Migranti, presentato il “libro bianco” dell’accoglienza toscana

Migranti, presentato il “libro bianco” dell’accoglienza toscana

🔈Il libro bianco presentato oggi a Firenze al Cinema La Compagnia, con interventi di esperti, docenti, amministratori: accoglienza su lavoro, coesione sociale e integrazione. Rossi: “parlando di invasione crescono ‘no’ Comuni, Cie non mi piacevano prima e neanche ora.” Biffoni: “Ius soli è impopolare ma serve a nostre città.”

Le migrazioni verso l’Europa non sono più un fenomeno emergenziale, ma strutturale;  occorre dunque trovare un sistema per gestirlo stabilmente. Parte da questo assunto il “Libro bianco sull’accoglienza ai richiedenti asilo politico e protezione internazionale” uno strumento nel quale è disegnato il modello istituzionale e sociale della Toscana, basato su un’accoglienza diffusa, capace di mettere al centro il territorio e su politiche integrate.

Attualmente sono 12.763 i migranti ospitati in Toscana nell’ambito di 864 strutture a cui vanno aggiunti  gli oltre 900 accolti nei centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). E già questi dati mostrano la necessità di mantenere un’accoglienza capillare e diffusa: la strutture hanno una media di 14 migranti ospitati. Ma molti altri sono gli elementi innovativi, a partire dal metodo. Il libro bianco è infatti il frutto di un percorso di condivisione e partecipazione cui hanno preso parte tutti gli attori dell’accoglienza: oltre a Regione e comuni, associazioni di volontariato, parti sociali, università  e enti gestori.

7 i principi individuati dal Libro bianco come capisaldi di tutta la politica di accoglienza: si parte dal principio che il fenomeno migratorio è strutturale e non emergenziale e per affrontarlo occorrono politiche di ampio respiro indirizzate verso la coesione sociale. Occorre riconoscere nel migrante la persona, rafforzando servizi volti a far fronte alla vulnerabilità della sua situazione e promuovendo azioni per creare relazioni tra persone accolte e comunità accogliente. Il ruolo centrale deve spettare al soggetto pubblico; accanto a esso i territori attraverso il tessuto istituzionale e sociale (associazioni di volontariato, terzo settore, associazioni di categoria). Infine si propone la promozione della cooperazione territoriale internazionale come strumento di rafforzamento delle relazioni con i Paesi di origine e quindi come parte del sistema di accoglienza.

Tre, infine, i fulcri di queste politiche d’accoglienza: Il primo: l’affermazione del valore dell’istruzione di base e della conoscenza delle lingua italiana come requisito per la tutela dell’individuo.  Il secondo: il riconoscimento dell’importanza dell’inserimento socio-lavorativo delle persone accolte, in quanto strumento per l’emancipazione dal sistema di accoglienza. il terzo: una riposta adeguata ai bisogni socio-sanitari.

“Se si continuerà a gestire le cose in questo modo e a parlare di invasione i 40 Comuni che dicono di no diventeranno 60, poi anche 120”. ha detto Enrico
Rossi, presidente della Regione Toscana, esprimendosi sulla questione e, in particolare, a proposito dei Comuni della regione che non accolgono i migranti. “Ci stiamo mettendo in un angolo, è pericoloso dal punto di vista politico ed è anche più pericoloso dal punto di vista gestionale”, ha aggiunto, in occasione della presentazione del Libro. “Portare via i clandestini –  ha detto Rossi – penso che sia un’altra balla, so che mi inimicherò mezzo mondo. Si provino a portare via mezzo milione di persone: ci vuole credo mezzo bilancio dello Stato, oltre ad aver fatto accordi coi Paesi di provenienza che come si vede non sono così ben disposti. Però, se da tremila irregolari ogni anno ne vogliamo portare via seimila, si provi a portarne via seimila”.

Secondo il governatore toscano, non c’è la necessità “di diffondere dovunque questi centri dove rischiano di finire anche persone che avrebbero bisogno di essere difese dalla tratta della prostituzione, da forme di schiavismo, come sono quelle nei campi e in altre situazioni lavorative”.

Emma Bonino, ha ricordato Rossi, “ha fatto una proposta di legge che invito tutti a firmare, che dice di attribuire a queste persone un permesso di soggiorno per 6 mesi, che si regolarizzano: una parte si inserisce nel nostro tessuto, e loro possono svolgere dei lavori che già svolgono come clandestini. E’ una situazione molto complicata, l’immigrazione se si può si deve diminuire. Bisognava fare a suo tempo centri di accoglienza nei Paesi, in Libia sotto la protezione internazionale, stabilire corridoi umanitari, andavano fatti in Siria”.

“Lo Ius soli è una legge, lo capisco, impopolare, adesso impopolare, però che serve ai nostri ragazzi e alle nostre città”. Ha affermato Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e delegato nazionale Anci. “Un conto è il tema dei migranti, dei profughi e degli sbarchi, un conto è l’immigrazione che è un’altra cosa”, ha aggiunto Biffoni, secondo cui dello Ius soli “ne vedremo gli
effetti nei prossimi anni: quando la legge andrà a regime migliorerà un sistema che in questo momento rischia, se no, di lasciare nel limbo migliaia di ragazzi”.

Per il presidente di Anci Toscana “bisogna provare ad arrivare in fondo su un tema che però non c’entra niente, è completamente distinto da quello dei migranti, degli sbarchi: capisco le preoccupazioni, sono io quello più preoccupato di tutti, ho sempre detto che sul tema degli sbarchi io sono grandemente in difficoltà perché è veramente un sistema complesso, ma lo Ius soli parla a un altro tipo di percorso, a un altro tipo di Italia”.

Claudio Gherardini ha intervistato Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea:

l’assessora al Welfare e sanità, Accoglienza e integrazione,
Pari opportunità, Casa, del Comune di Firenze, Sara Funaro:

Il Prefetto di Firenze Alessio Giuffrida:

e il presidente della regione Toscana Enrico Rossi:

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Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

“Necessario che fenomeno venga governato senza chiudersi a ricchio: progetti a Comuni e non hai privati” ha detto il presidente toscano Rossi. E sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti: “prendo atto ma ho diritto di fare politica.”

In Toscana “tutta questa ‘invasione’ di migranti continua ad attestarsi su 13.600 persone. Se la società toscana, che è fatta di 3,7 milioni di cittadini, non si chiude a riccio, e se il fenomeno viene governato, io credo che siamo ancora in grado di farvi fronte. Io credo poi che il modo giusto per accoglierli sarebbe quello di dare la responsabilità e i soldi ai Comuni, e non ai privati.
Questa cosa la ripeto da tre anni”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti in merito alla questione dei migranti.

“I Comuni siano responsabili di fare progetti di integrazione – ha aggiunto -, di lavoro, perché in questo modo le istituzioni si espongono, ci sarebbe maggiore trasparenza, maggior coinvolgimento politico e della società civile, e forse si
otterrebbero risultati di integrazione migliori. Spero che prima o poi, come è successo con il modello di accoglienza diffusa, anche questa proposta venga accolta”. Secondo Rossi “per il resto è bene che si provi a regolare i flussi, che poi si tratta di persone, e le persone vanno salvate. Ed è bene che su questo ci sia un intervento dell’Europa”.

“Prendo atto” che la mozione di sfiducia è stata respinta ieri dalla maggioranza in Consiglio regionale, ora “sgombriamo il campo dalle chiacchiere politiche”, e del resto “non sono entrato in Articolo Uno per avere un posto in Parlamento” ma “ho diritto di fare politica perché un presidente di Regione è anche esponente politico nazionale. Devo dire la mia dal mio punto di vista, e poi
continuo a fare ancora con più impegno il presidente della Regione sul mandato ricevuto dai cittadini, mandato che riguarda il presidente della Regione e anche il Consiglio toscano”. ha detto poi parlando con i giornalisti sulla mozione di sfiducia presentata da gran parte delle opposizioni nei suoi confronti e respinta ieri dall’Assemblea regionale.

“Se mi sfiduciano si va al voto – ha aggiunto -, non mi pare che questa sarebbe una grande cosa visto il buongoverno della Toscana, e visto il fatto che la Toscana non ha mai avuto crisi ma anzi è sempre stata complessivamente ben governata, anche se ci sono state posizioni diverse a livello nazionale”. Rossi ha ricordato che “ci sono stati anni nei quali il presidente della Regione era socialista e i comunisti partecipavano al governo
con la Dc, anni in cui il presidente era socialista e i comunisti continuavano a stare all’opposizione a livello nazionale. Mi pare che da questo punto di vista, le cose dette e fatte anche da parte del Pd e anche quelle dette da Renzi siano
sagge e in linea con le considerazioni che avevo fatto fin da subito”, ha concluso.

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Migranti, a Pistoia raccolte 400 firme contro nuovi arrivi

Migranti, a Pistoia raccolte 400 firme contro nuovi arrivi

Il sindaco di Pistoia Tomasi ha ricevuto residenti del Nespolo che hanno raccolto 400 firme per chiedere alla Prefettura il blocco nuovi arrivi migranti.

Nel pomeriggio di oggi il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi ha ricevuto alcuni residenti del Nespolo (frazione alla periferia della città), che hanno voluto consegnargli lo statuto del Comitato “Abitanti del Nespolo” appena costituito e le quattrocento firme allegate al documento contro la struttura di accoglienza che potrebbe sorgere all’interno di un capannone di via Nuova Bure.

Il sindaco – spiega una nota -, come già fatto in precedenza, ha ribadito la volontà politica di non essere disponibile ad accogliere altri immigrati sul territorio, già pesantemente gravato sul fronte dell’accoglienza. “Non possiamo assistere senza far niente a scelte prese al di sopra delle persone che vivono al Nespolo, e al di sopra del sindaco”, dichiara Alessandro Tomasi, aggiungendo che sta predisponendo una lettera da inviare ai primi cittadini dei Comuni di tutta la Provincia di Pistoia.

Un documento da sottoscrivere, dunque, a livello provinciale, nel rispetto chiaramente della volontà di ogni amministrazione comunale. Nell’atto in questione – si spiega – è contenuta la richiesta destinata al Prefetto, Angelo Ciuni, di non gravare ulteriormente il territorio della Provincia di Pistoia con nuovi arrivi di immigrati o, in alternativa, di distribuire i richiedenti asilo in maniera equa tra i territori a livello provinciale, così come il sindaco Alessandro Tomasi aveva già chiesto negli scorsi giorni, poiché non è più possibile continuare ad accogliere con queste modalità in un’area come quella di Pistoia che ha già fatto la sua parte accogliendo 87 persone in più rispetto alla quota prevista, come emerge da recenti verifiche.

“Riteniamo inoltre – conclude il sindaco – che l’indicazione data dalla Regione Toscana sulla cubatura minima pari a 9 metri cubi per persona da applicare alle strutture di accoglienza, come avviene per gli ostelli, non sia assolutamente consona”.

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Consiglio Toscana, respinta mozione sfiducia contro Rossi

Consiglio Toscana, respinta mozione sfiducia contro Rossi

Il Consiglio regionale ha respinto la mozione di sfiducia, presentata da forze di opposizione, nei confronti del presidente toscano Rossi, non presente in Aula. Pd: “mozione sfiducia?Solo provocazione opposizioni.”

La mozione (a firma Fdi, Fi, Lega Nord, M5s e Gruppo misto), presentata all’indomani dell’esito dei ballottaggi che ha visto momenti di attrito tra il Pd toscano e Rossi (Mdp), ricorda, tra l’altro, “come dal marzo 2017, a seguito del passaggio del presidente della Regione al gruppo politico Articolo 1-Mdp dopo lo strappo con il Pd, non sono mancati scontri, anche a mezzo stampa, tra le parti, dando la percezione di una forte disarmonia tra la maggioranza del Consiglio regionale e il governatore”.

Inoltre, si legge ancora, il documento lamenta “l’impasse politico-amministrativo in cui verte la nostra Regione ormai da tempo manifesto nel grave ritardo dell’approvazione del Prs, Piano regionale di sviluppo, approvato solo a marzo 2017; nella mancanza di azioni di governo efficaci e risolutive in campo sanitario, abitativo, infrastrutturale (ampliamento aeroporto e autostrada tirrenica in primis), servizi pubblici (rifiuti in primis), gestione fondi
europei”.

La mozione è stata illustrata in Aula dal capogruppo Fdi Giovanni Donzelli, intervenuto per primo nel dibattito, secondo cui “è evidente che quando Rossi in campagna elettorale parlava di ‘Lavoro, lavoro, lavoro’ non era una promessa ai toscani, ma una minaccia alla sua maggioranza, perché sembrava dire ‘se mi sfiduciate vi dovrete trovare un lavoro'”. Rivolgendosi alla maggioranza, Donzelli ha aggiunto che “siete attaccati alla poltrona, perché sfiduciare Rossi significherebbe per voi trovarvi all’opposizione al prossimo giro, visto il risultato delle amministrative”. L’Assemblea toscana si è espressa con 24 voti contrari, 16 favorevoli e il voto mancante dello stesso Rossi, non presente in Aula.

Sulla mozione di sfiducia al presidente della Toscana Enrico Rossi “si è confermato quello che ci aspettavamo, ovvero che era una provocazione buona solo per fare un po’ di discorsi di politica in aula e di avanzare ovvietà. Che siamo ormai in una maggioranza composta da due partiti è un’ovvietà. Così come lo è il fatto che abbiamo un programma validato dai cittadini e rinforzato dal Prs. Alle opposizioni dico che hanno perso l’occasione per dimostrare di essere veramente alternativi”. Lo ha detto il capogruppo Pd in
Consiglio regionale Leonardo Marras, a margine della seduta.

“Abbiamo cinque anni di mandato che vogliamo portare in fondo – ha aggiunto -. Se pensano che ai toscani interessino posizioni o chiacchiericci o commenti sui giornali si va poco lontano. Ma a peggiorare è il livello della democrazia perché non dobbiamo rallegrarci del fatto che non abbiamo un’opposizione”, ha concluso Marras.

Secondo il consigliere regionale Pd e vicesegretario del partito toscano Antonio Mazzeo, “capiamo il desiderio di strumentalizzazione da parte delle minoranze che, al solito, fanno fronte comune quando c’è da andare contro qualcuno ma non hanno la minima idea condivisa quando c’è da avanzare qualche proposta costruttiva. Ed è curioso che le critiche più forti al presidente Rossi, oltreché il sostegno alla sfiducia, siano arrivate in aula da una parte di quella sinistra che, a livello nazionale, vorrebbe invece stringere una alleanza anche con Mdp in contrapposizione al Partito Democratico”. “Si rassegnino – aggiunge -: in Toscana continueremo a lavorare in maniera compatta e condivisa ai progetti concreti che abbiamo definito insieme ai cittadini e che guardano allo sviluppo della nostra regione, a partire dal completamento del sistema infrastrutturale.”

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MIGRANTI, SINDACO TOMASI: “PISTOIA NON NE ACCOGLIERA’ ALTRI”

MIGRANTI, SINDACO TOMASI: “PISTOIA NON NE ACCOGLIERA’ ALTRI”

“Siamo già oltre la soglia di 55 persone” ha messo in guardia il sindaco di Pistoia Tomasi (centrodestra): “ora tocca agli altri Comuni.”

“Il Comune di Pistoia non è disponibile ad accogliere altri immigrati. Sul nostro territorio i numeri sono già al di sopra della soglia prevista: adesso devono essere i Comuni della provincia, con dati negativi tra abitanti e persone accolte in strutture Cas e Sprar, a fare la propria parte”. Lo dichiara il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (centrodestra), che nei giorni scorsi ha avuto i primi contatti con il prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, proprio sulla questione immigrati e accoglienza.

Il sindaco, appena insediato – spiega una nota del Comune -, si è subito messo al lavoro per svolgere le necessarie verifiche su eventuali nuovi arrivi, ed ha quindi verificato anche il verbale di gara del 10 maggio 2017 relativo al bando della Prefettura per l’affidamento del “Servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari richiedenti la protezione internazionale nella provincia di Pistoia”. Tra le offerte tecniche arrivate c’è quella del Consorzio Mc Multicons per una struttura al Nespolo (Pistoia), per un totale di 24 posti.

Proprio su questo caso specifico stamattina – si legge nella nota del Comune – il sindaco Tomasi ha incontrato alcuni residenti del Nespolo che il, 17 giugno, scorso avevano avuto la smentita dall’ex sindaco Samuele Bertinelli, affidata ufficialmente al suo staff, sulla possibilità di destinare l’immobile all’accoglienza, mentre il 5 giugno erano state davvero effettuate delle verifiche tecniche.  “Il Comune di Pistoia – spiega il sindaco Alessandro Tomasi – ha fatto la sua parte accogliendo 55 persone in più rispetto a quanto previsto”.

Non è lo stesso per altri Comuni della provincia – viene spiegato nella nota -, che ad oggi hanno invece numeri negativi nel rapporto tra abitanti e persone accolte. “Adesso tocca a loro muoversi”, sottolinea il sindaco. Su questo punto, Tomasi ha già avuto un incontro con il prefetto. “Occorre distribuire i migranti in maniera equa tra i territori. Pistoia non può permettersi di accogliere altre persone”.

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