Cascina (PI): Comune vota no a indagine su abusi edilizi

Cascina (PI): Comune vota no a indagine su abusi edilizi

Il consiglio comunale di Cascina (Pisa) ha votato ‘no’ all’istituzione di una commissione consiliare d’indagine, proposta dai gruppi di minoranza, sulla vicenda della lettera anonima che denunciava presunti abusi edilizi a casa del sindaco leghista Susanna Ceccardi.

Il voto è stato espresso nella fase iniziale, in seduta aperta, del consiglio comunale ed è stato decisivo il no compatto dei consiglieri leghisti, mentre gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano deciso di astenersi. Successivamente il consiglio comunale convocato per discutere della vicenda è proseguito a porte chiuse, ma le minoranze (Pd, M5S e Progetto Cascina-Psi) hanno abbandonato l’aula.
Unanimi le opinioni delle opposizioni che accusano la maggioranza e in particolare la Lega “di riempirsi la bocca con le parole legalità e trasparenza e invece agiscono in modo opposto e con indulgenza soprattutto per le vicende a loro scomode, con un secondo consiglio comunale a porte chiuse in una settimana dopo quello in cui si è affrontato la vicenda della laurea mai conseguita dal presidente leghista del consiglio comunale, Elena Meini, che invece aveva scritto di averla nel suo curriculum”.

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Amato (PaP): ataf a rischio discriminazioni di genere

Amato (PaP): ataf a rischio discriminazioni di genere

“Rischio di discriminazioni di genere in azienda, ma l’amministrazione guarda da un’altra parte”, “Nell’organizzazione aziendale deve essere considerata la differenza di genere, per evitare discriminazioni, fra gli 840 autisti solo 54 sono donne, presto una mozione”.

“In Ataf Gestioni vanno affrontati e risolti tre punti fondamentali perché  il rischio di un’iniquità fra i generi è rintracciabile sia per quanto concerne il premio di risultato che l’avanzamento di carriera, legati al numero di assenze per malattia, oltre all’ormai  noto disagio presso il deposito di Peretola per la mancanza di spogliatoi e di bagni dotati di docce per le donne, costrette quindi a cambiarsi nel deposito delle Cure, pur lavorando a Peretola”. Lo afferma Miriam Amato, consigliera aderente a Potere al Popolo, dopo la discussione del suo question time in Consiglio.

“Per quanto riguarda il premio di risultato”, aggiunge la consigliera,  “per i conducenti di linea tiene conto in modo preponderante delle assenze di malattia: il 20% inerente al numero degli eventi, certificati medici inviati e un ulteriore 20%, relativo al numero dei giorni di assenza dalla mansione per un totale del 40%. E’ un aspetto che incide anche sulla possibilità di avanzamento di carriera, sempre legato al numero di assenze. Nel luglio scorso, infatti è stata bandita una selezione interna, in virtù delle assenze fatte dalla potenziale concorrente nel triennio 2014/2016. Le autiste rientrate nella pre-selezione sono state solo 3 su 50”. 
Spiega la consigliera: “Ricordo che in accordo con la normativa nazionale e sovranazionale vigente, in materia di discriminazioni di genere, i giudici italiani in numerose occasioni hanno accertato il carattere discriminatorio e illegittimo delle clausole contrattuali e/o regolamentari, che subordinano l’accesso agli istituti retributivi premiali all’effettiva presenza in servizio dei propri dipendenti, senza tuttavia prevedere ulteriori specificazioni in ordine alle assenze, connesse all’appartenenza di genere delle lavoratrici”.
“Su questi aspetti preparerò una mozione, perché è un punto centrale dei diritti sul lavoro stare a fianco delle lavoratrici e garantire loro l’equità di trattamento, a patire dalla specificità del genere”, conclude Amato.

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Massa: Volpi candidato sindaco per centrosinistra

Massa: Volpi candidato sindaco per centrosinistra

In totale hanno votato 3017 cittadini massesi e il sindaco uscente ha ottenuto il 71% dei voti. Alessandro Volpi, professore universitario all’Università di Pisa, si presenterà con una coalizione formata da Pd, Liberi e uguali, Repubblicani, Radicali e, per il momento, due liste civiche: Articolo primo e Arancioni

Alessandro Volpi (Pd), primo cittadino uscente del Comune di Massa, è il
candidato sindaco scelto dalla coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno. Volpi, candidato dal Pd, si è imposto alle primarie di coalizione, svolte oggi con i seggi aperti fino alle 20, con 2124 preferenze contro le
864 ottenute da Simone Ortori, consigliere comunale che si presentava con la lista civica ‘Articolo primo’.
In totale hanno votato 3017 cittadini massesi e il sindaco uscente ha ottenuto il 71% dei voti. Professore universitario all’Università di Pisa, si presenterà
con una coalizione formata da Pd, Liberi e uguali, Repubblicani, Radicali e, per il momento, due liste civiche: Articolo primo e Arancioni. Volpi vinse le primarie, presentandosi da civico, anche nel 2013, quando al primo turno andarono a votare 11 mila
massesi, per poi essere eletto sindaco, al ballottaggio, con il 59,34% delle preferenze.

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Pisa: Pd candida a sindaco Andrea Serfogli

Pisa: Pd candida a sindaco Andrea Serfogli

L’assessore comunale uscente al  bilancio e ai lavori pubblici di Pisa, Andrea Serfogli, è il candidato sindaco del Pd alle elezioni amministrative del 10 giugno dopo che nessun altro esponente Dem ha raccolto le firme per partecipare alle primarie del partito indette per il 29 aprile.

Su Serfogli convergono anche le liste civiche del centrosinistra che sta governando la città, ma non Mdp che a Pisa fa capo all’ex deputato Paolo Fontanelli. Sulla scelta di Serfogli, tuttavia, il Pd di Pisa è molto diviso e il partito locale fino all’ultimo ha cercato di
convincere l’assessore a fare un passo indietro. Appena due giorni fa la reggenza toscana del Pd aveva concesso di far svolgere le primarie di partito ma non quelle di coalizione,
accogliendo solo parzialmente la richiesta di Serfogli e dei suoi sostenitori. Nelle ultime 48 ore il Pd ha proseguito il pressing sull’assessore per convincerlo a desistere dalla
candidatura, visto che sul suo nome non c’era intesa a sinistra con Mdp (il cui consenso in città è stimato intorno al 10%). E ha ventilato, al suo posto, la candidatura dell’ex
vicesegretario regionale Antonio Mazzeo, senza ricorrere alle primarie e con il sostegno dello stesso Serfogli. Quest’ultimo invece ha proseguito nella sua linea presentando la sua
candidatura, unica dentro il Pd, alla scadenza dei termini di ieri sera: quindi niente primarie a Pisa e candidatura diretta a sindaco dell’assessore al bilancio nella giunta Filippeschi.
di onsegnare la città al centrodestra, a trazione leghista, o al M5s, è tutta in capo a loro”.

Polemico anche il segretario provinciale Pd, Massimiliano Sonetti: “In questi mesi – ha
scritto in una nota – abbiamo provato in tutti i modi a far prevalere la politica sui personalismi e sulle pur legittime aspirazioni. L’assenza di candidati denota stanchezza e mancanza di voglia di scontrarsi ancora sui nomi: quindi niente primarie, né di coalizione né interne al Pd. La maggioranza abbondante dell’assemblea avrebbe preferito una coalizione più ampia ed eterogenea, stessa cosa il partito nazionale e quello regionale,
dove la voglia di unità è stata sempre largamente prevalente”.
“L’appello che faccio adesso a tutte le forze del centrosinistra è proprio all’unità – ha aggiunto -, oggi più che mai, e alla responsabilità. Andrea Serfogli sarà il candidato a sindaco di Pisa del Pd: da domani al lavoro per una coalizione più ampia
possibile, dove prevalga il dialogo sulle cose e non più sulle persone”.

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ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

ERAVAMO TANTO AMATI La sinistra italiana ‘verso’  i trent’anni dalla Svolta della Bolognina

Di Domenico Guarino, Andrea Lattanzi, Andrea Marotta (Edizioni Effigi).  Prima presentazione in occasione della Giornata Mondiale del Libro – Lunedì 23 aprile 2018, ore 19, Caffé Letterario Le Murate, Firenze. interviene il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi coordina Paola Catani Gagliani, capo servizio Ansa Firenze

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 8 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.
Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.


Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari. 
Il progetto editoriale vede anche la nascita di un videodocumentario a cura di  Andrea Lattanzi che sarà proiettato in anteprima Domenica 29 aprile 2018 ore 19.00 al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze (proiezione, a seguire presentazione del progetto e dibattito con gli autori) -ingresso gratuito – 
 
Info su pagine FB: Eravamo Tanto Amati
 
 
Domenico Guarino (Battipaglia, SA, 1968) è un giornalista professionista. Lavora (prevalentemente) a Controradio/Popolare Network. Nel 2008 si è aggiudicato il premio Passetti come ‘Cronista dell’Anno’ . Ha vinto il premio Viesseux (2007, con il racconto Una casa grande come un sogno) e il premio Terzani (2008, con il racconto Il mio nome è mai più). Ha pubblicato “Di Domenica si può anche Morire” (Poliastampa, 2008), Ordine Nuovo (Cult, 2009), Sono un Italiano Nero (Cult, 2009), Puttanopoli, (Cult, 2010), Ribelli (Infinito, 2011), Io, Raimondo Ricci (Sagep, 2013), Gli occhi dentro (le piagge, 2014) 

Andrea Lattanzi (Carrara, 1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che lavora a Firenze. Laureato in Scienze della Politica e autore del saggio Librai: si salvi chi può (GoWare) ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente collabora con il sito Repubblica.it. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia.

Andrea Marotta (Cosenza, 1982) è un giornalista della Rai e vive a Firenze. Ha lavorato per Tam Tam e Segnali di Fumo, Il Quotidiano della Calabria, Il Mucchio Selvaggio, DNews e Doc Toscana. Con Domenico Guarino ha scritto Io Raimondo Ricci, memorie da un altro pianeta (Sagep, 2013).
 
 
CREDITS 
Titolo: “Eravamo tanto amati – La sinistra italiana verso i trent’anni dalla Bolognina”
Genere: Inchiesta giornalistica a sfondo storico
Durata: 60′
Soggetto, sceneggiatura e regia: Domenico Guarino, Andrea Marotta, Andrea Lattanzi
Fotografia e montaggio: Andrea Lattanzi
 
Con la partecipazione di: Sabatino Cerrato, Riccardo Conti, Mario Tredici, Maurizio Boldrini, Michele Ventura, Guelfo Guelfi, Dalida Angelini, Vannino Chiti, Giovanni Gozzini, Sergio Staino, Paolo Fontanelli, Rosa Maria Di Giorgi, Fabio Mussi, Fabio Picchi, Alessandro Benvenuti, Mario Ricci, Daniela Lastri, Graziano Cioni, Fabio Evangelisti, Gabriella Piccinni, Enrico Rossi, Monica Sgherri, Filippo Nogarin, Achille Occhetto

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