Firenze, Nardella ha realizzato 83% programma

Firenze, Nardella ha realizzato 83% programma

La società Depp, che si occupa di progetti di open government e trasparenza per le pubbliche amministrazioni, ha stilato un rapporto che indica che l’amministrazione Nardella ha realizzato l’83,27% delle proprie promesse elettorali.

Sono 251 le azioni strategiche compiute, l’83,27% del totale, fra quelle contenute nel programma di mandato presentato dal sindaco di Firenze Dario Nardella al consiglio comunale dopo l’elezione del giugno 2014, mentre l’11,95% è ancora in corso e il 4,78% non è stato ancora realizzato. E’ quanto afferma il rapporto di fine mandato presentato oggi a Palazzo Vecchio dallo stesso Nardella, candidato ad un secondo mandato. Il rapporto si basa sulla valutazione del bilancio di fine mandato effettuata da un soggetto terzo: la società Depp, che si occupa di progetti di open government e trasparenza per le pubbliche amministrazioni.

“E’ il primo esempio a livello nazionale di rendiconto di mandato validato da terzi”, afferma la giunta nel rapporto, ringraziando “i 3.958 dipendenti dell’amministrazione comunale” per il lavoro svolto”. I capitoli sono organizzati sulla base degli 11 indirizzi strategici che hanno composto il programma di mandato, insieme ad una lettura trasversale offerta dalle ulteriori cinque chiavi tematiche proposte: economia, sicurezza, mobilità, ambiente e servizi.

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Firenze, Nardella ha realizzato 83% programma

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La società Depp, che si occupa di progetti di open government e trasparenza per le pubbliche amministrazioni, ha stilato un rapporto che indica che l’amministrazione Nardella ha realizzato l’83,27% delle proprie promesse elettorali.

Sono 251 le azioni strategiche compiute, l’83,27% del totale, fra quelle contenute nel programma di mandato presentato dal sindaco di Firenze Dario Nardella al consiglio comunale dopo l’elezione del giugno 2014, mentre l’11,95% è ancora in corso e il 4,78% non è stato ancora realizzato. E’ quanto afferma il rapporto di fine mandato presentato oggi a Palazzo Vecchio dallo stesso Nardella, candidato ad un secondo mandato. Il rapporto si basa sulla valutazione del bilancio di fine mandato effettuata da un soggetto terzo: la società Depp, che si occupa di progetti di open government e trasparenza per le pubbliche amministrazioni.

“E’ il primo esempio a livello nazionale di rendiconto di mandato validato da terzi”, afferma la giunta nel rapporto, ringraziando “i 3.958 dipendenti dell’amministrazione comunale” per il lavoro svolto”. I capitoli sono organizzati sulla base degli 11 indirizzi strategici che hanno composto il programma di mandato, insieme ad una lettura trasversale offerta dalle ulteriori cinque chiavi tematiche proposte: economia, sicurezza, mobilità, ambiente e servizi.

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Tramvia Firenze, FdI vuole revisione progetto

Tramvia Firenze, FdI vuole revisione progetto

Paolo Marcheschi (FdI) presenta mozioni per rivedere progetto: niente pali in Piazza San Marco e percorso per Bagno a Ripoli da rivedere.

A Firenze no alla tramvia coi pali in piazza San Marco, moratoria e revisione per il progetto di prolungamento per Bagno a Ripoli, no al futuro passaggio per viale dei Mille: questa la posizione di Fratelli d’Italia, il cui candidato sindaco Paolo Marcheschi ha presentato una interrogazione in consiglio regionale, così come il consigliere comunale Francesco Torselli ha presentato una mozione a Palazzo Vecchio.

“Tra la Firenze del Poggi e quella di Nardella preferiamo la Firenze del Poggi”, ha dichiarato Marcheschi, oggi in conferenza stampa con Torselli e la consigliera comunale Arianna Xekalos (Fim), citando anche le perplessità della Soprintendenza: “Noi vogliamo fare un ripensamento e vogliamo anche rimettere in ballo le soluzioni alternative che erano state disegnate da Fs”.

“Mi piacerebbe sapere dal sindaco Nardella – ha aggiunto Torselli – con quali risorse si intenda far fronte alla spesa di 40 milioni di euro per la variante al centro storico, 2,5 chilometri per 7 fermate, e su quali criteri è stata fatta l’analisi costi-benefici”. Per Torselli, se FdI sarà nella prossima giunta comunale “la variante si strappa: in San Marco i pali per fare 100 metri col trenino non si fanno”.

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Toscana, Rossi: governo “nazionalpopulista” e “postfascista”

Toscana, Rossi: governo “nazionalpopulista” e “postfascista”

Enrico Rossi, governatore della Toscana, ha espresso sul blog di Huffpost Italia la propria idea sul governo e sul clima generale in Italia.

“Il razzismo pervade la nostra vita quotidiana. Accade sempre più spesso ciò che poco tempo fa era inimmaginabile. Da quando un leghista a Macerata sparò ‘sui neri’, è tutto una sequela di aggressioni, spari, violenze verbali, umiliazioni e intimidazioni su chi è diverso, soprattutto per il colore della pelle. Non importa se si è bambini. Di Maio aveva detto che le Ong erano i taxi del mare. Salvini ha aggiunto prima gli italiani. Ieri ha minacciato un gruppo di ragazzi che cantava ‘bella ciao’ invitandoli a prepararsi a ‘prendere il barcone con Zedda’. Il fatto è che ci sono responsabilità per questo clima di razzismo dilagante”. Lo ha scritto, sul blog di Huffpost Italia, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

“Io penso che sia appropriato parlare di nazionalpopulismo e di postfascismo – ha ripreso -. Un’ideologia certo diversa dal fascismo, ma con accenni e tratti assonanti per le pulsioni di razzismo, per il disprezzo per il diverso, per il nazionalismo esasperato contro presunti nemici esterni, per un’idea di democrazia basata sul potere carismatico e su un concetto indistinto di popolo che si colloca sopra la democrazia parlamentare, per una pratica politica che decide di autotutelarsi quando dovrebbe sottoporsi alla verifica di legalità, per una tendenza al disprezzo della Costituzione in materia di diritti umani della persona e di eguaglianza dei cittadini”.

“Un tratto fondamentale di questo pensiero è che la critica alla globalizzazione, in nome di una maggiore protezione sociale, individua capri espiatori nell’Unione Europea, negli altri Paesi e nell’immigrazione, ma non mette mai in discussione, all’interno, le élite economiche e le diseguaglianze reali nella distribuzione della ricchezza – ha sottolineato Rossi -. Piuttosto, questa ideologia e pratica di governo appare propensa ad affrontare il conflitto di interessi, tra i ceti sociali meno abbienti e i più ricchi, trasferendolo su un piano territoriale e cercando di trovare un compromesso tra le spinte autonomiste e separatiste delle aree più ricche e certi ‘riflessi condizionati’ al rifugio nell’assistenza presenti in quelle più povere. Una prospettiva perseguita con leggerezza, irresponsabilmente, che potrebbe avere un esito catastrofico”.

“Nel dichiararsi oltre la destra e la sinistra, oltre il conflitto di classe, questo pensiero esprime una certa assonanza con il passato della destra fascista, che però fece della retorica della patria un elemento fondante la sua ideologia”, ha continuato Rossi.

“Sembrano sommarsi, infatti, diverse e contraddittorie spinte all’indietro. Quella verso un passato pre-risorgimentale, degli staterelli, dell’Italia come espressione geografica, il quale accenna pericolosamente a prender piede in tutto il Paese. Quella verso l’Italia pre-’89 libera da vincoli monetari che a nord aveva tollerato evasione fiscale e a sud alimentato la tendenza al riparo nell’assistenzialismo – ha detto -. E’ in questo senso che lo stesso autonomismo su cui oggi insiste il Nord leghista è un tuffo nel passato”.

“In generale, pure con questa diversità di elementi, l’ideologia dominante dei governanti giallobruni sembra guardare più al passato che al futuro, ci porta indietro, invece di accettare le sfide del presente e del futuro”, ha evidenziato il governatore della Toscana.

“La storia non si ripete e anche le ideologie politiche si trasformano – ha concluso -. Tuttavia, provare ad identificare i fenomeni nuovi cercando di riconoscerne i tratti che ereditano dal passato non è un esercizio inutile ai fini della comprensione e della lotta politica e soprattutto delle scelte che si devono compiere nel campo della sinistra e delle forze democratiche; le quali sentono più forte l’attaccamento ai principi e ai valori della Costituzione. Per questo credo che sia corretto definire nazionalpopulista e postfascista l’impasto ideologico della Lega e del M5Stelle, che governano assai stabilmente con un contratto l’Italia, dentro un nuovo ordine politico e culturale”.

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Elezioni Firenze: Watte candidato sindaco di Punto e a capo

Elezioni Firenze: Watte candidato sindaco di Punto e a capo

E’ Mustafa Watte, farmacista di 33 anni, figlio di un immigrato di Aleppo poi diventato medico in Italia, il candidato sindaco di Firenze della lista ”Punto e a capo”.

Watte è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza – tra gli altri – dell’ex senatore del Pds e poi dell’Ulivo, ed ex vicesindaco di Firenze, Graziano Cioni e Nicola Cariglia anche lui già vicesindaco della città. “Io punto a vincere – ha detto Watte -. Per me è un grande onore correre per la poltrona di sindaco. Il titolo principale del nostro movimento è il cittadino, il cittadino fiorentino di oggi che vive Firenze come da turista e non più da protagonista”.

Watte ha anche chiarito di essere “a favore di tutti i luoghi di culto, a favore dell’integrazione e contro ogni forma di razzismo. Gli stranieri che vengono a Firenze per vivere e lavorare devono essere accolti”. Il fatto che Watte sia un debuttante assoluto è un punto a favore per Cioni, perché si tratta di una “persona stimata” che non ha scheletri “nell’armadio, anzi non ha neanche l’armadio”.

Watte CioniWatte “é la dimostrazione che la speranza può vincere sulla paura, che l”integrazione è possibile”. Cioni ha chiarito che l”idea di procedere da soli è nata “quando è venuta meno l”alleanza con la sinistra ed è venuto meno l”accordo con Nardella”. Cioni ha parlato anche di infrastrutture, specificando che per aeroporto e Tav Firenze si tratta “di opere in itinere”, dove si deve “andare avanti”. E la tramvia per Bagno a Ripoli “va fatta”.

La tramvia può “passare da piazza Duomo”. Secondo Cariglia “la scelta che abbiamo fatto è una sfida: si vuole affermare che non bisogna avere pregiudizi nei confronti del fenomeno dell”immigrazione, che in forma legale è una opportunità. È una sfida anche per la scelta della persona, un giovane di 33 anni”.

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