Biotestamento: Bambagioni, lettera Gesualdi è manifesto

Biotestamento: Bambagioni, lettera Gesualdi è manifesto

“Per approvazione rapida legge testamento biologico Parlamento”.

“Ritengo questa lettera un manifesto per l’Italia ed il mondo intero che può aiutare il dibattito a superare le divisioni arrivando ad approvare rapidamente la legge sul testamento biologico in Parlamento. La tua iniziativa obbliga tutti coloro che hanno responsabilità a confrontarsi con la bellezza e la concretezza della tua lettera’. Lo scrive il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni rivolgendosi all’ex allievo di don Milani, Michele Gesualdi dopo la sua lettera sul biotestamento.

Nella missiva, prosegue Bambagioni, “hai spiegato benissimo, con estremo coraggio ed alla luce della Fede la differenza tra cura e accanimento terapeutico e la libertà di accettare la tappa finale della vita terrena e la nascita al cielo. Un atto di civiltà, di rispetto per non lasciare sole tante persone che soffrono con i loro familiari”.

Bambagioni sottolinea la propria “ammirazione, per l’importantissimo contributo al dibattito che hai voluto dare con la tua testimonianza. Del resto è una nuova battaglia di civiltà a cui non ti sei voluto sottrarre nel rispetto della missione a cui don Lorenzo Milani ti ha educato e che te hai fatto propria, come del resto tutta la tua vita dimostra: combattere le ingiustizie sociali con concrete scelte politiche”, conclude.

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Sì Toscana: Pd partito del No all’ambiente

Sì Toscana: Pd partito del No all’ambiente

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Amiata, Scaramelli e Bezzini (Pd): “ No alla nuova centrale Enel ”

Amiata, Scaramelli e Bezzini (Pd): “ No alla nuova centrale Enel ”

Via libera del Consiglio agli emendamenti del Partito democratico.

No alla VIA per la realizzazione di una nuova centrale da 20MW nel Comune di Piancastagnaio. Quello che serve è una nuova legge sulla geotermia che a breve arriverà in aula . Ed è questa la scommessa della Toscana del futuro che passa dalle nuove tecnologie anche in ambito geotermico. Con la raccomandazione alla Giunta di attivarsi nei confronti dell’ Enel affinché, per quanto riguarda lo sviluppo del settore geotermico in Toscana,  e nell’Amiata in particolare, vengano applicate le migliori tecnologie al momento disponibili per gli impianti di produzione elettrica da fonte geotermica. E’ un no congiunto a quello di M5S quello dei consiglieri del Partito democratico Stefano Scaramelli e Simone Bezzini che hanno votato il testo dei pentastellati dopo essere stato modificato con gli emendamenti del Partito democratico.

“Gli emendamenti che abbiamo proposto e che sono stati approvati –spiegano Scaramelli e Bezzini che già il 30 maggio avevano chiarito la loro contrarietà al progetto di Enel- , condividono l’impostazione di fondo della mozione  e tendono a sottolineare maggiormente la necessità di attivarsi nei confronti di Enel per aggiornare le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti sul territorio dell’Amiata”.

“Vogliamo inoltre sottolineare –concludono Scaramelli e Bezzini- che attraverso la proposta di identificazione delle aree non idonee all’attività geotermoelettrica in Toscana, le amministrazioni comunali sono state dotate di strumenti adeguati per tutelare gli aspetti paesaggistici e ambientali dei propri territori in merito all’attività geotermoelettrica”

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Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Giannarelli, trampolino lancio per nostro 40% elezioni nazionali.

“L’esito delle elezioni regionali in Sicilia, e la scelta di Luigi Di Maio di non andare al confronto tv, hanno definitivamente rottamato Renzi e il Pd. Queste elezioni dicono chiaramente che M5s è la prima forza politica in Italia. In Sicilia abbiamo preso circa il doppio dei voti del partito di Berlusconi e circa tre volte i voti del partito di Matteo Renzi”. Lo ha detto il presidente del gruppo M5s in Consiglio regionale Giacomo Giannarelli, parlando con i giornalisti a margine della presentazione di una proposta legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
“É un dato clamoroso – ha aggiunto – e va ricordato che, per coerenza, noi corriamo da soli, rifiutiamo i milioni di euro di rimborsi elettorali ed è stata una campagna elettorale meravigliosa fatta da Cancelleri che è stato grandioso”.
Giannarelli ha poi sottolineato che in Sicilia “qualcuno ha parlato di voti inquinati perché le liste di chi ha vinto hanno al loro interno personaggi cosiddetti impresentabili. É stranissimo il fatto che il figlio di un ex deputato del Pd condannato in primo grado, che, sconosciuto da tutto e tutti, ha preso circa 20 mila voti. Rispettiamo l’esito elettorale ma siamo pronti a cogliere questa opportunità come trampolino di lancio per le elezioni nazionali dove sicuramente arriveremo oltre il 40% previsto”.
Ha poi continuato Giannarelli sulla situazione in Toscana. “Pensiamo che in Toscana la legislatura arriverà al 2020 perché non conviene a nessuno, a partire dal Pd, andare al voto subito. Se si votasse ora si andrebbe al ballottaggio secondo quanto previsto dalla legge elettorale toscana, e al ballottaggio M5s vince sempre. Quindi hanno paura di andare al voto”.
“É chiaro che noi vorremmo andare al voto subito – ha aggiunto – perché i cittadini sono stufi, specie quelli della piana fiorentina hanno capito che coloro che hanno votato non rispettano il mandato elettorale, e sono tutti scontenti sulle grandi opere”.
“Il Pd ha un atteggiamento medioevale, è chiuso nei propri castelli e tratta i cittadini come sudditi”, ha concluso Giannarelli.

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Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

“Retromarcia M5s e centrodestra unito vince”.

“Dividere il centrosinistra serve solo a favorire la destra e il populismo. Il centrosinistra unito può vincere le prossime elezioni politiche, e, se avesse scelto un unico candidato presidente, avrebbe potuto correre per vincere anche in Sicilia. Nonostante il peso innegabile del giudizio negativo sul governo regionale uscente, le liste riferibili al centrosinistra hanno infatti raccolto globalmente il 30% dei voti. La spaccatura ha invece portato a una sconfitta netta”. Lo afferma il segretario del PD toscano Dario Parrini commentando, su Facebook, l’esito delle elezioni regionali in Sicilia.
“Occorre un cambio di passo per non andare incontro alla stessa sorte a livello nazionale – aggiunge -. Per questo serve subito da parte di tutti un grande sforzo unitario. Il Pd è pronto a fare la sua parte. Non mette veti su nessuno. Ma nemmeno può accettarne. Non chiede abiure. Ma nemmeno vuole che gli siano chieste”.
Secondo Parrini è “il momento della generosità costruttiva, non dei risentimenti disgreganti. In Sicilia la scissione del Pd non ha portato né un briciolo di affluenza in più (l’astensionismo è rimasto oltre il 50%), né un rafforzamento dell’area alla sinistra del Pd”.
“Il M5s a dispetto di alcune apparenze è un partito in retromarcia – ha continuato Parrini -. Questo spiega la fuga di Di Maio dal duello televisivo con Renzi. Non inganni l’elevato consenso personale di Cancelleri. È stato consistente per un effetto voto utile di cui il candidato grillino ha beneficiato in virtù delle divisioni a sinistra che hanno condannato Micari e Fava ad apparire candidati non competitivi e sconfitti in partenza”.
“Il dato essenziale è che in Sicilia il M5s era sicuro di vincere e invece ha perso – aggiunge -; e che nel voto di lista si è fermato al 27%, oltre 6 punti in meno di quanto prese al suo apice nelle politiche del 2013. Sei punti non sono noccioline. In Sicilia il centrodestra unito non è ancora una forza battibile, specialmente se a rafforzarlo giunge un pezzo di mondo moderato che nel 2012 sostenne Crocetta (penso all’Udc che supero’ il 10% e che stavolta ha corso per Musumeci)”.
“Il centrodestra perse in Sicilia nel 2012 unicamente perché si divise. Dopo essersi ricompattato, è tornato a vincere, anche se i partiti che lo compongono complessivamente hanno perso nel voto di lista 3 punti rispetto al 44,6% raccolto nelle regionali di cinque anni fa”, conclude.

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