Dimissioni di Raffaele Palumbo da direttore editoriale di Controradio

Dimissioni di Raffaele Palumbo da direttore editoriale di Controradio

Firenze, di seguito il comunicato ufficiale di dimissioni da Direttore editoriale di Controradio, di Raffaele Palumbo.

“Buongiorno, venerdì ho rassegnato le mie dimissioni nella mani del Consiglio di Amministrazione della Controradio S.r.l.. Dopo tutto quanto accaduto a seguito della ormai nota trasmissione ‘Bene bene Male male di venerdì scorso, ho deciso inoltre di prendermi il proverbiale “periodo di riflessione’, restando a casa, lontano dai microfoni, dai colleghi e dal lavoro che tanto mi appassiona da quasi 35 anni della mia vita e da 25 anni qui a Controradio.
Lo faccio per riflettere su quanto accaduto, per metabolizzare gli insulti, le minacce e le offese ricevute, talvolta inferiori per lesività a certe analisi di persone che non sanno di cosa parlano. Ma soprattutto, sopra ogni altra cosa, per difendere l’onorabilità e la credibilità di una radio che ha 45 anni di storia e una storia che parla, e che racconta una vicenda completamente e sempre diversa da quanto accaduto in quei 27 minuti di trasmissione.
Lo faccio per difendere la rispettabilità dell’Editore – che è composto da nove soci, tra cui il sottoscritto – e del Consiglio di amministrazione, composto da Sara Maggi, che è anche Direttrice responsabile, Marco Imponente che è anche Direttore generale e da Roberto Nistri, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, o se volete – per noi – semplicemente Il Presidente. Persone – dalla moralità e professionalità indiscutibile – che hanno speso la loro vita a tenere insieme e in piedi questa cosa strana che si chiama Controradio.
Lo faccio per le colleghe e i colleghi della redazione giornalistica che tutti i giorni lavorano e in qualche misura combattono proprio per abbattere stereotipi di genere, discriminazioni, linguaggi sbagliati, tossici, di odio. Personalmente ho calcolato, scalette in archivio alla mano, di aver fatto poco meno di 30mila interviste in questi anni a Controradio. Loro, i miei colleghi, giornaliste e giornalisti, non hanno fatto di meno, anzi. E tutto, sempre, sempre, nella stessa ostinata direzione fatta di civiltà, rispetto, amore per la radio e le sue ascoltatrici ed ascoltatori.
E poi lo faccio per i tecnici, i registi, i conduttori e programmatori musicali, gli amministrativi, i producer, i pubblicitari e non da ultimo per quei professionisti e specialisti della musica che animano le nostre serate in maniera unica. Per loro, per me, per noi, io oggi faccio un passo indietro, sto zitto, sperando di risentirvi presto. Un saluto dal vostro Raffaele Palumbo”.

Al comunicato di dimissioni di Raffaele Palumbo fa seguito quello
del Consiglio di Amministrazione di Controradio S.r.l.
“Il Consiglio di Amministrazione di Controradio ha ricevuto da Raffaele Palumbo la comunicazione relativa alla sua decisione di rassegnare le dimissioni da Direttore Editoriale dell’emittente, nonché di sospendere la collaborazione con l’azienda.
Il CdA di Controradio prende atto con rammarico di tale decisione e, nell’accettare le sue dimissioni, desidera ringraziare Raffaele Palumbo per il lavoro fin qui svolto, auspicando la possibilità di una prossima, nuova e proficua collaborazione”.

Controradio Crossmedia

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Controradio sugli insulti sessisti del prof. Giovanni Gozzini

Controradio sugli insulti sessisti del prof. Giovanni Gozzini

“In merito alla trasmissione “Bene bene Male male” andata in onda venerdì 19 febbraio 2021 alle ore 09:00 sulle nostre frequenze, Controradio S.r.l. intende prendere le distanze – come per altro già fatto in onda – dal linguaggio utilizzato dal Prof. Giovanni Gozzini durante la suddetta trasmissione. 45 anni di storia della nostra radio parlano per noi.

Questi per Controradio, sono stati anni di impegno costante e serrato tutto volto a combattere l’imbarbarimento del linguaggio da una parte, e dall’altra a lavorare sulle questioni di genere in ogni ambito, dal mondo del lavoro a quello appunto del linguaggio. Parlano per noi decenni di trasmissioni, interviste, speciali, progetti ad hoc”.

Dopo qualche minuto, è stata la volta del comunicato dello stesso Giovanni Gozzini: “In merito alla trasmissione “Bene bene Male male” andata in onda venerdì 19 febbraio 2021 alle ore 09:00 sulle frequenze di Controradio intendo presentare le mie scuse per il linguaggio usato durante la trasmissione. Non è mio costume, né come ospite storico della trasmissione di Controradio né in altra sede promuovere un linguaggio che non sia più che rispettoso nei confronti di tutti. Per carità chiedo scusa a Giorgia Meloni e a tutti quelli che si sono sentiti offesi. Non era mia intenzione scandalizzare nessuno, chi segue la trasmissione sa che abbiamo questo tono poco formale ma sempre sullo scherzoso e quindi capita di eccedere. Il che ovviamente non può essere una giustificazione. Ho sbagliato e chiedo umilmente perdono. Giovanni Gozzini”.

Anche lo stesso Giorgio Van Straten, l’altra voce della trasmissione, ha fortemente stigmatizzato il linguaggio usato, paragonandolo a quello di Salvini.

Mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Francesco Torselli scrive: ““Ringraziamo la redazione di Controradio per aver preso le distanze dalle vergognose parole pronunciate da alcuni ex-politici e pseudo intellettuali nei confronti di Giorgia Meloni, dalle frequenze della storica radio. Da esponente della destra Fiorentina, pur essendo bene a conoscenza della storia e dell’orientamento politico della radio, ho sempre ricevuto un trattamento dignitoso, cordiale e rispettoso dall’emittente ed ero certo della presa di distanza dalle squallide offese rivolte da Gozzini a Giorgia Meloni”.

Infine, la stessa Giorgia Meloni – che ha ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la telefonata di solidarietà e che sarà presto invitata dalla Redazione di Controradio a intervenire in radio – si domanda in un Tweet se una persona così “può insegnare all’università”, mentre il Rettore dell’Università di Siena Frati condanna “con fermezza il gesto”.

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Susanna Camusso: “Lo smart working per le donne è stato un massacro”

Susanna Camusso: “Lo smart working per le donne è stato un massacro”

Per l’ex Segretaria generale della Cgil ed attuale responsabile delle politiche di genere Susanna Camusso, “lo smart working per donne è stato un massacro”.

La questione “donne e potere” è tornata di scottante attualità dopo lo scivolone del Pd nella formazione del Governo Draghi. Ed è stato questo il punto di partenza della trasmissione “Il Signor Rossi”, che ha avuto come ospite Susanna Camusso per oggi per la Cgil è la responsabile delle politiche di genere.

Enrico Rossi ha esordito dicendo che “il PD ha fatto sicuramente un autogol e il rimedio di mettere delle sottosegretarie non sarà certo la soluzione. Inoltre Draghi ha dedicato alla questione un passaggio importante, anche se forse un’autocritica avrebbe dovuta farla, essendo stato lui a formare il governo”.

Anche la Camusso è intervenuta sul discorso di Draghi, ricordando che “ha sbagliato a parlare di competizione. Come è possibile competere senza uguaglianza? Siamo di fronte ad una tale disparità di trattamento, dalla disparità di retribuzione, dei salari, nel tasso di occupazione, per quanto riguarda il lavoro di cura. E’ ovvio che siamo di fronte ad una situazione figlia delle discriminazioni che sono in essere”.

E su Draghi che avrebbe dovuto fare autocritica? “Il Pd ha sbagliato – risponde Susanna Camusso – ma hanno sbagliato anche Draghi e e il Presidente Mattarella, responsabili della formazione del governo. C’è ancora diffusa una idea della donna legata al focolare domestico, una donna che se vuole entrare nel mercato del lavoro deve farlo in una logica di competizione maschile.

Un pensiero tipico di una società patriarcale. Dove le donne se sono anche lavoratrici, lo sono ma su una seconda linea. Dove la maternità rimane una responsabilità privata e non sociale. E poi parliamo di crisi demografica. Viene in mente uno slogan del movimento delle donne che diceva che la precarietà è contraccezione”. Resta sempre incagliato nella discussione il tema delle così dette “quote rosa”.

Per Enrico Rossi è necessario supportare l’accesso delle donne nel mondo del lavoro. Spesso le donne contrarie sono quelle che hanno già raggiunto posizioni apicali. Mentre al contrario abbiamo vissuto per decenni un capitalismo basato sullo sfruttamento delle donne e del loro lavoro a domicilio”.

A proposito di lavoro a domicilio, Susanna Camusso fa notare che lo Smart working – o meglio, dice lei “un telelavoro obbligato” – ha rappresentato per le donne una stagione durissima, dove dovevano lavorare, badare ai figli, alla casa e tutto questo senza servizi e senza la scuola. La dimensione del domicilio è stata massacrante per le donne. Ed inoltre ha fatto riecheggiare il grande non detto, ovvero che è meglio che le donne se ne tornino a casa”.

Ed Enrico Rossi chiude la trasmissione ritirando fuori una sua vecchia proposta di quando era Presidente della Regione: “bisogna considerare l’asilo come primo anello gratuito della catena educativa, di accesso all’educazione. Feci al tempo due conti e si poteva fare. La cosa avrebbe una ricaduta notevole sia per quanto andiamo dicendo sulle problematiche demografiche, sia per un accesso più egualitario delle donne nel mondo del lavoro”.

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Montanari: “Mai alluso a possibili illeciti. Spero che il Comune ne prenda atto e ritiri la querela”

Montanari: “Mai alluso a possibili illeciti. Spero che il Comune ne prenda atto e ritiri la querela”

Firenze, Tomaso Montanari ai microfoni di Controradio intervistato da Raffaele Palumbo, torna sulla querela penale annunciata dal Sindaco di Firenze contro di lui, gettando una luce nuova su quell’intervista che mesi fa fece infuriare Palazzo Vecchio.

Montanari aveva infatti pronunciato, durante la trasmissione Rai, “Report” del 18 giugno scorso – una frase: “Firenze è una città in svendita. È una città all’incanto, è una città che se la piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”.

“Lei nella sua intervista a Report – chiede molto direttamente Raffaele Palumbo – ha inteso alludere anche se lontanamente anche se vagamente a possibili illeciti da parte dell’amministrazione comunale o la sua è una critica esclusivamente e squisitamente politica?”.

“Ovviamente una critica esclusivamente politica, credo nel mio diritto – risponde senza esitazioni Montanari – e sono anche abbastanza allibito del fatto che il sindaco e la giunta, non come istituzioni ma come privati cittadini, mi chiedano una cifra che mi costringerebbe a vendere la mia casa, a mettere i miei bambini a dormire per strada, perché ho espresso un’opinione politica”.

“Se avessi voluto dire qualcos’altro lo avrei fatto – aggiunge Montanari – questa cosa l’hanno capito in tanti, l’ha capito la Camera del Lavoro di Firenze, che fa fatto un documento a mio favore, la Comunità delle Piagge, l’ha capita la Consulta Nazionale degli storici dell’Arte…  un enorme quantità di persone hanno capito che era una critica politica”.

“Il sindaco Nardella ha detto più volte che il suo scopo era di attirare a Firenze Capitali stranieri – spiega poi Montanari – io ho detto che gli amministratori si sono messi al servizio degli investitori stranieri e non di quelli che io ritengo essere gli interessi della città: se nella piazza in cui vivo, in pieno Oltrarno, si permette che un appartamento venga diviso 6 unità, si è al servizio del mercato immobiliare non si è al servizio del ripopolamento del centro, essere al servizio non vuol dire prendere le mazzette da qualcuno, non c’è nulla di illecito, ma c’è secondo me un errore politico, si potrà ben dirlo”.

Ricordiamo che la decisione di spostare la questione in tribunale era arrivata perché il Sindaco Nardella aveva trovato la frase allusiva a possibili illeciti. Ai microfoni di Controradio, Montanari ha rigettato con forza questa accusa parlando appunto di “posizione politica”. E a sostegno di questa sua posizione ricorda un caso che anni fa lo fece salire agli onori delle cronache. “Nel caso dei Girolamini a Napoli, quando ho avuto sentore di illeciti sono andato immediatamente a parlare con magistratura, mettendoci la faccia e rischiando in prima persona”.

Montanari spiega infine come l’intervista rilasciata a Report sia stata montata a sua insaputa, in modo da ingenerare equivoci.

L’intervista completa sul nostro canale Youtube

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25 novembre: su Controradio voci e strumenti contro le violenze di genere

25 novembre: su Controradio voci e strumenti contro le violenze di genere

Donne, giovani, precarie e madri. Le più colpite dalla gestione della pandemia. Le loro voci, i loro vissuti e i loro volti il 25 novembre su Controradio.

Mattinata speciale contro tutte le forme di violenza contro le donne: dalla femminilizzazione della povertà, al revenge porn, dalle conseguenze del lock down, alla sindrome da alienazione parentale fino al linguaggio tossico.
Insieme a Raffaele Palumbo, Monica Pelliccia e Chiara Brilli in onda dalle 8 alle 10 su Controradio e sui nostri canali social tramite la piattaforma digitale Edo con interviste, reportage, collegamenti e strumenti per riconoscere e affrontare le discriminazioni di genere.

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