V Centenario del Principe

V Centenario del Principe di Niccolò Machiavelli- La Mostra La via al Principe: Niccolò Machiavelli da Firenze a San Casciano
Organizzata da Archivio di Stato di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Polo Museale Fiorentino
(Firenze Biblioteca Nazionale Centrale , 10 dicembre 2013 – 22 febbraio 2014)

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La Mostra si incentra sul periodo anteriore all’esilio a San Casciano e, in particolare, al 10 dicembre 1513, data in cui Machiavelli scrisse la famosa lettera a Francesco Vettori che annunciava la stesura di uno opuscolo de principatibus”(lettera in mostra); l’esposizione fiorentina può quindi essere considerata in un certo senso come l’antefatto della mostra “Il Principe di Niccolò Machiavelli e il suo tempo. 1513 – 2013” , tenutasi al Vittoriano a Roma, nella scorsa primavera.
La Mostra fiorentina esporrà ben 34 preziosi documenti dell’Archivio di Stato di Firenze, selezionati a seguito di ricerche scientifiche in larga misura originali, che illustreranno aspetti della vita privata di Niccolò Machiavelli (ad esempio le dichiarazioni fiscali della famiglia, i due testamenti di Niccolò), ma soprattutto il suo servizio svolto come Segretario nella Cancelleria della Repubblica fiorentina dal 1498 al 1512.
Quelli furono anni cruciali per la formazione del Machiavelli uomo di governo, per la elaborazione delle sue opere storiografiche e delle sue riflessioni politiche,in particolare per la stesura del Principe.La sezione curata da Francesco Martelli introdurrà al periodo della grande crisi di fine Quattrocento inizi Cinquecento,
marcato da grandi trasformazioni nell’assetto dellostato fiorentino (esaurimento della repubblica savonaroliana, avvento del Gonfalonierato a vita di Pier Soderini). Segnali interessanti del cambiamento sono rintracciabili in due documenti particolarmente rilevanti presentati dall’Archivio di Stato di Firenze, come i Vangeli sui quali giuravano i Priori ed il Gonfaloniere, e gli Statuti degli Ufficiali dei Pupilli, che mostrano riflessi delle inedite sperimentazioni istituzionali avviate a
Firenze in quegli anni. Tali documenti, oltre per l’importanza storica, sono particolarmente godibili dal punto di vista visivo: il primo è infatti un codice pergamenaceo dalla preziosissima legatura con smalti e rilievi a pastiglia;l’altro è anch’esso un manoscritto in pergamena, adorno di una magnifica miniatura.
La sezione curata da Vanna Arrighi illustra come era organizzata la Cancelleria della Repubblica nel suo assetto generale,la sua articolazione in una serie di uffici preposti alla redazione dei documenti pubblici ed il ruolo strategico che ebbe nella direzione della politica fiorentina. Alcuni dei documenti che saranno presentati nella mostra offrono una testimonianza inedita sul clima politico e culturale che si respirava dentro il Palazzo della Signoria (attuale Palazzo vecchio) ai tempi del
Machiavelli, e sui progetti di governo che si stavano allora elaborando.
Il 19 giugno del 1498 Niccolò Machiavelli fu inserito ufficialmente a Palazzo alle dipendenze dell’autorità più alta dello Stato fiorentino: la Signoria. Egli fu nominato segretario e fu posto a capo della Seconda cancelleria, ufficio incaricato di tessere le fila delle comunicazioni con le terre sottoposte. Inoltre egli diventò presto anche cancelliere dei Dieci di Balìa, la magistratura che nei momenti di guerra era chiamata a dirigere,con poteri eccezionali, la diplomazia e le scelte di politica militare nella Repubblica. La sezione curata da Francesca Klein mostrerà la multiforme attività che questo ruolo comportava. Saranno presentati in particolare alcuni dei numerosi registri delle lettere dettate o scritte di pugno da Machiavelli, e alcuni documenti relativi alle sue missioni diplomatiche, ad esempio in Francia o presso Cesare Borgia (il duca Valentino). In quest’ambito di grandissimo rilievo è la redazione autografa di un breve testo composto dal Machiavelli nel 1503 durante una sua missione diplomatica al seguito del Duca Valentino. Il testo è l’unico scritto politico del grande fiorentino,che ci sia pervenuto autografo. Proprio per la sua importanza e rarità il testo è già stato incluso nel 2011 in una mostra tenutasi al Quirinale e dal significativo titolo “Viaggio tra i capolavori della letteratura Italiana Francesco De Sanctis e l’Unità d’Italia”, mostra tenutasi nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Italia. Ora il testo sarà visibile nella mostra fiorentina.Ma soprattutto saranno indicate le importanti trasformazioni che investirono lo spazio politico fiorentino allorché Pier Soderini divenne Gonfaloniere a vita (nel novembre 1502). Con il Soderini la statura politica di Machiavelli segretario si accrebbe,assumendo i connotati del fiduciario del principe,del consigliere politico, in definitiva quella di uomo di governo. Solo questo suo rilevante peso politico spiega come mai egli, al ritorno dei Medici, il 7 novembre 1512 fu rimosso dall’incarico,estromesso dal Palazzo, e poi addirittura bandito.Sarà esposto il famoso mandato di cattura emesso dagli Otto di guardia e balia il 19 febbraio 1513 a seguito del quale Machiavelli fu imprigionato e torturato perché sospettato di far parte di una congiura antimedicea.Machiavelli fu assistito in Cancelleria da vari “coadiutori” quali Biagio Buonaccorsi e Agostino Vespucci. Saranno mostrati i documenti che permettono ora, grazie alle ricerche di Francesca Klein, di conoscere l’ identità di quell’ enigmatico personaggio che fu Agostino Vespucci e che mostrano come egli abbia condiviso con Machiavelli lo spirito di ricerca, la spregiudicata osservazione della realtà, l’entusiasmo per un progetto di rinnovamento della vita polit ica fiorentina centrato sulla figura del Soderini, progetto al quale partecipò con risorse culturali di grande spessore.