Chiusura pasquale per punti vendita Unicoop Firenze

Chiusura pasquale per punti vendita Unicoop Firenze

I punti vendita di Unicoop Firenze rimarranno chiusi per Pasqua e Pasquetta, così come anche per il 25 aprile e il Primo Maggio. La decisione, spiega una nota, segue, le chiusure del primo gennaio e dell’Epifania.

In tutto sono dieci le festività di chiusura garantita dal piano di aperture festive della cooperativa, presentato a giugno 2017 per “soddisfare i bisogni, senza forzare i consumi” come recitava un manifesto delle cooperative emiliane degli anni Sessanta e mantenuto negli scorsi due anni, nonostante la concorrenza abbia seguito un’altra strada. Prima del dibattito politico degli scorsi mesi e dopo essersi impegnata per modificare le norme che permettono aperture illimitate, Unicoop Firenze, accogliendo anche le sollecitazioni dei lavoratori, ha modificato la politica di aperture festive.

La linea della cooperativa garantisce la chiusura nelle dieci festività ‘comandate’ religiose e civili e, durante l’anno, l’apertura domenicale limitata alla sola mattina nel 40% dei punti della rete di vendita, con relativa chiusura dell’intera giornata dell’altro 60% dei punti di vendita. Unicoop Firenze lavora costantemente per riaffermare il principio che non si può sacrificare tutto in nome dei consumi e dell’eccesso di servizio e punta a rimettere al centro elementi valoriali, come quelli legati alla qualità della vita delle persone.

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Firenze, Fp-Cisl: “Per vigili dal comune serve più impegno”

Firenze, Fp-Cisl: “Per vigili dal comune serve più impegno”

“Prosegue il confronto con il Comune di Firenze per il contratto decentrato e la CISL è fortemente impegnata nella trattativa per dare finalmente attuazione agli impegni presi con i lavoratori” lo dichiara in una nota il responsabile delle Funzioni Locali della CISL FP di Firenze Prato, Nicola Burzio, che chiede all’Amministrazione comunale un impegno concreto rispetto alle proposte avanzate in queste settimane.

“Rispettiamo, ma non condividiamo, la scelta di alcuni sindacati di proclamare in questo momento lo sciopero della Polizia Municipale. Anche noi vogliamo che le opportunità offerte dal nuovo CCNL al personale della Polizia Municipale, soprattutto per chi sta in strada ogni giorno, siano colte, e per questo stiamo lavorando nonostante la cornice economica non aiuti a causa dei vincoli di finanzia pubblica che non consentono l’aumento del fondo del salario accessorio. Come CISL – specifica il responsabile delle Funzioni Locali – abbiamo chiesto da oltre un mese di aumentare le risorse per la previdenza complementare dei vigili, attraverso i proventi del codice della strada ex art. 208, ma ad oggi non abbiamo avuto riscontri. A differenza delle altre risorse qui non esistono vincoli particolari e la loro destinazione dipende dalla volontà politica di dare risposte tangibili a questa categoria di lavoratori”.

Burzio fa il punto sulle altre proposte della CISL “Il contratto decentrato deve valorizzare tutti i dipendenti del Comune e per questo condividiamo i contenuti della piattaforma che prevedono il rafforzamento del premio di produttività legato alla performance destinato a tutti i lavoratori e l’aumento delle indennità di condizione di lavoro per le attività maggiormente disagiate e a rischio. Abbiamo chiesto garanzie sulle risorse per le Posizioni Organizzative, che costituiscono un elemento cardine per il funzionamento del Comune. Oltre alle rivendicazioni salariali abbiamo chiesto di investire sulla formazione dei lavoratori per migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese, una nuova regolamentazione della mobilità interna che tenga conto delle competenze e professionalità dei dipendenti, la possibilità di concedere il part-time ai lavoratori che devono assistere familiari colpiti da patologie oncologiche. Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, l’introduzione del welfare integrativo quale strumento di sostegno ai bisogni dei dipendenti e delle loro famiglie non solo con la concessione di benefici economici, ma anche attraverso forme di facilitazione all’accesso ai servizi, quali ad esempio, asili nido, assistenza agli anziani e perché no anche ai servizi culturali”.

Conclude: “Un contratto è un accordo che mette in gioco compatibilità economiche, competenze giuridiche, esigenze sociali e deve comprendere sia il valore della meritocrazia sia la crescita professionale dei lavoratori. Per questo, ci aspettiamo che l’Amministrazione, assessore al personale in primis, si impegni da subito in un dialogo costruttivo rispetto alle nostre proposte”.

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Livorno: scoperti 9 evasori fiscali

Livorno: scoperti 9 evasori fiscali

Nove evasori fiscali sono stati scoperti dalla guardia di finanza di Livorno dopo un controllo sugli inserti pubblicitari delle loro attività. In tutto i finanzieri hanno quantificato un’evasione di 1,8 milioni di euro di redditi.

Un’infermiera di 66 anni di Castiglioncello, che svolgeva regolarmente la professione ha omesso di dichiarare redditi per 110mila euro percepiti tra il 2012 e il 2015. Poi due meccanici: un 43enne di Rosignano ha omesso fatture per 280mila euro, mentre un 57enne a Collesalvetti è risultato evasore totale dal 2014 al 2016 per oltre mezzo milione. Nel mirino delle fiamme gialle di Livorno anche due muratori: uno, a Rosignano, non ha dichiarato incassi per lavori eseguiti per 60 mila euro così come un collega albanese di 37 anni residente nel Pisano che invece, sempre per lavori eseguiti, non ha dichiarato oltre 430 mila euro. Un 43enne commerciante di prodotti antincendio vendeva i propri articoli nascondendo al fisco 150 mila euro negli ultimi 5 anni.

A Livorno infine il titolare di una società di impianti antincendio di 78 anni è stato denunciato per dichiarazione fraudolenta per aver registrato fatture inesistenti per 18mila euro, mentre un commerciante cinese 56enne ha omesso in due anni di versare Irpef per 90mila euro. In ultimo un rappresentante di prodotti farmaceutici ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per il 2014 e il 2015 in cui avrebbe dovuto indicare oltre 200mila euro di compensi ricevuti.

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Cesvot Firenze: Marco Esposito è il nuovo presidente

Cesvot Firenze: Marco Esposito è il nuovo presidente

“Procederemo per piccoli passi fatti nel segno della concretezza e della collaborazione”. Queste le parole di Marco Esposito, nuovo presidente della delegazione Cesvot di Firenze, l’associazione che offre servizi gratuiti di orientamento e informazione ad associazioni di volontariato, rappresentanti e operatori degli enti pubblici, cittadini.

Il nuovo direttivo che si è appena insediato è composto da 18 persone che rappresentano il mondo del volontariato fiorentino che conta duemila realtà. Per la prima volta quest’anno, come indica il Codice del terzo settore, fanno parte del direttivo anche i rappresentanti di enti che hanno volontari e sede sul territorio e che risultano iscritti ai registri regionali delle associazioni di promozione sociale e delle cooperative sociali oppure all’anagrafe Onlus della Toscana.

La nuova squadra è composta quindi dal presidente Marco Esposito, dell’Atisb, Associazione toscana idrocefalo e spina bifida, dal vicepresidente vicario Lorenzo Masi, dell’Aics Solidarietà Firenze, dai vicepresidentiAntonio Divittorio dell’Avis Comunale Firenze e Massimo Cerbai, del Gruppo Donatori Sangue Fratres Campi Bisenzio e da: Alessandra Buyet del Centro associazioni culturali fiorentine, Anna Maria Calvani dell’Auser Volontariato Territoriale Firenze, Annalisa Saviozzi della Uisp Comitato di Firenze, Antonella Falugiani di Trisomia 21, Daniele Gabbrielli della Fondazione Don Lorenzo Milani, Fulvio Farnesi della Federconsumatori Toscana, Grazia Alicino dei Volontari Centro Internazionale studenti G. La Pira, Ivana Ceccherini dell’associazione culturale Kantharos, Luca Orsoni della Fondazione Solidarietà Caritas, Mariangela Molinari degli Amici dei Musei fioren tini, Renato Boni dell’Auser Territoriale Firenze, Salvina Di Gangi dell’associazione culturale multietnica Gli anelli mancanti, Sara Corradini dell’associazione volontariato penitenziario, Stefano Gamberi della Uisp Solidarietà Firenze.

Il nuovo direttivo si è impegnato a individuare le esigenze del territorio fiorentino contribuendo alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi del programma annuale di attività del Cesvot, pronto a dare servizi gratuiti per promuovere, sostenere e sviluppare il volontariato in Toscana.

”Assumo il ruolo di presidente in questo direttivo con la concretezza – commenta il presidente Esposito – che ho sempre utilizzato nei ruoli che ho ricoperto in passato. Parto sempre dall’idea che se cambiare il mondo è difficile, avanzare per piccoli passi, fatti in collaborazione, è possibile e alla fine di ogni anno ci ritroveremo con tanti piccoli traguardi raggiunti. Il volontariato a Firenze è una con tanti piccoli traguardi raggiunti. Il volontariato a Firenze è una realtà molto varia, la priorità è trovare temi che ci accomunano, un comune modo di vedere e da lì partire per risolvere i problemi. Ma importante per me sarà anche dare identità al gruppo del direttivo, per sentirsi una squadra, partecipare, lavorare insieme per uno stesso obiettivo. Conterà molto l’impegno che ognuno di noi potrà metterci giorno per giorno”.

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Montalcino: oltre 1 milione di evasione fiscale su uve

Montalcino: oltre 1 milione di evasione fiscale su uve

Un’evasione fiscale di oltre un milione di euro con un’Iva sottratta all’erario per centomila euro. È quanto scoperto dalla guardia di finanza a carico di un produttore di vino del territorio di Montalcino (Siena).

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, l’azienda, per ottenere accesso al regime fiscale agevolato del settore vitivinicolo, aveva dichiarato che nel processo produttivo impiegava prevalentemente uva propria.

In seguito alle indagini è invece emerso che la cantina acquistava la maggior parte del vino e delle uve per la vinificazione da produttori terzi. Una circostanza che ha fatto venire meno l’applicazione della normativa per la tassazione agevolata. I redditi complessivamente ricondotti a tassazione ordinaria sono stati quantificati in oltre un milione di euro con un’iva evasa per oltre centomila euro.

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