“Resistere” chiude la quinta edizione di “Nel Chiostro delle Geometrie”

“Resistere” chiude la quinta edizione di “Nel Chiostro delle Geometrie”

Domani, 2 ottobre, nel Cortile e Chiesa di Santa Verdiana  a Firenze alle ore 21:00 si chiuderà la rassegna “Mettete dei fiori nelle vostre Visioni” con quattro performance a cura di Pietro Gaglianò.

“Resistere” è la performance con cui giungerà al termine la quinta edizione della manifestazione estiva Nel Chiostro delle Geometrie, ideata da Teatro Studio Krypton. Una rassegna lunga tre mesi che si è confermata  per la sua peculiarità e singolarità progettuale un punto di riferimento molto seguito ed affollato da giovani e pubblico variegati, nel cuore del quartiere di S.Ambrogio e soprattutto in un luogo quasi nascosto, segreto ai più e di notevole fascino, incastonato  all’interno del DIDA  /dipartimento di Architettura dell’università  fiorentina : la chiesa di Santa Verdiana.

Fortemente centrato su arte ed architettura ,il progetto 2018 cala il sipario portando in scena nell’ultima serata  la performance ,un curatore grande conoscitore di questa disciplina, Pietro Gaglianò e quattro giovani e validi artisti di questa area. Gli artisti coinvolti sono Matteo Coluccia (1992), Stefano Giuri (1991), Daniela Pitrè (1984) e Gianluca Trusso Forgia (1993); contestualmente alla formazione accademica hanno seguito percorsi di approfondimento sulla performance e hanno realizzato diverse azioni individuali e di gruppo, oltre ad aver partecipato a progetti di affermati artisti italiani attivi in questo ambito.

“Resistere” è un progetto dedicato al tempo presente: un momento storico in cui l’assunzione personale di responsabilità è un atto irrinunciabile, e deve essere un appassionato esercizio di produzione di senso. Resistere vuol dire indicare la persistenza di un’alternativa possibile che per essere coltivata ha bisogno, oggi più che mai, dell’immaginazione. Quattro artisti di recente generazione interpretano con la performance il conflitto in corso tra l’individuo e la sfera del potere, innescando con la forza del corpo la dinamica per una contronarrazione.

PIETRO GAGLIANO’

Laureato in architettura, critico d’arte e curatore, approfondisce l’analisi sulla linea delle libertà individuali, delle estetiche del potere, della capacità eversiva del pensiero critico e del lavoro artistico. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Stefano Giuri, 1991, Neviano. Attualmente vive e lavora a Firenze, dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca si è da sempre focalizzata sui processi sociali e culturali che prendono forma nella spera pubblica, tra spazio privato e pubblico, tra la memoria personale e collettiva con la cognizone che in ogni in memoria individuale si compongono i segni, tracce e modelli connessi alle epoche, alla storia, ai contesti culturali. Traducendo questi gesti, forme intime di rilettura dello spazio. Nella sua pratica artistica l’interesse è rivolto a differenti linguaggi come performance, fotografia, video e scultura.
Tra le sue ultime partecipazioni: The Stray Statue Paradox, Il paradosso della statua randagia a cura di Gabriele Tosi, The end of the new, a cura di Paolo Tuolutti, Center in Galerija 774, KAPSULA, Ljubljana, This is the end, a cura di Elena Magini, Centro Luigi Pecci, Prato, Studio Visit, a cura di Pietro Gaglianò, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno.

Matteo Coluccia (Neviano, 1992) vive e lavora tra Firenze e la sua città natale. Affianca alla formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze numerosi percorsi progettuali e pedagogici, incentrati sulla performance e sul lavoro nello spazio pubblico. Tra le sue mostre recenti: TU35 – FIRENZE#2 “VITRINE”, a cura di Trial Version e Špela Zidar con Pietro Gaglianò, Officine Giovani, Prato, 2015 / FUORI USO – AVVISO DI GARANZIA a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Simone Ciglia, Ex tribunale, Pescara, 2016 / THIS IS THE END a cura di Elena Magini, Centro Pecci, Prato, 2017 / THE STRAY STATUE PARADOX, a cura di Gabriele Tosi, SACI Studio Arts College International, Firenze, 2017 / STUDIOVISIT – INCONTRI, VISIONI, CONVERSAZIONI SU ARTE E POLITICA, a cura di Pietro Gaglianò, Casa Giovanni Mannozzi, San Giovanni Valdarno, 2017 / FARE UN’IMMAGINE DI TANTO IN TANTO, a cura di Gabriele Tosi, Localedue, Bologna, 2018.

Daniela Pitré nasce a Cagliari nel 1984. Vive a Firenze, dove si è diplomata nel 2016 in Nuovi Linguaggi Espressivi all’Accademia di Belle Arti, con una tesi sul dono dal titolo: Dono, Scambio, Baratto, uno stile di vita vivere senza soldi. Dal 2012 ha iniziato a interessarsi di performance. Nel 2017 partecipa a This is the end, a cura di Elena Magini, Centro Pecci di Prato e al progetto di Chiara Mu I cercatori d’oro, a cura di Pietro Gaglianò, Monterchi (AR).

Gianluca Trusso Forgia. Dopo essersi diplomato all’accademia di Belle Arti e aver conseguito un Master in arte tecnlogica e performativa alla UPV di Bilbao, attualmente segue il Biennio in Arti visive e nuovi linguaggi espressivi all’accademia di Belle arti di Firenze. Nel 2015 inizia il suo approccio con arte performativa anche grazie ad alcuni membri dei Medalha d’ouro; collettivo che risedeva e attuava nella città di Lisbona, città dove Gianluca Trusso visse per poco più di un anno. Ha collaborato nella realizazione di alcune opere con artisti come Yan Xing, Luigi Presicce, Filippo Berta e Loredana Longo.
Le azioni spesso simili a fatiche titaniche di Gianluca Trusso cercano di instaurare una cultura della fatica che carica di tensione il processo creativo e desacralizza il fine. L’inutilità di gesti estremi restitusce dei concetti in continua riformulazione che non pretendono un riconoscimento universale. La componente della lotta è, oltre ad un dinamico senso metaforico, un canale comunicativo utilizzato in questo caso per tradurre concetti impoveriti dal linguaggio

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Natura Naturans, Stand Up for Africa

Natura Naturans, Stand Up for Africa

Natura Naturans è un progetto dedicato a “arte natura e spiritualità” che inaugura oggi  29 settembre a Pratovecchio presso la sede di HYmmo Art Lab. Di cosa si tratta?

Natura Naturans arte natura spiritualità è una mostra – aperta al pubblico fino al 30 ottobre – che nasce da una residenza d’artista svoltasi in Casentino in occasione della terza edizione di Stand Up For Africa.  Questa bella iniziativa coinvolge artisti che lavorano a Firenze e giovani rifugiati africani, nonché molte realtà associative e istituzionali locali: dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino all’amministrazione comunale di Pratovecchio Stia, fino alla Fondazione Giovanni Paolo II.

Il progetto è stato ideato dall’artista Paolo Fabiani e  da Rossella Del Sere, dell’ HYmmo Art Lab.  Qual’è la bella idea di base? Quella di creare un ponte tra le comunità locali e i migranti ospitati. E di crearlo con l’arte contemporanea.

Infatti inclusione e superamento dei pregiudizi possono rimanere solo belle parole. O possono invece, e infatti devono, essere alla base di lavori che aprano nuove prospettive culturali. Soprattutto, il cuore dell’idea è quello di cercare queste nuove prospettive in luoghi speciali che da secoli ospitano centri di spiritualità. Non è certo un caso che l’Eremo di Camaldoli, il Santuario della Verna e l’Eremo di Romena sorgano nel Casentino. Chiunque sia anche solo passato per quelle zone deve aver sentito come il legame tra gli esseri umani e il cielo e la terra vi sia da sempre particolarmente intenso.

 

Come si è realizzato allora il progetto di Natura Naturans? I tre artisti in residenza hanno lavorato  con tre giovani rifugiati che sono ospitati nella provincia di Arezzo. Così, Albien Alushaj, Marina Arienzale e Daniela Pitré, selezionati da Pietro Gaglianò, hanno lavorato in residenza insieme a Peace Alufokhai, venti anni, nato a Benin City, Nigeria, in Italia dal 2017; a Dian Foula Toure, venti anni, nato a Telimele, Guinea, in Italia dal 2017; e a Mouhamed Yaye Traore, ventitre anni, nato a Djugou, Benin, in Italia dal 2016. Paolo Fabiani ha seguito i lavori del workshop in qualità di tutor.

Durante la permanenza a Pratovecchio gli artisti e i giovani coinvolti hanno esplorato i luoghi. Coadiuvati da un’equipe composta da biologi, storici dell’arte e teologi, sono andati alla ricerca delle fonti ispiratrici di Natura Naturans per creare occasioni di riflessione da trasferire nei workshop. La loro è stata una vera e propria full immersion in un’idea potente di sacro. Con il fine di comporre con nuove tessere un mosaico di una nuova visione del mondo e di provare a delineare nuovi panorami, entro i quali ogni essere umano si senta a proprio agio e possa quindi contribuire al bene di tutti.

Natura Naturans, arte natura spiritualità, a cura di Pietro Gaglianò, con Albien Alushaj / Mouhamed Yaye Traore, Marina Arienzale / Peace Alufokhai, Daniela Pitré / Dian Foula Toure si può visitare all’ HYmmo Art Lab, Pratovecchio, dal 29 settembre al 30 ottobre 2018. Orari: su appuntamento tel. +39 347 8404615; +39 380 3285509. Dove richiedere anche info su progetti collaterali.

Natura Naturans avrà un follow-up nel gennaio 2019 a Firenze presso SRISA new project space.

 

Margherita Abbozzo. Tutte le foto di questo articolo sono di Alessandra Cinquemani ed Enrica Quaranta.

 

 

 

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Natura Naturans è un progetto dedicato a “arte natura e spiritualità” che inaugura oggi  29 settembre a Pratovecchio presso la sede di HYmmo Art Lab. Di cosa si tratta?

Natura Naturans arte natura spiritualità è una mostra – aperta al pubblico fino al 30 ottobre – che nasce da una residenza d’artista svoltasi in Casentino in occasione della terza edizione di Stand Up For Africa.  Questa bella iniziativa coinvolge artisti che lavorano a Firenze e giovani rifugiati africani, nonché molte realtà associative e istituzionali locali: dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino all’amministrazione comunale di Pratovecchio Stia, fino alla Fondazione Giovanni Paolo II.

Il progetto è stato ideato dall’artista Paolo Fabiani e  da Rossella Del Sere, dell’ HYmmo Art Lab.  Qual’è la bella idea di base? Quella di creare un ponte tra le comunità locali e i migranti ospitati. E di crearlo con l’arte contemporanea.

Infatti inclusione e superamento dei pregiudizi possono rimanere solo belle parole. O possono invece, e infatti devono, essere alla base di lavori che aprano nuove prospettive culturali. Soprattutto, il cuore dell’idea è quello di cercare queste nuove prospettive in luoghi speciali che da secoli ospitano centri di spiritualità. Non è certo un caso che l’Eremo di Camaldoli, il Santuario della Verna e l’Eremo di Romena sorgano nel Casentino. Chiunque sia anche solo passato per quelle zone deve aver sentito come il legame tra gli esseri umani e il cielo e la terra vi sia da sempre particolarmente intenso.

 

Come si è realizzato allora il progetto di Natura Naturans? I tre artisti in residenza hanno lavorato  con tre giovani rifugiati che sono ospitati nella provincia di Arezzo. Così, Albien Alushaj, Marina Arienzale e Daniela Pitré, selezionati da Pietro Gaglianò, hanno lavorato in residenza insieme a Peace Alufokhai, venti anni, nato a Benin City, Nigeria, in Italia dal 2017; a Dian Foula Toure, venti anni, nato a Telimele, Guinea, in Italia dal 2017; e a Mouhamed Yaye Traore, ventitre anni, nato a Djugou, Benin, in Italia dal 2016. Paolo Fabiani ha seguito i lavori del workshop in qualità di tutor.

Durante la permanenza a Pratovecchio gli artisti e i giovani coinvolti hanno esplorato i luoghi. Coadiuvati da un’equipe composta da biologi, storici dell’arte e teologi, sono andati alla ricerca delle fonti ispiratrici di Natura Naturans per creare occasioni di riflessione da trasferire nei workshop. La loro è stata una vera e propria full immersion in un’idea potente di sacro. Con il fine di comporre con nuove tessere un mosaico di una nuova visione del mondo e di provare a delineare nuovi panorami, entro i quali ogni essere umano si senta a proprio agio e possa quindi contribuire al bene di tutti.

Natura Naturans, arte natura spiritualità, a cura di Pietro Gaglianò, con Albien Alushaj / Mouhamed Yaye Traore, Marina Arienzale / Peace Alufokhai, Daniela Pitré / Dian Foula Toure si può visitare all’ HYmmo Art Lab, Pratovecchio, dal 29 settembre al 30 ottobre 2018. Orari: su appuntamento tel. +39 347 8404615; +39 380 3285509. Dove richiedere anche info su progetti collaterali.

Natura Naturans avrà un follow-up nel gennaio 2019 a Firenze presso SRISA new project space.

 

Margherita Abbozzo. Tutte le foto di questo articolo sono di Alessandra Cinquemani ed Enrica Quaranta.

 

 

 

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