‘Girls’ day – ragazze in campo’

‘Girls’ day – ragazze in campo’ si terrà giovedì prossimo 7 novembre , dalle 9 alle 20, al Palagio di Parte Guelfa.

copertina facebook
Si tratta di un progetto dell’assessorato alle pari opportunità curato da Europe Direct Firenze, il centro di comunicazione ed informazione sull’Unione europea del Comune,per le giovani e giovanissime (tra i 14 e i 35 anni di età) su imprenditorialità femminile, formazione professionale, lavoro e tirocini, nonché su affetti e autostima.
In questa giornata sono previsti sette workshop, tutti gratuiti, dai temi più svariati, coorganizzati con Artemisia centro antiviolenza, Vivaio per l’intraprendenza, Accademia europea di Firenze, ToscanaIN, Donne in campo-Cia, Enterprise Europe Network di Metropoli-Azienda speciale della Camera di commercio di Firenze.
L’idea è stata mutuata da un’esperienza tedesca Girl’s Day che si svolge a livello federale ed finalizzata a creare un punto di contatto tra le teenagers e il mondo del lavoro e rompere con le tradizionali attribuzioni professionali legate al sesso.
Per partecipare e per tutte le informazioni andare alla pagina http://www.edfirenze.eu/2013/10/girlsday-ragazze-in-campo.
A chiusura della giornata, alle 21.30, ci sarà un concerto, anche questo gratuito, della giovane cantante albanese Evi Reci presso il Caffè Letterario Le Murate.

Tutti diversi e tutti uguali

iniziativa Tutti diversi tutti uguali

Inizia giovedì 7 novembre a Palazzo Medici-Riccardi la serie di conferenze “Tutti diversi e tutti uguali” sulle discriminazioni nei vari ambiti di vita e di relazione voluto dall’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze, Antonella Coniglio. Questi quattro convegni non mirano soltanto a chiarire quali preconcetti e pregiudizi  – e verso quali diversità – minano la nostra pacifica convivenza e limitano i nostri rapporti.  Essi vorrebbero anche individuare delle strategie precise, delle proposte di cambiamento dei modi di pensare e dei comportamenti concreti che possano efficacemente contrastare la tendenza – ancora troppo poco contrastata – a ritenere che “Tutti uguali (nel senso dell’uniformità omologante) è bello”. Il pensiero ispiratore di questi incontri, all’opposto, è che l’unica uguaglianza apprezzabile è quella dei diritti, mentre è bella l’infinita diversità delle caratteristiche personali.

Si inizia il 7 novembre con le numerose sfaccettature e le sottili sfumature che può assumere la diffidenza verso chi soffre o ha sofferto di un disagio o di una sofferenza mentale, per proseguire poi (il 21 novembre) verso quel fenomeno così esplosivo negli ultimi tempi del pregiudizio contro coloro che provengono da un’altra storia e un’altra cultura, cioè da un altro Paese, per finire (5 e 12 dicembre) con gli ambiti di vita nei quali stringiamo le nostre relazioni più importanti, quelle che costituiscono la trama stessa delle nostre vite individuali, cioè la scuola e il lavoro.