Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Bambagioni, PD: no trasparenza e truffa tessere

Le accuse di Bambagioni: “Violenza e truffa presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini”.

“Una denuncia politica” rispetto a “mancanza di trasparenza” e rischi di possibile “truffa”, come “successo a Signa”, nel tesseramento del Pd in Toscana che in questa fase si è dimostrato essere “antidemocratico”. É quanto spiegato oggi in conferenza stampa dal consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, esponente della corrente interna al partito che fa riferimento a Michele Emiliano. Alla conferenza era annunciato anche Valerio Fabiani, segretario Pd della Val di Cornia Elba e coordinatore regionale Dems, la corrente interna che fa capo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che non è però venuto a causa, ha spiegato Bambagioni, di impegni a livello locale.

“Dove si percepiva l’iscrizione di “fedeli al capo” la si è favorita – ha sottolineato – mentre a Signa, dove la partecipazione poteva essere in discussione rispetto alla linea renziana, si è addirittura preteso che il segretario locale vedesse in faccia chi voleva iscriversi per la prima volta. Il partito è stato aperto solo per 4-5 ore – ha ricordato -, si è fatto fare alle persone anche 50 minuti di fila, costringendole poi a un interrogatorio di 15 minuti in cui è stato chiesto, ad esempio, chi era il presidente del Consiglio e chi il segretario del Pd”. Secondo il consigliere regionale “a Signa dopo dopo una regolare e faticosa selezione di 293 iscritti certificati, dalla quale risultavamo vincitori, ma nella settimana successiva alla chiusura del tesseramento sono state prodotte altre 130 tessere circa. Non le abbiamo ancora viste e vogliamo capire se siano fittizie”.

Per Bambagioni “è una violenza presentare altre 130 tessere fittizie fuori tempo massimo per ribaltare l’esito voluto dai cittadini” ed è una “truffa”. “Il mandante politico di tutto questo – ha detto ancora – è la consigliere regionale Monia Monni che oltretutto si sta proponendo come futuro segretario toscano dicendo di volere un partito diverso e più aperto”.

“Chiamo in causa il segretario nazionale Matteo Renzi perché si occupi della questione di
Signa, e venga a ripristinare questa ingiustizia” ha proseguito Bambagioni che ha spiegato di pensare anche a un “ricorso interno al partito” e ha sottolineato che quello di Signa, “non è l’unico caso di territori dove i renziani erano in minoranza e hanno cercato di imporsi in maniera non democratica”.
“A Piombino, ad esempio, il giorno della chiusura del tesseramento al segretario locale”, il
solo che aveva a disposizione le tessere, “ne è stato portato un pacchetto da 320 da parte di un consigliere regionale. Una modalità anomala”. Questo, ha spiegato, “perché alcuni consiglieri regionali hanno una deroga e avere e autenticare le tessere in maniera autonoma”. Secondo Bambagioni, “c’è poi il caso di Massa Carrara dove sono arrivati, sempre in deroga attraverso parlamentari e consiglieri regionali, pacchi di tessere non vagliate o controllate”.
Sulla questione è intervenuta la consigliera regionale Pd Monia Monni, chiamata in causa dal collega Bambagioni che ha lamentato mancanza di trasparenza nel tesseramento del Pd, in vista della stagione congressuale locale a Signa, indicandola come “mandante politica di quanto avvenuto. “Non ho idea di cosa si stia parlando. L’unico interessamento alla questione è il fatto che sono venuta a sapere di una segnalazione alla commissione di garanzia del congresso fatta dal segretario comunale Gabriele Scalini rispetto a un tesseramento anomalo fatto a Signa, proprio a opera del consigliere Paolo Bambagioni”.
“Piuttosto so di persone accompagnate al tesseramento dall’assistente di Bambagioni in Consiglio regionale – ha aggiunto -. Non mi sono interessata del tesseramento a Signa, come ogni consigliere regionale dovrebbe fare perché questo spetta ai segretari dei circoli”. Secondo Monni, “l’unica cosa che mi sento è dare la mia vicinanza al segretario Gabriele Scalini, che ha tutta la mia stima, è persona intelligente, onesta, molto rispettosa delle regole e molto autonoma e non ha certo bisogno di prendere la linea da me”.
“Sono molto serena e ho piena fiducia in lui e nella sua correttezza, lo verificheranno gli organismi di controllo delle operazioni congressuali del partito”, ha concluso.

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Renzi ufficializza candidatura a sindaco

Renzi ufficializza candidatura a sindaco. In una lettera al segretario cittadino del Pd, Federico Gianassi, ieri sera Renzi ha ufficializzato la sua ricandidatura alla guida della citta’ per le prossime elezioni di maggio. Secondo il regolamento del PD toscano,i sindaci in carica che intendevano ricandidarsi dovevavno farlo entro oggi 10 gennaio.

matteorenziAdesso Gianassi dovra’ riunire l’assemblea cittadina per la proclamazione della candidatura. Se avverra’ con almeno il 60% dei voti, non ci sara’ bisogno di ricorrere alle primarie. Il segretario cittadino ha affermato ”Io chiedero’ che la candidatura di Renzi sia proclamata senza passare dalle primarie”,sottolineando l’80% dei consensi ottenuto a Firenze alle elezioni per il segretario del PD. Ricordiamo che l’ex assessore al bilancio della giunta Renzi,Claudio Fantoni, aveva presentato la sua candidatura a Sindaco,chiedendo le primarie e attaccando Renzi per il suo doppio incarico di sindaco e segretario PD.