Rigettato il ricorso del governo sulla legge toscana sulla geotermia

Rigettato il ricorso del governo sulla legge toscana sulla geotermia

Firenze, sono state ritenute non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti della legge regionale 73/2020, che contiene la disciplina delle aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica. La Corte Costituzionale, con la sentenza 11/2022, ha rigettato il ricorso del governo sulla legge toscana sulla geotermia. Soddisfatto il commento dell’assessora all’ambiente Monia Monni.

“Si tratta di un risultato importante – ha detto Monni commentando la notizia del rigetto del ricorso -, per il quale rivolgo un particolare ringraziamento alla nostra Avvocatura per il lavoro svolto, che rafforza la scelta operata dal Consiglio regionale nella precedente legislatura. Continuiamo a sostenere che lo sviluppo della geotermia rappresenta un asset fondamentale e strategico per la transizione energetica della Toscana, ma che uno sviluppo sostenibile deve contemperare l’esigenza di incremento delle rinnovabili con la tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

La Corte nella recente sentenza ha affermato che la disposizione impugnata dal Governo “costituisce una norma di salvaguardia ambientale, volta a regolare il periodo che va dall’adozione della modifica del PAER (Piano Ambientale ed Energetico Regionale) alle sua approvazione”. E ancora ha precisato che “in tale contesto la finalità perseguita dal legislatore regionale è quella di evitare che la non ancora intervenuta conclusione del procedimento amministrativo concernente l’individuazione delle aree ‘non idonee’, possa consentire ai proprietari dei luoghi interessati di realizzare nuove installazioni di impianti, in tal modo eludendo, nelle more della conclusione del procedimento di approvazione, la stessa individuazione di quelle aree in via amministrativa”.

“Nel ricordare il contributo che l’allora capogruppo Marras diede nella redazione della legge – ha concluso l’assessora -, sottolineo come la sentenza confermi la validità di una scelta che ha saputo tenere in equilibrio la necessità, tutelata dalla legge nazionale, di consentire la ricerca, con quella di governare lo sviluppo delle nuove installazioni, tenendo conto delle scelte dei territori e decidendo dove le coltivazioni sono coerenti con gli obiettivi di sviluppo delle amministrazioni locali e compatibili con le esigenze pubbliche e dove, invece, non lo sono”.

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Pillole antivirali Merck, arrivate all’ospedale pediatrico Meyer

Pillole antivirali Merck, arrivate all’ospedale pediatrico Meyer

Firenze, all’ospedale pediatrico Meyer sono arrivate le prime 1.440 pillole antivirale della casa farmaceutica Merck, specifiche per la cura del Covid-19.

“Sono pillole della speranza e mi ha fatto piacere che la Toscana sia stata una di quelle regioni subito raggiunte – ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani, che stamattina è andato all’ospedale pediatrico Meyer – Sono circa 1.500” pillole antivirali Merck “e, come l’anno scorso con i primi vaccini, andranno ai soggetti fragili, molto mirati e vedremo attraverso di loro come funzionano”.

“Devono essere somministrate entro cinque giorni dai primi sintomi di Covid – ha aggiunto Giani – e poi vedremo quali sono i loro effetti, se funzionano sono la cura. Al momento per il Covid abbiamo il vaccino che è la prevenzione, ma finora è mancata la cura”. Il direttore del Meyer Alberto Zanobini ha poi spiegato che “in questo caso il nostro impegno è a favore del sistema regionale” perché “la nostra piattaforma di magazzino è a servizio dell’intero sistema regionale”.

La terapia a base di antivirali per via orale, precisa poi la Regione Toscana in una nota, è destinata ai pazienti affetti da malattia da Covid, lieve o moderata, e che sono ad alto rischio di progressione severa della malattia.

La terapia è stata autorizzata per coloro che presentano le seguenti condizioni: sono positivi al Covid; hanno sintomi del Covid da lievi a moderati da cinque giorni o meno con età pari o superiore a 18 anni; hanno un rischio elevato di sviluppare una forma grave di Covid; tra questi vi sono coloro che hanno condizioni mediche preesistenti, quali obesità, diabete, malattia renale cronica e un sistema immunitario indebolito.

La Regione Toscana, si spiega, per mezzo dei suoi settori competenti, ha individuato un percorso organizzativo necessario a garantire la corretta individuazione e gestione dei pazienti candidabili al trattamento con il nuovo farmaco antivirale.

Le pillole antivirali Merck arrivate ieri al Meyer di Firenze fanno parte di una prima fornitura a cui, spiega Giani, “ne seguirà un’altra molto più consistente. Ancora una volta si conferma l’importanza del Meyer, non solo nel suo ruolo di riferimento per i bambini, ma anche come piattaforma logistica a servizio di tutto il sistema sanitario regionale. Da qui infatti le pillole, come già avviene per gli anticorpi monoclonali, saranno distribuite alle Asl e ai vari presidi sanitari toscani, confermando la piena sinergia tra Meyer e Regione”.

“Le pillole Merck sono un’arma in più nel nostro arsenale terapeutico contro il Coronavirus – commenta l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini – insieme ai vaccini e agli anticorpi monoclonali, collocando la Toscana tra le prime Regioni in Italia per utilizzo, ricerca e sperimentazione di farmaci antivirali per il Covid”.

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Autolinee Toscane: a rischio trasporti bus

Autolinee Toscane: a rischio trasporti bus

Firenze, sarebbero 530 gli autisti di Autolinee Toscane, azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma in Toscana, malati o in quarantena a causa del Covid. Per questo Autolinee Toscane parla di “servizio a rischio”, preannunciando che il personale sarà concentrato “sulle corse per gli istituti scolastici e pendolari”.

“Su meno di 4mila autisti – afferma Gianni Bechelli, presidente di Autolinee Toscane – ben 530 ora non possono lavorare, un numero in costante aumento, giorno dopo giorno. E il problema non riguarda solo loro ma tutta l’attività che sta dietro ai bus che portano i toscani al lavoro o a scuola, dalla manutenzione alle attività di organizzazione fino alle biglietterie”.

“Abbiamo chiesto ai nostri autisti e in generale a tutti i dipendenti, in questo periodo – prosegue Bechelli – sia di fare straordinari che di saltare le ferie, quando possibile e utile. Li ringraziamo per l’enorme impegno che stanno dando. Ma temiamo, purtroppo siamo quasi certi, che non sarà abbastanza per garantire il servizio completo al ritorno dell’orario scolastico, con la riapertura delle scuole”.

“Per questo, da giorni stiamo riorganizzando il servizio per poter garantire, dal 7 gennaio, le corse in orario scolastico e nelle ore di punta per i pendolari che vanno e tornano dal lavoro. Lanciamo un messaggio chiaro e trasparente: fuori da queste fasce è molto probabile che ci saranno meno bus in circolazione, sia in ambito urbano che extraurbano. Ci dispiace, faremo tutto il possibile, ma la situazione è di emergenza. Abbiamo avvisato ovviamente le istituzioni ma chiediamo ai media di far arrivare il messaggio: cerchiamo di fare tutto il possibile, ma non sarà mai sufficiente, fino a quando questa ondata della pandemia non si fermerà”.

Autolinee Toscane sta anche cercando di accelerare la campagna di 200 assunzioni che ha lanciato qualche settimana fa, aprendo un portale per semplificare la selezione.

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