Politiche di coesione, venerdì 9 il presidente Rossi a Malta per l’incontro dei ministri Ue

FIRENZE - Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sarà a Malta domani, venerdì 9 giugno, per partecipare al meeting  dei ministri dell'Unione europea responsabili delle politiche di coesione.

All'incontro, cui parteciperanno anche esponenti di alto livello delle istituzioni dell'Ue, il presidente della Toscana rappresenterà  la Crpm, Conferenza delle Regioni marittime periferiche d'Europa, di cui è vicepresidente.

Obiettivo del meeting informale (che avrà inizio alle 9.30 a La Valletta, presso il Grand Master's Palace)  sarà  di discutere le questioni relative alla politica di coesione, alla sua attuazione e al suo futuro.

Ue, Rossi e il futuro della politica di coesione: “Servono risorse adeguate e regole armoniche”

FIRENZE - "La politica di coesione nella precedente programmazione 2007-2013 ha prodotto più di 120mila start-up e supportato 400mila piccole e medie imprese, ha creato quasi 95mila progetti di ricerca e più di 30mila progetti di cooperazione tra imprese, generando ben 41mila e 600 posti di lavoro a tempo indeterminato. 5mila sono stati invece i kilometri di strade costruite e 2mila e 400 quelli delle nuove linee ferroviarie."
Così il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha accolto le Conclusioni del Consiglio Affari Generali dedicato alla Coesione che si è tenuto il 25 aprile a Lussemburgo.

Il testo pone le basi per una discussione sul futuro della politica di coesione in Europa in un momento in cui sono molti gli Stati Membri che vorrebbero ridurre al minimo gli aiuti alle Regioni e alla vigilia di due appuntamenti importanti previsti per il mese di giugno; ovvero il Consiglio informale sulla Coesione previsto a Malta l'8 ed il Forum sulla coesione previsto a Bruxelles il 26-27. Ad entrambi gli appuntamenti, Enrico Rossi parteciperà nella sua veste di Vice Presidente della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM).
Ma il post 2020 ha spinto anche le Regioni italiane a mobilitarsi: in seno alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno approvato un documento politico in cui si chiede "una dotazione finanziaria all'altezza" ed "il mantenimento del carattere universalistico della politica regionale", ovvero una politica rivolta a tutte le Regioni e non solo a quelle in ritardo di sviluppo. "Nel documento abbiamo voluto sottolineare – ha affermato Enrico Rossi – il rafforzamento delle responsabilità di gestione in seno alle Regioni, l'opportunità di armonizzare le regole dei diversi fondi, anche alla luce di una sburocratizzazione sempre più necessaria, ed una maggiore attenzione alle sfide sociali."

Il testo delle Regioni italiane ha ripreso, tra l'altro, molti spunti del contributo presentato dal Presidente Enrico Rossi al Commissario per la Politica regionale, Corina Crețu, a dicembre scorso, in occasione della sua visita a Firenze."Ora - ha concluso il Presidente della Regione Toscana - aspettiamo che il Governo italiano, senza indugi, presenti una posizione sul Post 2020 o faccia sua la nostra. E' importante arrivare a Bruxelles agli appuntamenti di giugno con una posizione compatta visto che questa è una partita che non si può perdere. L'Italia è il secondo beneficiario della politica regionale, l'unica politica di investimento veramente europea e l'unica politica così vicina ai cittadini".

 

Giovani, imprese più competitive, strade, fiumi e liste di attesa: tutte le priorità per il 2017

FIRENZE - La Regione fissa agenda e obiettivi per i prossimi mesi. Sta tutto nel "Piano della qualità della prestazione organizzativa", documento che aggiorna di anno in anno, con una proiezione triennale, priorità e strategie su cui poi dirigenti e dipendenti saranno chiamati ad impegnarsi e saranno anche valutati.

Il piano è un po' una guida che la 'macchina' si dà, con compiti per tutto l'anno. Da quel piano, approvato la scorsa settimana dalla giunta,  discende l'organizzazione del lavoro giorno dopo giorno di ogni ufficio. Ma non è qualcosa che riguarda solo i lavoratori; l'impatto interessa infatti anche l'esterno, i servizi  offerti ai cittadini, le politiche che devono avere una corsia  preferenziale oppure anche criticità, da superare.

"Sono le sfide su cui la Regione e i suoi dipendenti saranno impegnati nei prossimi mesi – sottolinea il presidente Enrico Rossi – ma che si traducono anche in politiche per i territori". Così, tra gli impegni che stanno sopra tutti gli altri c'è, ad esempio, la pronta messa a disposizione dei fondi comunitari da tradurre in bandi per le imprese e aiuti ai lavoratori e allo sviluppo sostenibile: una torta da oltre due miliardi e mezzo di euro e un terreno su cui la Toscana si è sempre fatta apprezzare e che ha visto l'ente, nel 2014, anticipare dal proprio bilancio 80 milioni per non interrompere le misure avviate e poter subito partire con nuovi bandi.

"Certo – annota Rossi – senza la compressione della spesa patita in questi anni e i tagli decisi da Governo e Parlamento, raggiungere questi risultati a volte sarebbe stato più semplice" . Tolta infatti la sanità e gli altri  fondi vincolati, dal 2010 a oggi la Toscana è passata da un bilancio  regionale di 2,25 miliardi a 1,2, quasi dimezzato. Nel 2016 era di 1,4  miliardi. E oggi ha in capo maggiori funzioni e mille dipendenti in più transitati dalle Province. "Ciononostante – conclude Rossi – il nostro impegno prosegue".

Nell'agenda c'è la riorganizzazione degli uffici nei territori, dopo il passaggio di consegne di parecchie funzioni fino al 2015 in capo alle Province ed ora tornate alla Regione; c'è il lavoro per uniformare i vari regolamenti, diversi prima da provincia a provincia, o lo smaltimento della pratiche arretrate ereditate. C'è il progetto Giovanisì, con quel cronoprogramma serrato di misure che operano su più fronti ma tutte pensate per aiutare i giovani a rendersi autonomi, dai tirocini al servizio civile. I giovani sono tra le priorità anche in agricoltura, con l'impegno ad aumentare l'imprenditoria giovanile. E poi ancora la  crescita della raccolta differenziata, gli interventi per aiutare le imprese toscane ad essere più competitive e a internazionalizzarsi finanziando i progetti delle aziende più dinamiche, la liste di attesa da abbattere in sanità, i lavori per la difesa del suolo e prevenire alluvioni e frane – due fra tutti la cassa di espansione di Figline-Pizziconi, 8 milioni di lavori o la sistemazione della spiaggia di Vada (un altro milione e 300 mila euro) – e poi gli interventi sulla viabilità, tra vecchie strade regionali da rimodernare ed altre da ampliare, ma anche la tranvia fiorentina da completare ed estendere. 

Open Day degli uffici, Bugli: “Un’occasione di incontro diretto tra cittadini e Regione”

L'assessore Bugli a Villa Poggi, Firenze
L'assessore Bugli a Villa Poggi, Firenze
FIRENZE - Far conoscere ai cittadini gli uffici regionali collocati nel territorio e mostrare loro i servizi erogati, gran parte dei quali sono ormai disponibili on line. E' questa l'esigenza di fondo da cui è nato l'Open Day della Regione Toscana che oggi ha riguardato gli uffici della Regione che sono subentrati a quelli delle Province.
 
 "L'iniziativa di oggi – ha spiegato l'assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli - ha lo scopo innanzitutto di far conoscere  in tutti i territori la novità legata alla presenza della Regione. Il contatto diretto è sempre importante, è uno strumento di incontro, di facilitazione, in questo caso anche di divulgazione della novità rappresentata dalla presenza del Pegaso, simbolo della Regione". 
 
"Ma l'Open Day – ha aggiunto – serve anche a mostrare ai cittadini la quantità di servizi ormai disponibili on line e quindi accessibili con un semplice clic sul computer o sul telefonino. Grazie alla piattaforma Open Toscana, è infatti  possibile avere una risposta, inoltrare una pratica, recapitare dei documenti o anche effettuare un pagamento senza spostarsi da casa". 
 
Questo contatto diretto con gli uffici del Pegaso è stato possibile oggi in tutta la Toscana: da Arezzo a Empoli, da  Firenze a Grosseto, da Livorno a Lucca fino a Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, la Regione ha aperto per tutti le porte delle sue sedi.
 
L'assessore Bugli ha visitato direttamente quattro sedi, quelle di Empoli (in piazza Vittoria 54),  di  Prato (via Cairoli 25) e Pistoia (corso Gramsci 110). A Firenze l'appuntamento  dell'assessore è stato a Villa Poggi, in via Manzoni. 
 
In queste e in tutte le altre sedi aperte, ad accogliere o cittadini sono stati  i dipendenti stessi della Regione, pronti a spiegare tutti gli interessati i servizi erogati, dall'agricoltura e lo sviluppo rurale all'ambiente e l'energia, dalla difesa del suolo e la protezione civile alla mobilità, dai trasporti e le infrastrutture fino all'istruzione e la formazione, tutte competenze che la Regione gestisce direttamente dall'inizio del 2016.
 
Sempre in questa occasione, sulla piattaforma on line OpenToscana, inaugurata alla fine del 2014 e che raccoglie tutti i servizi (e non solo) erogati dalla Regione attraverso internet, sono stati pubblicati una serie di brevi video tutorial, utili a capire come quei servizi funzionano.
 

Province, prosegue il riordino delle funzioni. Bugli: “Nasce una Regione diversa”

FIRENZE - La Regione Toscana cambia pelle, non più solo ente di legislazione e programmazione ma anche ente che gestirà direttamente molte funzioni; e cambierà il suo rapporto con i cittadini. "Da gennaio sarà percepita in modo diverso" sottolinea convinto l'assessore alla presidenza e ai rapporti con gli enti locali, Vittorio Bugli.
 
Oggi il Consiglio regionale si è riunito in seduta straordinaria per discutere ed approvare le modifiche alla legge di riordino delle funzioni provinciali, la legge regionale 22 di quest'anno. Quasi mille dipendenti passano dalle Province alla Regione: 977 per l'esattezza (20 i dirigenti) , che potrebbero comunque rimanere a lavorare nelle stesse città dove oggi sono impiegati visto che lì saranno mantenuti uffici territoriali. Mille dipendenti che si aggiungeranno ai circa duemilasettecento, assemblea regionale compresa, in forza adesso all'ente.
 
Sono un quarto dei poco meno dei quattromila dipendenti che contavano le nove province toscane e la città metropolitana fiorentina: sono esclusi quanti andranno in pensione entro il 2016 e che resteranno alle Province fino al pensionamento. Altri 75, se le Province daranno il nullaosta, si aggiungeranno da qui alla fine del mese, con un atto stavolta di giunta. Sono gli addetti alle funzioni 'trasverali', quelle che intrecciano più competenze; e nel caso il primo bando non fosse sufficiente, ne sarà fatto un secondo: questo grazie ad un emendamento presentato oggi durante la seduta. Il riordino riguarda anche il trasferimento delle funzioni di agricoltura dalle Unione dei Comuni alla Regione.
 
"Siamo stati la prima Regione a dotarsi di una legge di riordino per risolvere il nodo del riassorbimento delle funzioni e del personale delle Province – spiega l'assessore Bugli - e saremo probabilmente l'unica Regione a rispettare i termini entro il 31 ottobre: una risposta alla legge Del Rio, una scelta anche coraggiosa e per adesso unica, un modello a cui probabilmente si rifaranno altre Regioni molto più indietro nel percorso istituzionale".
 
"Oggi completiamo su tutta la parte del personale il lavoro iniziato mesi fa – prosegue l'assessore -: un percorso fatto di discussioni aperte e scelte condivise. Con un emendamento del Pd viene rafforzato il ruolo della conferenza dei sindaci. Le esigenze dei sindacati sono state valutate e in parte accolte. Il lavoro svolto alla fine ci porterà a semplificare la pubblica amministrazione e a provare a offrire migliori servizi a cittadini e imprese, evitando interruzioni e disagi". "Ci siamo mossi – continua - ispirati da sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. L'abbiamo fatto costruendo una Regione che non sarà più solo ente di legislazione e programmazione ma anche ente gestore di molte funzioni, dall'agricoltura alla caccia e pesca, dall'ambiente alla difesa del suolo, dalla formazione professionale alla realizzazione e manutenzione della viabilità regionale".
 
Più funzioni
Crescono, con il passaggio in aula di oggi, anche le funzioni in capo alla Regione, che a quelle fatte proprie nei mesi scorsi somma ora, per quanto riguarda l'ambiente, anche aree protette, referenti provinciali e responsabili delle sale dei centri operativi antincendio boschivo, rifiuti e bonifica dei siti inquinati.
 
Le risorse
Per pagare gli stipendi dei 977 lavoratori in transito e in carico da gennaio alla Regione – oltre agli 89 che si aggiungeranno - ci sono a disposizione 41,3 milioni (22 che la Regione trasferiva alle Province e 18,8 di entrate extratributarie che entravano nelle casse della Province). Cinquecentomila saranno però utilizzati per incentivare le funzioni di controllo in capo al momento alla polizia provinciale. Il decreto-legge 78/2015 prevede il passaggio delle guardie provinciali ai Comuni per le funzioni di polizia municipale. "Ci siamo presi tempo fino al 20 novembre, grazie ad una decisione dell'Osservatorio regionale sulla legge 56 che si è riunito ieri sera, per capire meglio le esigenze delle Regioni e delle Province e per trovare soluzioni condivise".
 
Turismo e forestazione a Comuni e Unioni di Comuni
Per quanto riguarda invece il turismo, compresa la statistica ed esclusa la formazione degli operatori, gli attuali dipendenti delle Province saranno trasferiti ai Comuni capoluogo, ma sulla loro operatività decideranno le conferenze dei sindaci. Le funzioni di forestazione saranno invece assegnate alle Unioni dei Comuni, che già le esercitano sul proprio territorio. Sono nove, una per provincia (Firenze escluso): ovvero l'Unione dei Comuni del Pratomagno per Arezzo, l'Unione di Comuni Montana Colline Metallifere per Grosseto, l'Unione di Comuni Montana Colline Metallifere per la Livorno, l'Unione dei Comuni Media Valle del Serchio per Lucca, l'Unione di Comuni Montana Lunigiana per Massa Carrara, l'Unione Montana Alta Val di Cecina per Pisa, l'Unione dei Comuni della Val di Bisenzio per Prato, l'Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese per Pistoia e l'Unione dei Comuni della Val di Merse per Siena. Complessivamente potrebbero essere più di duecento gli ex dipendenti delle Province assegnati ai Comuni. Chi invece si occupava di sport resterà alle Province ma sarà assegnato o alle funzioni fondamentali o alle politiche attive del lavoro in sostituzione del personale nel frattempo andato in pensione, oppure potrà essere trasferito a quei Comuni che lo vorranno.
 
Centri per l'impiego
La legge parla anche dei centri per l'impiego. Per i 93 lavoratori a tempo determinato e i circa cinquecento che lavorano per le aziende che hanno in appalto i servizi è stato richiesto di garantire il rinnovo dei contratti per tutto il 2016. "In questo modo  - ricorda Bugli – saremo in grado di garantire continuità ai servizi e a chi ci lavora" I 416 lavoratori a tempo indeterminato rimarranno in carico alle Province. La normativa nazionale esclude la possibilità di un passaggio diretto alla Regione.