani, si è aperta con i saluti istituzionali del presidente del consiglio comunale Luca Milani, a seguire un breve video sulla figura di La Pira e l’intervento del sindaco Nardella. Hanno poi preso la parola i capigruppo, il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni in rappresentanza dei colleghi delle altre circoscrizioni, il presidente dell’Istituto Universitario Europeo Renaud Dehousse e infine l’intervento di David Sassoli.

Il consiglio comunale straordinario si è chiuso con la cerimonia di consegna delle Chiavi della città, riproduzione fedele delle chiavi delle antiche porte di Firenze,  da parte del sindaco Nardella al presidente del Parlamento Europeo.

“E’ fondamentale attualizzare il pensiero lapiriano all’interno delle nostre vite e delle nostre azioni istituzionali – afferma il sindaco di Firenze, Nardella, nel suo intervento durante il consiglio comunale – e all’interno delle politiche europee come un potente fattore di rilancio dei valori fondanti dell’UE. È necessario più che mai dare concretezza al pensiero europeista lapiriano per perseguire il suo modello di azione. L’Europa può e deve farsi portatrice con rinnovata forza dei suoi valori fondanti: prima di tutto la pace”.

Nardella si dichiara orgoglioso di avere in Consiglio “il Presidente in questo ponte ideale che la lega a La Pira, credo sia un onere oltre che un onore”, augurandosi che “possa portare nel Parlamento e nelle istituzioni europee il messaggio, il valore, lo stile, la sobrietà e la concretezza, il coraggio di Giorgio La Pira”.

“E’ importante tornare a parlare di Europa con parole nuove – ha detto nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – e, soprattutto, con prospettive nuove partendo da quell’esperienza di valore politica ed amministrativa che a Firenze ha visto l’azione di Giorgio La Pira. La generazione politica degli anni ’50 e ’60 – ha ricordato Luca Milani – aveva un sogno europeo di pace e prosperità. Oggi l’Europa sembra aver smarrito quel sogno ed è vissuta, da molti, come una costrizione più che come un’opportunità. Sarebbe bello che proprio da Firenze ripartisse un comune sogno per l’Europa. Per l’Europa di oggi e per quella di domani”.

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