Atelier su Pollock a Palazzo Vecchio

Nel mese di maggio vi proponiamo tre appuntamenti artistici legati alla mostra su Pollock a Palazzo Vecchio, che prevedono un’introduzione alla mostra seguita da un laboratorio manuale in atelier sulla scia dell’action pianting.

“La mia pittura non nasce sul cavalletto.  … Sul pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente nel quadro…” E’ sul finire degli anni Quaranta che Jackson Pollock sperimenta le prime “azioni pittoriche” a terra, fondate sulla gestualità, che consacreranno l’artista nella sfera del mito. Nel dialogo inedito con un altro personaggio mitico, Michelangelo Buonarroti, capace di esprimere nelle sue opere una non dissimile “furia della figura” i bambini e le loro famiglie saranno accompagnati in mostra – dove potranno apprezzare, fra gli altri, alcuni disegni dell’artista tratti dai taccuini di studio dei grandi maestri – per poi cimentarsi in prima persona con un dipinto-evento fatto di gesti, di gocciolature e di colore. 

  • Titolo laboratorio: L’arte in azione fra Pollock e Michelangelo
  • Durata: 1h15’
  • Per chi: per famiglie con bambini dagli 8 anni
  • Dove: Museo di Palazzo Vecchio
  • Quando: sabato 7-14-21-28 giugno h11.30
  • Biglietti: Ingresso intero + attività € 12,00, Ingresso ridotto + attività (18-25 anni e >65 anni ) € 10,00, Ingresso ridotto + attività (<18 anni ) € 2,00

Per informazioni e prenotazioni: Tel. 055-2768224 055-2768558, Mail info@muse.comune.fi.it

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Jackson Pollock La figura della furia

Jackson Pollock. La figura della furia a Firenze, Palazzo Vecchio e San Firenze,
16 aprile – 27 luglio 2014. Per la prima volta Firenze rende omaggio a Jackson Pollock (1912 -1956), uno dei grandi protagonisti dell’arte mondiale del XX secolo, colui che ha scardinato le regole dell’arte figurativa occidentale dissolvendo gli ultimi baluardi della prospettiva rinascimentale, e lo fa accostando idealmente l’opera dell’artefice americano a quella di un altro titano dell’arte universale, Michelangelo Buonarroti (1475-1564) di cui proprio quest’anno si celebra il 450° anniversario della morte.

Jackson Pollock. La figura della furia

La mostra, promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ideata e curata da Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini e sarà allestita presso Palazzo Vecchio simbolo del potere politico di Firenze e della città che fece dell’arte un elemento di forza della propria civiltà e del proprio prestigio nel mondo. Proprio a Palazzo Vecchio, dove nel Salone dei Cinquecento è ospitato “Il Genio della Vittoria” di Buonarroti, saranno esposte 16 opere di Pollock: in mostra 6 disegni – eccezionalmente prestati dal Metropolitan Museum di New York e per la prima volta esposti in Italia -, oltre a dipinti e incisioni provenienti da musei internazionali e collezioni private. Presenti anche prestiti dalla Pollock Krasner Foundation.
Michelangelo e Pollock hanno in comune la ‘furia’ dell’atto creativo, che assume una valenza mistica nella ricerca della bellezza come assoluto e dell’infinito come limite e scopo dell’azione artistica. Pollock introdusse un modo totalmente nuovo di dipingere, partendo dalla comprensione della grande personalità artistica di Michelangelo e della sublime tragica dimensione della sua opera.
Jackson Pollock. La figura della furia si compone anche di una seconda sezione nel Complesso di San Firenze e più precisamente nella Sala della musica che offrirà spazi interattivi, apparati multimediali e didattici, dove saranno proposte proiezioni e filmati sulla vita e sul lavoro dell’artista. Il progetto ha come obiettivo quello di contribuire a conoscere l’arte con strumenti nuovi e moderni.

Jackson Pollock. La figura della furia

La città di Firenze si prepara a rendere omaggio a Jackson Pollock (1912 -1956), uno dei grandi protagonisti dell’arte mondiale del XX secolo, che ha scardinato le regole dell’arte  figurativa occidentale. Per la prima volta si accosterà idealmente la sua opera con quella di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), di cui quest’anno si celebra il 450° anniversario  della morte.
La mostra, promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ideata e curata da Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini e sarà allestita presso Palazzo Vecchio simbolo del potere politico di Firenze e della città che fece dell’arte un elemento di forza della propria civiltà e del proprio prestigio nel mondo. Proprio a Palazzo Vecchio, dove nel Salone dei Cinquecento è ospitato “Il Genio della Vittoria” di Buonarroti, saranno esposte 16 opere di Pollock: in mostra 6 disegni – eccezionalmente prestati dal Metropolitan Museum di New York e per la prima volta esposti in Italia -, oltre a dipinti e incisioni provenienti da musei internazionali e collezioni private. Presenti anche prestiti dalla Pollock Krasner Foundation.
Michelangelo e Pollock hanno in comune la ‘furia’ dell’atto creativo, che assume una valenza mistica nella ricerca della bellezza come assoluto e dell’infinito come limite e scopo dell’azione artistica. Pollock introdusse un modo totalmente nuovo di dipingere, partendo dalla comprensione della grande personalità artistica di Michelangelo e della sublime tragica dimensione della sua opera.

Jackson Pollock. La figura della furia si compone anche di una seconda sezione nel Complesso di San Firenze e più precisamente nella Sala della musica che offrirà spazi interattivi, apparati multimediali e didattici, dove saranno proposte proiezioni e filmati sulla vita e sul lavoro dell’artista. Il progetto ha come obiettivo quello di contribuire a conoscere l’arte con strumenti nuovi e moderni.

Informazioni, orari e biglietti
La mostra sarà visitabile dal 16 aprile al 27 luglio presso Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria) e presso il Complesso di San Firenze (Piazza San Firenze).

Gli orari

  • Palazzo Vecchio (la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)  apertura 9 – 24 ad eccezione del giovedì 9 – 14 
  • Complesso di di San Firenze (la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura) tutti i giorni 10-20 escluso il giovedì 10-14 

Il biglietto unico per tutte e due le sezioni della mostra è in vendita presso la biglietteria  del Museo di Palazzo Vecchio: intero 12€ , ridotto 9€ (visitatori tra i 18 e i 25 e a quelli oltre i 65 anni e agli studenti universitari) . Biglietto per ogni sezione della mostra: Palazzo Vecchio intero 10€ , ridotto 8€ (visitatori tra i 18 e i 25 e a quelli oltre i 65 anni e agli studenti universitari). Complesso di San Firenze intero 5€ , ridotto 2€ (visitatori tra i 18 e i 25 e a quelli oltre i 65 anni e agli studenti universitari)

L’ingresso è gratuito per i visitatori sotto i 18 anni, per i gruppi di studenti con i rispettivi insegnanti, per i disabili e rispettivi accompagnatori, per i membri ICOM, ICOMOS,
ICCROM.

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Jackson Pollock e Michelangelo

Jackson Pollock e Michelangelo, a Palazzo Vecchio confronto tra due geni ‘furiosi’.Arriva a Firenze la mostra ‘La figura della furia’ per un confronto virtuale tra Jackson Pollock(1912-1956), l’indiscusso maestro dell’action painting e il genio del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti.Prendendo spunto dagli studi giovanili del pittore statunitense e dal suo interesse per l’opera michelangiolesca mette in relazione stili, soggetti, storie e mondi diversissimi. L’informe di Pollock sarà così allo specchio con il non-finito di Michelangelo, il Rinascimento della forma classica fiorentina e italiana sarà idealmente messo in dialogo con quello dell’anti-forma dell’artista statunitense, in un’esposizione che si trasforma in un evento-esperimento epocale.


La mostra nasce in occasione del 450/o anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti, avvenuta a Roma il 18 febbraio 1564 e si svolgerà tra Palazzo Vecchio, che ospita nel Salone dei Cinquecento il Genio della Vittoria di Michelangelo e dove saranno esposti disegni e dipinti di Pollock, e l’ex tribunale di San Firenze, dove invece verrà allestita la parte multimediale, con spazi interattivi e didattici sulla vita e l’arte del pittore. La mostra sarà inaugurata a primavera.
“Un progetto ardito – sottolinea il sindaco Matteo Renzi – che sarà una straordinaria occasione di conoscenza, arte, cultura e approfondimento da parte dei cittadini e dei turisti che vorranno visitare la mostra. Investire sulla cultura è da sempre una priorità dell’amministrazione: basti pensare ai progetti di ampliamento di Palazzo Vecchio e della biblioteca delle Oblate, al raddoppio dei visitatori dei musei civici, all’apertura di nuovi spazi museali e a breve all’inaugurazione definitiva del nuovo teatro dell’Opera e quella del museo del Novecento. Questa mostra si dimostra un ulteriore tassello del nostro impegno”.
Jackson Pollock, spiegano i curatori della mostra Sergio Risaliti e Francesca Campana, è riconosciuto come il fondatore dell’action painting, ovvero di una pittura realizzata poggiando la tela direttamente sul pavimento per poi operare con una serie di gesti furiosi, come in trance, lasciando sgocciolare il pigmento molto diluito direttamente sul piano di rappresentazione, senza un disegno progettuale o un riferimento naturale precedente. I suoi dripping risultano in effetti contrari, se non perfettamente opposti, a quanto realizzato dal Buonarroti sulla volta della Sistina, dove l’artista era costretto a lavorare secondo i canoni figurativi e dogmatici dell’epoca, sebbene poi la pittura fosse stesa sulla volta come se questa fosse un piano orizzontale posto a un’altezza irraggiungibile e non su una tela, posta verticalmente sul cavalletto a poca distanza dal riguardante e in asse col proprio corpo.
Ma i due mondi hanno però un trait d’union negli studi giovanili di Pollock, quando il futuro protagonista della pittura americana del XX secolo è ancora indeciso se essere pittore o scultore. Sappiamo dai documenti grafici conservati al Metropolitan Museum di New York che il giovane Pollock studiava e rifletteva sull’opera di Michelangelo. Esistono fogli con disegni eseguiti da Pollock – Sketchbooks I e II- che riproducono gli ‘ignudi’ della Sistina, la Sibilla Cumana e il profeta Giona, alcune figure del Diluvio, perfino l’Adamo nella sua celebre posizione e studi di posizioni e panneggi dal Giudizio. Preziose informazioni si ricavano da un saggio di Katharine Baetjer, pubblicato dal museo americano nel 1997, in occasione di una mostra dedicata a questi preziosi taccuini da disegno. Esporre Pollock a Firenze assume quindi, sottolineano i curatori, un significato veramente epocale. Si tratta di porre a confronto due mondi e due epoche: una appare incentrata sulla trascendenza della figura e sulla sublimazione della materia nel movimento del corpo; l’altra sulla fenomenologia dell’informe e sulla mistica geometria del caos. Pollock come il Buonarroti può essere definito “artista universale” e come il geniale scultore fiorentino sembra aver lavorato ad ogni opera in preda al furore. “Quando sono ‘dentro’ i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo”, sosteneva Pollock, mentre Michelangelo dichiarava nelle Rime che “I’ sento in me non so che grand’amore, che quasi arrivere’ ‘insino alle stelle”.