Pistoia, primo giorno zona rossa, Giani e Tomasi

Pistoia, primo giorno zona rossa, Giani e Tomasi

Pistoia, il presidente Eugenio Giani dalla città in zona rossa: “Sono a Pistoia non solo per la Cross, ma perché reputo giusto essere presente in una delle due zone rosse della Toscana. Devo riconoscere che ho trovato una comunità responsabile, eccezionale, che sta affrontando la pandemia con serietà. Di questo devo ringraziare il sindaco Alessandro Tomasi, tutti i sindaci della provincia, e naturalmente tutti i cittadini e le cittadine che sopportano con compostezza questa situazione”.

“In questo momento la cosa fondamentale su cui concentraci sono però i vaccini”, ha aggiunto Giani da Pistoia – Dobbiamo alzare un argine di vaccini in grado di fermare la pandemia. Non sarò un presidente che si mette a contrattare sui mercati paralleli, statene certi. È lo Stato il protagonista dell’approvvigionamento dei vaccini, e devo riconoscere al primo ministro Draghi che ci arrivano da Roma dei messaggi incoraggianti. A partire dalla liberazione di oltre 2 milioni di vaccini attualmente in riserva. Ciò per la Toscana significa averne circa 100.000 in più che subito somministreremo ai nostri cittadini grazie ad una macchina organizzativa già rodata”.

“Monitoriamo questa settimana di zona rossa, poi ci rivedremo con i sindaci e con il presidente della Regione, con la speranza che questa chiusura serva a diminuire i casi – ha invece detto il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, commentando l’andamento della prima giornata di zona rossa nella – Siamo anche in attesa delle scelte del Governo – ha aggiunto il sindaco -, con regole omogenee per il Paese”.

Stamani Tomasi ha compiuto un sopralluogo nei parchi cittadini, per vedere la situazione di persona. “Sono andato con la polizia municipale – ha riferito Tomasi -, abbiamo anche attivato i volontari per controllarli: le persone c’erano, ma rispettavano le regole, non ho trovato assembramenti, quindi la prima giornata sta andando bene”.

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Covid: Giani annuncia zona rossa a Pistoia e Siena

Covid: Giani annuncia zona rossa a Pistoia e Siena

Anche Siena e la sua provincia diventano zona rossa da sabato 27 febbraio fino al 7 marzo. La misura, analoga a quella adottata per Pistoia e provincia, è stata annunciata dal governatore toscano Eugenio Giani dopo una riunione con le rispettive Asl e con, tra gli altri, i sindaci delle due città capoluogo di provincia. In precedenza in Toscana è stata zona rossa per una settimana Chiusi, sempre in provincia di Siena e lo è per nove giorni Cecina, nel Livornese: Giani ha firmato l’ordinanza ieri.

“Non c’erano le condizioni per aspettare, occorreva prendere provvedimenti piu’ limitativi attraverso un’ordinanza che da sabato sara’ in vigore per le province di Pistoia e Siena”. Cosi’ il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, annuncia l’adozione di un’ordinanza in vigore da sabato e fino al 7 marzo che applica le restrizioni da zona rossa nelle due province.

“Ai cittadini che si sentono scorati- aggiunge- dico bene di prendere memoria e coscienza di quello che e’ avvenuto quest’anno col Coronavirus, quando prende quell’onda di crescita lo sappiamo che e’ ben difficile fermarlo e quando lo dobbiamo fermare coi lockdown e’ terribile”.

Pertanto, aggiunge, “cerchiamo con questi provvedimenti, che si localizzano nelle due province che hanno manifestato le maggiori problematicita’ negli ultimi giorni, di bloccarlo. So che e’ un gravame che chiediamo, ma lo facciamo per prevenire cio’ che e’ piu’ duro fermare dopo”.

“Stamattina è stato un risveglio amaro dopo la notizia dei 1.374 contagi che non si verificavano da mesi. La Toscana resta in zona arancione, con eccezione di alcuni comuni, ma il campanello d’allarme è molto forte. Bisogna prevenire per guadagnare tempo. Il numero dei contagi è salito e concentrato soprattutto nel centro della Toscana, dalla provincia di Siena a quella di Pistoia”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel corso della diretta Facebook. “La situazione negli ospedali è comunque è buona – ha aggiunto – con 1000 posti letto occupati a fronte dei 2.200 disponibili”.

“Con il sostegno dei sindaci ho proposto un’ordinanza che da sabato mattina fino alla domenica della settimana successiva, quindi poco più di una settimana, per prevenire il diffondersi del contagio, applichi la disciplina della zona rossa.
Vorrei anche far presente che la disciplina è quella del dpcm che il Presidente del Consiglio Conte ha firmato come uno degli ultimi atti.
Preferiamo assumere i provvedimenti restrittivi ora quando siamo in tempo e non trovarci invece nel momento in cui tutto questo va ad esplodere e creando quella legittima preoccupazione nella popolazione.  Vi ringrazio per la comprensione. Ringrazio tutti coloro che dovranno subire i sacrifici perché li fanno nell’interesse generale E naturalmente nelle prossime ore avrò cura e modo di far seguire quelle che sono le informazioni per le attrazioni di questi provvedimenti”, ha concluso Giani.

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Il Tar dà ragione a Mibact e Comune sulla collezione di Marini a Pistoia

Il Tar dà ragione a Mibact e Comune sulla collezione di Marini a Pistoia

Esiste un vincolo tra le opere del Maestro e il Palazzo del Tau. Il sindaco Tomasi: “Prima battaglia vinta dalla nostra città. Pistoia e Marini indissolubilmente legati”.

La sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana respinge il ricorso della Fondazione Marino Marini, che aveva impugnato il vincolo di pertinenza posto dalla Sovrintendenza sulla collezione delle opere di Marino Marini esposte nel Palazzo del Tau di Pistoia.

Il ricorso è stato giudicato infondato e, pertanto, respinto dal Tar, che ha confermato l’esistenza del vincolo di pertinenza tra le opere del Maestro e la collocazione pistoiese.

Il Comune di Pistoia ha sostenuto l’esistenza di un indissolubile legame tra la città e la collezione di Marini attraverso l’incarico legale affidato all’avvocato Francesca Dello Strologo, che nell’udienza di merito del febbraio scorso, ha sostenuto questa posizione.

Un’unione a tutela della quale la Soprintendenza, organo periferico del Mibact, aveva posto un vincolo di pertinenza, contro cui, appunto, si era mossa la Fondazione Marino Marini ricorrendo al Tribunale amministrativo regionale.

«Una prima importante battagli vinta dalla nostra città – commenta il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi – Pistoia e il Maestro sono indissolubilmente legati. Lo abbiamo sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda. Un anno fa ero a Roma, dal Capo di Gabinetto del Ministro Franceschini, proprio per tutelare il nostro patrimonio culturale e sottolineare questo profondo legame tra il Maestro e la sua, la nostra, città».

Il Comune, da tempo ormai, si è reso disponibile a prendere in carico il museo Marini attraverso un comodato d’uso gratuito, al fine di riaprirlo e restituirlo alla città e ai visitatori. «Questa Amministrazione – ricorda il sindaco – è disposta a mettere i soldi per la guardiania, a prendere la direzione artistica del Museo e ci siamo già resi disponibili anche a realizzare alcuni interventi migliorativi della struttura. Stiamo inoltre lavorando per una valorizzazione dell’opera del Maestro attraverso il Piano strategico della cultura. Stiamo aspettando, da tempo, le risposte della Fondazione. È chiaro che il Comune sta creando tutte le condizioni per la riapertura, ma senza l’atto firmato dalla Fondazione non è possibile procedere. Adesso che il Tar ha respinto il ricorso della Fondazione, auspichiamo possano esserci risposte positive. Abbiamo istituito, lo voglio sottolineare, il sistema museale provinciale e presto chiamerò il Presidente della Regione, Eugenio Giani, per proseguire il lavoro intrapreso attraverso il protocollo firmato con la Regione sul Marino Marini. Tutti quanti dobbiamo lavorare per la valorizzazione delle opere».

Oltre alla questione del vincolo di pertinenza, c’è poi un ulteriore questione presente nel dispositivo del Tar. Si tratta del decreto con cui la Soprintendenza archivistica aveva dichiarato di interesse storico e artistico l’archivio documentale della Fondazione Marino Marini, anche questo impugnato dalla Fondazione stessa al Tar. In questo caso, il Tribunale ha accolto i rilievi formali sollevati dalla Fondazione, disponendo il rinnovo della procedura di adozione di questo ultimo decreto da parte della Soprintendenza archivistica. Si tratta di una questione formale, non di merito.

 

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Ndrangheta: confisca da 1,9 mln a commercialista Pistoia

Ndrangheta: confisca da 1,9 mln a commercialista Pistoia

Il commercialista di Pistoia per inquirenti è ritenuto in contatto con ‘ndrangheta. Corte di appello conferma confisca beni

La corte di appello di Firenze ha confermato la confisca di beni per 1,9 milioni di euro equivalenti a carico del commercialista Ignazio Ferrante, originario di Reggio Calabria ma da tempo residente nel Pistoiese, ritenuto dagli investigatori in contatto con cosche della ‘ndrangheta. Respinto l’appello dei legali del professionista.

I beni oggetto della confisca sono quelli sequestrati nel 2017 dalla guardia di finanza, tra cui 10 fabbricati e sei complessi aziendali. Secondo quanto spiegato dalla Gdf, le indagini patrimoniali che portarono ai sequestri, svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Pistoia sotto la direzione della procura di Firenze, trassero spunto dalla condanna definitiva per associazione di tipo mafioso del commercialista e dagli esiti delle indagini penali condotte dalla procura di Pistoia, nei confronti di Ferrante e di altre decine di soggetti, indagati per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffe.

Sempre secondo le fiamme gialle, Ferrante era a capo di un sodalizio criminale attivo a Pistoia dedito al riciclaggio di denaro sporco proveniente da illeciti connesse a reati come usura, bancarotta fraudolenta, esercizio abusivo del credito, e contro il patrimonio. Le indagini hanno fatto emergere una fitta rete di attività commerciali, beni mobili ed immobili, ubicati nelle province di Pistoia e Firenze, intestati a prestanome. Un patrimonio, commentano gli investigatori, che non ha trovato adeguata giustificazione nei redditi ufficialmente percepiti nè dal commercialista, nè da parte degli intestatari

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