Prato: false fatturazioni per oltre 108 milioni di euro

Prato: false fatturazioni per oltre 108 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Prato ha concluso l’indagine che ha fatto venire alla luce un’evasione fiscale di oltre 108 milioni di euro. Evasa IVA per 24 milioni. Diferite dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato sei persone, tra cui il titolare delle due società che hanno sede ufficiale a Prato.

Il sistema sgominato dalla Guardia di Finanza di Prato si è svilupatto in due distinte fasi. Nella prima fase si emettevano fatture false su cessioni mai esistite da parte di una delle due società che commercializza materiale ferroso. L’altra, che invece si occupa di comemercio di autovetture, si è così creata un ingente ma fittizio credito IVA. La merce, che non è mai esistita e che riguardava tipologie di prodotti incoerenti rispetto alle attività economiche esercitate, veniva formalmente venduta a clienti esteri anch’essi inesistenti.

La seconda fase invece prevedeva l’utilizzo del credito IVA accumulato in modo illecito, unito alla qualifica di ‘esportatore abituale’ che avevano acquisito grazie alle finte cessioni estere. La società, risultando così certificata, si poneva da intemediario tra produttori e clienti per l’acqusto di autovetture nuove esenti da IVA. Quest’ultime venivano poi cedute sottocosto e consegnate direttamente dalla società a concessionari e commercianti specie del Sud Italia. Grazie a questo escamotage, le società riuscivano a tenere i prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. Le autovetture soggette a questo meccanismo sono state più di 1.800.

La guardia di Finanza di Prato, nella ricostruzione degli eventi, ha accertato un giro di fatture per oltre 108 milioni di euro, tutte per operazioni inesistenti. L’IVA evasa invece ammonta a 24milioni di euro. Al termine dell’attività ispettiva, sono state deferite alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato sei persone. Essi sono gli amministratori formali, succedutisi nel tempo, e il titolare di fatto delle due società pratesi, che è il vero artefice dell’illecito.

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Arezzo: baby gang aggredisce trentenne, 11 denunce

Arezzo: baby gang aggredisce trentenne, 11 denunce

Minacciano e prendono a botte, con calci e pugni, un papà a passeggio con la bimba che poco prima li aveva rimproverati perchè tiravano sassi per gioco: così 11 ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 17 anni e un 18enne, sono stati denunciati per lesioni e minacce dai carabinieri della stazione di San Giovanni Valdarno (Arezzo).

Le indagini hanno avuto inizio dopo la denuncia di un trentenne che, lo scorso mese di ottobre, mentre accompagnava con il passeggino la figlioletta, passando vicino a un gruppo di undici ragazzi riunito nei pressi di una panchina, li aveva rimproverati perchè lanciavano sassi per gioco, con il rischio che qualche pietra potesse colpire anche la bambina. Dopo un primo diverbio, il gruppo di giovani proferendo minacce di morte, si è scagliato contro il papà trentenne che, a quel punto, ha avuto la peggio: è stato colpito con calci e pugni dalla baby gang. Il trentenne è ricorso alle cure dei sanitari al pronto soccorso, ricevendo otto giorni di prognosi.

Le indagini dei carabinieri, che si sono avvalse anche del contributo di alcuni testimoni, hanno permesso di identificare il gruppo degli 11 ragazzi, che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Firenze e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo per i reati di lesioni aggravate e minaccia aggravata.

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Le indagini dei carabinieri, che si sono avvalse anche del contributo di alcuni testimoni, hanno permesso di identificare il gruppo degli 11 ragazzi, che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Firenze e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo per i reati di lesioni aggravate e minaccia aggravata.

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