“Io disabile, e l’impossibilità di passeggiare alla Cascine”

“Io disabile, e l’impossibilità di passeggiare alla Cascine”

Intervista con RAFFAELLO BELLI, minacciato di multa per aver posteggiato in una porzione del parco dove non avrebbe potuto.

QUESTA LA LETTERA APERTA DI RAFFAELLO BELLI

Egregio Signor Sindaco, Sono una persona costretta a vivere da disabile per via del fatto che riesco a camminare soltanto per brevi tratti e con grande difficoltà. Naturalmente sono legittimo titolare del Contrassegno disabili n. 108 rilasciato dal Comune di Firenze valido e sempre regolarmente esposto sul parabrezza della mia auto. Per me e importantissimo camminare all’aria aperta per quello che posso (ho anche un certificato medico). E questo e ancora più importante perchè le piscine sono chiuse. Questo perché, se non mi muovo, mi paralizzo del tutto e muoio presto. Perciò, nella prima fase di questo virus, per non violare le regole stabilite, andavo con il deambulatore a camminare in solitudine per quel poco che posso in un grande parcheggio sempre vuoto che c’è vicino a casa mia. Era triste e squallido, pero non potevo fare diversamente. Vennero anche 2 volte i carabinieri, ma io agivo correttamente, e ci fu anche un articolo su un giornale online. Ora che le Cascine sono aperte ritengo di avere lo stesso diritto degli altri di andarci in modo di avere un po’ di ombra e un po’ di verde intorno a me, e respirare un po’ di aria del parco. Ritengo di avere lo stesso lo stesso diritto degli altri di potermi sedermi alle Cascine, dopo aver camminato un po’, per riposarmi e respirare un po’ di aria del parco. Per quanto ne so io tutto ciò e pienamente ammesso dalla normativa vigente. Tant’è che l’assessore regionale Saccardi con lettera dell’8 maggio 2020, Prot. 166170/12.110, indirizzata anche ai Sigg. Prefetti, scrive: “… si ritiene opportuno, in analogia con quanto previsto dall’articolo 4 della medesima ordinanza, che le persone con disabilità o non completamente autosufficienti possano utilizzare il mezzo privato per spostarsi eventualmente solo con un accompagnatore in luoghi appropriati all’effettuazione di attività motoria purché muniti del tagliando disabili per il mezzo di trasporto”. Lo scorso inverno, prima del virus, andavo con la mia auto all’Indiano, in fondo alle Cascine, scendevo dalla mia auto, camminavo un pochino al sole e poi mi riposavo seduto su una sedia sempre al sole. Da qualche giorno sentiamo tutti che è venuto il caldo e per me è tropo faticoso continuare a camminare al sole. Dall’altra per me è importante continuare a camminare alle Cascine perché ci sono tratti asfaltati senza sassolini in terra, che sono un problema per me con il deambulatore. Per avere un po’ di ombra negli ultimi giorni sono andato a camminare nel vialetto interno nella prima parte delle Cascine (per intendersi, quella fra la tramvia e il piazzale delle Cascine). Un paio di volte si sono fermati i carabinieri a dirmi che non potevo stare li. Ieri si è fermata una pattuglia di polizia municipale, con grandissima gentilezza ed evidente imbarazzo personale (una situazione abbastanza simile mi era capitata all’inizio dell’emergenza al parco dell’Argingrosso, dove un gentilissimo poliziotto municipale mi aiutò anche per un piccolo problema che avevo incontrato con il deambulatore e mi fece anche molti complimenti) mi hanno spiegato, in base all’ordinanza del Sindaco, io Firenze, 19 maggio 2020 1
“disabile” con la mia auto posso andare nella seconda parte delle Cascine, quella, per intendersi, tra il piazzale delle Cascine e l’Indiano, ma non nella prima parte. Il fatto è che in questa seconda parte, a parte il piazzale dell’Indiano, chepero è in pieno sole, le strade sono più strette e più affollate. Perciò non vedo altri punti dove, senza incontrare barriere per me pericolose e per me insuperabili, posso fermare la mia macchina, camminare un pochino e fermarmi un po’ a sedere senza dare fastidio ad altre persone. Viceversa, nella prima parte delle Cascine, dato che faccio molta attenzione a fermare la mia auto in una larga traversa laterale dove passano pochissime persone (domenica scorsa, in tutto i tempo che ci sono stato, fra sì e no, saranno passate 10 persone), non vedo a chi posso dare noia. Dall’altra parte anni fa, un gentiluomo, che era Assessore Verde al traffico del Comune di Firenze, e che mi aveva già regalato il privilegio della sua amicizia, un giorno mi disse: “Non è un’ auto di un singolo disabile che rovina l’ambiente, sono gli abusi che lo rovinano.” E infatti in proposito il problema vero sono gli abusi, ma non per questo si possono colpire tutti disabili. Per esempio in Italia ci sono molti Comuni che vengono sciolti per mafia, o non so come si dice esattamente. Che si fa: per questo si scioglie anche il Comune di Firenze? E ancora, almeno nello scorso Parlamento, veniva detto che c’erano molto pregiudicati. Che si fa: per questo si chiudono i parlamenti? Opure si colpiscono gli abusi? Per esempio, come nella City di Londra, facendo entrare solo le auto con il disabile a bordo che non deve rimanere nell’auto parcheggiata? Eppoi, sono stato molte volte a camminare all’Indiano: per quello che mi ricordo, a parte i mezzi di servizio, solo una domenica ho visto fermarsi un’auto che aveva a bordo una signora anziana con gravi difficoltà nel camminare. Meglio se quella signora fosse stata in una Rsa? Dall’altra parte, come tutti,, prima di essere un uomo, sono un animale. E credo di avere lo stesso lo stesso diritto di una formica di andare nella prima parte delle Cascine. E’ chiaro che io ci devo andare per forza con l’auto mentre le formiche no. Però se davvero si vuole rispettare la natura, allora nella prima parte delle Cascine si dovrebbe andare scalzi e nudi a piedi perché anche a produrre le scarpe, i vestiti, le biciclette ecc. si inquina . Dunque Signor Sindaco, se Lei insiste, io provo ad andare solo nella seconda parte delle Cascine. Però, se le persone mi fanno notare che la mia auto dà noia dove sono costretto a lasciarla, dirò a loro di rivolgersi a Lei. E, se proprio darà troppa noia, tornerò nella prima parte delle Cascine, e se Lei insisterà ancora, se necessario, ci vedremo in tribunale, PURTROPPO, con infinita tristezza da parte mia. Quando in inverno andavo spesso a camminare in fondo alle Cascine, nel transitare per vigilanza, nel vedermi camminare con molta fatica con il deambulatore, le auto, sia dei carabinieri che della polizia municipale, si sono fermate più volte a farmi i complimenti e a chiedermi se avevo bisogno di aiuto. Inoltre l’art. 1 della Costituzione italiana dice che a sovranità appartiene al popolo. Allora non posso non rilevare, nel camminare con grande fatica per brevi tratti con il deambulatore, quante persone si fermano a farmi complimenti commoventi che che mi danno tanta carica e che andrebbero divulgati. Mettendo insieme la 1a e la 2a fare, per via del fatto che ceravo di camminare da solo con il deambulatore, sono venuti da me 4 volte i carabinieri e 2 volte la polizia municipale. E allora, nella Sua qualità di rappresentante della Repubbica italiana, Le chiedo: con tutti problemi che ci sono nell’Italia e nel mondo d’oggi, non avete niente di meglio da fare che spendere soldi per mandare i carabinieri e la polizia municipale a dirmi di non camminare? Purtroppo a fine febbraio mia madre è morta e io sono solo al mondo. Non sono, e non voglio assolutamente essere il Suo confessore, e neanche quello di Conte e compagnia. 2
Quindi, per essere onesto, mi devo basare non sulle intenzione, ma suoi fatti. E allora, se penso a tutti questi ostacoli che ho elencato qui sopra, e a tutti gli altri enormi, che ci mettete sopratutto per l’assistenza personale, non sono cosi stupido da non capire che di fatto così conducente i disabili gravi a morte precoce. Purtroppo, per questi motivi, qualche anno fa, un grande uomo e un importante amico, si è trovato costretto a lasciarsi morire nelle case popolari alla Casella. Se mi condurrete a morte precoce, e se non me lo impedirete con la forza tipica dei regimi, farò tutto il possibile affinché ciò avvenga davanti al Palazzo Vecchio. Per il semplice fatto che non può esserci democrazia senza che chi va ancora a votare sappia. Con ossequio, Raffaello Belli

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Protesta dei Disabili alla ‘Festa della Toscana’

Protesta dei Disabili alla ‘Festa della Toscana’

?Protesta delle associazioni dei Disabili, davanti al cinema La Compagnia dove si svolgeva la Festa della Toscana 2018, per chiedere alla Regione più risorse per il progetto Vita Indipendente dedicato all’autonomia delle persone con disabilità grave.

“La regione Toscana nel proprio statuto ha come priorità per i disabili e gli anziani la vita indipendente, dicono le associazioni dei disabili – viceversa se rinchiusi in istituto o in ‘case famiglia’, i disabili gravi devono mangiare, andare a letto, alzarsi la mattina, fare le cose più o meno quando decidono i dirigenti di tali strutture”.

Riportiamo quelle che sono le rivendicazioni delle associazioni dei disabili contenute in un volantino distribuito oggi:

  • dai dati in nostro possesso, almeno 200 persone sono ancora in attesa di ricevere il contributo vita indipendente pur avendone diritto;
  • cioè in Toscana almeno 200 disabili gravi rischiano, nel caso di disabilità motorie, di passare la notte sulla carrozzina o tutto il giorno a letto, non poter andar in bagno, mangiare o bere un bicchiere d’acqua; oppure, nel caso di disabilità visive, si rischia di non poter leggere i propri documenti sanitari o le etichette dei pro­ dotti, con conseguenti rischi aggiuntivi per la salute; inoltre, sia per le disabilità motorie sia per quelle visive, si rischia la reclusione a domicilio per l’impossibilità pratica di uscire di casa;
  • tutto ciò perché, non percependo il contributo vita indipendente, tali disabili non hanno i soldi per pagare le persone che li aiutino;
  • se non possono permettersi ciò, a maggior ragione le 200 persone di cui sopra sono costrette a rinunciare a cose naturalissime come il godere delle “piccole” libertà di ogni giorno o il prendersi cura delle persone care;
  1. per ottenere il contributo vita indipendente, ognuna ed ognuno degli almeno 200 disabili gravi deve aspettare che muoia una persona che già lo riceve;
  2. gli importi erogati ad ogni disabile grave sono così miseri che in realtà si tratta di un aiuto significativo solo per chi ha disabilità non troppo gravi, mentre con importi così bassi chi ha necessità di molta assistenza personale, e ne avrebbe maggiore diritto, è lasciato in difficoltà così grandi da costringere tali persone ad un tipo di vita allucinante, di fatto non molto diversa da quella di chi è in prigione.

Pertanto, si richiede:

  1. eliminazione delle liste d’attesa;
  2. adeguamento degli importi erogati alle necessità degli utenti;
  3. continuazione dell’erogazione del contributo vita indipendente oltre il compimento dei 65 anni di età – salvo esplicita rinuncia da parte del singolo utente o che la UVM non dimostri il sopraggiungere della demenza senile nel singolo utente.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Raffaello Belli Associazione Vita Indipendente Toscana:

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