Carrara vuole riqualificare cave dismesse

Carrara vuole riqualificare cave dismesse

Questo l’intento del sindaco di Carrara Francesco De Pasquale. La giunta comunale ne ha fatto il punto centrale del proprio programma di governo. Lo stesso sindaco ha effettuato dei sopralluoghi per verificare l’applicabilità del progetto.

Recuperare le cave dismesse per un loro nuovo utilizzo da un punto di vista ludico, culturale e turistico. E’ uno dei progetti centrali nel programma della giunta guidata dal sindaco di Carrara (Massa Carrara) Francesco De Pasquale.

De Pasquale ha voluto rendersi conto di persona della possibilità di una concreta realizzazione di questa iniziativa e ha effettuato un primo sopralluogo alla cava n.1 ‘Canal d’Abbia’, nel bacino di Pescina-Boccanaglia, interamente inserita nel parco e dismessa, a un’altitudine di circa 920-930 metri e alla cava n. 2 ‘Boccanaglia A’, ancora in attività.

Accompagnato dagli assessori all’ambiente Sarah Scaletti e all’urbanistica Maurizio Bruschi e da alcuni dipendenti, il sindaco ha voluto dare il via al percorso che porterà a un nuovo utilizzo dei bacini dismessi al fine di esaltarne le potenzialità da un punto di vista paesaggistico, turistico e ricreativo.

Si tratta di un progetto ambizioso che è entrato in una fase operativa, ma che prevede tempi lunghi per la sua realizzazione dato che le difficoltà non sono certo poche. Il bacino di Campocecina, spiega una nota, sembra il più idoneo a questa vocazione caratterizzata dalla possibilità di un utilizzo finalizzato ad ospitare iniziative turistiche e culturali: oltre a comprendere cave che sembrano teatri naturali con panorami unici al mondo, la zona di Campocecina si trova al di fuori del complesso estrattivo, quindi, presenta minori problemi, come ad esempio quelli legati alla viabilità nell’ottica di una futura implementazione della fruizione turistica.

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‘Potere al Popolo’: “Il vero volto delle politiche di Rossi”

‘Potere al Popolo’: “Il vero volto delle politiche di Rossi”

Potere al Popolo: “il vero volto delle politiche di Rossi”

Firenze presentata dal Partito della Rifondazione Comunista della Toscana la campagna di ‘Potere al Popolo’ “Il trasformista”, iniziativa a puntate “per svelare il vero volto delle politiche di Rossi e della Giunta Toscana”.

“Basta con chi mette al primo posto la propria convenienza politica e dice tutto il contrario di quello che fa – dicono il segretario nazionale PRC Maurizio Acerbo ed il segretario Regionale PRC Alessandro Favilli – i primi a rimetterci e ad accorgersene saranno i cittadini. Il futuro chiede una svolta concreta e coerente”.

Si legge nella  a firma del Partito della Rifondazione Comunista della Toscana diffusa in occasione della conferenza stampa:

“Sono favorevolissimo al contratto a tutele crescenti (…) giro moltissimo la Toscana e incontro centinaia di lavoratori (…) nessuno mi parla dell’articolo 18”. E’ Renzi che parla? No è l’attuale presidente della Regione Toscana Enrico Rossi poco più di due anni fa, autorevole esponente di Liberi e Uguali, che oggi dice – fra le altre cose – di voler reintrodurlo e di abolire il Jobs act. A dire il vero il programma di LeU mantiene ambiguità perché, dopo i proclami a favore dell’articolo 18, propone che per tre anni ci sia il contratto a tutele crescenti. Insomma Enrico Rossi è davvero “un programma politico vivente” della sua lista di riferimento.  Rossi rilascia dichiarazioni contro riforme inique e oltretutto del tutto inefficaci portate a casa dal suo ex partito, il PD, ma col PD continua a governare la Toscana, con un patto di ferro per altro rilanciato ultimamente in forma pubblica”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Alessandro Favilli e Maurizio Acerbo:


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LeU: Rossi, sostenere Zingaretti in Lazio e aprire confronto con Gori

LeU: Rossi, sostenere Zingaretti in Lazio e aprire confronto con Gori

“Io penso così: con il Pd alle elezioni siamo in competizione e impegnati a battere la sua attuale linea politica, offrendo un sicuro approdo di sinistra ai tanti che quel partito ha deluso; più noi saremo forti più il Pd potrà essere spinto a cambiare” mentre “verso il M5stelle non vedo possibili trattative per ragioni programmatiche e soprattutto ideali (valori costituzionali, concezione della democrazia)”. Lo scrive stamani, su Facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente di rilievo di Liberi e Uguali.

“Con Gori in Lombardia e’ opportuno aprire un confronto sul programma, perche’ rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche, – nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, e’ un errore perche’ dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri, – anche solo discutere della candidatura di Bassolino in Campania e’ un autogol perche’ per la sua storia e la sua popolarita’ dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma. Non pretendo di avere la verita’. È solo quello che io penso”. Aggiunge Enrico Rossi.

“Anche solo discutere  della candidatura di Bassolino in Campania è un autogol perché per la sua storia e la sua popolarità dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma. Non pretendo di avere la verità. È solo quello che io penso”.

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Brooks Brothers, Grassi: “Meno di 100 mila euro per tre giorni di allestimenti nel museo: siamo alla elemosina.”

Brooks Brothers, Grassi: “Meno di 100 mila euro per  tre giorni di allestimenti nel museo: siamo alla elemosina.”

 

Il consigliere di Sinistra Italiana ha presentato una interrogazione urgente sulla sfilata per capire costi e benefici per il Comune. Che accusa  “se poi si considera  che il Comune ha concesso, si legge sul loro sito, anche 4 giorni per allestire una mostra della Brooks Brothers dentro le stanze monumentali di Palazzo Vecchio, i 100mila euro diventano davvero una mancia che l’amministrazione ha accettato di incassare pur di ingraziarsi qualche potente del mondo della moda”.

“Meno di 100 mila euro per il Salone dei Cinquecento per la sfilata di Brooks Brothers. Un’elemosina in confronto ai disagi e alle perdite dovute alla chiusura del polo museale di Palazzo Vecchio”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, attacca l’iniziativa della casa di moda. E incalza: “Per fare tutto ciò, il Comune ha dovuto chiudere con due giorni di anticipo ai turisti metà percorso museale e tutto Palazzo Vecchio per la giornata di mercoledì. Palazzo Vecchio e il Salone dei Cinquecento ‘sequestrati’ da tre giorni da un cantiere molto invasivo. Tre giorni di minori incassi, che da quanto abbiamo potuto vedere, hanno azzerato o quasi i visitatori, visto che le code alla biglietteria di Palazzo Vecchio sono scomparse e in tanti hanno girato i tacchi appena scoperto che il Salone dei Cinquecento era inaccessibile”.

“Potremmo dire che Pitti tutto può, perché la cifra richiesta è davvero irrisoria. Il Comune se proprio doveva ospitare questa sfilata, poteva almeno chiedere di più, visto che i soli incassi persi sfiorano la cifra incassata dal Comune, oltre ai rischi di danneggiamenti per il patrimonio artistico e per il pavimento che solo una volta rimosso tutte le strutture potranno essere verificati. Se poi si considera – continua Grassi – che il Comune ha concesso, si legge sul loro sito, anche 4 giorni per allestire una mostra della Brooks Brothers dentro le stanze monumentali di Palazzo Vecchio, i 100mila euro diventano davvero una mancia che l’amministrazione ha accettato di incassare pur di ingraziarsi qualche potente del mondo della moda”.

“Sembra proprio che sia in corso una svalutazione del valore dell’immagine di Firenze, che è sul mercato come una merce da acquistare a buon prezzo in cambio di benevolenza verso chi governa. Firenze è usata e sfruttata per l’immagine, in cambio di pochi spiccioli da un mondo, quello della moda, che sicuramente non percepisce la crisi e che anzi vede nel lusso un mercato in espansione, e che forse potrebbe restituire di più al territorio. Presenteremo una interrogazione per il Consiglio di lunedì prossimo – conclude Grassi – perché fatti due conti non ci pare neppure che siano state applicate per intero le tariffe del disciplinare del Comune di Firenze per l’affitto delle sale monumentali. E questo potrebbe significare che un incasso per l’amministrazione si possa trasformare in un danno economico”.

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Ludopatie: niente sale slot davanti a nidi e bancomat

Ludopatie: niente sale slot davanti a nidi e bancomat

Soddisfazione di Simona Neri, responsabile Anci Toscana per il progetto Ludopatie e Bullismo e sindaco di Pergine Valdarno, dopo che in commissione il consiglio regionale ha recepito tutte le modifiche proposte dall’Associazione regionale dei Comuni alla legge contro le ludopatie.

Le proposte, contenute in una lettera inviata dalla stessa Neri insieme al presidente Matteo Biffoni, prevedevano non solo l’inserimento tra i luoghi sensibili delle scuole dell’infanzia, gli sportelli bancomat e i compro-oro (così come  prevede il regolamento-tipo già inviato a tutti i Comuni toscani), ma soprattutto l’introduzione dell’obbligo di formazione per gestori e personale operante nell’ambito dei centri scommesse e di spazi per il gioco.

Non si tratta di una legge retroattiva per quanto concerne il cosiddetto “distanziometro” dai luoghi sensibili, ma un altro importante aggiornamento riguarda l’estensione della definizione di “nuova installazione” anche in caso di stipula di nuovo contratto o di installazione degli apparecchi in altri locali, a seguito del trasferimento della sede.

 “Esprimo la mia grandissima soddisfazione e ringrazio tutti i partecipanti al Tavolo Ludopatie di Anci Toscana, gli amministratori ed i tecnici che si sono impegnati per raggiungere questo traguardo. Le novità introdotte sono tante ed importanti, rendono la nostra una Regione tra le più aggiornate sul tema, anche alla luce delle misure concordate in sede di Conferenza Unificata”.
“L’introduzione dell’obbligo di formazione per i gestori ed il personale del settore ci allinea a molte altre Regioni italiane. Ringrazio quindi la Commissione Sanità che questa mattina ha dato il via libera a questo importante provvedimento che, accanto al costante lavoro del personale operante nei SerT, contribuirà a limitare lo sviluppo di una patologia sempre più diffusa. Il lavoro è solo all’inizio, dopo Il Regolamento Comunale e la proposta di modifica della legge regionale il tavolo di Anci continuerà a lavorare per la definizione di un’ordinanza tipo sugli orari di interruzione del gioco e, certamente, per intervenire sul tema della pubblicità e sulla regolamentazione del gioco on-line che rappresenta un pericolo soprattutto per i più piccoli.”

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