Distributore ‘imbroglione’, Gdf controlla a tappeto

Distributore ‘imbroglione’, Gdf controlla a tappeto

Siena, in un controllo della Gdf scoperto un impianto che eroga meno carburante di quello che segnala. Le fiamme gialle senesi sono impegnate in numerosi controlli sui distributori stradali di carburante dell’intera provincia. Le attività riguardano, oltre l’aspetto fiscale e l’esame dei registri di carico e scarico, anche le licenze d’esercizio, le certificazioni di prevenzione incendi e la disciplina sulla corretta esposizione dei prezzi.

Il blitz è partito dopo un controllo della Gdf eseguito nei giorni scorsi a un impianto che fa parte delle cosiddette ‘pompe bianche’, cioè quelle stazioni di servizio indipendenti che non appartengono al circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note. Proprio presso un esercente ‘bianco’ è stata riscontrata l’irregolarità nell’erogazione su uno dei prodotti commercializzati.

I finanzieri hanno dapprima verificato le giacenze effettive dei prodotti petroliferi stoccati nei serbatoi e il corretto funzionamento delle singole colonnine di erogazione. Per una di esse la misurazione ha fornito un riscontro irregolare, dato che il prodotto realmente erogato è risultato di quantità inferiore a quanto riportato sul contatore volumetrico della colonnina. Sanzionato il gestore nei confronti del quale è prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa sino a 619 euro.

Da questa singola verifica è sovvenuta la necessità di una più ampia ricognizione nel settore.

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Alcolismo, Regione e Arcat firmano nuova collaborazione

Alcolismo, Regione e Arcat firmano nuova collaborazione

Un accordo di collaborazione triennale tra Regione e Arcat (Associazione regionale del Club alcologici territoriali), è stato siglato stamani negli uffici dell’assessorato al diritto alla salute. La collaborazione era già in atto per un accordo precedente (2016-18), di sensibilizzazione dei rischi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche, educazione, promozione della salute. L’accordo era stato approvato con una delibera di giunta nello scorso mese di aprile.

“Come Regione siamo molto impegnati nella prevenzione e nel contrasto a tutte le dipendenze, anche quelle dall’alcol – fa notare l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi – Finora la collaborazione con Arcat è stata molto proficua, la sua presenza capillare sul territorio consente di avvicinare le famiglie in difficoltà e fare azione di educazione e sensbilizzazione. Volentieri dunque proseguiamo la collaborazione già avviata nel triennio scorso, certi che continuerà a dare buoni risultati”.

L’Arcat è un’associazione regionale di volontariato alla quale, ad oggi, aderiscono circa 150 Club alcologici territoriali dislocati in tutte le province della Toscana. I club sono “comunità multifamiliari” con problemi alcolcorrelati, che si ritrovano ogni settimana per condividere percorsi di cambiamento di stile di vita e, prendendo avvio dall’astensione dalle bevande alcoliche, si pongono l’obiettivo di costruire comportamenti che promuovano il benessere proprio e dei propri familiari. All’interno della propria associazione e nei confronti della società, Arcat promuove una cultura tesa a prevenire e sensibilizzare ai rischi derivanti dall’uso e abuso di sostanze alcoliche, in stretta collaborazione con le istituzioni locali e regionali, pubbliche e private, del territorio toscano.

Regione Toscana ha previsto nei suoi atti di programmazione un forte e continuativo coinvolgimento del volontariato e del terzo settore, per contribuire, in termini di qualità, alla crescita del Sistema sanitario regionale, riconoscendo loro un ruolo propulsivo e operativo anche a livello territoriale ed ha avviato da anni una proficua collaborazione con Arcat.
Con l’accordo siglato stamani si dà continuità alle azioni svolte congiuntamente finora e si rafforza la collaborazione in atto, definendo, per il triennio 2019-2021, ulteriori azioni congiunte tra la Regione Toscana e Arcat, con l’intento di far crescere nella popolazione toscana una maggiore consapevolezza sui rischi derivanti dall’uso e abuso di alcol e dei problemi alcolcorrelati complessi, rispondenti agli indirizzi programmatici contenuti negli atti del Consiglio e della Giunta regionale in materia di salute pubblica.

Arcat si impegna a collaborare con la Regione Toscana, al fine di dare attuazione al presente Accordo, attraverso:

– Percorsi di educazione ecologica continua dei servitori-insegnanti di Club e delle famiglie;
– Coordinamento e promozione delle attività;
– Rete territoriale dei Club;
– Attività di studio, ricerca e pubblicazione;
– Attività di protezione e promozione della salute nelle comunità locali della Toscana.

La Regione Toscana si impegna a sostenere finanziariamente l’attività e le azioni sopra citate, destinando la somma complessiva di 180.000 euro, con uno stanziamento di 60.000 euro per ciascuna annualità 2019, 2020 e 2021.

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Morte Astori, interrogato Galanti: “Mai redatto un falso”

Morte Astori, interrogato Galanti: “Mai redatto un falso”

Ha risposto alle domande e ha detto di non aver mai redatto un documento medico falso, il professor Giorgio Galanti interrogato questa mattina dal pm Antonino Nastasi nell’ambito dell’inchiesta-bis aperta dalla procura di Firenze sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori.

“Il mio assistito ha risposto alle domande e ha chiarito che non è stato redatto nessun falso”, ha affermato il difensore di Galanti, avvocato Sigfrido Fenyes, al termine dell’interrogatorio, effettuato nell’ufficio del pm Nastasi e durato circa un’ora e trenta minuti. Galanti, già indagato con Francesco Stagno per omicidio colposo, in questo secondo fascicolo è indagato, insieme a una dottoressa di Careggi, in concorso per falso materiale riguardo a un certificato medico relativo a un esame cardiologico (Strain) a cui in realtà, sostiene l’accusa, il calciatore non sarebbe mai stato sottoposto. Il certificato medico di idoneità alla pratica agonistica risulterebbe quindi, proprio per il mancato compimento di questo esame, falso.

Secondo quanto risulta agli inquirenti, la dottoressa sarebbe il medico che avrebbe redatto il certificato relativo a un particolare accertamento cardiologico su Astori tra quelli necessari per attestare la sua idoneità agonistica. In base al certificato, questo esame venne effettuato e risale al 2017, ma la Procura di Firenze ritiene il contrario, ossia che il certificato sia stato stilato solo la primavera scorsa e che, quindi, non sia autentico.

Il certificato sarebbe stato acquisito dagli investigatori in attività di indagine svolte all’ospedale di Careggi. L’inchiesta principale per omicidio colposo ritiene che Davide Astori sia morto per la mancata diagnosi di una patologia cardiaca che gli avrebbe impedito il proseguimento della carriera agonistica. Diagnosi che per il pm non fu fatta per la carenza di alcuni approfondimenti medici. Questi, insieme ad altri esami, avrebbero potuto rivelare l’insorgenza della patologia in tempo utile per sottoporre Astori alle cure necessarie.

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In Toscana nasce rete regionale per gravidanze alto rischio

In Toscana nasce rete regionale per gravidanze alto rischio

Una delibera, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, ha istituito una rete clinica regionale per le gravidanze ad alto rischio in Toscana.

La Rete clinica, spiega una nota, vuole adeguare l’offerta di risposte ai migliori standard qualitativi nazionali e internazionali e prevede un comitato strategico regionale, tre sotto reti di Area vasta, che ricomprendono la relativa Unit di medicina materno fetale e le articolazioni territoriali e ospedaliere per le gravidanze a rischio.

Viene inoltre previsto un centro di coordinamento regionale per la patologia fetale: è necessario infatti concentrare i casi in pochi centri specializzati, per consentire equità di accesso a tutte le gestanti che ne abbiano la necessità, e permettere agli operatori di mantenere la necessaria competenza e, al tempo stesso, garantire il massimo allineamento dei comportamenti tecnico-professionali.

“Negli ultimi mesi abbiamo messo in atto azioni e percorsi a favore della gravidanza e della nascita – ricorda l’assessore Saccardi -. Il nuovo protocollo per la gravidanza fisiologica, il nuovo percorso di accesso alla diagnosi prenatale, la nuova applicazione mobile al percorso nascita hAPPyMamma. Abbiamo aggiornato i livelli organizzativi per la rete dei punti nascita e le raccomandazioni per il trasporto protetto neonatale e il trasporto assistito materno. Con questa nuova delibera abbiamo voluto assicurare un percorso coordinato per le gravidanze ad alto rischio, perché le mamme e i nascituri abbiano i servizi e le competenze migliori”.

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Blocco edilizia, Confartigianato: “Tutto fermo per refuso? E’ follia distruttiva”

Blocco edilizia, Confartigianato: “Tutto fermo per refuso? E’ follia distruttiva”

“Se quanto emerso oggi sul blocco dell’edilizia a Firenze corrisponde al vero, significa che siamo in mano a dei folli che per un banale “refuso” o “errore” hanno bloccato una città e stanno mandando sul lastrico decine di imprese edili e centinaia di famiglie di lavoratori. Questa volta un “scusi mi sono sbagliato” di certo non basterebbe perché occorrerà chiedere i danni a chi con insipienza piena solo di masochismo sta bloccando un’intera città mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”.

Così Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Firenze commenta la notizia “che sul ‘caso’ delle Querce, che potrebbe sbloccare i cantieri fuori dal centro storico stoppati dall’ordinanza del Consiglio di Stato, ci sia un ‘errore materiale’ di Italia Nostra”.

“Quello che chiediamo è che il ripensamento di Italia Nostra adesso valga per tutta la questione ristrutturazioni – spiega Ferretti – e non solo per il caso Le Querce. Perché il nostro settore non può sopportare un altro stop a tempo indeterminato visto che le nostre imprese e i nostri lavoratori hanno già pagato e stanno ancora pagando un prezzo salatissimo alla crisi delle costruzioni”.

“Per chi non lo sapesse – aggiunge il segretario generale di Confartigianato Firenze – in Toscana l’edilizia tra il 2008 e il 2018 ha perso 28 mila addetti e 3.500 imprese. Una strage passata nel silenzio di quel partito del No che ritiene che la prospettiva per Firenze e la Toscana sia nell’immobilismo e non nella crescita sostenibile e responsabile come invece crediamo noi, consapevoli che una Firenze ferma a rimirar il suo straordinario passato non sia più in grado di dare risposte ai nostri giovani, ma solo a chi vive con e per la rendita di posizione”.

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