Giani e (anche) il Partito Democratico: serve un cambio di passo.

Giani e (anche) il Partito Democratico: serve un cambio di passo.

Riunioni di maggioranza senza il Presidente, malumori per le aperture del Primo maggio, Assessori in secondo piano, scossoni per le inchieste della magistratura. E la mancanza del garante a sinistra. Tra Giani e la maggioranza che lo sostiene, c’è un problema.

Partiamo dalla Sinistra della coalizione che ha sostenuto Eugenio Giani e che oggi fa parte della maggioranza di governo della Regione. Il garante di quell’accordo politico era Ledo Gori – ex capo di Gabinetto della Regione, ora l’incarico è stato revocato – finito nell’inchiesta sui rifiuti industriali prodotti nel distretto conciario. E ora, quel garante non c’è più. Mentre resta sul tappeto un’inchiesta che vede dentro anche la Sindaca di Santa Croce sull’Arno e un consigliere, sempre del Pd. I fatti risalgono alla fine di aprile.

Poi succede il fattaccio del Primo maggio. A poche ore dalla mattina della giornata dei lavoratori, la Regione fa dietro front rispetto alla decisione presa e condivisa e permette alla Grande distribuzione e ai centri commerciali una deroga, per aprire la mattina. In altri tempi, un fatto di portata limitata, giustificabile ora con la crisi, le difficoltà dovute alla chiusura, etc. etc. E invece nel giro di poche ore diventa un vero e proprio caso politico.

Ma che succede se il Pd e Italia Viva fanno un vertice di maggioranza senza neanche invitare il Presidente della Giunta? E senza peraltro invitare anche la terza gamba della coalizione? Simone Bartoli di Articolo 1 – Mdp lo ha detto chiaramente: “Se la maggioranza è fatta solo da Pd e Iv si dica e ne trarremo le conseguenze”. C’è bisogno di una cambio di passo, dunque.

Anche perché durante questi passaggi le voci di corridoio si moltiplicano. Le ultime parlano di un Giani pronto a lasciare al primo mandato, nel 2024 per provare ad andare a fare il Sindaco di Firenze. Ma le voci servono a poco e qualcosa di più si capirà dopo il vertice di giovedì 13 maggio, dove pure si dovrà affrontare la questione delle elezioni suppletive per la Camera a Siena in autunno e dove il centrodestra ha già il suo candidato. Quello sarà un banco di prova interessante per capire se siamo di fronte ad un coro che canta insieme , ini maniera armoniosa, oppure no.

Nel frattempo è chiaro a tutti che serve una nuova, appunto, coralità, con un diverso protagonismo, anche mediatico, dei vari assessori. Monia Monni ad esempio sta mettendo a punto un piano rifiuti che prevede autosufficienza dello smaltimento su base regionale e basta discariche. Ma serve soprattutto un dialogo diverso con tutti i partiti della maggioranza, a cominciare ovviamente da quel Pd che – con la voce della sua Segretaria regionale Simona Bonafè – proprio sui rifiuti aveva chiesto di cambiare tutto.

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Truffa sulla tassa suolo per Festa dell’Unità

Truffa sulla tassa suolo per Festa dell’Unità

Firenze, una presunta truffa da oltre 300mila euro ai danni del Comune di Firenze nel pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap) in occasione della Festa provinciale del Pd, al Festa dell’Unità, al parco delle Cascine.

La truffa è quanto ipotizzato in un’inchiesta della procura di Firenze che ha chiesto il rinvio a giudizio del responsabile tecnico della manifestazione per le edizioni dal 2014 al 2017.

L’indagato, difeso dagli avvocati Alice Pucci e Francesco Gaviraghi, ha chiesto la sospensione del procedimento e la messa alla prova per svolgere lavori socialmente utili, istanza su cui il gup si pronuncerà nel corso dell’udienza preliminare fissata per l’8 giugno.

Secondo quanto spiegato dai suoi legali, il responsabile tecnico non si riterrebbe colpevole, ma avrebbe comunque deciso di chiedere la messa alla prova per porre fine alla vicenda giudiziaria.

Per l’accusa, in occasione delle quattro edizioni della festa dal 2014 al 2017 l’indagato, in qualità di responsabile tecnico avrebbe procurato un ingiusto profitto al coordinamento metropolitano di Firenze del Partito Democratico, indicando agli uffici del Comune una superficie di spazio pubblico inferiore a quella effettivamente occupata per la festa.

Inoltre, avrebbe quantificato in modo falso la ripartizione tra la superficie occupata da attività commerciali e quella occupata per le attività di altro tipo. Grazie a questo meccanismo, nel 2014 sarebbero stati pagati al Comune 11.999 euro a fronte degli oltre 87.676 dovuti.

Nel 2015 14.426 invece di 90.982; nel 2016 8.827 invece degli 88.652 che avrebbero dovuto essere versati; nel 2017 21.934 euro invece di 126.108.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Luca Turco, sono partite da un esposto presentato nel dicembre del 2017 da Tommaso Grassi, all’epoca consigliere comunale di Firenze riparte a sinistra.

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Firenze: oltre 2mila persone per consultazione circoli Pd

Firenze: oltre 2mila persone per consultazione circoli Pd

Per il Pd fiorentino si è conclusa ieri la prima fase della consultazione collettiva sui 21 argomenti proposti da Letta

Con la partecipazione di oltre 2mila persone, per il Pd fiorentino si è conclusa ieri la prima fase, quella nei circoli, della consultazione collettiva lanciata dal nuovo segretario Dem Enrico Letta. “Il coordinamento metropolitano e cittadino del Pd di Firenze – spiegano in una nota i due segretari Marco Recati e Andrea Ceccarelli – hanno dato prova di grande coinvolgimento e partecipazione: a oggi più di 100 fra video-riunioni e assemblee online di Unioni comunali e circoli Pd, in cui un totale di 2mila persone hanno discusso, integrato, approfondito i 21 argomenti proposti da Letta: dallo Ius Soli al Governo Draghi, dal rapporto coi territori al Next Generation Ue, passando per la transizione digitale, il ruolo dei corpi intermedi, i divari di genere”.

Per Recati e Ceccarelli, è “una dimostrazione della voglia del Partito Democratico di innescare e animare la discussione sul futuro, sul ruolo, sull’identità di un grande e moderno partito di centrosinistra. Una sfida sulla partecipazione, raccolta senza timore da iscritti storici, nuovi tesserati, amministratori locali, volontari delle feste dell’Unità”. “E’ necessario tenere insieme anima e cacciavite – ha ricordato il neosegretario nazionale, in videoassemblea coi segretari di Circolo del Pd di Firenze sabato scorso – per riuscire al meglio in questo esercizio di intelligenza collettiva”. “La città di Firenze, la Piana fiorentina, il Mugello, la Valdisieve, il Valdarno e il Chianti fiorentino – concludono -: questi i territori da cui arriva un buon segno dello spirito collaborativo e propositivo con cui è necessario affrontare questa fase di ricostruzione del Partito democratico, che proseguirà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con l’elaborazione e il rilancio dei temi affrontati in questa appassionata e partecipata campagna di confronto”.

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Firenze: oltre 2mila persone per consultazione circoli Pd

Firenze: oltre 2mila persone per consultazione circoli Pd

Per il Pd fiorentino si è conclusa ieri la prima fase della consultazione collettiva sui 21 argomenti proposti da Letta

Con la partecipazione di oltre 2mila persone, per il Pd fiorentino si è conclusa ieri la prima fase, quella nei circoli, della consultazione collettiva lanciata dal nuovo segretario Dem Enrico Letta. “Il coordinamento metropolitano e cittadino del Pd di Firenze – spiegano in una nota i due segretari Marco Recati e Andrea Ceccarelli – hanno dato prova di grande coinvolgimento e partecipazione: a oggi più di 100 fra video-riunioni e assemblee online di Unioni comunali e circoli Pd, in cui un totale di 2mila persone hanno discusso, integrato, approfondito i 21 argomenti proposti da Letta: dallo Ius Soli al Governo Draghi, dal rapporto coi territori al Next Generation Ue, passando per la transizione digitale, il ruolo dei corpi intermedi, i divari di genere”.

Per Recati e Ceccarelli, è “una dimostrazione della voglia del Partito Democratico di innescare e animare la discussione sul futuro, sul ruolo, sull’identità di un grande e moderno partito di centrosinistra. Una sfida sulla partecipazione, raccolta senza timore da iscritti storici, nuovi tesserati, amministratori locali, volontari delle feste dell’Unità”. “E’ necessario tenere insieme anima e cacciavite – ha ricordato il neosegretario nazionale, in videoassemblea coi segretari di Circolo del Pd di Firenze sabato scorso – per riuscire al meglio in questo esercizio di intelligenza collettiva”. “La città di Firenze, la Piana fiorentina, il Mugello, la Valdisieve, il Valdarno e il Chianti fiorentino – concludono -: questi i territori da cui arriva un buon segno dello spirito collaborativo e propositivo con cui è necessario affrontare questa fase di ricostruzione del Partito democratico, che proseguirà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con l’elaborazione e il rilancio dei temi affrontati in questa appassionata e partecipata campagna di confronto”.

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Nardella su Letta (Pd): “Tornato per essere leader autorevole”

Nardella su Letta (Pd): “Tornato per essere leader autorevole”

Il sindaco di Firenze Dario Nardella è positivamente sorpreso dal piglio determinato “e per certi aspetti decisionista” di Enrico Letta.

“Penso che in effetti il Pd avesse bisogno di questo”, dice in un’intervista a Repubblica sottolineando che sul piano politico il neosegretario “ha marcato novità significative. Ha riposizionato il Pd come partito di riferimento del governo Draghi scrollandosi di dosso quel malcelato imbarazzo e senso di colpa rispetto alla fine del governo Conte.

E ha già marcato una distanza netta dalla Lega, ponendosi come il vero sfidante di
Salvini e collocando il Pd alla guida del centrosinistra”. Nardella ha anche apprezzato “la velocità con cui Letta ha creato la nuova segreteria puntando su donne, giovani ecompetenze. Sui capigruppo non sta a me entrare nella discussione, che riguarda i parlamentari. Posso solo dire che con Delrio e Marcucci ho lavorato bene sui problemi della mia città”.

Allo stesso tempo “è diritto del segretario avanzare proposte nuove e apprezzo il fatto che abbia messo al centro un’indicazione femminile. Auspico che questo confronto sia costruttivo anche perché ora dobbiamo tutti pensare all’emergenza economica”.

Nardella non pensa “che Letta abbia vendette da consumare. Credo voglia anzi far vedere che è tornato con l’ambizione di essere un leader autorevole. E un leader non guida il più grande partito della sinistra con lo sguardo rivolto al passato”. Il sindaco di Firenze ha “una fiducia sincera in Letta perché amo il mio partito. Se fallisse lui sarebbe un disastro” e crede che “la sua forza stia nel non farsi condizionare da logiche recriminatorie del passato, scontri personali e tra correnti”.

Ben venga il confronto, “ma si parta dai bisogni del Paese reale. Più che preoccuparci delle correnti, puntiamo a riconquistare il consenso dei lavoratori e dei giovani”.
Nardella infine non è d’accordo sul veto di Renzi a Conte: “Coi veti non si va da nessuna parte. Piuttosto le alleanze vanno costruite su idee e programmi”.

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