Ricercato per tentato omicidio, molesta altra donna: arrestato a Pistoia

Ricercato per tentato omicidio, molesta altra donna: arrestato a Pistoia

L’uomo di 35 che aveva fatto perdere le proprie tracce nei pressi di Perugia è stato fermato e riconosciuto alal stazione della città toscana.

Un 35enne nigeriano, ricercato per tentato il tentato omicidio della ex in Umbria, è stato arrestato oggi dalla polizia a Pistoia, dopo essere stato denunciato da un’altra donna per stalking.
Nel marzo del 2017, in provincia di Perugia, l’uomo aveva cercato di uccidere con un coltello l’ex compagna, dopo che la donna gli aveva comunicato di volerlo lasciare. Per quei fatti il tribunale del capoluogo umbro aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ma il nigeriano era riuscito a far perdere le proprie tracce e trasferirsi a Pistoia dove ha conosciuto una donna, sposata, della quale si è invaghito.
Non ricambiato, ha iniziato a perseguitarla, con messaggi telefonici e appostamenti. Attenzioni che hanno spinto la donna a sporgere denuncia. Il 35enne è stato riconosciuto e fermato dalla polizia stamani alla stazione di Pistoia. L’uomo si trova adesso in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria di Perugia.

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Accoltellò due giudici a Perugia, perito: capace di intendere

Accoltellò due giudici a Perugia, perito: capace di intendere

Roberto Ferracci, l’albergatore che acscoltellò due magistrati a Perugia è stato sottoposto ad una perizia psichiatrica su disposizione dei giudici del tribunale di FIrenze. Risulta capce di intendere, sarà imputato con il rito abreviato.

Roberto Ferracci, l’albergatore di Spello (Perugia) che il 25 settembre 2017 assalì, accoltellandoli, due magistrati del tribunale di Perugia, è pienamente capace di intendere e di volere, ed è pertanto imputabile nel processo in corso in rito abbreviato a Firenze per tentato omicidio dei giudici Francesca Altrui e Umberto Rana della sezione fallimentare.

E’ quanto ha stabilito il perito incaricato dal giudice Alessandro Moneti di Firenze, che oggi ha tenuto un’udienza per l’incidente probatorio. Secondo quanto emerso dalla perizia psichiatrica, Ferracci anche se si fosse trovato in uno stato depressivo, questo non incise sulla sua piena capacità di intendere e di volere, ne’ sulla sua capacità di autodeterminarsi con razionalità nelle azioni che tenne aggredendo i due giudici.

Per il perito, quindi, Ferracci era lucido quando impugnando due coltelli da cucina colpì in tribunale i due magistrati. Riguardo, invece, all’aggravante della premeditazione, per il perito potrebbe essere plausibile una spiegazione data dall’albergatore il quale avrebbe sostenuto di essere partito con due coltelli da casa non per aggredire qualcuno, ma eventualmente per suicidarsi dopo aver avuto il colloquio con la giudice Altrui.

Inoltre, sempre al perito, Ferracci avrebbe detto che lui voleva soltanto chiedere spiegazioni alla giudice sull’esito sfavorevole di un contenzioso relativo ad una sua società, ma che le risposte della magistrata furono tali da averlo indotto ad una reazione aggressiva. L’altro giudice fu accoltellato quando andò in soccorso della collega. Prossima udienza, per la discussione, il 9 febbraio.

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