‘Autostrada dell’acqua’, concluse le operazioni dopo 30 ore di lavori

‘Autostrada dell’acqua’, concluse le operazioni dopo 30 ore di lavori

Firenze, concluse le operazioni di riapertura dell’acqua anche su viale Matteotti a Firenze, diventa operativo il nuovo tratto dell”Autostrada dell’acqua’, dopo 30 ore di lavori per il rinnovamento della rete idrica di condutture nell’area di Firenze, Prato e Pistoia.

I tecnici, spiega la società di gestione Publiacqua, dopo i lavori del nuovo tratto della ‘Autostrada dell’acqua’, proseguono il monitoraggio delle pressioni sui vari sistemi dell’acquedotto. Normalizzata in precedenza, grazie alle aperture su viale Lavagnini, la situazione sui territori comunali di Pistoia, Serravalle Pistoiese, Sesto Fiorentino, Carmignano, Poggio a Caiano, Signa, Lastra a Signa, Scandicci, nelle prossime ore si attende il ritorno alla completa normalità anche per Firenze (in particolare le zone del Sodo e Rifredi), Agliana, Calenzano, Campi Bisenzio, Montemurlo, Prato e Quarrata.

“Tutte le operazioni sul cantiere sono concluse e termina la criticità di questi giorni – ha detto Lorenzo Perra, presidente di Publiacqua – Desidero ringraziare i cittadini dei 15 Comuni interessati dai lavori per il loro utilizzo responsabile dell’acqua e per gli incoraggiamenti che ci hanno inviato in vario modo in questi giorni. Ringrazio poi tecnici e operai che hanno lavorato senza interruzioni e tutti coloro che in Publiacqua hanno lavorato per garantire comunque la continuità del servizio”.

“La fase più impattante per i cittadini dell’intervento di Publiacqua sullo snodo cruciale dei viali è terminata”, ha aggiunto il sindaco Dario Nardella, che ha seguito passo passo i lavori di Publiacqua in questa fase delicata di realizzazione del collegamento tra le nuove condotte e la rete preesistente.

“Si sono concluse le operazioni di riapertura dell’acqua per Firenze e gli altri Comuni interessati – ha detto ancora Nardella -. Sono stati lavori impegnativi per tutti: ringrazio i cittadini che hanno seguito le indicazioni e in particolare chi ha avuto disagi per questi interventi. Il sistema organizzativo e comunicativo ha retto molto bene, oltre le aspettative”.

“Un ringraziamento anche ai tecnici e agli operai di Publiacqua – ha concluso il sindaco – per aver ridotto al minimo i problemi di approvvigionamento e al personale del Comune per il supporto a questo importante intervento sulla rete idrica”.

Oltre alle attività di cantiere, sul territorio le squadre hanno lavorato per regolare pressioni e distribuzione garantendo il servizio e intervenendo su perdite e guasti che potevano rendere critica la situazione. A questo scopo il personale operativo era stato incrementato del 61% (in 100% in reperibilità). Ciò ha permesso di risolvere tempestivamente 45 guasti e effettuare 130 interventi su reti e impianti.

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Prato, controlli sul lavoro in 64 ditte, irregolarità in tutte

Prato, controlli sul lavoro in 64 ditte, irregolarità in tutte

Prato, irregolarità riscontrate in 64 ditte manifatturiere su 64 controllate nella zona di Prato nell’arco di 6 settimane.

Lo rende noto l’Ispettorato del lavoro di Prato e Pistoia che ha coordinato le verifiche nell’ambito del progetto ‘Alt caporalato!’, condotte da una task force.

Controllate “le posizioni lavorative di 570 lavoratori, di cui 394 provenienti da Paesi extra-Ue. Per 250 lavoratori riscontrati illeciti per lavoro ‘in nero’, violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nel luogo di lavoro. Per 4 imprenditori è scattato l’arresto in flagranza per l’impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno”.

Oltre alle sanzioni irrogate, “nell’immediatezza degli accessi – si spiega ancora – sono stati emanati 32 provvedimenti di sospensione dell’attività di altrettante aziende per la presenza accertata di 161 lavoratori completamente ‘in nero’, tra cui 40 operai provenienti da Paesi extra-Ue privi di permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Al termine degli accertamenti attualmente in corso, sarà possibile verificare l’emergere di ulteriori ipotesi di irregolarità, in particolare di possibili vittime di sfruttamento”. La task force ha coinvolto anche gli Ispettorati di Arezzo, Bologna, Brescia, Cagliari-Oristano, Livorno-Pisa, Perugia, Parma-Reggio Emilia, Roma, Teramo e Varese, il personale ispettivo di Inps, Inail, Asl locale, i carabinieri nucleo Ispettorato del lavoro e del comando provinciale pratese e mediatori culturali messi a disposizione dall’Oim.

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Prato: traffico illecito scarti tessili Prato, 19 indagati

Prato: traffico illecito scarti tessili Prato, 19 indagati

La Dda di Firenze ha scoperto che i rifiuti, invece di essere trattati e smaltiti, venivano accumulati in capannoni in disuso anche nelle province di Prato, Pistoia

Scarti tessili del distretto pratese abbandonati in capannoni industriali in disuso della Toscana, del Veneto e della Campania. E’ quanto scoperto dalla Dda di Firenze, che nei giorni scorsi ha chiuso le indagini preliminari, condotte dai carabinieri del Noe, a carico di 19 persone e 6 aziende, accusate a vario titolo di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al compimento di un traffico organizzato di rifiuti, alla truffa e alla gestione illecita di rifiuti. Le notifiche dei provvedimenti di chiusura indagini sono in corso di esecuzione in Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

Secondo quanto spiegato dai carabinieri, i rifiuti, invece di essere trattati e smaltiti, venivano accumulati in capannoni in disuso in zone isolate, situato nelle province di Prato, Pistoia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo e Salerno.

In circa tre mesi sarebbero state gestite in questo modo circa mille tonnellate di scarti tessili, con un guadagno di almeno 250mila euro. Le indagini sono partite all’inizio del 2019, dal controllo in una ditta di gestione rifiuti di Prato, in via per le Case Nuove. I militari del Noe, dopo aver appreso che i titolari progettavano di incendiare l’azienda a seguito delle loro verifiche, avevano sequestrato l’intero impianto e appurato numerose violazioni ambientali.

A seguito dei provvedimenti giudiziari, culminati tra l’altro nell’emissione di otto avvisi di garanzia nel febbraio del 2021, la compagine societaria ha ceduto l’attività a un altro gruppo, finito al centro delle indagini appena chiuse dalla Dda. La ditta, intestata formalmente a una donna residente in Lombardia, sarebbe gestita di fatto dal padre e da un socio occulto, con la complicità di un imprenditore del Pistoiese. Sempre in base a quanto accertato dai carabinieri del Noe, coordinati dal pm Leopoldo De Gregorio, gli imprenditori, privi delle necessarie autorizzazioni, in breve tempo di sarebbero imposti nel ritiro dei rifiuti costituiti da scarti tessili e della pelle presso le ditte del Pratese, grazie a prezzi molto bassi.

I rifiuti, ritirati in sacchi neri, sarebbero stati però stipati nel capannone delle ditta senza essere trattati. Poi, una volta trasformati formalmente in merce attraverso il meccanismo del ‘giro-bolla’, venivano portati con dei tir in capannoni in disuso in Toscana, Veneto e Campania, grazie alla collaborazione di alcuni complici e di ditte di trasporto compiacenti. Gli indagati avrebbero anche tentato di inviare i rifiuti in Polonia e Bulgaria per l’incenerimento, ma avrebbero rinunciato per i costi troppo alti.

 

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