‘Scoprifuoco’ in piazza Signoria dopo le 22, identificazioni per multe

‘Scoprifuoco’ in piazza Signoria dopo le 22, identificazioni per multe

‘Scoprifuoco’: centinaia i partecipanti in piazza Signoria a Firenze ieri sera dopo le 22, per la nuova protesta indetta dai ristoratori della Tni Italia, intitolata ‘scoprifuoco’. La polizia ha intimato i presenti ad andarsene e tornare a casa in quanto, data l’ora, stavano violando il coprifuoco.

Le forze dell’ordine hanno poi iniziato a identificare chi restava in piazza ai fini della contestazione della multa.

Sul perché della nuova protesta Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia,  annunciando la manifestazione aveva spiegato che “le restrizioni previste dal decreto, oltre ad essere ridicole, non sono supportate da alcuna evidenza scientifica. Se si dà la possibilità ai ristoranti di aprire a cena, bisogna mettere in condizione i ristoratori di lavorare, anche all’interno dei locali e senza coprifuoco, nel rispetto delle stesse regole che si rispettano fino alle 22”.

Sempre Tni conferma per la giornata di oggi lunedì 26 aprile, giorno della ripartenza per il servizio al tavolo dei locali purché all’aperto nelle regioni gialle, la decisione di stare chiusi per solidarietà con quei gestori che non dispongono di spazi all’esterno dei loro esercizi.

La manifestazione in piazza Signoria ha coinvolto – si spiega – “tutte le categorie ‘inessenziali’ e le loro famiglie, che dicono no al coprifuoco, che avrà un solo effetto: far morire le aziende del mondo della ristorazione e non solo”.
“Chiediamo – aggiunge Naccari – di essere liberati dal coprifuoco e dalle misure restrittive che non portano a convivere con il virus, ma esclusivamente a distruggere quel tessuto economico fatto di piccole e medie aziende, che sono un patrimonio per il nostro Paese e che oggi sono completamente abbandonate a loro stesse. Non vogliamo soccombere a causa del virus, ma, come si dice ormai da mesi, sarebbe necessario imparare a conviverci. Lanciamo una provocazione: visto che chiudere i ristoranti non è servito a nulla, perché il virus ha continuato a correre, chiudiamo tutto, trasporti pubblici compresi, fino alle 18, e apriamo solo i ristoranti la sera”.

Serrande alzate per tutte le attività, senza alcun limite di sorta e nessun coprifuoco. E spostamenti liberi tra le regioni di qualunque colore. Il Movimento Io Apro,  lancia invece la sfida al governo invitando i propri iscritti e aderenti a ribellarsi, a partire da oggi ricorrendo alla “disobbedienza civile”.  E dunque a non applicare le nuove regole dettate dall’esecutivo Draghi: un sostanziale via libera.
Intanto sempre oggi in 13 città capoluoghi di regione  fra cui Firenze ci saranno flashmob delle imprese e dei liberi professionisti del settore Matrimoni ed eventi per protestare contro la mancata indicazione della data di ripartenza per le feste.

 

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Leader TNI chiede scusa per disagi causati da protesta su su A1

Leader TNI chiede scusa per disagi  causati da protesta su su A1

Una lettera aperta ai cittadini che ieri hanno subito disagi a causa del blocco della A1: l’ha scritta Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia, “incensurato e datore di lavoro di 24 famiglie, oggi tutte a casa per colpa del Covid, che chiede solo di poter tornare a una minima normalità”, come si legge nel testo.

“Mi volevo scusare ancora – ha scritto Naccari – per il disagio creato ieri a tutte le persone che stavano andando a lavorare e che sono state ferme in autostrada durante la nostra manifestazione pacifica durata cinque ore. Noi ristoratori siamo fermi da 6.480 ore. Voi tutti siete tornati alla vostra vita normale”. Dunque, afferma il ristoratore, “prendetela come se aveste fatto una donazione, una donazione che ci auguriamo il karma possa restituivi. Oppure, quando andrete in un ristorante, fateci presente che eravate bloccati, a causa nostra, sull’A1, e berremo insieme, a nostre spese, un limoncello, brindando alla fratellanza e alla solidarietà che ormai in questo Paese son diventate merce rara”. Infatti, lamenta Naccari, “non viene ascoltato il nostro grido di disperazione, per questo siamo costretti a gesti estremi, come quello di ieri. Sempre meglio che togliersi la vita e non sarebbe la prima volta. Per colpa di questa crisi sono già centinaia gli imprenditori che se la sono tolta”.

L’autostrada A1 all’altezza del casello di Incisa è stata bloccata ieri  in entrambe le direzioni:  “Non ne possiamo veramente più  dovete farci riaprire, perché veramente questo è un disegno criminale per far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane. Non è vero che siamo evasori, perché noi siamo la dorsale dell’Italia” hanno dichiarato i manifestanti.

“Non ne possiamo più di vane promesse, siamo pronti a nuove, eclatanti dimostrazioni di protesta in tutta Italia già nei prossimi giorni. L’Italia s’è desta”. Così ieri Pasquale Naccari, nei giorni scorsi definendo “inaccettabile” che “le aperture dovrebbero essere verso fine maggio”. Per Naccari “è un evidente segnale di chiusura nei confronti di tutte le attività commerciali. Ormai siamo allo sfascio, si riesce ad aprire più tardi dell’anno scorso, quando non si conosceva il virus e non c’erano i vaccini. L’Italia è allo sbando e viaggia senza direzione. Noi non lo accetteremo e non aspetteremo per dimostrarlo. La sofferenza è troppo alta, la gente non ce la fa più. O si apre e si dà un segnale oppure ognuno prenderà la propria strada assumendosene la responsabilità”.

 

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Protesta ristoratori: bloccata A1 a Incisa, manifestante investito da auto

Protesta ristoratori: bloccata A1 a Incisa, manifestante investito da auto

Protesta ristoratori: uno dei manifestanti che stava partecipando alla protesta, in diretta Fb, di Tni Italia in A1 col blocco dell’autostrada, è stato investito da un’auto senza riportare gravi conseguenze.

L’uomo, a quanto si vede nel video diffuso da Tni, era tra i manifestanti che si erano messi davanti all’auto per non farla passare ma la vettura ha tirato dritto urtandolo per poi allontanarsi: il manifestante è caduto si sarebbe fatto male a una spalla. Dopo l’incidente il presidente di Tni Italia, Pasquale Naccari, ha interrotto la diretta Fb dal luogo del blocco. Il manifestante è un ristoratore emiliano.

“Ci sono imprenditori – ha spiegato il presidente di Tni, Pasquale Naccari -, gente stanca di subire, che vorrebbe riaprire e tornare a lavorare, rispettando i protocolli di autogrill e mense. Vorrebbero lavorare, e non all’esterno col freddo”.

C’è anche Ermes Ferrari, il ristoratore modenese che a Roma il 6 aprile era vestito da sciamano come Jake Angeli a Capitol Hill: “Mentre la gente piangeva davanti al Parlamento e chiedeva un aiuto – ha detto – tutti si sono concentrati” solo “su un cappello e due corna”.

L’autostrada A1 all’altezza del casello di Incisa è stata poi bloccata in entrambe le direzioni dai ristoratori che protestano: il traffico è fermo. “Non ne possiamo veramente più – ha detto sempre Ferrari – dovete farci riaprire, perché veramente questo è un disegno criminale per far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane. Non è vero che siamo evasori, perché noi siamo la dorsale dell’Italia”.

“Non ne possiamo più di vane promesse, siamo pronti a nuove, eclatanti dimostrazioni di protesta in tutta Italia già nei prossimi giorni. L’Italia s’è desta”. Così in una nota Pasquale Naccari, nei giorni scorsi definendo “inaccettabile” che “le aperture dovrebbero essere verso fine maggio”. Per Naccari “è un evidente segnale di chiusura nei confronti di tutte le attività commerciali. Ormai siamo allo sfascio, si riesce ad aprire più tardi dell’anno scorso, quando non si conosceva il virus e non c’erano i vaccini. L’Italia è allo sbando e viaggia senza direzione. Noi non lo accetteremo e non aspetteremo per dimostrarlo. La sofferenza è troppo alta, la gente non ce la fa più. O si apre e si dà un segnale oppure ognuno prenderà la propria strada assumendosene la responsabilità”.

“Le chiacchiere stanno a zero. Ci devono riaprire entro il 25 aprile. Altrimenti la manifestazione  al Circo Massimo e il blocco sull’autostrada A1 a Orte saranno la prima di una nuova serie di eclatanti iniziative. Siamo pronti a bloccare l’Italia”. E’ quanto annunciava il 14 aprile scorso in una nota Naccari.

Aggiornamento delle 11.06: l’automobilista che avrebbe urtato il manifestante durante il blocco sull’A1 nel Fiorentino per la protesta di Tni Italia, è stato fermato e identificato. A rintracciarlo, all’altezza del casello di Barberino del Mugello (Firenze) sulla A1 in direzione Nord, una pattuglia della polizia stradale di Firenze Nord.

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Carovana ristoratori e partite iva diretta a Roma, bloccata dalla Polizia

Carovana ristoratori e partite iva diretta a Roma, bloccata dalla Polizia

Firenze, un gruppetto composto da addetti del comparto ristorazione da lavoratori a ‘Partita Iva’, circa 54 persone, che cercavano di partecipare alla carovana diretta a Roma per una manifestazione, è stato fatto uscire intorno alle ore 14:00 al casello di Arezzo dell’Autosole.

La carovana, proveniente da Firenze, viaggiava a passo d’uomo e stava creando difficoltà al traffico nel tratto autostradale tra il capoluogo toscano ed Arezzo. Al casello il gruppo è stato controllato dalla polizia stradale e dalla Digos, che hanno preso le generalità.

Altre due persone che avrebbero dovuto prendere parte alla carovana sono state fermate dalla polizia all’altezza del casello di Firenze Impruneta, dove il gruppo si era dato appuntamento per poi partire in direzione Roma. Per entrambe è scattata una multa da 400 euro per violazione delle norme anti Covid, per essersi spostate dal comune di residenza senza un valido motivo.

Ristoratori e Partite Iva toscani avevano già partecipato ad un’iniziativa del genere lo scorso febbraio, qualcuno con i mezzi propri altri con i pullman, quando avevano raggiunto piazza Montecitorio a Roma per partecipare alla manifestazione rilanciata sui social sotto l’hashtag #draghiarriviamo e promossa da Tni-tutela nazionale imprese-ristoratori Toscana, l’associazione che rappresenta 40mila imprese in Italia.

Proprio stamane a Firenze, Tni Horeca Italia, aveva annunciato nuove iniziative di protesta del mondo della ristorazione. “Imprese e famiglie sono sul baratro: in un anno non è cambiato niente, anzi, la situazione è peggiorata – aveva detto Pasquale Naccari, presidente di Tni Horeca Italia – Qualcuno negli ultimi giorni sta chiedendo di riaprire dopo Pasqua, una cosa che condividiamo”.

“Ormai tutti sono sulla stessa linea, distruggere il piccolo e medio imprenditore, a vantaggio delle multinazionali – aveva aggiunto Naccari – il sistema a colori è fallito, serve solo a far chiudere e aprire le attività commerciali, portando gli imprenditori alla disperazione”.

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“Imprese e famiglie sono sul baratro”, TNI Horeca annuncia nuove proteste

“Imprese e famiglie sono sul baratro”, TNI Horeca annuncia nuove proteste

Tni Horeca Italia, annuncia nuove iniziative di protesta del mondo della ristorazione

“Imprese e famiglie sono sul baratro: in un anno non è cambiato niente, anzi, la situazione è peggiorata”. E’ l’accusa lanciata da Pasquale Naccari, presidente di Tni Horeca Italia, che annuncia nuove iniziative di protesta del mondo della ristorazione. “Qualcuno negli ultimi giorni sta chiedendo di riaprire dopo Pasqua, una cosa che condividiamo”, dice Naccari, secondo cui però “ormai tutti sono sulla stessa linea, distruggere il piccolo e medio imprenditore, a vantaggio delle multinazionali”, mentre “il sistema a colori è fallito, serve solo a far chiudere e aprire le attività commerciali, portando gli imprenditori alla disperazione”.

Riguardo al cambio di colore della Toscana, che da oggi è tornata rossa, “si tratta dell’ennesimo schiaffo e dell’ennesima beffa – sostiene il presidente di Tni Horeca Italia – per una regione tra le più vessate e che si trova nelle peggiori condizioni dal punto di vista del piano vaccinale e di quello epidemiologico.

Dopo ormai più di 380 giorni, di cui quasi 270 chiusi a cena, con poche aperture a pranzo e con la beffa di San Valentino, giorno perso per il passaggio della regione dal giallo all’arancione, i costi fissi sono lievitati. Se, dopo tutte queste chiusure, i contagi non sono ancora diminuiti, significa che, evidentemente, i luoghi di contagio non sono certo i ristoranti. Facciamo il contrario, allora: chiudiamo tutto il resto ed apriamo i ristoranti”.

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