Caporalato, Ispettorato del Lavoro: “Tra gli effetti violenze e dispersione scolastica”

Caporalato, Ispettorato del Lavoro: “Tra gli effetti violenze e dispersione scolastica”

Prato – Il direttore capo dell’ Ispettorato nazionale del lavoro Bruno Giordano è intervenuto al Forum sulla sicurezza del lavoro, che si è concluso oggi. Tra i temi trattati anche quello del contrasto al caporalato.

Secondo Bruno Giordano il fenomeno del caporalato porta effetti come “violenze e dispersione scolastica. È necessario sostenere chi denuncia”. L’evento che ha toccato il mondo del lavoro, e che si è tenuto a Prato, è stato condito da tre giorni di appuntamenti, interviste e tavole rotonde. Uno dei temi affrontati nel corso dell’ultima giornata è stato quello del fenomeno del caporalato e della lotta per contrastarlo: “La legge 199 del 2016 – ha sottolineato Bruno Giordano – ci ha dato molti strumenti di contrasto processuali, amministrativi, preventivi, di controllo, ma in gran parte non è applicata. Non abbiamo bisogno di strumenti solo investigativi e giudiziari, ma abbiamo bisogno di strumenti di coordinamento delle attività e di tutela dei diritti. Andare in un campo e trovare dei lavoratori in condizioni di sfruttamento non basta, occorre, poi, dare loro un alloggio e un’ attività.”

“L’ispettorato grazie all’organizzazione internazionale della migrazione – ha proseguito Giorando -, ai contatti con la rete del volontariato cerca di farsi carico di queste esigenze, ma c’è bisogno di un impegno più ampio a livello istituzionale. Non possiamo abbandonare le vittime dopo aver trovato chi li sfrutta. La legge – continua Giordano – prevede l’aiuto al ‘pentito’, ma non l’incentivo alla denuncia. Poche denunce arrivano dalla parte delle vittime. Molte attività sono d’ufficio o di carattere investigativo e partono dall’Ispettorato o dalle forze dell’ordine. Nessuna denuncia, per esempio, è partita da una donna, eppure lo sfruttamento femminile, all’interno di questa realtà, è molto grave. Di solito i fatti di caporalato denotano anche un indotto sociale negativo.”

“Solo per fare due esempi cito la dispersione scolastica e l’aumento degli aborti, clandestini e non, delle donne romene, che significa che in quelle realtà ci sono delle violenze”, ha concluso il direttore Bruno Giordano.

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EatPrato torna il 4 e 5 giugno con la sesta edizione

EatPrato torna il 4 e 5 giugno con la sesta edizione

Un palcoscenico del gusto che miscela il food con l’arte, i vini con le più belle architetture del centro storico per una grande festa della convivialità open air.

EatPrato torna il 4 e il 5 giugno e per la VI edizione spalanca le porte del chiostro rinascimentale di San Domenico che sara’ il nuovo cuore pulsante del festival 2022. Gli appassionati del gusto saranno in giro per le vie del centro a cominciare dalla sera inaugurale di sabato 4 giugno con la eatPrato Night, quando l’enogastronomia si fonde con il tessuto urbano invadendo un’area della città, rendendola palcoscenico e luogo di incontro nelle strade e nelle piazze del centro. Qui sarà possibile fare assaggi golosi in tanti locali diversi segnalati da una grafica eatPrato, si spiega in una nota.

Uno stop in enoteca, o in un bistrot, in un forno, per un calice o spiluccare una focaccia con la mortadella di Prato Igp, e poi fermarsi a cena con il menu eatPrato in un ristorante e poi si passa in pasticcieria per una pesca di Prato. Ultima tappa al cocktail bar per un signature cocktail a base di vermouth di Prato. Il tutto mentre un team di giovani fotografi documenta con dirette video e foto le diverse location e interagisce con il pubblico così da pubblicare in tempo reale foto, storie e video sui social di eatPrato.

La eatPrato Night però è anche walking e comprende le Passeggiate del Gusto, I tour guidati alla scoperta di tre luoghi suggestivi, San Niccolò, San Francesco e La Vecchia Fabbrica Campolmi (a cominciare dalle 17.00 per l’ora dell’aperitivo e proseguire per l’ora di cena e il dopo) terminano con una degustazione presso il Giardino Buonamici, sede storica di eatPrato.

Il Walking della domenica propone tour guidati tutti all’interno di San Domenico stessa passando dal chiostro al refettorio e degustazione finale nella Sala Capitolare, luogo meraviglioso, con vini e prodotti della Strada del Vino del Montalbano.

“La peculiarità di eatPrato è creare contaminazioni virtuose tra l’agroalimentare e il paesaggio, tra l’enogastronomia e il patrimonio storico artistico. Con eatPrato si è scelto fin dall’inizio di far dialogare la convivialità, i prodotti e i piatti d’autore, i grandi vini del territorio, in sostanza l’eccellenza del gusto, proprio con l’eccellenza storico artistica della città, dai musei ai giardini storici, dalle piazze alle torri e perfino agli edifici monastici come quest’anno”, dichiara l’assessore al Turismo Gabriele Bosi.

 

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Prato: sanitari trovano anguilla tra gli escrementi di topo. Chiuso ristorante

Prato: sanitari trovano anguilla tra gli escrementi di topo. Chiuso ristorante

Prato – La scoperta dell’anguilla mentre veniva verificata la rimozione di una canna fumaria non a norma.

Entrano per verificare la presenza di una canna fumaria non a norma e trovano un’anguilla che si muove libera sul pavimento in mezzo ad escrementi di topo e sporcizia: questo è quanto hanno trovato gli agenti dell’Unità commerciale della polizia municipale di Prato e il personale dell’Asl Toscana Centro in un ristorante cinese aperto dal gennaio di quest’anno nella zona di via Marini.

Il controllo, si spiega in una nota, era dovuto ad una serie di accertamenti di natura edilizia iniziati nelle settimane precedenti a causa di grosso tubo installato abusivamente dai gestori attraverso una vetrata di chiusura del terrazzo, collegato all’estrattore di fumi di un barbecue all’interno, senza abbattitore, con conseguenti forti odori che si diffondevano nel vicinato. La stessa struttura in vetro e metallo a copertura del terrazzo era costruita abusivamente. Alla titolare era stato così imposto di rimuovere la canna fumaria. Ma durante un successivo sopralluogo per verificare l’avvenuta rimozione, gli agenti hanno notato nei locali del ristorante una situazione generale di degrado igienico-sanitario culminata vedendo la presenza un’anguilla che si muoveva indisturbata sul pavimento.

Da qui il sopralluogo effettuato due giorni fa dalla municipale congiuntamente ai sanitari del Dipartimento di prevenzione e sicurezza alimentare dell’Ausl Toscana Centro, che ha consentito di accertare che sia nella cucina sia negli altri locali di servizio le condizioni igienico-sanitarie della somministrazione erano a dir poco deplorevoli, addirittura con escrementi di topo sparsi ovunque, oltre a gravi carenze nella pulizia dei pavimenti e delle strutture, si spiega ancora nella nota del Comune. Dal controllo sugli alimenti e’ emerso inoltre la presenza di 110 confezioni di prodotti non identificabili nascosti in un vano adibito a magazzino e sul terrazzo tre congelatori esposti al sole, pieni di prodotti con vari vizi di tracciabilità quali l’assenza di indicazioni sul contenuto o sulla provenienza oppure l’indicazione della data di scadenza. I prodotti non tracciati sono stati sequestrati per un totale di circa 800 chili di merce, l’attività sospesa fino al ripristino delle condizioni igieniche e la titolare, circa 50 anni, sanzionata per 7.500 euro. Scattata anche una segnalazione per l’assenza nel ristorante della persona indicata nella Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) in grado di parlare la lingua italiana.

anguilla
Foto fornita da Ufficio Stampa Comune di Prato – il locale all’interno

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Prato, sciopero delle grucce: accordo trovato dopo 19 giorni

Prato, sciopero delle grucce: accordo trovato dopo 19 giorni

Prato – L’accordo prevede contratti a tempo indeterminato e tempo pieno per tutti i lavoratori, turni settimanali per 40 ore e l’applicazione del CCNL di categoria.

Sembra aver trovato il suo lieto fine la storia dei lavoratori delle grucce di Prato, in sciopero da 19 giorni. Il Comunicato di Sì Cobas riporta come ieri sera sia stato firmato un accordo anche con le società Ruentex e Gruccia Creations.

“Dopo 19 giorni di giorni di scioperi – riportano i Sì Cobas -, picchetti e presidi ai cancelli si conclude con la vittoria dei lavoratori e del sindacato lo ‘sciopero delle grucce’. Nella serata di ieri (24 maggio) anche le società Ruentex e Gruccia Creations hanno sottoscritto un accordo con il sindacato. L’accordo prevede contratti a tempo indeterminato e tempo pieno per tutti i lavoratori, turni settimanali per 40 ore e l’applicazione del CCNL di categoria. Abolito così il regime di lavoro nero, contrattini fasulli e turni di 12 ore per 7 giorni la settimana. Per un lavoratore che ha scelto di interrompere il rapporto di lavoro l’accordo prevede un riconoscimento economico di 19 000,00 euro a risarcimento degli straordinari non retribuiti svolti negli ultimi anni di lavoro. L’accordo, firmato anche dalla DIGI Accessori, prevede il ricollocamento di una parte del personale della Ruentex e della Gruccia Creations presso la stessa DIGI Accessori.”

“La DIGI Accessori – prosegue il comunicato -, insieme alla META, era stata tra le prime due aziende del ‘cartello’ a cedere davanti allo ‘sciopero delle grucce’ e sottoscrivere accordi di regolarizzazione e stabilizzazione dei lavoratori. La lotta paga. Lo sciopero e la sindacalizzazione si confermano ancora una volta l’unico strumento capace di rivoluzionare una realtà di supersfruttamento che per troppi anni si è pensata inscalfibile, resistendo anche ai colpi sferrati ciclicamente da controlli e sanzioni amministrative.”

“Lo ‘sciopero delle grucce’ ha coinvolto lavoratori di 4 aziende – dicono sempre i Cobas -. Nove aziende produttrici di grucce sono state coinvolte dai picchetti. Alla DIGI, alla META e alla RUENTEX ci sono voluti tre presidi permanenti di rispettivamente sei giorni e notti – per i primi due – e nove giorni e notti. Un immenso impegno per tutto il sindacato che è stato ripagato con una vittoria che rivoluziona una filiera produttiva fondamentale come quella delle grucce.”

“E’ una vittoria simbolica contro una realtà padronale che già nel 2019 alla Gruccia Creations – scrivono ancora i Cobas – , e poi nel 2021 alla Dreamland, rispondeva alle sacrosante richieste dei lavoratori con tirapugni e mazze da baseball. E’ grazie all’immenso coraggio dei lavoratori che hanno deciso di scioperare, grazie alla solidarietà concrete di centinaia di cittadine e cittadini, grazie al sostegno garantito dai lavoratori del Si Cobas delle altre fabbriche del distretto che hanno sostenuto quotidianamente – giorno e notte – i picchetti che questa volta a trionfare sono i diritti e la dignità del lavoro.

“Ma il valore simbolico di questa vittoria è anche un altra. Nel 2019, quando dieci operai entravano in sciopero alla Gruccia Creations, Luca Toscano e Sarah Caudiero, coordinatori del sindacato, ricevevano proprio davanti ai cancelli dello stabilimento di via dello Sprone il foglio di via obbligatorio da Prato per ‘pericolosità sociale’. Insomma in questi anni si è provato a fare di tutto per stroncare questo movimento. Chi ci ha provato, dalle istituzioni ai padroni, con misure repressive e aggressioni, hanno perso. In questo distretto sta succedendo qualcosa che qualche anno fa era impensabile. E non si torna più indietro.” Conclude il comunicato.

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Prato, aziende ‘apri e chiudi’: la Guardia di Finanza vuole cancellarne 72

Prato, aziende ‘apri e chiudi’: la Guardia di Finanza vuole cancellarne 72

Le aziende cosiddette ‘apri e chiudi’ spesso vengono utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la contraffazione, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il riciclaggio ed il trasferimento all’estero di proventi illeciti.

Nei primi mesi del 2022 la Guardia di finanza, a seguito di controlli a Prato alle cosiddette aziende ‘apri e chiudi’, ha avanzato all’Agenzia delle Entrate di Prato la proposta di cancellazione di 72 ditte.

Lo rendono noto le stesse Fiamme gialle spiegando che sono stati “acquisiti indizi di gravi violazioni e sono state individuate imprese le quali, seppur di fatto inesistenti, risultano avere emesso e/o registrato fatture per importi anche significativi”. Gli accertamenti, spiega una nota, sono stati condotti nell’ambito di un’operazione denominata ‘Stop Open and Close’, svolta in singergia con l’Agenzia delel entrate, finalizzata a contrastare uno dei fenomeni che maggiormente connotano il ‘distretto parallelo’ del tessile-abbigliamento, appunto quello delle ‘ditte apri e chiudi’.

Si tratta di imprese spesso intestate a ‘teste di legno’, il cui utilizzo è non di rado strumentale all’evasione fiscale e contributiva, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la contraffazione, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il riciclaggio ed il trasferimento all’estero di proventi illeciti.

“Non a caso – si specifica dalla Gdf -, il tasso di mortalità delle imprese cinesi della provincia di Prato risulta costantemente elevato, tanto che un terzo di esse non supera il terzo anno di vita”. Scopo dell’operazione Gdf-Agenzia entrate è “quello di intercettare e sopprimere, se possibile ancor prima del loro effettivo utilizzo, le imprese create per” finalità irregolari. Nel mirino anche i fenomeni di continuità aziendale di ditte insistenti negli stessi presidi imprenditoriali, gestite sotto falso nome da soggetti spesso irreperibili sul territorio dello Stato.

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