Renzi: “Prossima Leopolda si intitolerà ‘Lotto per…’ “

Renzi: “Prossima Leopolda si intitolerà ‘Lotto per…’ “

Il segretario del Pd nella sua newsletter: “Altro che mollare”. Giro, viceministro degli esteri: “tema ozioso, ci sono già state primarie. Doveroso riflettere su risultato siciliano”

“Qui non si molla di un centimetro. E anzi l’Ottava edizione della Leopolda avrà come simbolo L8: lotto per… iniziate a scrivere se sarete con noi dal 24 al 26 novembre e per cosa lottate voi. L8, lotto per… altro che mollare”. Lo scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua newsletter Enews.

E a riguardo della questione della leadership, il viceministro degli Esteri Mario Giro ha detto:”Questo tema della leadership è un tema che non interessa alle persone: è tutto interno a un partito della maggioranza, il partito maggiore della maggioranza adesso. Ed è chiaro che è un tema ozioso; ci sono state le primarie, punto. Non si discute il fatto che Renzi ha vinto le primarie”. Così Giro ha risposto a Firenze, a margine dell’evento Unity in diversity, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle affermazioni del capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, secondo il quale anche Paolo Gentiloni, oltre a Matteo Renzi, potrebbe essere un nome spendibile per Palazzo Chigi. “In ogni caso – ha aggiunto Giro – il fare continue polemiche su questo tema, ‘allora non Renzi, mettiamo un altro, ecc.’, sono tutte questioni di politica politicante che la gente neanche vuole sentire'”.

“Certamente essere arrivati terzi in Sicilia per la compagine di governo non è una buona notizia, anche se la Sicilia ha sempre le sue peculiarità: è sempre stata governata dal centrodestra, a parte l’ultima volta nel 2012 quando il centrodestra si presentò diviso”. Ha continuato il viceministro degli Esteri. “Però i dati siciliani, così come quelli di Ostia, dimostrano che la gran maggioranza delle persone rimangono a casa – aggiunge il viceministro – Questo accade perchè questa politica tutta presa dalle polemiche interne ha stufato la parte temperata del nostro elettorato: la parte sia di sinistra e se volete anche di centrodestra non si reca più alle urne perchè non apprezza questo tipo di polemiche al calor bianco, quindi si è disaffezionata. Quelli che vanno a votare sono i militanti, di una parte e dell’altra”.

“Dobbiamo fare tutti una riflessione – ha proseguito ancora Giro – perchè penso che ci sia bisogno di un ritorno di ragionevolezza: la gente non solo vuol sentire parlare dei problemi reali ma soprattutto vuole sentirne parlare in un certo modo. Non si possono utilizzare i problemi reali come delle clave, invece di cercare soluzioni ragionevoli. E questo riguarda tutti”.

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Il segretario del Pd nella sua newsletter: “Altro che mollare”. Giro, viceministro degli esteri: “tema ozioso, ci sono già state primarie. Doveroso riflettere su risultato siciliano”

“Qui non si molla di un centimetro. E anzi l’Ottava edizione della Leopolda avrà come simbolo L8: lotto per… iniziate a scrivere se sarete con noi dal 24 al 26 novembre e per cosa lottate voi. L8, lotto per… altro che mollare”. Lo scrive il segretario del Pd Matteo Renzi nella sua newsletter Enews.

E a riguardo della questione della leadership, il viceministro degli Esteri Mario Giro ha detto:”Questo tema della leadership è un tema che non interessa alle persone: è tutto interno a un partito della maggioranza, il partito maggiore della maggioranza adesso. Ed è chiaro che è un tema ozioso; ci sono state le primarie, punto. Non si discute il fatto che Renzi ha vinto le primarie”. Così Giro ha risposto a Firenze, a margine dell’evento Unity in diversity, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle affermazioni del capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, secondo il quale anche Paolo Gentiloni, oltre a Matteo Renzi, potrebbe essere un nome spendibile per Palazzo Chigi. “In ogni caso – ha aggiunto Giro – il fare continue polemiche su questo tema, ‘allora non Renzi, mettiamo un altro, ecc.’, sono tutte questioni di politica politicante che la gente neanche vuole sentire'”.

“Certamente essere arrivati terzi in Sicilia per la compagine di governo non è una buona notizia, anche se la Sicilia ha sempre le sue peculiarità: è sempre stata governata dal centrodestra, a parte l’ultima volta nel 2012 quando il centrodestra si presentò diviso”. Ha continuato il viceministro degli Esteri. “Però i dati siciliani, così come quelli di Ostia, dimostrano che la gran maggioranza delle persone rimangono a casa – aggiunge il viceministro – Questo accade perchè questa politica tutta presa dalle polemiche interne ha stufato la parte temperata del nostro elettorato: la parte sia di sinistra e se volete anche di centrodestra non si reca più alle urne perchè non apprezza questo tipo di polemiche al calor bianco, quindi si è disaffezionata. Quelli che vanno a votare sono i militanti, di una parte e dell’altra”.

“Dobbiamo fare tutti una riflessione – ha proseguito ancora Giro – perchè penso che ci sia bisogno di un ritorno di ragionevolezza: la gente non solo vuol sentire parlare dei problemi reali ma soprattutto vuole sentirne parlare in un certo modo. Non si possono utilizzare i problemi reali come delle clave, invece di cercare soluzioni ragionevoli. E questo riguarda tutti”.

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Etruria, Boschi: “Mai fatte pressioni, si usa mio nome per non parlare del sistema bancario”

Etruria, Boschi: “Mai fatte pressioni, si usa mio nome per non parlare del sistema bancario”

“Non ho intenzione di dimettermi sulla base di bugie dette da altri” dice il sottosegretario. Parrini (Pd): “Boschi vittima di nauseante macchina del fango”

“Mai fatta alcuna pressione, di nessun tipo. Parlare del sistema bancario, compresa Banca Etruria, come successo con Vegas, Ghizzoni o altri esponenti delle istituzioni o del settore bancario non vuole dire certo fare pressioni. Si usano il mio nome e la vicenda di Banca Etruria per non parlare dei veri scandali del sistema bancario italiano, delle lacune della vigilanza, delle responsabilità dei manager”. Così, intervistata da Repubblica, il sottosegretario Maria Elena Boschi si difende dalla bufera scoppiata dopo l”audizione del presidente Consob Giuseppe Vegas in Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.

“Sono sicura che di tutto il lavoro che oggi svolgerà la commissione di inchiesta si parlerà solo di un unico incontro di 10 minuti a casa mia che ebbi con Consoli e Fornasari, ospiti di mio padre. Quei 10 minuti, peraltro di cui a lungo si è già discusso sui giornali, saranno sicuramente più interessanti che capire cosa è successo in Veneto Banca negli ultimi 10 anni”.

L’sms di invito a casa di Vegas “mi sembrò inusuale”, spiega Boschi, “visto che non avevamo un rapporto di confidenza, e gli dissi che avrei preferito vederci al ministero o alla Consob. Mi pareva più corretto per il ruolo di entrambi vederci in un luogo istituzionale. Mi stupisce che oggi in commissione Vegas si sia ricordato di tante cose e non di questo sms tra i vari che mi ha inviato”.

“Parlando di banche, ho rappresentato a Vegas la possibilità che mio padre diventasse vicepresidente di Banca Etruria. Tutto qui. Sarebbe stato strano il contrario, visto il ruolo di Consob. Era una questione di trasparenza”. “Mai fatta alcuna pressione, di nessun tipo”, ripete. “Ho espresso preoccupazioni come le ho espresse per i risparmiatori di altre banche, ma non sono stata io a seguire le vicenda Etruria”.

“Non ho intenzione di dimettermi sulla base di bugie dette da altri”, aggiunge. “Sono due anni che ripetono che ho mentito in Parlamento, ma non è vero. Si cerca, attaccando me, di mettere in discussione un intero progetto politico. Il Pd è più forte delle loro bugie”. Quanto alla sua ricandidatura, “la scelta spetta al Pd”, dice. Le piacerebbe presentarsi in Toscana, “ma deciderà il partito”.

“Sono d’accordo con chi ha affermato che Maria Elena Boschi è vittima di un ‘mix vomitevole di sessismo, misoginia e sciacallaggio’. Nauseante è la macchina del fango messa in moto da un esercito di calunniatori senza scrupoli. L’immoralità di queste persone mi indigna più della loro bugiarderia. Perseguono obiettivi meschini disprezzando la verità. E non sembrano provare alcuna vergogna. Mi vergogno io per loro”. Lo afferma in una nota il parlamentare e segretario del Pd toscano Dario Parrini, all’indomani delle accuse all’ex ministro Boschi da parte dei parlamentari M5S e lo scontro in tv con Marco Travaglio.

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Pd, Parrini: “Candidatura figlio Verdini? Invenzione”

Pd, Parrini: “Candidatura figlio Verdini? Invenzione”

Il segretario regionale del PD: “naturale rivolgerci a tutti i partiti del centrosinistra per costruire un programma unitario e credibile di governo. Sul programma si possono fare le alleanze, non chiudiamo pregiudizialmente le porte a nessuno”

Quelle di una possibile candidatura del figlio di Verdini nelle fila del Pd, “mi paiono invenzioni degne di alcun commento”. Lo ha detto il segretario del Pd toscano Dario Parrini rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano della ipotesi dopo il sostegno di Ala per l’approvazione della legge elettorale.

“Per noi è un fatto naturale rivolgerci a tutti i partiti del centrosinistra per costruire un programma unitario e credibile di governo. Sul programma si possono fare le alleanze, non chiudiamo pregiudizialmente le porte a nessuno e soprattutto con i collegi uninominali una sinistra unita è la condizione per non fare regali alla destra e al populismo”. Sempre Parrini, a margine della presentazione dei nuovi nove segretari provinciali del partito. “Spero che nessuno voglia farli questi regali”, ha concluso.

Quella di Grasso “è una decisione che amareggia e che non condividiamo nelle motivazioni. Grasso ha criticato il ricorso alla fiducia e il contenuto della legge elettorale ma dicendo cose, secondo me, non corrispondenti alla verità”. Ha infine dichiarato il segretario regionale del Pd. “Queste sono le sue opinioni, resta il presidente del Senato e noi rispettiamo profondamente le istituzioni”, ha aggiunto.

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Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Le accuse di Bambagioni: “Violenza e truffa presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini”.

“Una denuncia politica” rispetto a “mancanza di trasparenza” e rischi di possibile “truffa”, come “successo a Signa”, nel tesseramento del Pd in Toscana che in questa fase si è dimostrato essere “antidemocratico”. É quanto spiegato oggi in conferenza stampa dal consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, esponente della corrente interna al partito che fa riferimento a Michele Emiliano. Alla conferenza era annunciato anche Valerio Fabiani, segretario Pd della Val di Cornia Elba e coordinatore regionale Dems, la corrente interna che fa capo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che non è però venuto a causa, ha spiegato Bambagioni, di impegni a livello locale.

“Dove si percepiva l’iscrizione di “fedeli al capo” la si è favorita – ha sottolineato – mentre a Signa, dove la partecipazione poteva essere in discussione rispetto alla linea renziana, si è addirittura preteso che il segretario locale vedesse in faccia chi voleva iscriversi per la prima volta. Il partito è stato aperto solo per 4-5 ore – ha ricordato -, si è fatto fare alle persone anche 50 minuti di fila, costringendole poi a un interrogatorio di 15 minuti in cui è stato chiesto, ad esempio, chi era il presidente del Consiglio e chi il segretario del Pd”. Secondo il consigliere regionale “a Signa dopo dopo una regolare e faticosa selezione di 293 iscritti certificati, dalla quale risultavamo vincitori, ma nella settimana successiva alla chiusura del tesseramento sono state prodotte altre 130 tessere circa. Non le abbiamo ancora viste e vogliamo capire se siano fittizie”.

Per Bambagioni “è una violenza presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini” ed è una “truffa”. “Il mandante politico di tutto questo – ha detto ancora – è la consigliere regionale Monia Monni che oltretutto si sta proponendo come futuro segretario toscano dicendo di volere un partito diverso e più aperto”.

“Chiamo in causa il segretario nazionale Matteo Renzi perché si occupi della questione di
Signa, e venga a ripristinare questa ingiustizia” ha proseguito Bambagioni che ha spiegato di pensare anche a un “ricorso interno al partito” e ha sottolineato che quello di Signa, “non è l’unico caso di territori dove i renziani erano in minoranza e hanno cercato di imporsi in maniera non democratica”.
“A Piombino, ad esempio, il giorno della chiusura del tesseramento al segretario locale”, il
solo che aveva a disposizione le tessere, “ne è stato portato un pacchetto da 320 da parte di un consigliere regionale. Una modalità anomala”. Questo, ha spiegato, “perché alcuni consiglieri regionali hanno una deroga e avere e autenticare le tessere in maniera autonoma”. Secondo Bambagioni, “c’è poi il caso di Massa Carrara dove sono arrivati, sempre in deroga attraverso parlamentari e consiglieri regionali, pacchi di tessere non vagliate o controllate”.
Sulla questione è intervenuta la consigliera regionale Pd Monia Monni, chiamata in causa dal collega Bambagioni che ha lamentato mancanza di trasparenza nel tesseramento del Pd, in vista della stagione congressuale locale a Signa, indicandola come “mandante politica di quanto avvenuto. “Non ho idea di cosa si stia parlando. L’unico interessamento alla questione è il fatto che sono venuta a sapere di una segnalazione alla commissione di garanzia del congresso fatta dal segretario comunale Gabriele Scalini rispetto a un tesseramento anomalo fatto a Signa, proprio a opera del consigliere Paolo Bambagioni”.
“Piuttosto so di persone accompagnate al tesseramento dall’assistente di Bambagioni in Consiglio regionale – ha aggiunto -. Non mi sono interessata del tesseramento a Signa, come ogni consigliere regionale dovrebbe fare perché questo spetta ai segretari dei circoli”. Secondo Monni, “l’unica cosa che mi sento è dare la mia vicinanza al segretario Gabriele Scalini, che ha tutta la mia stima, è persona intelligente, onesta, molto rispettosa delle regole e molto autonoma e non ha certo bisogno di prendere la linea da me”.
“Sono molto serena e ho piena fiducia in lui e nella sua correttezza, lo verificheranno gli organismi di controllo delle operazioni congressuali del partito”, ha concluso.

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