COMUNALI, ROSSI: “SCONFITTA CENTROSINISTRA SU SPALLE DI RENZI”

Rossi

“Il voto è locale, la responsabilità sconfitta nazionale” ha commentato il governatore Rossi in un botta e risposta col Pd: “non abbiamo costruito in tempo alternativa a sinistra.” Marras (Pd): “Rossi ha ancora voglia lavorare con noi?” Rossi: “sfiduciatemi o accettate le diversità politiche.”

“Una sconfitta grave e diffusa. Il voto è stato locale, ma la responsabilità del risultato è nazionale: è tutta sulle spalle del partito renziano”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un post su facebook. “Su noi di Articolo UNO, invece,  – aggiunge Rossi – grava forse l’errore di non essere usciti prima, di non avere costruito in tempo un’alternativa a sinistra per tutti coloro, davvero tanti, che, proprio perché di sinistra, non possono riconoscersi più nel partito renziano”.

“Il nostro presidente Rossi, eletto nel Pd e oggi itinerante dirigente politico di un altro partito, ha ancora voglia di lavorare insieme a noi e rimettere in carreggiata la macchina della Toscana? Altrimenti è bene
dirselo subito e prendere altre strade”. Lo scrive il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras in un post su Facebook a commento dei risultati delle comunali in Toscana. “Io penso – osserva il capogruppo – che ci sia un problema serio dovuto all’impatto sui territori delle politiche regionali senza spiegare bene cosa potrà succedere e quanto si potranno avvantaggiare i cittadini e le imprese dalle trasformazioni in atto.

Siamo in grande difficoltà, va detto, soprattutto nelle realtà più lontane dal centro: tutte queste città, non solo Grosseto, sono periferia di Firenze”. Per Marras “questo dibattito deve affrontarlo il Pd in Toscana ma non da solo. È giusto che si riapra il confronto con le forze sociali ed economiche e si prosegua nelle riforme e nella programmazione”. “C’è il tema di un rapporto più stretto con il governo nazionale e la necessità di chiudere le scelte sulle infrastrutture e sui singoli programmi: tutte questioni arcinote e invecchiate”, conclude.

E la risposta non tarda ad arrivare: “nessuno potrà farmi tacere, impedire che io esprima liberamente le mie opinioni politiche. Se il Pd in Toscana vuole farmi tacere con minacce indirette, sappia che accetto la sfida a viso aperto. Sfido il Pd a presentare una mozione di sfiducia in Consiglio Regionale nei miei confronti. Darò subito le dimissioni e la Toscana andrà al voto”. “Così i renziani regionali dopo aver perso già mezza Regione Toscana finiranno per completare l’opera – ha aggiunto Rossi in una nota -. Diversamente si accettino le diversità politiche e per la Toscana si lavori, come io faccio, sul programma che anche di recente è stato riapprovato dal Consiglio regionale”, conclude.

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COMUNALI, ROSSI: “IMPEGNATO PER VITTORIA CENTROSINISTRA”

Comunali Enrico Rossi proporzionale larghe intese

“C’è una frattura tra Pd e settori popolari sinistra e così non si torna a vincere” ha messo in guardia il presidente Regione Toscana Rossi: “Su esito conta anche situazione nazionale e il Pd  è scolorito.”

“Credo che si sia prodotta una frattura fra il partito e i vari settori popolari della sinistra. Sono uscito da Pd perché ritengo che ormai si sia troppo scolorito. E questo la Toscana, che è una delle regioni più rosse, ne soffre anche nei risultati. Ma è evidente che io sia impegnato perché ai ballottaggi a Pistoia, Lucca, Carrara vinca il centrosinistra. Poi dopo i risultati di domenica faremo delle valutazioni precise”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Mdp), ospite di Studio 24 di Rainews24.

Per Rossi “il centrosinistra non potrà tornare a vincere se non recupererà il popolo di sinistra che in questa fase non si sente rappresentato dal Pd renziano. Su queste elezioni pesa anche un elemento politico nazionale”. Il governatore toscano ha spiegato di avere “molta stima dei sindaci uscenti di Pistoia e di Lucca che cinque anni fa hanno vinto superando il 60%. Andare al secondo turno è una criticità non imputabile all’ottimo lavoro che loro hanno svolto al governo delle città ma di questo elemento nazionale”.

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NICCOLAI (PD): IN PADULE FUCECCHIO UNGULATI FUORI CONTROLLO

ungulatiNiccolai, consigliere regionale del Pd componente della commissione Agricoltura, ha presentato una interrogazione per riportare l’attenzione sul fenomeno della diffusione degli ungulati, in particolare all’interno delle aree protette

“Sono stato contattato da numerose aziende agricole che mi hanno fatto presente l’aumento vertiginoso dei danni alle colture da parte degli ungulati nell’area del Padule di Fucecchio. Senza l’adozione in tempo celere di piani di controllo degli ungulati ai sensi dell’art. 37 L.R. 3/94 nei territori ricompresi nelle aree protette, la situazione è destinata a peggiorare”. Lo afferma in una nota Marco Niccolai, consigliere regionale del Pd componente della commissione Agricoltura, che ha presentato una interrogazione
per riportare l’attenzione sul fenomeno della diffusione degli ungulati, in particolare all’interno delle aree protette.
“Ci sono decine di migliaia di euro di richieste di risarcimento danni da parte delle aziende agricole – prosegue –  Le aree protette, nello svolgere un ruolo fondamentale per quanto riguarda la conservazione dell’habitat naturale e la biodiversità, se non adeguatamente monitorate rischiano di diventare un rifugio per gli ungulati e per il cinghiale in particolare, e quindi di vanificare i risultati attesi dalla legge obiettivo sul restante territorio. A ciò si aggiunge che, nonostante i primi risultati positivi ottenuti grazie a tale legge, risulterebbero ancora numerose le segnalazioni di danni
provocati dai cervidi, ed in particolare dai caprioli, nei pressi dei terreni coltivati, così come, in alcune zone della Toscana si assiste ad un aumento della presenza dei cervi che provocano danni soprattutto nelle aree caratterizzate dai vigneti”.

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AFERPI, PRESIDIO CGIL: “NESSUN ‘EMENDAMENTO PIOMBINO’ IN MANOVRA ECONOMICA”

aferpi piombino acciaierie

“Siamo stati informati dall’onorevole Fassina” hanno fatto sapere dal presidio ‘incatenarsi per non rassegnarsi’ di Coordinamento Art.1-Camping Cgil: “Pd e Governo affossano siderurgia e manifattura.”

“Mentre non si ha notizia di una data per effettuare, almeno nel comprensorio, lo sciopero generale di tutte le categorie, si scopre però che ‘non c’è un emendamento Piombino nella manovra economica approvata al Senato’. Ce ne ha informati l’onorevole Fassina ieri a Piombino per impegni con la sua parte politica; lo ringraziamo anche per la solidarietà espressa al nostro presidio”. Lo affermano in una nota i responsabili del presidio di resistenza ‘incatenarsi per non rassegnarsi’, organizzato dalla associazione Coordinamento Art.1-Camping CIG.

“Poche parole – aggiungono -, a pochi giorni dalla scadenza degli effetti della Legge Marzano (1/7/2017), fanno tabula rasa della speranza che ci fosse un sussulto di dignità politica ne Governo. Questi avrebbe potuto sottrarre il controllo dello stabilimento siderurgico di Piombino ad un imprenditore dalle facili e grandi promesse, regolarmente disattese. Con un semplice emendamento il Governo avrebbe potuto non solo assicurare il mantenimento dei posti di lavoro, la continuità produttiva ed il prolungamento dei contratti di solidarietà, ma anche rilanciare un futuro per la siderurgia locale e per il territorio.

Evidentemente PD e Governo nazionali continuano imperterriti sulla scelta concreta di affossare la manifattura e la siderurgia in Italia, sotto l’ideologia totalitaria del ‘libero mercato’. Al Pd e al governo locali è demandato il compito di ‘coprire’ la manovra, con le rassicurazioni senza fondamento, con la briglia tirata ad ogni tentativo di mobilitazione della città, con tiepide dichiarazioni di solidarietà ai lavoratori mentre si attaccano proprio quei lavoratori che la lotta la promuovono davvero e coloro che hanno loro espresso solidarietà concreta e attiva”.

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ARRESTO SINDACO PESCIA, BAGARRE IN CONSIGLIO REGIONALE SU COMMISSIONE

Arresto sindaco Pescia Consiglio regionale Cantone

La scintilla è stata una delibera del capogruppo Marras (Pd) sulla commissione inchiesta su finanziamenti a Uncem. Donzelli (Fdi): “gesto gravissimo, vogliono imbrigliare la commissione.” Marras: “Pd sarà collaborativo.”

Bagarre in aula al Consiglio regionale toscano sulla futura commissione di inchiesta sui finanziamenti regionali ad Uncem, presieduta dall’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani arrestato giorni fa per peculato per la gestione dell’ente montano. Già ieri si è svolto un lungo dibattito in aula, su una delibera di Fdi per istituire la commissione di inchiesta. Dopo la presentazione di una serie di emendamenti del Pd, prima dell’approvazione finale, il capogruppo Fdi Giovanni Donzelli ha ritirato la delibera e presentato una richiesta di istituzione della commissione, con le firme del resto del centrodestra e di M5s, che in maniera
praticamente automatica istituisce l’organo di inchiesta, previo passaggio in ufficio di presidenza del Consiglio toscano.

Oggi, alla ripresa dei lavori d’aula, il capogruppo Pd Leonardo Marras ha chiesto di inserire all’ordine del giorno una delibera (poi ritirata al termine della discussione) contenente gli indirizzi della maggioranza, che riprendono gli emendamenti presentati ieri, riguardo la commissione, innescando così la polemica. Nel corso del dibattito, nel quale sono intervenuti con toni accesi tutti i gruppi, il capogruppo Fdi Donzelli ha parlato di “gesto gravissimo di una violenza politica inaudita, perchè voler imbrigliare già da subito i lavori della commissione è uno sgarbo istituzionale gravissimo. Sono pronto a ogni gesto di resistenza passiva compreso quello di non abbandonare più l’aula fino a quando non verrà ritirata la delibera del Pd”.

Il capogruppo Marras ha precisato che “il gesto poco elegante è già successo ieri in aula con la delibera Fdi ritirata prima dell’approvazione finale per poi ripartire da capo. Noi vogliamo dare un contributo alla commissione di inchiesta che si occuperà anche delle erogazioni regionali a Uncem e siamo noi i primi a voler sapere tutto di quelle assegnazioni che per noi sono legittime”. Marras ha quindi annunciato il ritiro della delibera ma ha spiegato che i contenuti dell’atto saranno gli “indirizzi per il mandato del nostro rappresentante in commissione di inchiesta” e che il Pd “sarà comunque collaborativo”, nell’ambito dei lavori. Al termine della discussione il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha spiegato che la delibera del Pd diventerà patrimonio comune nel dibattito che in ufficio di presidenza dell’Assemblea porterà all’istituzione della commissione di inchiesta.

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